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Sony, un gelato contro la Wii
Si chiama PlayStation Move il sistema di motion control con cui il colosso giapponese vuole attrarre i casual gamer e offrire una nuova esperienza di gioco ai suoi utenti tradizionali

Sony_Playstation-MoveRoma – Sony ha presentato un joystick con motion control in stile Wii: si chiama PlayStation Move, assomiglia ad un microfono, costerà meno di 100 dollari e esordirà per il prossimo autunno.

Insieme alla telecamera di supporto PlayStation Eye e a un gioco sarà in vendita a meno di 100 dollari, ma sarà anche disponibile insieme alla PlayStation 3 o acquistabile. Anche perché sarà necessario comprare più di un controller, sia per i giochi multiplayer sia perché ci sarà la possibilità con alcuni giochi di utilizzare due PlayStation Move contemporaneamente, probabilmente battendo in precisione l’accoppiata Wiimote-Nunchuk. Potrà inoltre essere utilizzato un subcontroller che (ricalcando ancora una volta la console bianca) aggiungerà tasti e una levetta analogica per i giochi che necessitano di più pulsanti e che sarà collegato in modalità wireless al primo.

“La combinazione tra il controller e la PlayStation Eye – spiega Sony – permette di individuare precisamente i movimenti, gli angoli e la posizione nello spazio 3D intorno al Move controller, permettendo ai giocatori di muoversi come se fossero effettivamente dentro al gioco”. Inoltre, la palla (della grandezza di una pallina da golf) al vertice del controller cambia colore in modo da rendersi maggiormente tracciabile dalla telecamera a seconda dei colori dell’ambiente circostanze e delle situazioni di gioco.A primo impatto rischia di far pensare immediatamente al controller Wii. E durante la presentazione Sony stessa non ha nascosto il ruolo ricoperto da Nintendo, in grado di trovare una strada nuova per condurre sul mercato delle console un nuovo tipo di utenti. Sony, però, punta ora a integrare casual game e titoli più all’avanguardia, che sfruttino le capacità tecniche proprie di PlayStation: accogliendo nella sua cerchia i nuovi utenti e portando ai giocatori tradizionali “nuovi tipi di esperienza”.

La presentazione ha mostrato un sistema, a giudicare dagli osservatori, più preciso e fluido del controller Wii (si parla della stessa latenza di DualShock 3).

La presentazione ha visto alternarsi soprattutto titoli ad hoc, in particolare prove sportive sul genere Wii Sport, come la raccolta di mini giochi sviluppata appositamente Sports Champions e lo sparatutto The Shoot, che (a differenza dei titoli paragonabili della Wii) presenta alcune opzioni attivabili con azioni rilevate dalla PlayStation EyeBall, come la possibilità di compiere una giravolta per far rallentare il tempo all’interno del gioco.

La demo di Move Party, poi, ha mostrato l’utilizzo della telecamera per giochi a realtà aumentata (per esempio l’utente si può vedere nello schermo con il controller trasformato in un pennello o in un altro strumento) e video chat. Sono stati inoltre provati titoli come SOCOM 4 e Little Big Planet adattati al nuovo controller. E Sony ha anticipato che sarà integrato a “God of War III” di prossima uscita. In totale, sarebbero già 20 i titoli in produzione che adotteranno il PlayStation Move.

Claudio Tamburrino

da PUNTO-INFORMATICO.IT

Onlive arriva a Giugno per 15 dollari al mese
Onlive è la soluzione in salsa “cloud” per portare il gaming su piattaforme Pc o Mac. Sarà possibile giocare online come se si fosse su una qualsiasi console, senza però possedere né console né gioco: sarà sufficiente un abbonamento da 14.95 dollari

Giacomo Dotta

onlive_giugnoPoteva sembrare la più classica delle vaporware story. Aveva tutti i contorni della grande utopia, il grande progetto che sfuma di fronte alle difficoltà tecniche. Molti avevano stigmatizzato in questo modo l’idea Onlive, intravedendo in questa sfida un modo come un altro per soccombere di fronte allo strapotere delle console. A distanza di mesi dai primi annunci, però, il progetto sta ora per concretizzarsi. Con una data già ufficializzata per l’esordio ufficiale sul mercato: il 17 Giugno prossimo il progetto Online sarà liberamente accessibile.

