Archive for win for life

Parco ornitologico MartinatPinerolo, uomo muore
sbranato da tre tigri
E’ accaduto al Parco ornitologico Martinat: il proprietario, Mauro Lagiard, di 72 anni, stava nutrendo gli animali quando è stato aggredito. I soccorritori non sono riusciti a intervenire a causa della presenza degli animali nella gabbia

E’ stato aggredito e ucciso da tre tigri. E’ accaduto a Pinerolo, al Parco ornitologico Martinat, da anni chiuso al pubblico ma che ancora ospita alcuni esemplari di grandi felini. L’uomo, Mauro Lagiard di 72 anni, proprietario degli animali, era entrato in una delle gabbie per nutrirli ed è stato sbranato.

La moglie, poco lontana da lui, prima di dare l’allarme a carabinieri e 118 ha richiamato i felini nelle rispettive gabbie dalla ‘zona pranzo’ in cui si trovavano. L’operazione è durata oltre un’ora e ha ritardato l’arrivo dei soccorritori, che hanno potuto soltanto constatare la morte dell’uomo.

Sul posto sono intervenuti i carabinieri, gli uomini del 118 e quelli del servizio veterinario dell’Asl3 di Torino. Le tigri sono state prese in carico dai questi ultimi: la loro sorte sarà decisa nelle prossime ore dalla magistratura.

Sul caso dei felini, sulla collina tra Pinerolo e San Pietro Val Lemina, da tre anni, quando è stato chiuso il parco ‘Martinat’ che le ospitava, ci sono state denunce, polemiche e preoccupazioni da parte dei residenti.
Le tigri non erano state sterilizzate e qualche mese fa erano nati cinque cuccioli.

Il parco Martinat si sviluppa per ottantamila metri quadrati sulle zone collinari ai confini di Pinerolo e San Pietro Val Lemina. I felini sono di proprietà di una coppia di anziani, che anni fa avevano trovato ospitalità per i loro animali nel parco e che ancora adesso li accudiscono.

di ERICA DI BLASI da repubblica.it

Categories : cronaca, win for life
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Mar
30

Basta scene hot : Hollywood cambia strategia ?

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Hollywood dice basta alle scene di sesso? Sostituite da effetti speciali

hollywood_testa_decapitataAddio ai nudi, alle scene di passione e amore che, pare, fanno crollare il numero dei telespettatori, cosa che Hollywood non si può più permettere. Sono lontani, quindi, i tempi in cui si pensava che le scene piccanti aiutassero l’audience: oggi, con tutte le limitazioni imposte dalle varie authority sulle immagini vietate ai minori, il bollino giallo o quello rosso sono da evitare se si vuole raggiungere un vasto pubblico.

Lo ha spiegato Vincent Bruzzese di Ipsos, una società che si occupa di ricerche di mercato. L’esperto ha precisato, scrive il Telegraph, che negli ultimi 18 mesi le scene erotiche sono state depennate dai produttori ancor prima di essere girate: “Tempo fa le scene erotiche venivano scritte dagli autori per attirare gli spettatori che guardavano il trailer del film, non erano strettamente utili ai fini della storia. – ha detto Bruzzese – Ma oggi quelle stesse scene fanno classificare il film come vietato ai minori e questo comporta una perdita notevole di pubblico giovane”.

A un certo punto, secondo l’esperto, i produttori si chiedono: “Abbiamo davvero bisogno di questa scena di sesso? Possiamo riempire questi minuti con qualche effetto speciali e far si che la pellicola diventi un film per famiglie?”. Certo che possono, a Hollywood tutto è possibile. Le dichiarazioni di Bruzzese hanno scatenato il toto-scena-hot sui siti inglesi e americani: quali sono, secondo voi, le sequenze cinematografiche osé più belle della storia del cinema? Ghost? Dirty Dancing? Pretty Woman? Mulholland Drive? Titanic?

da yahoo

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simbolo di Primarie 2012 Matteo Renzi AdessoIl paradosso di Renzi

Il ritorno di Renzi dopo le primarie, questa volta al fianco e non contro Bersani, evidenzia un paradosso. Si tratta di un Renzi diverso dal tenace concorrente che aveva conteso la leadership a Bersani, soprattutto andando a toccare alcuni nervi scoperti della proposta politica del segretario e dei maggiorenti Pd che ne sostenevano la candidatura.

