angela scalzittiCastel di Sangro, è morta Angela Scalzitti: nel 2008 chiese l’eutanasia per protesta

Castel di Sangro. E’ morta all’età di 62 anni, Angela Scalzitti a seguito di una complicazione del male incurabile che gli aveva devastato i polmoni. La donna era ricoverata all’ospedale di Castel di Sangro da luglio scorso, quando le sue condizioni di salute si erano notevolmente aggravate.

Nel 2008 la povera Angela, per porre fine alle proprie sofferenze, dovute  sia al precario stato di salute,  sia alle gravi difficoltà economiche che si ripercuotevano inevitabilmente e negativamente anche sulla giovane figlia studentessa universitaria a Siena, arrivò a chiedere l’eutanasia. Angela, con coraggio e determinazione, iniziò una battaglia, condivisa e portata avanti con passione e determinazione dall’Avvocato Andrea Liberatore di Castel di Sangro. Nell’ottobre 2009, il Giudice del Tribunale di Sulmona, Amatore, accolse il ricorso di Angela Scalzitti, avverso alla decisione della ASL, che aveva negato alla donna l’indennità di accompagnamento.

Il CTU nominato dal Giudice, stabilì che sussistevano tutti i presupposti affinché alla donna, per via del suo precario stato di salute, fosse riconosciuta l’indennità di accompagnamento. Alla Scalzitti, a seguito di condanna della ASL, oltre all’indennità vennero riconosciuti gli arretrati. L’Avvocato Liberatore definì l’esito positivo della causa come giusta vittoria morale. La vicenda della SCALZITTI fu  presa a cuore da molti, ad iniziare dall’attuale Senatrice Stefania Pezzopane, all’epoca Presidente della Provincia dell’Aquila,  da Maurizio Scelli parlamentare ed ex Commissario della Croce Rossa Italiana, dal Comune di Castel di Sangro che garantì il pagamento delle utenze di luce, acqua e gas, e la direzione dell’Istituto Bancario Monte Paschi di Siena, che garantì risorse economiche per garantire il diritto allo studio alla figlia della donna. Oggi Angela è volata in cielo, e sicuramente le sue grandi sofferenze fisiche, sono state alleviate dalla vicinanza del Cielo, dal grande affetto e amore dimostrato dalla gente, e diciamolo,  sicuramente anche dalla gioia e la soddisfazione di aver visto vincere la verità. Riposa in pace Angela.

Pierluigi Monaco da cityrumors.it

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pansa-giampaoloPansa: diciamo la verità, Berlusconi non ha futuro
Il Cav vuole resuscitare Forza Italia anche se sa che quel miracolo è irripetibile. Oggi deve trovare per i moderati il suo erede

Forse parleremo di Silvio Berlusconi ancora per mesi. Forse il Cavaliere riuscirà a far cadere il governo Letta, sia pure senza ottenere le elezioni anticipate. Forse i suoi tifosi continueranno a invocarlo come l’unico leader possibile del centrodestra. Di certo resterà per molti un personaggio pubblico rispettato. Però a mio avviso esiste una verità che va detta senza reticenze da supporter o ipocrite: Berlusconi non ha più futuro. E come capo politico è finito. Per tutti i politici con una storia importante alle spalle arriva il momento di riconoscere che il loro ciclo si è concluso. Nella storia italiana del dopoguerra è accaduto a molti. È sufficiente citare il nome più grande: Alcide De Gasperi. Dopo aver guidato sette governi, nel luglio 1953 tentò di costituire l’ottavo, ma non ottenne la fiducia. Lasciò il posto al governo monocolore democristiano di Giuseppe Pella e il 19 agosto 1954 morì, all’età di 73 anni.

