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Verso la conferma della scoperta della particella di DIo il bosone di Higgs

Verso la conferma della scoperta della particella di DIo il bosone di Higgs

🕔21.Jun 2012

LA FISICA AD UN PASSO
DALLA ‘PARTICELLA DI DIO’

ROMA – Potrebbe essere a un passo la scoperta della cosiddetta «particella di Dio», il bosone di Higgs, che rende possibile che ogni cosa abbia una «massa». Dopo decenni di ricerche, ormai sembra che la risposta sulla sua esistenza o meno abbia i giorni contati. I calcoli sono in corso e rispetto ai dati presentati dal Cern in dicembre, si è ridotto il margine di errore, al punto da scatenare i blog, nei quali si rincorrono indiscrezioni e ipotesi. Rispetto ai dati presentati al Cern nel dicembre scorso adesso nelle mani dei ricercatori c’è materiale molto più completo e significativo. Tuttavia i dati definitivi non ci sono ancora e l’analisi di quanto è stato visto finora negli esperimenti Atlas e Cms, entrambi condotti nell’acceleratore di particelle più grande del mondo, il Large Hadron Collider (Lhc). Il conto alla rovescia per l’annuncio è cominciato, ma non è ancora chiaro quando e dove questo avverrà. L’intenzione ferma dei responsabili dei due esperimenti, Fabiola Gianotti per Atlas e Joseph Incandela per Cms, è presentare i dati nel congresso di fisica delle particelle in programma in Australia, a Melbourne, dal 4 all’11 luglio. Tuttavia tempi e modi, a quanto si apprende, sono in corso di discussione. Da dicembre ad oggi i due esperimenti hanno raccolto una grande quantità di dati. Mentre allora avevano esplorato soltanto un aspetto, quello relativo all’interazione del bosone di Higgs con i fotoni, nei mesi scorsi sono state osservate anche le interazioni del bosone con particelle di tipo diverso. Un lavoro tutt’altro che facile, considerando la grande quantità dei dati e la loro complessità. «Non è un’operazione semplice, ma escluderei che non stanno vedendo niente», ha osservato il presidente dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn), Fernando Ferroni. È certo però che «non c’è ancora il ‘numero magicò», ha aggiunto riferendosi al margine di errore minimo (calcolato in cinque deviazioni standard) perchè si possa parlare di una scoperta. Oltre a raggiungere il margine di errore minimo, per poter presentare i dati i ricercatori devono anche mettere in relazioni le interazioni finora osservate fra i bosoni e particelle di tipo diverso. Sealla fine la conferma arriverà, la scoperta del bosone di Higgs, ha osservato Ferroni, «sarà la più importante di questa fisica straordinaria».

da leggo.it

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