Letizia così conobbi Berlusconi
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L’affondo in un editoriale del direttore don Antonio Sciortino
“Il premier risponda ai media. Basta con il velinismo”
Famiglia Cristiana al premier
“Faccia chiarezza su Noemi”
Il padre della ragazza: “Così ho conosciuto il Cavaliere”
ROMA – “Berlusconi faccia chiarezza. Non si può sottrarre alla legittima richiesta che viene dai media”, perchè “non esiste per nessuno l’immunità morale”. Il direttore di Famiglia Cristiana Don Antonio Sciortino anticipa all’Unità i contenuti dell’editoriale che pubblicherà nel prossimo numero, nel quale accusa il premier di “incongruenze e contraddizioni” sulla vicenda Noemi. E aggiunge: “non si può rappresentare il popolo col velinismo”.
“Sono i cittadini, gli elettori a chiedere chiarezza”, assicura Sciortino, “il premier non si può esimere dall’essere chiaro e trasparente”. E, secondo il direttore di Famiglia Cristiana, “vi sono incongruenze e contraddizioni che vanno chiarite tra quanto il premier ha affermato in diverse occasioni” e “quanto, invece, si sta appurando”.
Don Sciortino ricorda “figure autorevoli” come i presidenti Nixon e Clinton “chiamati e rendere conto per non avere detto tutta la verità al paese”.
Ma l’affondo di Famiglia cristiana non si ferma qui. Don Sciortino attacca anche il “velinismo” e spiega che si è “modelli” per le giovani generazioni. “La via per affermarsi -dice- o addirittura per rappresentare il paese non può passare attraverso il mondo dello spettacolo”. E ancora: Ad una decina di giorni dalle elezioni europee “di Europa non si parla affatto. Siamo prigionieri delle veline”.
Nel frattempo si fa vivo il padre di Noemi che, in un’intervista al Mattino, spiega come conobbe il Cavaliere. “Lo incontrai ad un comizio e nel luglio 2001, mi fu vicino dopo”. A Natale dello stesso anno, a Roma con la famiglia, Letizia presenta la moglie e la figlia a Berlusconi: “Fu la prima volta che vide Anna e Noemi. Proprio in quella occasione, per sdrammatizzare dopo aver ricordato la tragica fine di mio figlio, lui disse a Noemi, che aveva 10 anni: considerami come il tuo nonnino. Allora intervenni io e dissi: “Nonno mi sembra ingeneroso, meglio che lo chiami papi”.
da repubblica.it
