Cina chiuso sito web per hacker
ByCybercriminali: la Cina chiude un sito-scuola per hacker
Insegnava agli hacker a rubare in rete, tre arresti
ROMA – Lezioni a pagamento di tecnica del crimine informatico con tanto di materiale ‘didattico’ e compiti per casa: la polizia cinese ha chiuso ‘Black Hawk Safety Net’, sito web dedicato all’addestramento di cybercriminali. Tre persone sono state arrestate e sono sotto sequestro nove server e 1,7 milioni di yuan (circa 182 mila euro).
L’operazione sarebbe avvenuta a novembre scorso, ma la notizia è stata diffusa soltanto oggi dai principali organi di stampa cinesi e come prevedibile ha assunto una vasta eco considerando il braccio di ferro tra Google e Pechino per i tentativi di hackeraggio provenienti dal Paese asiatico. Oltre a confermare quello che gli esperti di sicurezza informatica ripetono da tempo: il cibercrimine si sta evolvendo assumendo caratteri planetari e addestrando e reclutando adepti on line.
“Ci sono decine di milioni di siti che insegnano come costruire una mail-bomb, un virus o come generare falsi codici per le carte di credito – spiega all’ANSA l’avvocato Massimo Melica, esperto di diritto applicato alle nuove tecnologie -. Spesso questi siti vengono chiusi perché violano il diritto d’autore ma di un’operazione come quella in Cina non ho memoria”. “Molti siti che offrono ‘istruzione’ richiedono un’iscrizione e vi si accede solo dietro invito di altri membri – afferma Toralv Dirro, esperto dei laboratori di McAfee – ecco perché è così difficile per la polizia individuarli e chiuderli”.
La notizia che arriva dalla Cina non coglie di sorpresa gli esperti di sicurezza informatica anche se, sottolinea Aldo Del Bò, sales director dei laboratori Kaspersky in Italia, “sorprende che il governo cinese ne abbia dato notizia due mesi dopo”. Secondo quanto riporta il China Daily, citando il dipartimento di sicurezza della provincia di Hubei, Black Hawk Safety Net nasce nel 2005 e da allora più di 12 mila persone hanno pagato per avere ‘lezioni’ di cybercrimine. Altre 170 mila si sono registrate nella modalità di adesione gratuita.
Dalle testimonianze raccolte dal quotidiano telematico, si evince che i membri scaricavano programmi noti come ‘cavalli di troia’ che permettevano di controllare computer di altre persone e rubare account di vario tipo. Il giornale non chiarisce il perché del ritardo nell’annuncio dell’operazione e parte della stampa occidentale non nasconde che possa trattarsi di una risposta di Pechino all’inasprirsi dei rapporti tra gli Stati Uniti e la Cina, considerando anche la recente alleanza fra Google e il Pentagono.
“Nazioni come la Russia e la Cina sono oggi le più interessate da questi fenomeni delittuosi – aggiunge Massimo Melica -, ma oggi chiudere un sito bloccando i server non risolve in modo definitivo il problema, occorre potenziare e sviluppare le forze di polizia specializzate”. Siti simili a Black Hawk Safety Net sono anche quelli che non solo addestrano, ma reclutano in massa cibercriminali on line. Solo qualche giorno fa SecureWorks ha denunciato l’esistenza di siti come “Earnings4u”, che offrono compensi di denaro più o meno fissi a chi diffonde malware.
da ANSA.IT
