Archive for società
Milano bar chiuso per pessime condizioni igieniche e merce scaduta
Posted by: | CommentsMILANO, ASL CHIUDE UN BAR: MERCE SCADUTA E SPORCIZIA
Merce scaduta e mal conservata, polvere ovunque e tanta sporcizia sul pavimento, un locale adibito a cucina senza autorizzazione, impianto elettrico fuori norma: è quanto ha trovato la Polizia nel Bar Roxy in via Pomposa, zona Corvetto di Milano, immediatamente chiuso dall’Asl.
La proprietaria, una cinese di 33 anni, ha ricevuto un’ammenda di 3.400 euro dalla Polizia Annonaria, intervenuta dopo la segnalazione degli agenti di una Volante, entrati per un controllo nel locale solitamente frequentato da persone con precedenti penali.
Pessime le condizioni igieniche del bar e ancor peggio conservati gli alimenti sia nella stanza adibita illegalmente a cucina che in uno scantinato dove, oltre a cibi scaduti e bevande mal conservate, c’erano anche alcuni letti di fortuna. Inevitabili i sigilli dell’Asl che ha posto sotto sequestro il locale.
da LEGGO.IT
Il successo vacanziero del turismo equestre
Posted by: | CommentsVacanze: in sella contro lo stress
A settembre il turismo piace equestre
Il mese di settembre è ancora periodo di vacanze, in cui è particolarmente piacevole regalarsi una fuga, magari anche solo un weekend lungo, per un momento di relax o per addolcire l’impatto del rientro per chi in vacanza ci è già stato. In questi ultimi scampoli di estate i boschi e i sentieri sono l’ideale per immergersi nella natura, meglio ancora se si percorrono in sella ad un cavallo: il turismo equestre è sempre più diffuso e apprezzato perché coniuga in modo particolarmente felice l’amore per gli animali e una sana attività sportiva, molto efficace per dimenticare lo stress da città.
Il cavallo, grazie alle sue straordinarie doti di sensibilità, di adattamento, di intelligenza è considerato da sempre una straordinaria medicina, tanto che l’equitazione viene consigliata a scopo terapeutico in una lunga serie di patologie e disabilità. Già Ippocrate di Coo (460-370 a.C.), consigliava lunghe cavalcate per combattere l’ansia e l’insonnia. In tempi più recenti la letteratura scientifica ha prodotto studi e ricerche in cui si dimostra che andare a cavallo offre anche a chi è perfettamente sano una serie di notevoli benefici. Otre a farci trascorrere qualche ora all’aria aperta, nel verde e a contatto con l’ambiente, questo sport consente infatti di stabilire contatti fisici di grande intensità emotiva, sia nell’offrire al cavallo cure, carezze e massaggi, sia nel ricevere come risposta ai nostri comportamenti manifestazioni di gratificazione da parte dell’animale.
Le iniziative per promuovere l’equitazione e il turismo equestre sono diffuse in tutta Italia, ma una regione dello Stivale particolarmente attenta a questa forma di turismo è il Lazio. “La Fitetrec Lazio – spiega Alessandro Silvestri, presidente del Comitato Lazio della Federazione Italiana Turismo Equestre e Trec (Fitetrec-Ante) – quest’anno ha registrato oltre 200 tesserati in più rispetto all’anno scorso, oltre ad un notevole aumento dei centri di supporto alla nostra attività: 24 in più rispetto al 2009. Questo significa che le opzioni che abbiamo creato in materia di offerta di turismo equestre stanno riscuotendo successo sia tra gli operatori che tra gli utenti”. Le ippovie più interessanti della regione sono ben sette, dislocate lungo le antiche vie Clodia e Francigena che si percorrevano nel Medioevo anche a piedi, la Risalita del Tevere, Roma-Milano, Roma-Losanna e le Vie Consiliari Romane. In questo modo, è possibile ammirare le bellezze storiche capitoline percorrendo vie antiche e scoprendo luoghi che sarebbero altrimenti esclusi dai normali circuiti turistici.
