Jan
04

I Re magi la Stella Cometa e la vera storia

By

La cometa che guidò i Re Magi a Betlemme in realtà non era una stella. Vi spiego perché.

Nei tanti Presepi che ancora si allestiscono nelle nostre case e nelle chiese sono comparsi, anche quest’anno, i Re Magi. Vengono posti a Natale ad uno degli angoli dell’allestimento e spostati di un piccolo tratto ogni giorno, quasi passo dopo passo, arrivano alla capanna di Betlemme per l’Epifania, guidati nel loro cammino dalla Cometa di Natale.

Questa la tradizione da vari secoli. Ma cosa guidò effettivamente i Magi nel loro tempestivo e lungo viaggio a Betlemme per la nascita di Gesù? Era veramente una cometa, magari bella luminosa e con una coda evidente in cielo, come fu quella di Hale Bopp che abbiamo ammirato nei nostri cieli per varie settimane nel 1997 ? O forse fu un altro fenomeno celeste a far muovere i Magi? Cosa possiamo dire a riguardo, escludendo ovviamente che si sia trattato di un evento miracoloso?
Per rispondere a questa domanda partiamo dalla fonte accreditata principale e più autorevole. Il primo racconto della Stella di Betlemme si trova infatti nel Vangelo di San Matteo, che fu scritto attorno al 50 d.C. e che recita così «Nato Gesù in Betlemme di Giuda, al tempo di re Erode, alcuni Magi, venuti da Oriente, giunsero in Gerusalemme e chiesero “Dove è il nato re dei Giudei? Perché noi abbiam veduto la sua stella in Oriente e siam venuti per adorarlo”… Allora Erode, fatti venire segretamente i Magi, si fece precisare da loro con ogni diligenza il tempo in cui la stella era loro apparsa… I magi, udito il re, se ne partirono. Ed ecco la stella che avevano visto in Oriente andar loro innanzi, finché, giunta sopra il luogo dove era il bambino, si fermò». (Matteo 2:1-12)

Questo testo sembra molto semplice ma, come vedremo, ci fornisce preziose informazioni sui Magi e “la Stella” Innanzitutto: chi erano mai questi Magi ? Probabilmente dei sapienti, sacerdoti di alto rango del tempo. In quasi tutte le culture antiche infatti chi sa “leggere quel che succede in cielo” ha a che fare con un alto grado sociale e culturale, legato alla religione, dato che nel cielo , da sempre, l’uomo mette i propri dei, i presagi e dal cielo vengono i castighi. Dal nome “Magi” possiamo pensare che fossero sacerdoti della religione di Zoroastro, all’epoca importante in quelle regioni e tuttora seguita da comunità molto più modeste.
L’articolo continua sotto

Il loro alto livello sociale ed importanza è dimostrato anche dai doni preziosi, oro , incenso e mirra, che portavano al Bambino e dal fatto che potevano permettersi un viaggio così lungo, costoso e pericoloso come quello che certamente fecero.
Per l’evangelista Matteo infatti i Magi venivano “dall’oriente ” che al tempo poteva essere l’Assiria o la Media. Grosso modo 8-900 chilometri, quanto quelli che separano anche oggi Bagdad da Betlemme. E per fare un viaggio del genere, a dorso di cammello, ci si può impiegare tre o quattro settimane.

Da questa semplice considerazione possiamo dire quindi che quel che guidò i Magi fu un fenomeno visibile per qualche settimana ed importante, per convincerli a partire.
Ma proprio a questo punto c’è qualcosa che ci deve mettere sul chi vive! Infatti , subito dopo quanto riportato sopra, il vangelo di Matteo di dice : «Allora Erode, fatti venire segretamente i Magi, si fece precisare da loro con ogni diligenza il tempo in cui la stella era loro apparsa». Come è possibile che Erode dovesse farsi spiegare della “stella” ? Evidentemente quello che aveva convinto i Magi a partire e li aveva guidati non doveva certo essere un fenomeno fin troppo evidente in cielo, come una cometa. Erode l’avrebbe vista, eccome, e non avrebbe avuto certo bisogno di ritirarsi segretamente con i Magi per farsi spiegare cosa avevano “visto” in cielo!

