E’ stato un anno difficile ma miglioreremo Trulli
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TRULLI: “UN ALTRO ANNO SOFFERTO”
“Ma i progetti per fare meglio ci sono”
Le ultime stagioni in Formula 1 sono state un calvario per Jarno Trulli, passato dall’essere protagonista al ruolo di comprimario. E anche il 2011 non è andato meglio. “E’ stata una stagione di sofferenze. Ho faticato tanto e di sicuro non sono contento dei risultati. L’unica consolazione è che il miglior piazzamento della squadra l’ho ottenuto io”, ha detto a Sportmediaset.it il pilota della Lotus. Che spera di rivedere un po’ di luce l’anno prossimo con il cambio di nome del team in Caterham: “I progetti per fare meglio ci sono. Soltanto che anche di fronte alle idee e alla buona volontà l’unica cosa che conta è il responso della pista. Alla fine il cronometro non mente mai”.
C’è chi, piuttosto di continuare a correre nelle retrovie, ha preferito lasciare il mondo luccicante del circus per tentare di tornare a vincere in un’altra formula. Anche Trulli è stato vicino a questo passo. “Dopo il ritiro della Toyota ho avuto alcune possibilità di cambiare categoria, ma ho creduto nel progetto della Lotus – ha precisato il pescarese, ospite a Milano della cena di beneficenza “Insieme” organizzata da Paolo Ligresti e Star Management – . Ma non posso certo dire se sarebbe andata meglio o peggio perché non ne avrei la riprova”.
Negli ultimi giorni la F1 è stata scossa dall’uscita di Ferrari e Red Bull dalla Fota, l’associazione dei team. Che conseguenze avrà questa presa di posizione? “Io non sono un esperto di politica sportiva, di sicuro è un segnale forte che è stato lanciato. L’unica cosa che penso è che questo allontanamento possa andare a discapito dei team perché adesso, non essendo più tutti uniti, forse hanno meno forza, meno peso nei confronti della Fia”.
Di sicuro il 2011 verrà ricordato come l’anno delle tragiche scomparse di Dan Wheldon e Marco Simoncelli. “Ogni volta che succedono queste cose ti fermi a riflettere. Ciascuno di noi piloti poi reagisce a suo modo, ma alla fine tutti siamo consapevoli dei rischi che corriamo. Quando però arrivi al punto di cambiare idea, allora vuol dire che è giunto il momento di smettere. Per quanto riguarda Marco, a vederlo da casa quella mattina è stato un dramma. Togliere a un ragazzo di 24 anni la possibilità di sognare è stato terribile. Proprio questa è stata la cosa che mi ha colpito di più”, ha concluso Trulli.
ALBERTO GASPARRI da sportmediaset.com
