Apr
29

Damien Hirst e i suoi teschi invenduti

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I teschi di Hirst (45mila euro) restano invenduti
Alla retrospettiva della Tate Gallery in vendita diversi articoli di merchandising dell’artista a prezzi folli. Nessuno li compra

MILANO – Chi spenderebbe 36.800 sterline (ovvero, oltre 45mila euro) per un teschio di plastica colorata che Damien Hirst ha creato in edizione limitata apposta per la retrospettiva in suo onore che è in corso alla Tate di Londra? Ve lo diciamo noi, nessuno. A quasi un mese infatti dall’apertura della mostra (realizzata con il sostegno della Qatar Museum Authority per celebrare le Olimpiadi di Londra e che andrà avanti fino al prossimo 9 settembre), le 50 “Hallucinatory Heads”, una diversa dall’altra e ispirate al famosissimo teschio “For the Love of God” in platino e 8.601 diamanti da 50 milioni di sterline (anch’esso in esposizione e guardato a vista da due guardie giurate), giacciono invendute nel negozio di souvenir del museo.
COLPA DELLA CRISI? – «I teschi sono assolutamente troppo cari – ha detto un commesso al Telegraph – e anche se la gente li ammira e chiede informazioni a riguardo, poi però non li compra e non sono così sicuro che alla fine ne venderemo qualcuno». Insomma, anche un artista come Hirst, che vanta un patrimonio di 215 milioni di sterline, deve fare i conti con la recessione, perché non tutti si chiamano Victoria Beckham da potersi permettere un paio di stivaletti Manolo Blahnik, personalizzati da Hirst come uno dei suoi celebri “spot painting”, del valore di 250mila sterline e tenuti sotto teca nella villa di Los Angeles (mentre la Posh ha smentito tramite portavoce di aver comprato un baby monitor da 10mila sterline per la figlia Harper Seven, disegnato da Hirst con un motivo di farfalle).

PREZZI FOLLI – Ma non è solo il prezzo dei teschi ad essere giudicato “fuori dal mondo”. I visitatori della mostra di Hirst alla Tate si lamentano infatti anche per il costo eccessivo di altri “oggetti ricordo” firmati dall’artista, come lo skateboard puntinato da 480 sterline, la sedia a sdraio da 310 o la carta da parati con motivo a farfalle da 700 sterline al rotolo. «Questi prezzi sono totalmente assurdi – ha commentato la 21enne Marie Ballard, studentessa d’arte francese – perché anche solo per prendere un poster devi essere ricchissimo e mi piacerebbe proprio sapere se qualcuno sta davvero comprando questa roba».

Simona Marchetti da corriere.it

Categories : arte, economia, social