Dec
08

Il re tedesco del bullone Reinhold Wurth basta vendite in Italia le aziende non pagano la Germania farebbe bene a pagare per mantenere nell’euro i Paesi in crisi del Sudeuropa.

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Crisi, il re di viti e bulloni tedesco:
“Stop vendite in Italia, non pagano”

La denuncia di Reinhold Wurth:
fatture arretrate in 60mila aziende
Niente più viti, bulloni ed altre componenti meccaniche di montaggio per l’Italia, fino a quando le 60mila aziende che ricevevano questo ed altro materiale non pagheranno le fatture arretrate. Lo annuncia in un’intervista al quotidiano `Handelszeitung´ Reinhold Wuerth, il re tedesco del bullone e delle viti, secondo il quale la Germania farebbe bene a pagare per mantenere nell’euro i Paesi in crisi del Sudeuropa. Wuerth spiega che il suo giro d’affari in Italia, Spagna e Portogallo si è praticamente ridotto «quasi a zero», poiché «mancano i soldi ed i clienti non sono più in grado di pagare. Solo in Italia abbiamo bloccato le forniture a 60mila clienti. Riceveranno nuova merce solo quando avranno pagato le vecchie fatture».

Il titolare dell’azienda tedesca spiega che i tre Paesi mediterranei gli sono costati due punti percentuali di crescita del fatturato. «Dall’inizio dell’anno il gruppo Wuerth ha aumentato del 4,5% il suo giro d’affari, senza la crisi nel Sudeuropa saremmo arrivati al 7%». Reinhold Wuerth mette in evidenza che in Germania è accettata da decenni la prassi che i Laender più ricchi contribuiscano con i loro finanziamenti a tenere a galla quelli più indebitati ed auspica un procedimento analogo anche per l’Eurozona. «Assia, Amburgo, Baviera e Baden-Wuerttemberg pagano miliardi di euro agli altri Laender», sottolinea il manager, per il quale «un meccanismo analogo di compensazione all’interno della Germania si realizzerà anche in Europa. Ne vale la pena, se vogliamo vivere in libertà e in pace». Wuerth si rallegra che le vendite del suo gruppo in Cina e India crescono tra il 50 ed il 60% all’anno, anche se ciò non riesce a compensare del tutto il calo delle vendite in Europa «dove realizziamo il 70% del nostro fatturato». Attualmente l’azienda tedesca è presente in 80 Paesi con un totale di 65mila dipendenti, realizzando un fatturato di oltre 10 miliardi di euro nel 2012.

da lastampa.it

Categories : economia, esteri, social, società