Archive for storia
Emanuele Filiberto chiede scusa per le leggi razziali firmate da Vittorio Emanuele III
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Emanuele Filiberto chiede scusa per la firma del bisnonno delle leggi razziali
Le sottoscrisse il bisnonno Vittorio Emanuele III. Le scuse nel corso della puntata di Ciak si canta in onda stasera su Raiuno, prima di un video ambientato nel ghetto di Roma.
“Condanno fermamente le leggi razziali e, in quanto discendente di casa Savoia, mi scuso, per quanto puo’ valere, per la firma che il mio bisnonno mise su queste leggi vergognose”.
Lo ha detto stasera Emanuele Filiberto a proposito della firma sulle leggi razziali di Vittorio Emanuele III del 1938, fatta nel corso della puntata di Ciak si canta in onda ieri sera su Raiuno, prima di un video ambientato nel ghetto di Roma.
da rainews24.it
Bosnia 1995 massacro di Srebrenica per colpa dei soldati gay. Accusa choc
Posted by: | CommentsL’accusa choc di un generale Nato
«Srebrenica? Colpa di soldati gay »
La denuncia di un militare Usa sul massacro che fece ottomila vittime nel 1995 in Bosnia
Accuse ai militari olandesi. Dura replica dell’ambasciatore a Washington
MILANO – Il massacro di Srebrenica? Colpa di soldati gay. La tesi choc sulla peggiore strage in Europa dalla fine della Seconda guerra mondiale, durante la quale, nel 1995, vennero trucidati ottomila uomini e ragazzi musulmani, è di John Sheehan, un generale americano in pensione, ex comandante delle forze Nato.
Il militare ha esposto la sua teoria nel corso di una sua audizione al Senato americano, impegnato in questi giorni a legiferare sulla possibilità dei gay americani in divisa di dichiarare apertamente la propria omosessualità.
Secondo Sheehan, il contingente olandese delle forze Nato in Bosnia non riuscì a proteggere la città di Srebrenica e i musulmani bosniaci dall’aggressione delle armate serbe anche per la presenza al suo interno di alcuni soldati gay.
LA REPLICA DELL’AMBASCIATORE OLANDESE – «Il crollo dell’Unione Sovietica – ha aggiunto il generale – ha spinto gli eserciti europei, compreso quello olandese, a credere che non ci fosse più bisogno di persone dalla forte capacità di combattimento. Quindi hanno cominciato ad allargare le maglie del reclutamento, ammettendo anche i gay dichiarati».
Contro queste dichiarazioni s’è espresso l’ambasciatore olandese a Washington, Renee Jones Bos: «Vorrei ricordare con orgoglio il contributo che gay e lesbiche hanno dato e danno quotidianamente alle nostre forze armate ormai da decenni distinguendosi in tanti teatri di guerra, e oggi in Afghanistan. La missione olandese a Srebrenica è stata studiata e valutata da molti rapporti al livello nazionale e internazionale, ma nessuno di loro – ha concluso l’ambasciatore – ha mai individuato alcuna relazione tra la strage dei musulmani e la presenza di soldati gay».
da IL CORRIERE DELLA SERA
Google e il Pi Greco
Posted by: | CommentsCelebrata oggi la giornata mondiale del Pi greco. Anche Google dedica il logo al numero irrazionale più famoso
In ossequio alle sue prime tre cifre, il 14 marzo è la Giornata Mondiale del Pi Greco, il numero irrazionale più famoso dell’intera matematica: tanto che anche Google ha dedicato all’occasione il proprio logo giornaliero.
Definito come il rapporto fra la circonferenza e il diametro, oltre al celebre e scolastico “3,14″ Pi ha anche una seconda approssimazione (più precisa, di fatto) pari a 22/7 e dovuta ad Archimede, il che fa sì che in alcuni Paesi la festa venga celebrata il 22 luglio.
Il 14 marzo rimane la scelta più popolare in tutti i paesi che adottano il formato mese-data, aiutata dal fatto che è anche il compleanno di Albert Einstein: da notare che esiste anche il “minuto Pi”, che in virtù dello sviluppo decimale troncato alla settima cifra avviene alle una, 59 minuti e 26 secondi del 14 marzo (una volta se si adotta il formato orario delle 24 ore, due altrimenti).
da NOTIZIE.VIRGILIO.IT
Identificata la mummia di Akhenaton
Posted by: | CommentsAKENATON, DOPO 3.000 ANNI
IDENTIFICATA LA MUMMIA
La mummia del faraone Akenaton, il sovrano egizio che per primo tentò di imporre una religione monoteista e che per questo soffrì la “damnatio memoriae” per mano dei suoi successori, a partire dal figlio Tutankhamen, è stata identificata dopo tremila anni.
Proprio l’esame del Dna effettuato sulla mummia di “Re Tut” – il più famoso della XVIII dinastia ma di importanza storica minore – ha permesso di accertare che la mummia scoperta nel 1907 nella Valle dei Re e catalogata come KV55 è quella del padre Akehaton.
Il regno di Akenaton iniziò attorno al 1.350 a. C.: dopo aver rotto con la casta sacerdotale di Ammon, il sovrano decise di ripudiare le decine di divinità venerate da millenni e di imporre il culto ad un unico dio, il disco solare Aton, trasferendo la capitale del regno ad Amarna; inoltre, promosse uno stile artistico più naturalistico e meno formale. Alla sua morte però la tomba reale ad Amarna era ancora incompiuta, e il fato della mummia rimase un mistero: il suo successore Tutankhamon decise infatti di tornare alle antiche tradizioni e il nome dell’eretico Akenathon venne eliminato dalle liste ufficiali dei re, e la città abbandonata (venne riscoperta dagli archeologi solo nel XIX secolo).
da LEGGO.IT
Svezia riconosce il genocidio armeno Turchia richiama ambasciatore
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La Svezia riconosce il genocidio armeno
La Turchia reagisce cancellando la visita di Erdogan e richiamando l’ambasciatore
Il Parlamento svedese ha approvato giovedì, contro il parere del Governo, una mozione che riconosce come genocidio il massacro degli armeni fra il 1915 e il 1917. Il testo è passato per un solo voto e grazie al sostegno decisivo di quattro deputati della maggioranza di centrodestra.
Il ministro degli esteri Carl Bildt, nel tentativo di evitare una reazione troppo dura di Ankara, ha subito annunciato che Stoccolma resta favorevole all’ingresso della Turchia nell’Unione Europea.
Dichiarazione che non è però bastata per smorzare l’ira del premier Tayyip Erdogan, il quale ha immediatamente cancellato la visita prevista il 17 marzo e ha richiamato in patria l’ambasciatore per consultazioni.
La settimana scorsa anche la commissione esteri del Congresso statunitense aveva approvato una risoluzione in cui si definiva “genocidio” il massacro degli armeni sotto l’impero ottomano. Ankara aveva reagito facendo rientrare il suo rappresentante a Washington.
da rsi.ch