Tra le novità più recenti ci sono anche due percorsi a sfondo religioso: il primo parte dall’Abbazia di Fossanova e conduce i cavalieri fino alla Capitale. Il secondo, invece, propone lo stesso viaggio già percorso da San Benedetto: si parte da Montecassino, e, facendo tappa in diverse abbazie, si arriva fino a Subiaco. I viaggi solitamente durano dai due ai sei giorni, a seconda del tipo di percorso scelto e delle esigenze dei vacanzieri. Il prezzo medio del pacchetto, ad esempio per una tre giorni sulla via Clodia, si aggira intorno ai 200 euro a persona comprensivi di vitto e alloggio, con sosta nei numerosi agriturismi che hanno stipulato convenzioni con le organizzazioni che si occupano di turismo equestre.
I gruppi, spiega ancora Silvestri, sono sempre seguiti da un accompagnatore con brevetto federale e in molti casi è prevista anche la presenza di un istruttore, di un veterinario e di un maniscalco. In altri casi il viaggio è strutturato in modo da avere facilità di reperire con facilità l’assistenza di questi professionisti. Anche i principianti possono prendere parte ai viaggi e a loro è riservata una particolare attenzione, purché in precedenza si acquisisca una prima dimestichezza con l’equitazione in maneggio e con brevi escursioni di una o due ore.
da TGCOM
Varese si cercano hostess per i funerali per consolare i parenti del de cuius
Posted by: | CommentsNon solo Gheddafi: agenzia di Varese cerca hostess per i funerali, la paga è di 8 euro l’ora
Cinquecento ne ha volute Gheddafi al suo cospetto, per lo show italiano degli scorsi giorni. Le hostess, evidentemente, vanno talmente forte in questo periodo che un’azienda di Varese che si occupa di servizi cimiteriali ne cerca una da assumere part time nei campisanti intorno a Milano, per dar conforto ai parenti del caro estinto nell’ultimo saluto alla vita terrena. La paga è otto euro all’ora.
Così si legge nel sito “Infojobs”, che rimanda all’agenzia di lavoro interinale Randstad. Descrizione dell’offerta: “Ricerchiamo una hostess che si occupi di accogliere i parenti dei defunti e di accompagnarli alla tomba in occasione dell’esumazione della salma. La risorsa dovrà fornire un supporto ai parenti del defunto e dovrà essere in grado di non farsi coinvolgere emotivamente dalle situazioni. Orario di lavoro è part-time, 3 ore e mezzo al giorno da martedì a venerdì. Possibilità di utilizzo dell’auto aziendale per gli spostamenti tra i cimiteri”.
“Abbiamo ricevuto già 50 curricula in cinque giorni”, racconta Silvia Lentà, unit manager di Randstad, al Corriere della Sera. “L’azienda non ha posto limiti di età per la candidata, tranne le qualità psicologiche. Deve essere una persona predisposta a questo tipo di circostanze. Non fredda ma professionale. Potrebbe avere, per esempio, esperienza come infermiera o operatrice socio-assistenziale”.
Nelle intenzioni dell’azienda del Varesotto, che ha ottenuto importanti appalti per i servizi cimiteriali in Lombardia (infatti cercano anche 8 manutentori, fanno sapere da Randstad), c’è quella di seguire il modello americano. “Non si tratterà, nel futuro, di accompagnare i parenti nell’esumazione della salma, ma se l’idea funziona, di organizzare una sorta di party di saluto, come avviene negli Stati Uniti”.
da BLITZ QUOTIDIANO
Anoressia nasce da invidia del successo?
Posted by: | CommentsANORESSIA NASCE DA INVIDIA
DEL SUCCESSO, NON MAGREZZA
Incoraggiare le modelle che solcano le passerelle di alta moda a prendere peso potrebbe non bastare per sconfiggere l’anoressia. I messaggi veicolati dai media che influenzano maggiormente le ragazze e le spingono a smettere di mangiare per dimagrire non sono, infatti, quelli legati alla magrezza, bensì al successo di una persona, qualsiasi sia il suo peso.
Lo rivela uno studio che appare sulla rivista «Evolution and Human Behavior’. Riviste patinate, trasmissioni televisive di gossip, magazine di moda: sono i principali veicoli di informazioni potenzialmente nocive per le ragazzine in cerca di un’identità. Lo psicologo Norman Li, della Singapore Management University, e il suo team hanno voluto indagare meglio questo fenomeno, per capire quale sia la vera natura dei messaggi pericolosi che arrivano ogni giorno alle giovani attraverso i media.
Per farlo, hanno mostrato a un gruppo di 841 volontarie reclutate ad Austin, in Texas (Usa), alcune fotografie accompagnate dalla descrizione dei personaggi che ritraevano. Dai risultati è emerso che le donne appaiono meno felici e più esposte al rischio di anoressia quando si trovano davanti a foto di coetanee di successo.
