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teatro russolo-portogruaroE’ morto Davide Masarati, direttore del teatro Russolo di Portogruaro
Il 54enne è mancato domenica scorsa dopo una malattia. Ferrarese, si traferì nella città del Lemene per amore della musica e della cultura

Aveva fornito un contributo fondamentale per portare il teatro Russolo di Portogruaro ai vertici dei circuiti culturali del Veneto. Davide Masarati, direttore del teatro, è mancato a 54 anni domenica scorsa. Ferrarese, si era trasferito nella città del Lemene contribuendo ad allestire dal 2009 a oggi alcuni dei cartelloni più interessanti della provincia. Specie in fatto di eventi dedicati ai più giovani.

Dopo il diploma al conservatorio, come riportano i quotidiani locali, aveva alternato l’attività di musicista e docente a quella di organizzatore di stagioni teatrali, acquisendo una professionalità foriera di riconoscimenti e soddisfazioni. Il cordoglio è stato espresso anche dalla fondazione musicale Santa Cecilia di Portogruaro, di cui era stato direttore generale per alcuni anni: “A nome del consiglio di amministrazione, delle direzioni della scuola, del festival e della Fondazione stessa e di tutti i colleghi e collaboratori – afferma in una nota – la fondazione esprime il proprio cordoglio alla famiglia di Davide, che lascia un vuoto da un punto di vista umano, ma anche una grande eredità di competenza e professionalità”.

I funerali martedì pomeriggio nella chiesa di Cento, in provincia di Ferrara. Sabato alle 18.30 una messa in suo ricordo nella chiesa di San Luigi di Portogruaro.

da Veneziatoday.it

Categories : cronaca, teatro
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carlo monni 69 anni film«LA POESIA è un brivido, tutto il resto è letteratura». Lo diceva sempre. E la poesia l’aveva portata dappertutto: in alto, in basso, dal circolino all’accademia. Shakespeare, Dante, Cecco Angiolieri, Dino Campana (e un elenco di altri lungo così): versi letti e riletti, mandati a memoria, snocciolati anche come bestemmie. Lui era così: un uomo senza tanti fronzoli. Un anarchico puro, faceva quello che gli pareva, senza dare disturbo. Più che chiedere, dava. E quanto gli volevano bene. A Carlo volevano bene tutti. Per via del suo grande cuore. C’era sempre. Per tutti. E a tutte l’ore. L’ultimo generoso in un mondo di protagonisti, Carlo Monni. Attore di razza che al Metropolitan preferiva la festa dell’Unità. Lo diceva sempre, senza falsa modestia, che tanto lui di falso non aveva nulla. Nemmeno la buzza.

SE N’È ANDATO ieri sera alle dieci e mezzo. Si era ammalato un anno fa: un malaccio, avrebbe detto se avesse voluto dirlo. Ma della malattia aveva tenuto il segreto per sé, confessato più avanti solo a due amici. Aveva rifiutato le cure e l’operazione. Poi non ce l’ha fatta più, ha ceduto alle regole della medicina. Il 29 aprile ha scelto, senza avere più scelta, di farsi operare, a Careggi. Un intervento lungo e, probabilmente, ormai senza speranza. Da quel giorno non si è mai ripreso. E ieri se n’è andato. Non ci sarà un altro Inferno per lui che in via dell’Inferno ci ha vissuto per una vita.

