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Paolo Bosusco quindici anni che fa trekking fra le tribù dell’Orissa

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ITALIANI RAPITI: PAOLO BOSUSCO, DA 15 ANNI
CON LE TRIBÙ INDIANE DELL’ORISSA -FOTO

NEW DELHI – La passione di Paolo Bosusco, uno dei due italiani rapiti dai ribelli maoisti, per il trekking e per le comunità tribali dell’Orissa risale a circa 15 anni fa. Con una guida indiana ha esplorato molte delle impenetrabili foreste dove ci sono anche le basi della guerriglia maoista. Mettendo a frutto queste conoscenze, nel 2001 ha aperto un’agenzia di viaggio, Orissa Adventurous Trekking, con il socio Bijay Kumar Dash. Gli uffici sono a Puri, città famosa per i templi induisti. Come si legge sul website, l’agenzia «si occupa prevalentemente di organizzare trekking e spedizioni nelle zone più intatte dell’Orissa dal punto di vista ambientale e etnografico». Si precisa che a parte il trasferimento a Puri, «tutti gli itinerari sono svolti sempre a piedi» usando «’gli stessi sentieri usati dalle popolazioni tribali». In particolare, si promette di instaurare «dei rapporti genuini e onesti con le popolazioni che vivono ancora una vita secondo le loro antiche usanze e tradizioni». Oltre ai trekking si organizzano anche discese in canoa e osservazione degli animali. Per quanto riguarda il programma è «su misura» a secondo delle esigenze dei clienti. Sul sito sono pubblicate decine di foto in cui si vede Bosusco con le comunità tribali. Di recente in India è scoppiata un’accesa polemica sui cosiddetti «safari umani», dopo un video in cui si vedevano turisti indiani chiedere a una tribù delle isole Andamane di ballare davanti alle telecamere. A questo proposito, lo scorso febbraio il governo dell’Orissa ha introdotto regole più severe per i turisti stranieri e ricercatori che vogliono recarsi nei territori di alcune comunità tribali «protette», tra cui i Dongria Kondh, famosi per la loro resistenza al colosso minerario Vedanta.

IL PADRE: “NON CI CREDO” «Sono disperato, mi chiedo ancora se quello che è successo a mio figlio è vero o no». Sono le parole di Azelio Bosusco, 89 anni, padre di Paolo, rapito in India da ribelli maoisti. L’anziano ha difficoltà di udito e colloquia con l’aiuto di una badante. «Ho appreso del rapimento dal telegiornale – ha detto, interpellato dall’ANSA – e ho capito che poteva trattarsi di mio figlio». La conferma è arrivata quando i Carabinieri hanno informato l’anziano e sua figlia Vanna, di 55 anni. Il padre di Bosusco, Azelio, è molto anziano e vive a Torino anche se, nei mesi estivi, sta con il figlio a Condove. La madre, Ione, morta alcuni anni fa, abitava a Condove in borgata Borlera, poco più in basso di Pralesio. «Aspettavo che mio figlio tornasse la prossima estate – ha aggiunto Azelio Bosusco – per poter andare con lui nella casa in montagna, come facciamo ogni anno». La casa è quella di borgata Pralesio, sulle alture di Condove (Torino), dove Paolo Bosusco ha la residenza e dove vive quando non è in India o all’estero. «Mi racconta spesso – ha aggiunto – delle sue avventure in India, della giungla e della natura di quel posto. Adesso – conclude Azelio Boscusco – spero soltanto che torni sano e salvo».

da leggo.it