Mistero su yacht affondato in Corsica
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Il natante, 18 metri, immatricolato a Napoli, ma di una società di Milano era semiaffondato
Gli inquirenti lavorano su due ipotesi: un assalto oppure una frode all’assicurazione
Yacht italiano naufragato in Corsica
nessuno a bordo, fori sulla chiglia
AJACCIO (Francia) – E’ iscritto al compartimento
marittimo di Napoli, ma è di proprietà di una società milanese, che l’aveva messa a noleggio, l’imbarcazione con nessuno a bordo ritrovata in Corsica, con dei fori da arma da fuoco nella parte bassa della chiglia a prua, al largo di Punta della Revellata, in seguito a un misterioso naufragio. Secondo la Guardia costiera di Napoli, si tratta di un lussuoso cabinato di 18 metri, dal nome “Elleduevidue II”; numero di matricola Na 8056/D.
Lo yacht, afferma la stessa fonte, appartiene alla società “System Charter”, con sede a Milano. In mattinata, oggi, la Gendarmeria francese ha chiesto collaborazione alla Guardia costiera di Napoli per alcune verifiche sui dati. Spetta adesso agli inquirenti francesi, per competenze territoriali, procedere sul caso.
Lo yacht sarebbe stato visto per la prima volta venerdì scorso da una famiglia corsa che si aggirava nei paraggi con la propria barca; è stato così dato l’allarme alla capitaneria di porto francese. La vicenda è avvolta nel mistero; decisive saranno per le indagini i rilievi sui fori rinvenuti sullo scafo a prua, ritenuti al momento prodotto di proiettili da arma da fuoco.
Lo yacht è stato rimorchiato in porto da un mezzo della gendarmeria marittima francese che lo tiene sotto sorveglianza in attesa di poterlo alare in secca. I sommozzatori dei servizi di soccorso hanno potuto constatare che gli oblò erano aperti e dalla barca erano stati portati via gli apparecchi radio.
“L’imbarcazione non è stata denunciata come rubata. Non abbiamo trovato alcuna traccia che faccia pensare che sia stata vittima di qualche incidente di navigazione”, ha detto una fonte vicina agli inquirenti. “Stiamo esplorando tutte le piste, in particolare quelle di un assalto in mare o di un sabotaggio volontario per truffare l’assicurazione”.
“Elleduevidue”, uno strano nome per uno strano naufragio: emergeva soltanto la prua ieri quando il lussuoso yacht italiano e’ stato rimorchiato nella baia di Calvi, in Corsica, per la gioia degli scatenati con i flash. La barca, immatricolata a Napoli, e’ diventata un’attrazione e un mistero: un naufragio ma nessuno a bordo, ne’ denunce di furto, sparizione o aggressione. Sul davanti dello scafo, fori che sembrano di proiettile.
Tutte le ipotesi sono ancora aperte sul mistero dello yacht, un 18 metri che negli ultimi giorni era stato ancorato proprio nella baia di Calvi.
Venerdi’ mattina, alcune barche di turisti che si trovano a circa 6 miglia dalle coste della punta della Revellata hanno segnalato uno yacht che sembrava in grossa difficolta’ ed era prossimo ad affondare.
E’ stata una vedetta francese, la ‘Pepita’, a dare l’allarme ai guardacoste, che hanno fatto intervenire gli uomini di Cross-med, l’organizzazione che coordina le operazioni di soccorso ai naufraghi nel Mediterraneo. Dopo pochi minuti arrivano sul posto due vedette, una dei soccorritori della Snsm (salvataggio in mare) e una della gendarmeria, la ‘Jonquille’.
A bordo, nessuna traccia di equipaggio o passeggeri, niente neppure nei dintorni. I sommozzatori scendono in mare con cautela ma hanno grandi difficolta’ – mentre lo yacht minaccia di inabissarsi verso fondali profondi un migliaio di metri – ad avventurarsi nell’interno dell’imbarcazione, ormai pieno d’acqua.
In breve, si decide di ricorrere al rimorchiatore ‘Orca 2′, che arriva da Calvi nel pomeriggio e comincia la difficile operazione di rimorchio, resa difficile dall’oscurita’ incombente e dal vento. Soltanto prima di mezzanotte, quando ormai e’ tardi per le indagini, la barca napoletana e’ assicurata nella baia di Calvi.
Ieri, la gendarmeria si mette al lavoro mentre il Elleduevidue viene fatto risalire in superficie con palloni galleggianti e gru e assicurato a una boa. Il mistero, pero’, ancora non e’ stato svelato: il proprietario e’ una societa’ italiana che ha immatricolato l’imbarcazione a Napoli ma che non ne ha finora denunciato la perdita.
Il pilota dello yacht, anche lui italiano, e’ sparito e gli inquirenti sembrano cercare piuttosto lui che non un vero e proprio equipaggio. L’uomo sarebbe stato visto in diversi locali di Calvi prima di sparire e l’inchiesta tiene conto delle ipotesi piu’ varie, dalla fuga volontaria al rapimento, senza escludere l’aggressione dall’esterno dello yacht, magari in seguito a una lite.
Gli inquirenti studiano alcuni buchi sul davanti dello scafo che assomigliano a fori di proiettile, e riflettono sul fatto che gli oblo’ erano aperti e manca tutto il materiale radio: dettagli che lasciano pensare a un’aggressione ma non fanno escludere, ad esempio, l’ipotesi di una simulazione magari con l’obiettivo di incassare il premio assicurativo. Ma, in assenza di qualsiasi elemento, tutte le ipotesi sul mistero del
‘Elleduevidue’ restano valide.
da repubblica.it e rainews24.it
