Jun
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Governo decide che la prima casa non può essere pignorata per debiti inferiori a 120 mila euro

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equitaliaEquitalia, la prima casa non può andare all’asta
Cento milioni l’anno per l’edilizia scolastica
La prima casa non potrà andare all’asta. Letta: «Sono misure per rilanciare l’economia»

Via libera dal consiglio dei ministri al decreto Fare. Tra i provvedimenti spicca la revisione dei poteri di Equitalia, che prevede a favore dei contribuenti in difficoltà economica o con momentanea carenza di liquidità, l’aumento della possibilità della rateizzazione dei debiti tributari dalle attuali 72 rate a 120, nonché l’aumento fino ad otto (dalle attuali 2) del numero di rate, anche non consecutive, a decorrere delle quali decade il beneficio della rateizzazione.

L’IMPIGNORABILITA’ – E ancora l’impignorabilitá della prima casa per debiti tributari inferiori a 120 mila euro, con esclusione delle sole case di lusso. Ad annunciare questa misura era già stato il presidente dei deputati Pdl, Renato Brunetta, che aveva espresso «grande soddisfazione per quanto si apprende dalle prime indiscrezioni». Analoga soddisfazione era stata espressa da Daniele Capezzone, presidente della Commissione Finanze della Camera, che aveva parlato di «successo storico per i contribuenti, e per un fisco davvero amico dei cittadini».

IL PREMIER – A termine del Consiglio dei Ministri è stato il premier Letta ad avviare la conferenza stampa per illustrare i provvedimenti adottati dal governo. Confermando chiaramente anche le indiscrezioni sui provvedimenti relativi ai poteri di Equitalia. «Abbiamo approvato tante misure che servono a rilanciare l’economia del nostro Paese, perché gli italiani che vogliono fare possano rilanciare l’economia. È un provvedimento completo» ha detto Enrico Letta. Nel decreto c’è poi -ha aggiunto il premier- un capitolo «molto significativo sulla giustizia civile» attraverso «varie modalità, quali la mediazione e i giudici ausiliari», che permetterà di «ridurre le pendenze di un milione e 150 mila crediamo».

SCUOLA – Previsto poi un investimento straordinario di edilizia scolastica finanziato dall’Inail fino a 100 milioni di euro all’anno per ogni anno dal 2014 al 2016. Il piano edilizio rientra nell’ambito degli investimenti immobiliari previsti dal piano di impiego dei propri fondi. Quindi quella che Letta ha definito «una norma rivoluzionaria per i cittadini italiani che potranno pretendere un indennizzo se la pubblica amministrazione non rispetta i tempi».

I MINISTRI – Successivamente sono stati i vari ministri ad alternarsi per illustrare le varie misure contenute nel decreto. Il ministro della giustizia Anna Maria Cancellieri ha annunciato una «terapia d’urto» per la giustizia civile. «Un intervento choc», ha aggiunto, perché quello dell’arretrato civile «è un fardello che blocca anche l’attività corrente. Provvedimenti che incidono sulla organizzazione dei processi in modo che, togliendo la zavorra, non se ne crei di nuova. La maggior parte dei ritardi è soprattutto presso le corti d’appello dove andranno a lavorare 400 magistrati onorari selezionati tra avvocati e giuristi». Tra gli altri il ministro dell’Istruzione Maria Chiara Carrozza annunciato tra l’altro lo sbocco del turn over dal 20 al 50% per l’Università. Così «potremo assumere 1.500 ricercatori di tipo B e circa 1.500 professori ordinari. È un segnale forte – ha aggiunto – perché significa che cominciamo a reimmettere un po’ di risorse umane nell’università».

ALFANO – Soddisfatto il vice presidente del consiglio Angelino Alfano. «Abbiamo centrato tutti gli obiettivi che ci eravamo prefissati prima di entrare in Consiglio dei ministri -ha detto- , è un provvedimento pesante che rende più paritario il rapporto tra tra cittadino e Stato». Alfano ha poi definito «straordinariamente importante» il pacchetto di norme che riguardano Equitalia. «Il cittadino – ha aggiunto – deve considerare lo Stato come un amico».

da corriere.it