Il Renzi di oggi, infatti, si acconcia a buon padrone di casa (”Benvenuto al prossimo Presidente del Consiglio …”), si esprime con mordenti battute nei confronti degli avversari del Pd (sul 1921 “Monti deve essersi confuso con la sua carta di identità”), si serve dell’iconografia che ne aveva contraddistinto la campagna elettorale durante le primarie. Ma nulla dice, rispetto a quelli che proprio durante le primarie furono i suoi principali cavalli di battaglia, per portare i tanti elettori di centro e centro-destra che lo avevano votato al posto di Bersani a votare per il centrosinistra e per il Pd. Vi è un argomento scottante, anche se imbarazzante per il partito e il suo segretario, che in particolare Renzi ha lasciato nel dimenticatoio. E che viceversa ai tempi delle primarie fu in più occasioni richiamato dal Sindaco di Firenze nelle sue polemiche con il segretario del PD.

L’argomento per eccellenza delle cronache di questi giorni: lo scandalo MPS. Non si illudano, Bersani e Renzi, che un patto fra i due privo di contenuti politici e programmatici chiari possa essere di qualche utilità per il Pd e il centrosinistra in campagna elettorale. Un Renzi annacquato alla corte di Bersani non interessa a nessuno. Solo un Renzi capace di ridare forza ad alcune idee guida della sua candidatura alla premiership potrebbe rappresentare un valore aggiunto. Ma forse è proprio ciò che nel Pd in questo momento nessuno vuole.

 Luciano Fasano Docente di Scienza politica Università degli studi di Milano  da lastampa.it

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La scommessa persa
della nostra speranza

Con la crisi, gli italiani giocano di meno anche alle slot machine, alle Sale Bingo e alle lotterie

Meno soldi per tutti, le promesse di ricchezza non illudono più

Gli italiani tirano la cinghia più che possono. Assieme alle altre parsimonie, ora giocano di meno. Potrebbe essere che molti giocatori incalliti, soprattutto quelli di recente generazione, si saranno impensieriti alla notizia che la ludopatia sia entrata a far parte delle prestazioni garantite dal Servizio Sanitario Nazionale. Già siamo un popolo d’ipocondriaci, meglio rinunciare a una nuova malattia, soprattutto se così cara da mantenersi. Forse in parte sarà stata provvidenziale la campagna stampa che ha, negli ultimi tempi, puntato il dito in maniera decisa contro la nuova passione compulsiva per l’azzardo, improvvisamente esplosa, in un crescendo trasversale e transgenerazionale.

Per tutti ci sono meno soldi, anche i passatempo che promettevano brividi e attese spasmodiche di vincite da favola, hanno cominciato a rivelare il loro aspetto illusorio, quindi declassati a spese futili nei tagli ai sempre più risicati budget familiari.

Il pessimismo collettivo verso una possibile svolta futura è talmente diffuso a tutte le età che nemmeno riesce più a convincere quella che, all’inizio, sembrava la grande idea al tempo della crisi: il «Win for life», il gioco che prometteva in sintesi uno stipendio a vita. Le troppe indigeste notizie sui vitalizi illustri degli uomini della casta hanno fatto perdere la speranza che nei forzieri dello Stato possa essercene abbastanza, anche per far vincere qualcosa di simile ai poveri diavoli qualsiasi.

Il crollo della grande speranza di una «svolta» radicale della vita era iniziata già quando, in sempre più case italiane, si era andata perdendo la tradizione della lotteria di Capodanno. Per pochissimi continuava a valere ancora la pena di aspettare l’ estrazione televisiva della grande estrazione nazionalpopolare, con il biglietto in mano e tutta la famiglia stretta attorno alla possibile favola di una vincita dai molteplici zeri.