Onlive nasce come un semplice servizio online. Sarà possibile fruirvi tramite piattaforme Pc o Mac, mentre in futuro sarà disponibile anche una sorta di set-top-box (il cosiddetto “MicroConsole Tv Adapter”) con il quale accedere alle medesime opportunità senza passare necessariamente per una postazione desktop. Onlive permette agli utenti di giocare come su una qualsiasi console: al pari di Xbox 360 o PlayStation 3, dispone di un elenco di giochi ed abilita al gaming senza però dover effettuare alcun acquisto: è sufficiente pagare un abbonamento mensile fissato in 14.95 dollari (con offerte specifiche per immediato acquisto di più mensilità) e quindi consultare il menu a disposizione.

Mass Effect 2, Assassin’s Creed 2 e Crysis sono i nomi con cui si può attirare ad oggi l’attenzione sulla piattaforma. Onlive metterà però a disposizione anche altri titoli ed in prospettiva il gruppo si attende anche la disponibilità di anteprime e giochi in esclusiva per poter sfidare da vicino i grandi nomi che dominano oggi il mondo del gaming.

Online è la soluzione “cloud” per il settore dei videogiochi: l’utente si collega ai server e, tramite l’applicazione in dotazione, accede ai giochi. La banda larga è un requisito fondamentale poiché regola la rapidità delle comunicazioni utente/server e viceversa, stabilendo pertanto la reattività di input e output.

I maggiori detrattori di Onlive hanno messo in discussione proprio quest’ultimo aspetto: l’eccessiva latenza nel gaming, i problemi a livello grafico dovuti alla compressione dei dati e infine l’assenza di una quantità e qualità di banda tali da garantire il gaming durante l’intera esperienza di gioco. Trattasi di osservazioni opportune, ma limitate ad una specifica tipologia di gioco che richiede azione, digitazioni compulsive, movimenti rapidi e massima reattività. Se questa tipologia di giochi potrebbe risultarne penalizzata, altre esperienze potrebbero invece essere del tutto positive. Il gruppo ha un obiettivo preciso per realizzare il proprio modello di business: mettere il gaming a disposizione senza impegni di acquisto. L’abbonamento mette in mano all’utente tanto il gioco quanto la console, permettendo l’accesso ad una sala giochi crescente per la quale non v’è alcuna barriera all’ingresso.

da webnews.it

Hadopi, e cresce la pirateria
La nuova legge Hadopi non porta ai risultati sperati, anzi la pirateria aumenta

pirateria_processoSe sia inutile o semplicemente controproducente non si sa, quel che è certo è che non è servita a nulla. Stiamo parlando della legge Hadopi, quella, per intenderci, che ti disconnette dopo tre errori. Ma le abitudini, soprattutto degli internauti d’Oltralpe, non sembrano mutate, anzi.

Uno studio condotto in Francia ha infatti constatato che la pirateria non sta né arrestando, né diminuendo. Starebbe invece crescendo. Come? Semplice, gli internauti hanno iniziato a scoprire nuove tecnologie per vedere film o ascoltare musica illegalmente.

Per lo studio sono stati intervistati 2000 inglesi da tre ricercatori dell’Università di Rennes. Una volta intervistati, il gruppo è stato diviso in tre categorie ben distinte: pirati Hadopi, ovvero che utilizzano il peer-to-peer punibile dalla nuova legge; pirati non Hadopi, cioè utilizzano tecnologie non monitorate; ed i non pirati, ovvero chi non effettua alcun download. Una volta ottenute le informazioni, i ricercatori si sono accorti che le categorie si rimescolavano. Altra osservazione post studio è che il numero di pirati è cresciuto del 3%.

Stando ai dati raccolti dallo studio, sarebbe il 15% dei pirati Hadopi ad aver affermato di non utilizzare più il sistema peer-to-peer dopo la promulgazione della legge entrata in vigore a gennaio. Di questi, due utenti su tre utilizzano altri servizi per lo streaming e per il download diretto, come Megaupload, Rapidshare, Allostreaming, ecc.

Ed ecco che ex pirati Hadopi diventano così pirati non Hadopi. Cosa significa? Significa che questi non sono perseguibili stando alla legge Hadopi e possono continuare ad accedere a film, musica e qualsiasi tipo di file protetto dal famigerato copyright. I ricercatori spiegano dunque che la maggior parte di internauti abituati al peer-to-peer, non ha fatto altro che spostarsi su altre forme di pirateria non prese in considerazione dalla legge (insomma, fatta la legge, trovato l’inganno).