Questo nonostante il fatto che i ritratti avessero come soggetti donne dello stesso peso medio e giudicate come ugualmente attraenti da un campione precedente.
L’effetto – rilevano gli esperti – non vale nei maschi eterosessuali, ma si ritrova fra gli omosessuali, anche se non nelle donne lesbiche: anche gli uomini gay tendono dunque a ridurre la quantità di cibo assunto dopo aver visto foto di coetanei che considerano più ‘competitivì. Li è convinto che questo comportamento abbia un’origine legata all’evoluzione della specie umana: «poichè le popolazioni occidentali tendono a ingrassare sempre di più, soprattutto con l’età, si è iniziato a considerare la magrezza come sinonimo di giovinezza e attrattività e come caratteristica che in generale regala un vantaggio. I media che mostrano donne eccessivamente magre mandano dunque il nostro istinto ‘competitivò in tilt».
Ma se leggere le riviste di gossip o di moda fa soffrire le donne, perchè continuano a farlo? Per lo psicologo «in generale si potrebbe anche considerare un comportamento ’sanò, perchè in questo modo si scatena una competizione naturale. Il problema è che oggi le riviste sono troppe e mostrano personaggi eccessivamente distanti dalla realtà quotidiana delle persone normali. La presenza dei Vip su tutte le copertine ci mostra i nostri standard di successo come altamente inadeguati, con un effetto psicologico nocivo».
da leggo.it
Promette seno da 25enne, l’esito e’ scarso. Donna risarcita
A Milano, per il giudice nessuna colpa del chirurgo. Sbagliato promettere
MILANO – Un chirurgo plastico di una clinica privata di Milano aveva promesso a una donna di 38 anni che, grazie a una protesi mammaria, avrebbe potuto riavere un seno sodo e ‘risollevato’ come quando aveva 25 anni. L’intervento però non ha avuto i risultati sperati e il tribunale civile di Milano ha condannato il medico a risarcire la donna con quasi 11mila euro, somma che comprende il prezzo della ‘plastica’ ma anche il danno alla salute.
Il giudice della quinta sezione civile, Damiano Spera, nel riconoscere il risarcimento alla donna, ha spiegato che “non possono ravvisarsi nel caso di specie profili di colpa professionali in capo al convenuto”, ovvero il chirurgo ha operato senza errori. Tuttavia, ha promesso troppo e l’intervento non ha “prodotto il risultato concordato interpartes”.
La donna si era sottoposta ad una ‘mastoplastica additiva’ per risollevare il seno, nel maggio del 2003. Aveva portato con sé una fotografia del suo decolté quando aveva 25 anni e il medico le aveva promesso, come si legge nella sentenza, che “avrebbe avuto lo stesso seno che aveva prima della maternità e come raffigurato nella foto”. A distanza di tre mesi dall’operazione però, scrive il giudice, la donna avrebbe addirittura “constatato un abbassamento del seno”. Da qui la decisione di sottoporsi ad un secondo intervento “di sostituzione di protesi mammaria”, questa volta però con un altro medico.
Il giudice nella causa civile, intentata nel 2004 e conclusasi alcune settimane fa,ha affrontato il caso del primo intervento che non ha prodotto i risultati sperati. Il magistrato ritiene che “l’impianto di protesi mammaria in un piano sopramuscolare” eseguito dal chirurgo “risulta progettato ed eseguito a regola d’arte, secondo una tecnica condivisa dalla gran parte dei chirurghi plastici”.
Il problema, si legge nella sentenza, è che “nell’ambito della chirurgia estetica è altresì possibile che il sanitario assuma nei confronti del paziente una obbligazione di risultato”. Per poter raggiungere il risultato promesso, si legge ancora, il chirurgo “avrebbe quindi dovuto effettuare un altro tipo di operazione e non quella che, sia pure correttamente e senza margini di colpa, è stata dallo stesso consigliata ed eseguita”.
Alla donna, dunque, vanno 7.698 euro, che è quanto aveva pagato per la plastica, più 3 mila euro come “pregiudizio al bene salute derivante dall’essere stata sottoposta ad un intervento chirurgico inutile, non foriero del risultato pattuito”. E con tanto di “aspettativa delusa con conseguente stato d’ansia”.
da ANSA.IT