Di certo Berlusconi camperà assai più a lungo di De Gasperi. Il 29 settembre compirà 77 anni e ha l’aspetto e l’energia di un signore in ottima salute. I suoi lati deboli, semmai, sono altri. E adesso il Bestiario proverà a indicarne due, con bonarietà e senza nessuna intenzione provocatoria. Sul versante giudiziario, il Cavaliere è messo male. Ha appena ricevuto dalla Cassazione la conferma di un condanna a quattro anni di carcere, di fatto ridotti a uno. In più gli è stato inflitto un lungo periodo d’interdizione dai pubblici uffici, compresa una carica parlamentare. Sino a oggi può sperare soltanto in un atto di clemenza del presidente della Repubblica. Ma sarà lui a doverlo chiedere a Giorgio Napolitano. È facile immaginare che il Cavaliere vivrebbe questa domanda come un’umiliazione.

giampaolo pansa da liberoquotidiano.it

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bibione_spiaggia_vacanzeAngelica, sei anni, va in arresto
cardiaco: salvata da tre netturbini

Una dipendente Asvo ha praticato il massaggio cardiaco
alla piccola per una decina di minuti, strappandola alla morte

BIBIONE – Bimba di sei anni va in arresto cardiaco e viene salvata dai netturbini. Angelina, bambina di nazionalità polacca in vacanza con i genitori a Bibione, deve la vita ai tre dipendenti Asvo, l’azienda che si occupa della raccolta dei rifiuti. Il soccorso ieri mattina in via Aurora, a due passi da piazza Fontana, nel pieno centro della località balneare veneziana.

«Erano le 6 e mezza e stavamo svolgendo servizio in centro – racconta Biagio D’Angelo di Teglio Veneto, dipendente Asvo – Abbiamo capito subito che quella piccola stava molto male». Con l’uomo c’erano le colleghe Rosanna Fortino ed Evi Carmela Tollon di Cesarolo di San Michele.

«Quando ci siamo avvicinati la bimba è stata colta da crisi convulsive – continua D’Angelo – Mentre chiamavo il 118, Carmela si è prodigata per salvarle la vita». La donna, che con i colleghi ha superato con ottimi risultati il corso di primo soccorso aziendale, ha fatto sdraiare Angelina, che era oramai cianotica. Non riusciva più a respirare. La netturbina le ha praticato la respirazione artificiale, ma la situazione è precipitata quando il cuore di Angela ha smesso di battere, andando in arresto cardiaco. Carmela ha iniziato subito il massaggio cardiaco. Per una decina di minuti ha continuato la manovra, riuscendo a strappare alla morte la giovanissima turista.

«Quando s’è ripresa si è messa a piangere – dicono i tre dipendenti Asvo – per noi invece sono state lacrime di gioia». Poco dopo sono arrivati i medici del Pronto soccorso, che hanno stabilizzato la piccola, trasferendola a Portogruaro. È fuori pericolo.

«Sono orgoglioso dei nostri dipendenti – ha commentato il presidente Asvo, Luca Michelutto – per noi tutti è uno stimolo per continuare nel progetto di prevenzione con ogni tipologia di corso».

L’altro giorno in un caso analogo a Sottomarina, un agente della Polizia penitenziaria ha salvato un bambino di 9 anni. Proprio giovedì a Bibione, il governatore Luca Zaia ha ribadito l’impegno profuso da tutti per il soccorso ai vacanzieri, «che in Veneto possono davvero vivere una vacanza tranquilla».

di Marco Corazza da gazzettino.it

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Selvaggia Lucarelli quasi topless 01Selvaggia Lucarelli: tutte pazze per il bikini a fascia. Ma si salva solo Belen
Non solo Emma, Satta, Marcuzzi: tutte le donne, over 40 comprese, sfoggiano il due pezzi “rischioso”. E infatti è un autogol di massa

Vai in spiaggia e ti convinci del fatto che la questione «prova costume» andrebbe ridiscussa al tavolo delle trattative con tutti i principali responsabili di quest’era fashion. E la questione è che prima di porsi il problema «Come mi sta il costume», bisognerebbe domandarsi con l’ultimo barlume di lucidità, illuminati da quel neon del camerino che farebbe sembrare Irina Shayk una culona inchiavabile (cit), «com’è il costume?».  Perché la cellulite una se la ritrova addosso contro la sua volontà, certi costumi una se li mette addosso di sua volontà. E qui sta il mistero.  Qui c’è da farsi delle domande sul perché le donne decidano consapevolmente di fidarsi della moda, delle fashion blogger, dei redazionali mare e di caporedattrici psicolabili anziché della figura riflessa sullo specchio.