Per lui che ‘Monni all’Inferno’ l’ha portato in giro con la ‘Banda alle ciance’ per tutta la Toscana. Roba da ridere. Quindi roba seria. Carlo Monni, l’ultimo puro. Solo, senza famiglia, ma sempre in compagnia. Pieno di amici. Non aveva un cellulare, non aveva la macchina. Per scarrozzarlo c’era Ettore, ‘il grezzo’. Per trovarlo, bastava andare alle Cascine. Era il suo ufficio: su e giù, avanti indietro. In mano sempre un libro. Quasi sempre a torso nudo. Estate e inverno coi ciabattoni Birkenstok ai piedi. Al massimo coi calzini. Anche bianchi, impastati di fango nei giorni di pioggia. Che tanto, chissenefrega.
OGGI lo andranno a trovare tutti, alle Cappelle del commiato di Careggi. Domani i funerali, ma ancora non è stato deciso dove, probabilmente a Firenze. Anche se lui era nato a Campi Bisenzio, o a Champs sur le Bisenz come diceva. A ottobre, il 23 ottobre («sono Scorpione, ma cuspide», ripeteva) avrebbe compiuto settant’anni.

Settant’anni il Monni, roba da non credere. Ancora doveva fare tante cose, anche sposarsi: «C’è tempo». Non che gli mancassero le pretendenti. Ma la sua era stata una scelta di libertà. In certi momenti, forse, anche di solitudine. Anche se solo non era mai, la malinconia del genio, dell’attore, dell’uomo sensibile gli torceva le budella.
Non s’era fatto mancare nulla, di quello che gli piaceva. E non s’era mai limitato in nulla. La passione per bere non l’ha mai abbandonata. Discolo fino in fondo. Un Pinocchio, un Mangiafuoco, un menestrello, un cantore. Un artista come ce ne sono pochi. E come lui non ce ne saranno più.
Una carriera da star per un antidivo. Ha esordito con spettacoli nei locali e nelle feste paesane. E’ lì, in una festa di paese che ha conosciuto Roberto Benigni. E chi se li dimentica, loro due insieme:‘Berlinguer ti voglio bene’ (di Giuseppe Bertolucci), ‘Tu mi turbi’ (di Benigni) ‘Non ci resta che piangere’ (di e con Benigni e Massimo Troisi). Poi il resto. Tutto il resto. Nel 1976 Monni e Benigni arrivano in tv. Su Raidue fingono di disturbare le frequenze Rai con una fantasiosa tv, ‘Onda Libera’, che trasmette da una stalla di Capalle (scenografia con le mucche).
NEL 1978 Monni è nel programma di Roberto Benigni, ‘Vita da Cioni’. Da lì la sua carriera vola. Lavora con i grandi. In cinema e in teatro. Di film ne gira 55. Recita a teatro per Luca Ronconi, per Carlo Cecchi. Ma non si ferma mai. Continua il ciak della sua vita. Tra le feste dell’Unità e il cinema dei grandi registi: da Pupi Avati a Mario Monicelli, da Giuseppe Bertolucci a Enrico Oldoini. Poi Tinto Brass, Francesco Nuti, Alessandro Benvenuti, Ugo Chiti. Nel 1998 partecipa allo spettacolo dell’amico Massimo Ceccherini ‘Fermi tutti questo è uno spettacolo’. Fanno insieme ‘Pinocchio’. Nel 2011 è in ‘Manuale d’amore 3’ di Giovanni Veronesi. Odia i cinepanettoni, o i cinemapanettoni, come li chiamava. E sceglie. Coraggiosamente sceglie. Sceglie sempre e per sempre: di essere libero. Ciao, Carlo.

di Ilaria Ulivelli da lanazione.it

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arnaldo ninchiPesaro piange Arnaldo Ninchi, il grande attore è morto a 78 anni

Figlio di una stirpe di artisti, sabato scorso lo attendevano in città dove tornava sempre ed era ricordato anche come ex giocatore della Victoria Libertas.