Il fenomeno quindi non doveva essere evidente, ed era invece comprensibile solo a chi sapeva “leggere i segni” in cielo.
Ed infatti nel più vecchio esemplare del Vangelo di Matteo, del 70 d.c., scritto in greco e che è una traduzione dell’originale in aramaico del 50 d.c., la parola usata per indicare quel che guidò i magi è “astron”, che possiamo tradurre oggi come “stella” o anche meglio come “fenomeno, evento del cielo”, ma non certamente con la parola “cometa” .
Oltretutto dobbiamo considerare che a quell’epoca, e fino ai tempi di Galileo Galilei, nel 17 secolo, le comete erano considerati fenomeni meteorologici, una specie di fulmini particolarissimi se vogliamo, e non certo stelle o altro di simile. Infatti, se guardiamo come fu rappresentata la stella di Betlemme, ci accorgiamo che fu disegnata come una normale stella e non come cometa.

Le prime rappresentazioni dei Magi e della stella di Betlemme che si conosca è nella catacomba di Santa Priscilla a Roma, e risalgono al III secolo d.c. E così viene rappresentata per secoli negli affreschi, le miniature, le sculture piccole e grandi, di marmo e avorio, i mosaici. Questo fino al 1303, quando il grande Giotto a Padova, nel ciclo di affreschi che decora la stupenda Cappella degli Scrovegni, dipinge sopra la capanna della Natività una Cometa! Come mai improvvisamente Giotto si sogna di cambiare una iconografia vecchia di secoli, e accreditata dai Vangeli?

Difficile dirlo, ma probabilmente, possiamo supporre che Giotto rimase, come molti all’epoca, impressionato dal passaggio della cometa di Halley, passata proprio in quegli anni, o di un’altra, vista in cielo sempre nel 1301. E’ onesto ricordare che giravano all’epoca anche alcuni “pseudo” vangeli, noti per le esagerazioni aneddotiche, che descrivevano la “stella” come una gigantesca cometa che prendeva tutto il cielo. Fatto sta che la quella degli Scrovegni rimane un fatto padovano unico, dato che anche Giotto negli affreschi di Assisi, non la utilizza più.

La stella classica in effetti per quasi un secolo “resiste” alla nuova rappresentazione come cometa. Ad esempio proprio a Padova, 70 anni dopo, un affresco molto importante, la Natività di Giusto da Menabuoi nel Duomo di Padova o , sempre nella stessa città, nella Natività della Cappella di San Michele, dipinta nel 1390. Insomma parecchi decenni dopo Giotto, pur nella stessa città, troviamo ancora rappresentata la stella.
Possiamo quindi dire che la cometa fu una bonaria invenzione di Giotto che, per un po’ di anni, non prese piede. Poi evidentemente “dilagò” …. Questo per la rappresentazione grafica, ma il punto principale resta: cosa videro realmente i Magi?

Riassumendo, proprio per seguire il Vangelo di Matteo, dobbiamo pensare a un fenomeno in cielo, evidente per dei “sapienti” ma non per un Re, come Erode era. Fenomeno che sia durato varie settimane, tanto da poter guidare i Magi nel loro lungo viaggio. Questo argomento ha incredibilmente appassionato astronomi e teologi negli ultimi tre secoli, e tuttora è materia di discussione.