Partiamo dal trend del momento: i costumi a fascia. Dopo anni in cui i migliori architetti e ingegneri edili hanno abbandonato cantieri a Dubai per aiutare l’industria dell’intimo a progettare reggiseni in grado di ignorare la forza di gravità e catapultare le tette nel senso opposto, verso l’infinito e oltre, dopo anni di dittatura del ferretto e di push up in grado di raccogliere tette a orecchie di cocker e di sollevarle fin sotto al mento, ora è arrivato qualcuno a decidere che possiamo buttare nel cesso anche le spalline. Che va il reggiseno a fascia. Che per la cronaca è il reggiseno che tua madre ti compra a tredici anni quando le tue tette non sono più il tagliere da cucina ma neppure qualcosa di più voluminoso di due capsule Nespresso, per cui serve a coprire, non a sostenere. Ecco. Ora la moda vuole che donne di 40 anni si mettano quel due pezzi lì.  Peccato che il costume a fascia stia una chiavica a tutte. Se non hai le tette fa l’effetto benda per giocare a pignatta, se hai le tette cammini e ballano che neanche in gommone quando passano le onde della Tirrenia in uscita dal porto, se hai le tette e non stanno su attratte dalla gravità lunare, la fascia te le fa precipitare ad altezza ombelico, se hai le tette finte alla Satta te le schiaccia e rende palese che stanno su non grazie ai 50 euro del bikini ma ai 5000 del chirurgo. Se poi hai le tette non troppo grandi, non troppo piccole, ferme, immobili, non rifatte e la fascia ti sta bene, sei gentilmente invitata ad andare in in montagna e non creare complessi in giro, che già è un mondo abbastanza difficile.

A queste considerazioni vanno aggiunte altre due note. La prima è che i tessuti dei costumi a fascia sono spesso elastici e tutte grinze come le fascette antisudore anni ’80. In poche parole: orridi. La seconda è che per ragioni del tutto insondabili, qualcuno ha deciso che se hai il reggiseno a fascia puoi permetterti di non mettere un pezzo sotto coordinato. Come a dire: il sopra fa talmente schifo che non ha trovato un sotto con la voglia di accoppiarsi.  Il risultato è che una trascorre una vita a porsi il problema di non mettere l’intimo spaiato neppure per andare a comprare l’ammorbidente con lo spauracchio di finire sotto una macchina e trovarsi al pronto soccorso col medico che le cuce la pancia commentando con la caposala il reggiseno fucsia su mutanda senape, e ora si è arrivati al punto che si va al mare come se si stesse prendendo il sole in terrazzo.

E poi diciamolo, è una beffa: per trent’anni si sono rifiutati di venderci il sopra di una taglia e il sotto di un’altra e ora ci vendono addirittura il sopra di un modello e il sotto di un altro spacciandoli per una scelta trendy.