Anche alcune liturgie antichissime legate a modeste, ma persistenti, abitudini da piccoli giocatori da ricevitoria sono andate scemando. Tutto iniziò nel giugno 2009, quando Il bambino bendato che estraeva i numeri del Lotto fu, per decreto, mandato definitivamente in pensione. L’abolizione dell’innocente manina, sostituita da macchinari elettronici, ci fece capire, già da allora, che si sarebbe entrati una fase «cyberludica» che avrebbe macinato ogni passione in un turbine di scelte rutilanti, ma caduche, destinate a corrodere alla base la nostra nazionale predisposizione per il gioco, fatta soprattutto di riti legati a dimensioni umane.

A questa specie di laicizzazione ludica ha contribuito anche il cambio «fisico» degli ambienti di gioco. Dopo aver rimodernato, ristrutturato, riarredato, tutti i bar di quartiere si sono inghiottiti i classici angolini del giocatore del Lotto, delle schedine del Totocalcio e di quei romantici residui di un piccolo mondo in via d’estinzione.

Tutto il passato è stato sovrascritto dalle luci aggressive e le iconografie rutilanti dei divorasoldi elettronici, oggi piazzati ovunque ci sia transumanza umana. Doppia crisi anche per professioni sempre più a rischio, Fabio Felici, direttore dell’Agimeg, è il decano dell’ informazione sull’ universo del gioco e già lancia un nuovo allarme, dicendo che presto si comincerà a sentire il peso sociale di quei 120.000 lavoratori impegnati a vario titolo nel variegato universo del gioco, ancor più sarà potente la crisi per i 70.000 «negozi» in cui veniva soddisfatta la brama di piccoli e grandi giocatori.

Nemmeno le sale Bingo hanno avuto una vita lunga; passata la prima euforia per quei casinò da pensionati, le nostre nonne con il carrellino pieno di cavolfiore e zucchine si sono sentite fuori posto a passare le mezze mattine in quei saloni ammiccanti cornucopie, ma alla fine troppo simili alle mense aziendali, e non sono stati sufficienti ad allettarle a togliere tempo ai balli di sala del centro anziani. Soprattutto dopo che, per necessità di tagli, è stato abolito il cappuccino e cornetto, che veniva loro offerto gratis ai tavoli da gioco, è tramontata l’ euforia iniziale per quella specie di tombola esotica.

Tutti abbiamo il sentore che «I giochi sono finiti!». E questa è un’idea che sta passando sempre più decisa e inconfutabile, anche per chi, in vita sua, non abbia grattato nemmeno una volta sopra una schedina.

Gianluca Nicoletti da lastampa.it

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Dec
04

Raffaella Fico a Balotelli se ami nostro figlio sposami

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Fico, ultimatum a Balotelli:
«Se ami nostro figlio, sposami»
A pochi giorni dal parto, continua la«latitanza»
di Super Mario. Dovuta proprio alla richiesta di nozze?

NAPOLI – Sarà un Natale davvero diverso dal solito per Raffaella Fico. La showgirl napoletana conta i giorni che la separano dalla nascita del suo primo bebè. Eppure, l’umore non è al massimo: il papà del bimbo, Mario Balotelli, sembra continuare la sua «latitanza», complici anche i molteplici impegni calcistici col Manchester City.

NOZZE E «FUGGI FUGGI» – Da alcuni rumors del mondo gossip, sembra che Super Mario sia di nuovo sparito dalla vita di Raffaella dopo aver parlato con lei di matrimonio. Nonostante il figlio in arrivo e la volontà del calciatore della Nazionale di assumersi tutte le responsabilità del caso, alla Fico non è pervenuta alcuna proposta di nozze. Anzi. Ed è anche per questo che Raffaella si è sfogata sulle pagine di «Diva e donna», senza usare mezzi termini. «Se ami nostro figlio dimostramelo. Sposami!» ha detto l’ex gieffina. Quale sarà la risposta?

da corriere.it

Categories : gossip, social, vip, win for life
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