Scartata la cometa, per i motivi detti sopra, dobbiamo esaminare altre possibilità.
Fu una meteora ? Di sicuro non poteva esserlo. Le meteore sono piccoli frammenti rocciosi della dimensione dal millimetro fino a qualche centimetro che viaggiano nello spazio interplanetario. Entrando nell’ atmosfera terrestre, vaporizzano in pochi secondi per il riscaldamento dovuto all’attrito con l’aria. Il fenomeno, noto come sublimazione, può essere anche parecchio appariscente, ma comunque di durata molto breve: pochi secondi al massimo. Anche se si fosse trattato di un fenomeno eccezionale come una cosiddetta “pioggia” di meteore particolarmente imponente, non sarebbe durata giorni. Le meteore non sono quindi certo un buon candidato per il nostro esame.

Aurora boreale? E’ stata fatta anche l’ipotesi che potesse trattarsi di un aurora boreale, fenomeno che molto difficilmente può vedersi a latitudini molto basse, come quelle della Palestina. Tuttavia non è impossibile. Le “aurore” sia boreali che australi, sono un fenomeno dell’alta atmosfera, piuttosto comune e molto scenico da vedere. Nel cielo, anche per giorni, si muovono molto lentamente lunghi festoni luminosi di vari colori. Ciò è dovuto al fatto che il Sole, in periodi di intensa attività emette oltre alla luce ed al calore che sappiamo, anche flussi di particelle elettricamente cariche che, fortunatamente per noi, il campo magnetico terrestre, cattura e incanala verso i Poli. Lì cedono la loro energia agli atomi dell’alta atmosfera che quindi emanano una luce colorata a seconda dell’elemento atomico colpito dalle particelle.

Raro ma possibile a quelle latitudini, può durare settimane… Siamo sulla buona strada? Purtroppo no, perché le aurore sono fenomeni molto evidenti, a chiunque alzi gli occhi al cielo , e anzi, dato che è raro in Palestina, sarebbe stato anche notato certamente. Nessun segreto da farsi spiegare per Erode quindi ed in più quindi non poteva essere segreto , inoltre le aurore boreali avvengono a Nord e quindi non sarebbe potuta “venire da oriente” come vuole il Vangelo.

Fu allora una stella “nuova” apparsa improvvisamente ? Qest’ ipotesi è più interessante anche perché nelle imponenti cronache cinesi , cosiddette delle “ventiquattro storie”, si parla di una “stella nuova” apparsa nel 5 a.c (secondo la nostra attuale datazione). A conti fatti poteva trattarsi di un normale fenomeno Supernova, ovvero dell’esplosione di una stella di grande massa, diciamo dieci volte quella del nostro Sole. In questo fenomeno viene emessa in pochi giorni una quantità di energia incredibile: tanta quanta il nostro Sole, per fare un paragone, ne emette in tutta al sua esistenza, che si stima in 9 miliardi di anni. Ecco quindi che questo fenomeno appare come una “nuova” stella che compare nel cielo visibile, ricordiamolo, ad occhio nudo solamente a quei temi. Tuttavia una Supernova non si distingue, ad occhio nudo, d auna stella qualunque e comunque si muove in cielo durante la notte attorno alla polare, esattamente come tutte le altre stelle. Non cambia quindi di posizione notte dopo notte. Le scritture invece dicono chiaramente che: «la stella, che avevano visto nel suo sorgere, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino».

Questa, che sembrava essere la migliore ipotesi, sposata nel passato da molti studiosi, si rivela alla fine molto debole! Che altro fenomeno ci rimane per identificare la stella di Betlemme?
Quello che ha guidato i magi potrebbe essere stata una congiunzione planetaria, ovviamente apparente, avvenuta in cielo a quell’epoca.

Spendiamo una parola per capire questo fenomeno in generale. Pianeta significa “errante” nel cielo, ed infatti i cinque pianeti visibili ad occhio nudo, Mercurio, Venere, Marte, Giove e Saturno, sembrano muoversi sulla volta celeste velocemente e in modo indipendente rispetto alle stelle. Lo fanno perché ovviamente, sono enormemente più vicini delle stelle, anche delle più prossime. Pensiamo ad esempio che Giove, ben visibile al tramonto in questo periodo, è 60.000 volte più vicino a noi della stella più vicina, Proxima del Centauro. Ovvio quindi che man mano che si sposta nella sua orbita noi lo si veda assai più facilmente spostarsi in cielo di quanto possiamo fare pe un analogo spostamento effettivo di Proxima.