Ma l’orrore non finisce qui, perché quest’anno qualcuno ci ha convinte che un altro pezzo forte di stagione siano le frange. Magari abbinate al costume a fascia e a un’abbronzatura feroce che fanno molto Calamity Jane versione Youporn. E poi c’è la mania del giallo. Tutte arciconvinte che il costume giallo doni molto, per cui si passa dalla tipa che non si abbronzerebbe neppure se il buco dell’ozono avesse il diametro delle chiappe di Jennifer Lopez e col bikini limone sta una ciofeca, alla tipa che invece va nello stesso solarium di Roberto Carlino da gennaio a dicembre e col bikini giallo fa molto strip poker. Fissiamo un punto: il giallo sta male pure al bassotto di Striscia la notizia e non se ne parli più. Infine, direi che ci sono abitudini, in fatto di costumi, che non sono tipiche di quest’estate ma ahimè, non muoiono mai, per cui ne approfitto per chiarire qualche punto in via definitiva. Il triangolo è bellissimo ma va evitato sulle tette rifatte da chirurghi che impiantano le palle di vetro della zingara di Campo de fiori anziché protesi in silicone, altrimenti l’effetto è agghiacciante. Tutto quello che è leopardato, zebrato, tigrato va evitato dai 40 in su, altrimenti si rischia l’effetto «cougar stupra-bagnini quando il marito va a fare il sonnellino dopo pranzo». Gli slip coi laccetti fanno teenager ma se  quando eravate teenager voi si andava ancora al mare con l’ombrellino e la cuffia di plastica non è il caso. Lo slip brasiliano non fa di voi una brasilianadi 18 anni, quindi se le vostre chiappe non sono quelle di Gisele, optate per lo slip tedesco: ovvero quello messo dalla Merkel alle Terme a Ischia.

I bikini dorati e argentati vanno usati con prudenza e solo nel caso siate le finaliste di Miss Bodybuilding. Il trikini sì, ma a meno che non vogliate sembrare un tronco di ciliegio, evitatelo se non avete fianchi. Detto ciò, se appartenete a quella categoria di donne che mettono le minigonne pure se hanno la 52, le ballerine con le caviglie di Cassano, i top alla Flashdance da cui spuntano maniglie dell’amore per il doppio Mc bacon e topless e perizoma al mare pure se hanno le chiappe così basse da tracciare la pista per le biglie ogni volta che vanno a fare il bagno, beh, io vi stimo. Per audacia, autostima, menefreghismo. Tanto la verità è che ormai, pure se in costume sei una dea, l’uomo medio manco ti vede. Nella migliore delle ipotesi è sul lettino a guardare gli autoscatti- cosce-al-mare delle sue amiche su Faceboook.  Oggi, se Ursula Andress uscisse dall’acqua col suo celebre bikini bianco, potrebbe aspirare a 15 like al massimo (anche perché forse, avrebbe un costume a fascia).

di Selvaggia Lucarelli da liberoquotidiano.it

Categories : gossip, moda, social, società
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ambulanza 12E’ morto Luca Bussei figlio del consigliere Pdl
Campagnola: il 36enne si è sentito male improvvisamente nella sua abitazione Il padre Nino è anche titolare dello storico negozio di alimentari del centro

Si tratta di Luca Bussei, figlio del consigliere comunale del Pdl (eletto nel 2009) Nino Bussei, detto Weber: una persona quest’ultima molto nota e stimata in paese, anche perché titolare dello storico negozio di alimentari di piazza Roma.
Il giovane si è sentito male ieri mattina mentre si trovava nella sua abitazione.
Per questo, la famiglia ha subito allertato i soccorsi. Trasportato al pronto soccorso dell’ospedale Santa Maria Nuova di Reggio, le condizioni del 36enne però si sono via via aggravate.
E alla fine, purtroppo, il suo cuore ha cessato di battere.
Una notizia che ieri ha destato profondo dolore e commozione in tutto il paese.
Luca Bussei, infatti, aiutava i familiari nel negozio di alimentari. Tutti lo conoscevano, almeno di vista, perché lo vedevano spesso in giro per il paese.
I funerali del giovane sono stati già fissati.
Si terranno questa mattina al cimitero di Campagnola, ma in forma strettamente privata per volontà della stessa famiglia.
Luca Bussei oltre al padre Nino e alla mamma Annuccia, lascia nel dolore anche la sorella Carlotta.

da lagazzettadireggio.it

Categories : cronaca
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