Toyota problemi dovute ai raggi cosmici
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Le Toyota fuori controllo. È colpa dei raggi cosmici?
Le accelerazioni improvvise e fuori controllo di alcuni modelli della Toyota, che hanno costretto la casa giapponese a richiamare in officina cinque milioni di veicoli, potrebbero non dipendere da un difetto dell’acceleratore. L’ultima ipotesi, che ha del fantascientifico ma che non viene affatto esclusa, è che la causa di tutto potrebbero essere i “raggi cosmici”. Queste irradiazioni a volte possono alterare il funzionamento dei circuiti elettronici, ma finora i casi registrati riguardavano solo apparecchiature ad alta quota. Come questi raggi si siano potuti spingere fino a terra è ancora un mistero. Recentemente un conducente di una Prius che viaggiava in autostrada ha chiamato terrorizzato una pattuglia della stradale perché la sua Toyota continuava ad accelerare e non rispondeva più ai comandi. Una vettura della polizia gli si è messa davanti e, piano piano, è riuscita a bloccare l’auto fuori controllo. Si pensava che l’incidente poteva essere stato causato dal malfunzionamento del pedale dell’acceleratore, rimasto bloccato. Questa eventualità è stata esclusa. Adesso l’ipotesi dei raggi cosmici viene presa in considerazione dalla stessa Toyota che però ha tenuto a ribadire che i circuiti elettronici delle proprie auto “sono assolutamente affidabili e resistenti a questo tipo di interferenze”. Anche perché – se non lo fossero – dove si dovrebbero portare le Toyota per le riparazioni? Alla Nasa?
Comunque: nonostante incidenti e inconvenienti di varia natura, la Prius continua a essere la vettura ibrida di maggior successo. Al punto che Toyota ha deciso di potenziarne la produzione con l’apertura di un nuovo stabilmento. Una terza fabbrica dovrebbe essere attivata – secondo quanto scrive il Kogyo Shimbun – in settembre, per immettere mensilmente sul mercato nipponico altre seimila unità, oltre alle 50 mila che vengono prodotte attualmente. Il mercato interno, insomma, va benissimo. E allora, se negli Usa si è registrato un calo del 40 per cento, c’è qualcosa che non torna. La campagna antinipponica scatenata per convincere i consumatori potrebbe anche avere qualche sottile manovratore dalle parti di Detroit, dove le grandi fabbriche automobilistiche statunitensi stanno facendo di tutto per non morire. Magari ricorrendo anche a qualche colpo basso.
da ilvelino.it