Pesaro perde un suo pezzo di storia. E’ morto oggi, a 78 anni, Arnaldo Ninchi, attore, doppiatore ed ex giocatore di basket. “La Victoria Libertas piange l’amico Arnaldo Ninchi. Alla famiglia le condoglianze dall’intero staff della Scavolini Banca Marche. Ciao Arnaldo!”, si legge in un comunicato della società.
Chi era. Nato in una famiglia di attori, sia il padre Annibale che lo zio Carlo erano attori come pure la loro cugina Ave. Gioca a pallacanestro nella Victoria Libertas Pesaro e a diciassette anni gioca in nazionale. Nel 1959 si diploma all’Accademia d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico” e inizia a lavorare nel teatro all’inizio nelle compagnie teatrali più famose, successivamente ne fonda una propria. In televisione inizia a lavorare portando in scena un ciclo di tre commedie del teatro di Eduardo De Filippo. Ha lavorato più volte per Pupi Avati, Pasquale Pozzessere e Gianpaolo Tescari. Nella serie televisiva “Boris”, dove interpreta il dr. Cane, non viene mai inquadrato in volto, tranne per pochi secondi negli episodi finali della terza stagione (2010).
L’ultima sua apparizione televisiva è del mese scorso in “L’ultimo papa re”, diretto da Luca Manfredi, dove interpretava proprio il pontefice Pio IX. Sabato scorso lo attendevano a Pesaro, dove tornava sempre con grande felicità e disponibilità, per una manifestazione. Poi annullata.

da ilrestodelcarlino.it

Arnaldo Ninchi (Pesaro, 17 dicembre 1935 – Roma, 6 maggio 2013) è stato un attore e doppiatore italiano.

Nato in una famiglia di attori, sia il padre Annibale che lo zio Carlo erano attori come pure la loro cugina Ave, gioca a pallacanestro nella Victoria Libertas Pesaro e a diciassette anni gioca in nazionale. Nel 1959 si diploma all’Accademia d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico” e inizia a lavorare nel teatro all’inizio nelle compagnie teatrali più famose, successivamente ne fonda una propria. In televisione inizia a lavorare portando in scena un ciclo di tre commedie del teatro di Eduardo De Filippo.

Ha lavorato più volte per Pupi Avati, Pasquale Pozzessere e Gianpaolo Tescari. Nella serie televisiva Boris, dove interpreta il dr. Cane, non viene mai inquadrato in volto, tranne per pochi secondi negli episodi finali della terza stagione (2010).

Nel 1992 ha donato i copioni teatrali in suo possesso alla Biblioteca e Museo teatrale del Burcardo di Roma; inoltre ha donato fotografie, programmi, ritagli stampa e carte amministrative al Museo Biblioteca dell’Attore del Teatro di Genova[1] che gli ha intitolato un fondo come già aveva fatto per suo padre[2].

Come doppiatore ha dato prevalentemente voce a personaggi dei cartoni animati.

Si è spento il 6 maggio 2013[3].
Filmografia
Cinema

I piaceri del sabato notte, regia di Daniele D’Anza (1960)
Parigi di notte, regia di Claude Chabrol (1961)
Il giocattolo, regia di Giuliano Montaldo (1979)
Notte d’estate con profilo greco, occhi a mandorla e odore di basilico, regia di Lina Wertmüller (1986)
Rimini Rimini, regia di Sergio Corbucci (1987)
Cheeeese, regia di Bernhard Weber (1988)
Donne armate, regia di Sergio Corbucci (1990)
Abbronzatissimi, regia di Bruno Gaburro (1991)
Stasera in quel palazzo, mediometraggio, regia di Michelangelo Pepe (1991)
Magnificat, regia di Pupi Avati (1993)
Giovanni Falcone, regia di Giuseppe Ferrara (1993)
Dichiarazioni d’amore, regia di Pupi Avati (1994)
L’arcano incantatore, regia di Pupi Avati (1996)
La mia generazione, regia di Wilma Labate (1996)
Testimone a rischio, regia di Pasquale Pozzessere (1997)
Le complici, regia di Emanuela Piovano (1998)
Mirka, regia di Rachid Benhadj (2000)
Voci, regia di Franco Giraldi (2000)
Assassini per caso, regia di Vittorio De Sisti (2000)
Oltre il confine, regia di Rolando Colla (2002)
Il trasformista, regia di Luca Barbareschi (2002)
La casa dell’angelo, regia di Giuliana Gamba (2002)
Eccomi qua, regia di Giacomo Ciarrapico (2003)
L’ombra di Federico, regia di Marco Cercaci (2005)
Giorni e nuvole, regia di Silvio Soldini (2007)
L’uomo che ama, regia di Maria Sole Tognazzi (2008)