Nel loro movimento apparente due o più pianeti possono sembrare avvicinarsi anche moltissimo fra loro, e si parla allora di congiunzione planetaria. Si tratta ovviamente di un effetto prospettico dovuto al nostro punto di vista dalla Terra, dato che fra un pianeta e l’altro, nelle loro orbite effettive attorno al Sole, ci sono milioni di chilometri. Fra le Terra e Marte, ad esempio, la minia distanza fra le posizioni nelle orbite rispettive è 50 milioni di chilometri circa, quando sono entrambi “dalla stessa parte” rispetto al Sole, la massima di circa 200 milioni di chilometri. Che possa quindi essere stata una congiunzione di pianeti fa? E’ capitato qualcosa di simile circa 2000 anni fa?

Oggi con i software anche amatoriali possiamo facilmente ricostruire l’aspetto del cielo in varie epoche e confermare quanto tramandatoci, ad esempio, da varie fonti di quell’epoca, come le cronache contenute nelle tavolette babilonesi, chiamate di Sippar, che registrano una congiunzione tra tre pianeti che sarebbe iniziata nell’8 a.C. e terminata nel 6 a.C. Potrebbe essere l’indizio giusto, dato che è riconosciuto che la data che utilizziamo oggi per l’anno “zero” , dato dalla nascita di Cristo, deve essere portato indietro di 7 anni, per un errore del monaco Dionigi il modesto, che la fissò nel Vto secolo

Seguiamo quindi questa congiunzione planetaria
Alla fine dell’8 a.C. Giove e Saturno iniziano ad avvicinarsi sulla volta celeste ed i Magi, con le conoscenze che potevano avere a quel tempo persone molto istruite, senz’altro potevano prevederlo. All’inizio del 7.a.c i due pianeti era visibili in cielo ad oriente, come vuole il Vangelo di Matteo, e dovevano apparire brillanti. Durante l’estate il fenomeno si spostò rimanendo visibile tutta la notte.

Ecco però che alla fine dell’anno si avvicina un terzo pianeta : Marte. I tre rimasero apparentemente vicini in cielo fino al

CONTINUA di Leopoldo Benacchio DA ilsole24ore.com

Categories : curiosità, scienze, storia

1 Comments

1

Che tipo di stella guidò i maghi? Per capirlo è utile esaminare i suoi spostamenti. Innanzi tutto essa non guidò direttamente i magi a Betleem ma a Gerusalemme, dove il re Erode venne a sapere che stavano cercando Gesù. Quindi Erode, “chiamati in segreto gli astrologi”, fu da loro informato della nascita del “re dei giudei”. Poi disse: “Fate un’attenta ricerca del bambino, e quando l’avrete trovato fatemelo sapere”. Tuttavia l’interesse di Erode nei confronti di Gesù non aveva certo uno scopo nobile. Quel re spietato era deciso a metterlo a morte (Matt. 2:1-8, 16). A quel punto la stella guidò i maghi a sud verso Betleem. Lì “venne a fermarsi” sopra la casa dov’era Gesù (Matt. 2:9, 10). E’ chiaro che non si trattava di una normale stella. Perché mai Dio, che si era servito di angeli per informare umili pastori della nascita di Gesù, avrebbe dovuto ricorrere a una stella per guidare degli astrologi pagani prima dal nemico di Gesù e poi dal bambino? L’unica conclusione logica è che la stella era un maligno stratagemma di Satana, il quale è in grado di produrre fenomeni del genere. (2 Tess. 2:9, 10) E’ paradossale che spesso sull’albero di Natale venga posta la cosiddetta stella cometa.