A livello di ricerca possiamo dunque dire che i pirati Hadopi sono diminuiti del 15%; ma i pirati non Hadopi sono aumentati del 27%. La legge non ha dunque provocato effetti deterrenti, si è semplicemente limitata a spostare la pirateria dall’uso di determinate tecnologie ad altre.

da TICINONEWS.CH

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Router Cisco super veloce promette di cambiare il Web
Crs-3 ha una capacità di trasmissione dodici volte superiore. Potrà scaricare l’intera collezione della biblioteca del Congresso americano in un secondo

NEW YORK

router_ciscoCisco Systems ha progettato un nuovo sistema di routing che potrebbe rivoluzionare il sistema di collegamenti Internet. Uno strumento, annuncia l’amministratore delegato del colosso, John Chambers, con una capacità di trasmissione dodici volte superiore rispetto ai più potenti network in commercio. Denominato Crs-3, sarà destinato alle compagnie di telecomunicazioni e ai provider.

Il nuovo hardware sarà capace di scaricare l’intera collezione della biblioteca del congresso americano in un secondo o potrebbe consentire ad ogni abitante della Cina di fare una video-chiamata simultaneamente e di trasmettere ogni fermo immagine generato in meno di quattro minuti.

Cisco pensa di cominciare ad installare entro due anni la nuova piattaforma, che potrebbe essere appetibile anche per Google, al alvoro per creare un network ad alta velocità in proprio.

da LA STAMPA

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Google: e ora pedala!
Nuova funzione, la “più attesa”, di Google Maps tutta dedicata alle biciclette

google-maps_ciclistiGoogle Maps offrirà un servizio specifico dedicato alle biciclette: per il momento disponibile solo in 150 città degli Stati Uniti, permette di ottenere le indicazioni stradali per i ciclisti, aggiungendo alle opzioni “auto”, “trasporto pubblico” e “a piedi”, la scelta “in bicicletta”.

Secondo Mountain View sarebbe l’opzione maggiormente richiesta da quando è stato lanciato Maps, tanto che una petizione che ne chiedeva lo sviluppo ha raccolto oltre 50mila firme a supporto. Presentata al National Bike Summit 2010, è stata alla fine ben accolta, per esempio, dalla Lega Americana Ciclisti. Il servizio si presenta come un supporto per chi ha voglia di pedalare: include direzioni passo passo e le strade sono ben evidenziate sulla mappa grazie ad una cartina dedicata che permette di differenziare tra percorsi ciclabili, corsie preferenziali e strade “amiche” dei ciclisti (segnalate con diverse gradazioni di verde). Evita inoltre, quando possibile, le salite più ripide. L’opzione non è ancora implementata su Google Maps per il mobile.

Per svilupparla Mountain View ha collaborato con Rails-to-Trails Conservancy, un’associazione non profit che converte binari dismessi in piste ciclabili e che ha velocizzato il processo di raccolta dati. Google, tuttavia, si è premurata di sottolineare come il servizio sia ancora in una versione beta, per cui è bene che gli utenti facciano attenzione e contribuiscano a perfezionare le informazioni raccolte dal servizio.Il nuovo servizio è stato inoltre promosso con “una gara ciclistica” che consiste semplicemente nell’inviare un messaggio con l’hashtag #bikewithgoogle e attendere l’estrazione casuale del vincitore. Non c’è bisogno di utilizzare Buzz, basta un tweet.

In Google Maps Labs sono stati inoltre introdotti recentemente in prova alcuni nuovi strumenti che vanno dallo zoom centrato su una zona selezionata, alle immagini aeree (ma solo per determinate aree), passando per le mappe rotanti, l’opzione di ricerca “*” che mette in evidenza i marker inseriti da Google nelle vicinanze, fino allo “zoom intelligente” che verifica in anticipo le immagini presenti e permette di calibrare l’ingrandimento evitando di ricevere il messaggio “non abbiamo immagini a questo livello”. È stata inoltre introdotta, per migliorare il servizio, l’opzione “move maker” che permette di modificare un marker Google che non punti precisamente alla destinazione desiderata.

Claudio Tamburrino

da PUNTO-INFORMATICO.IT

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