Televisione

Le pecore nere, miniserie televisiva, regia di Giorgio Albertazzi (1961)
Dossier Mata Hari, serie televisiva, regia di Mario Landi (1967)
Sacco e Vanzetti, miniserie televisiva, regia di Giacomo Colli (1977)
Spot Till Flai, assorbenti ascellari (1987)
Le due croci, film TV, regia di Silvio Maestranzi (1988)
È proibito ballare, serie televisiva, regia di Pupi Avati, Cesare Bastelli, Fabrizio Costa (1989)
Voci notturne, miniserie televisiva, regia di Fabrizio Laurenti (1995)
La famiglia Ricordi, miniserie televisiva, regia di Mauro Bolognini (1995)
Il caso Fenaroli, film TV, regia di Gianpaolo Tescari (1996)
Incantesimo, serie televisiva, regia di Gianni Lepre e Alessandro Cane (1998)
La vita che verrà, miniserie televisiva, regia di Pasquale Pozzessere (1999)
Piccolo mondo antico, miniserie televisiva, regia di Cinzia Torrini (2001)
Onora il padre, miniserie televisiva, regia di Gianpaolo Tescari (2001)
Il lato oscuro, miniserie televisiva, regia di Gianpaolo Tescari (2002)
La casa dell’angelo, film TV, regia di Giuliana Gamba (2002)
Le stagioni del cuore, serie televisiva, regia di Antonello Grimaldi (2004)
Don Bosco, miniserie televisiva, regia di Lodovico Gasparini (2004)
La provinciale, miniserie televisiva, regia di Pasquale Pozzessere (2006)
Boris, serie televisiva, regia di Giacomo Ciarrapico, Mattia Torre, Luca Vendruscolo (2007)
Coco Chanel, miniserie televisiva, regia di Christian Duguay (2008)
L’ultimo papa re, miniserie televisiva, regia di Luca Manfredi (2013)
da wikipedia.it

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rossella-falkAddio a Rossella Falk, grande mattatrice

ROMA – E’ morta a Roma Rossella Falk. Aveva 86 anni. L’attrice si è spenta all’ospedale San Giovanni, nella capitale. E’ stata una delle grandi signore del teatro italiano. Nata a Roma il 10 novembre del 1926, si era diplomata all’Accademia d’arte drammatica e aveva iniziato a lavorare in teatro alla fine degli anni Quaranta.

Il debutto nel 1948, alla Fenice di Venezia, come figliastra in Sei personaggi in cerca d’autore. Dal 1951 al 1953 aveva fatto parte della compagnia Morelli-Stoppa e nel 1954 era stata tra i fondatori della Compagnia dei Giovani, insieme a Romolo Valli e Giorgio De Lucco, un nucleo originario al quale si aggiungeranno Tino Buazzelli, Annamaria Guarnieri, Elsa Albani. Resta con i Giovani fino all’inizio degli anni Settanta, quando il gruppo si scioglie per mancanza di fondi. Fra le sue interpretazioni si ricordano La bugiarda (1955), D’amore si muore (1958), Sei personaggi in cerca d’autore (1963), Tre sorelle (1964), Il gioco delle parti (1966), Metti una sera a cena (1967), L’amica delle mogli (1968), La signora delle camelie (1975).

Dalla fine degli anni Settanta Rossella Falk aveva lasciato le scene per alcuni anni, per tornare sul palco all’inizio degli anni Ottanta: fra i suoi lavori Maria Stuarda (1983), L’aquila a due teste (1984), Amanda Amaranda (1988), La dolce ala della giovinezza (1989), I parenti terribili (1991). Fra i suoi impegni più recenti Sinfonia d’autunno (2008) e Est Ovest (2009).

Dal 1981 al 1997 era stata direttore artistico del Teatro Eliseo di Roma insieme a Giuseppe Battista e Umberto Orsini. Dal 2004 al 2006 aveva portato in tournée in tutto il mondo lo spettacolo Vissi d’arte, vissi d’amore, un recital in cui aveva raccontato e interpretato ricordi personali, interviste e scritti su Maria Callas.

In teatro era stata diretta dai più importanti registi italiani, da Luchino Visconti a Franco Zeffirelli, da Orazio Costa a Giancarlo Cobelli, Giuseppe Patroni Griffi. Pur avendo sempre privilegiato la carriera teatrale, partecipò ad alcune produzioni cinematografiche, come 8 e 1/2 di Fellini o Io la conoscevo bene (1965) di Antonio Pietrangeli. Fece anche un’incursione a Hollywood, in Quando muore una stella (The Legend of Lylah Clare, 1968) di Robert Aldrich.

da repubblica.it

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massimo mollicaLutto nel mondo del teatro
Morto l’attore e regista Mollica

Considerato uno dei maggiori e più sensibili interpreti pirandelliani e verghiani del nostro teatro, si è spento a 84 anni. Aveva lavorato anche in tv

MESSINA – E’ scomparso all’età di 84 nella sua Messina l’attore e regista Massimo Mollica, considerato uno dei maggiori e più sensibili interpreti pirandelliani e verghiani del nostro teatro. Diresse e interpretò opere come Liolà (con 160 repliche nella versione siciliana, nelle due edizioni 1975-76 e 1981-82), Il Berretto a sonagli (che gli fece vincere il Premio Eleonora Duse ad Asolo), e Mastro Don Gesualdo (che interpretò in 35 puntate anche alla radio). Fu anche il primo a portare in scena Il Bell’Antonio di Brancati. Attore capace di variare dalla tradizione classica (le tragedie greche, Shakespeare, Gozzi) al Novecento di Fava, Montanelli, Fabbri e Ionesco (Il re muore, portato in scena davanti all’autore a Catania), dalla fine degli anni Sessanta fu protagonista di sceneggiati tv (Maigret e i diamanti, La Contesa Lara, Dal tuo al mio, Lazarillo de Thormes), diventando popolare con Joe Petrosino, lo sceneggiato in cui interpretò il padrino Don Vito Cascioferro rivale del protagonista Adolfo Celi.

da livesicilia.it

Gioco di società (TV movie)

1982 L’indizio (cinque inchieste per un commissario) (TV mini-series)
Bruzzi
– Domenica di Ferragosto (1982) … Bruzzi

1982 Bello mio, bellezza mia
Pappalucerna

1981 Napoli, Palermo, New York, il triangolo della camorra
Don Raffaele

1979 La mano sugli occhi (TV mini-series)

1979 La vedova e il piedipiatti (TV mini-series)
– Sangue di coniglio (1979)

1978 Morte di un seduttore di paese (TV movie)

1977 No alla violenza
Corsi

1977 Il prefetto di ferro

1975 La contessa Lara (TV mini-series)

1975 Mala, amore e morte

1974 L’arbitro
La Forgia

1973 Metti… che ti rompo il muso
Don Calogero Nicosia

1972 Joe Petrosino (TV mini-series)
Vito Cascio Ferro
– Episode #1.5 (1972) … Vito Cascio Ferro
– Episode #1.4 (1972) … Vito Cascio Ferro
– Episode #1.3 (1972) … Vito Cascio Ferro
– Episode #1.1 (1972) … Vito Cascio Ferro

1970 Re Cervo (TV mini-series)

1969 Dal tuo al mio (TV movie)
Nardo

1968 Le inchieste del commissario Maigret (TV series)

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