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terremoto calabria giovedi 9 maggio 2013Un terremoto di magnitudo(Ml) 3.4 è avvenuto alle ore 22:41:22 italiane del giorno 09/Mag/2013 (20:41:22 09/Mag/2013 – UTC).
Il terremoto è stato localizzato dalla Rete Sismica Nazionale dell’INGV nel distretto sismico: Costa_calabra_occidentale.
I valori delle coordinate ipocentrali e della magnitudo rappresentano la migliore stima con i dati a disposizione. Eventuali nuovi dati o analisi potrebbero far variare le stime attuali della localizzazione e della magnitudo.

Categories : cronaca, natura
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Chiude il cane nel bagagliaio per due ore, denunciato un pensionato a Roma

roma_cane_bagagliaio_pensionato_denunciatoHa parcheggiato l’auto, ha messo il cane nel bagagliaio e se ne è andato. Uno Yorkshire è stato salvato dai carabinieri a Roma, allertati da un passante che ha sentito l’abbaiare disperato del cane.

Richiami che, con il passare del tempo, si indebolivano sempre più. L’episodio, spiega il Comando provinciale dei carabinieri di Roma, è accaduto in via di Val Cannuta, all’Aurelio. I militari sono subito intervenuti, rintracciando il proprietario dell’auto.

Quando è stato aperto il bagagliaio, il cane era completamente bagnato di sudore e visibilmente stremato. Il proprietario dell’auto, un pensionato 60enne già conosciuto alle forze dell’ordine, si è giustificato con i militari dicendo che si era assentato solo per dieci minuti ma, come spiegano i carabinieri in un comunicato, “secondo le testimonianze il cane abbaiava da circa due ore”. L’uomo è stato denunciato a piede libero.

da tgcom

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L’orso bruno rincorre
il giardiniere sull’albero -

Orsi nel giardino di casa? In Russia può accadere. Tuttavia, non capita spesso di vedere un orso bruno braccare un uomo su un albero. Ecco perché il testimone che filma la scena deve respirare profondamente, incredulo di quanto sta accadendo. Dopo qualche minuto il grosso animale sembra perdere la voglia di arrampicarsi e scende dal tronco.

Elmar Burchia da corriere.it

Categories : curiosità, esteri, natura, social
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acque di zavorra naveUNO STUDIO ANGLO-TEDESCO PRENDE IN ESAME TRE MILIONI DI VIAGGI
Le specie marine aliene portate dall’acqua di zavorra delle navi
Nell’acqua usata dalle navi come zavorra e scaricata al porto d’arrivo sono presenti microrganismi estranei

Per la prima volta un modello matematico basato anche su un’accurata osservazione, si occupa della cosiddetta ballast-water, altrimenti detta acqua di zavorra, che le navi utilizzano appunto come stabilizzatore dello scafo e che viene poi scaricata nel mare d’arrivo, trasportando microrganismi spesso estranei agli ambienti che possono costituire un vero e proprio pericolo per l’ecosistema. Poiché il carico e lo scarico avvengono talvolta in località anche molto lontane e differenti tra loro, tali operazioni generano una migrazione di sostanze che causa squilibri negli ecosistemi e gravi danni alla biodiversità.
IL MODELLO MATEMATICO – Lo hanno elaborato scienziati anglo-tedeschi con il proposito di calcolare le possibilità di sopravvivenza di una specie faunistica in un viaggio e quantificare le probabilità che colonizzi le acque di arrivo. Rotta, dimensione della nave, temperatura e biogeografia: queste sono le quattro variabili, come spiega Bernd Blasius, dell’Università di Oldenburg, che gli esperti hanno esaminato e incrociato esaminando 3 milioni di viaggi compiuti nel periodo tra il 2007 e il 2008. La conclusione del report è che in generale esistono scarse probabilità che i microrganismi trasportati con l’acqua di zavorra colonizzino il porto di destinazione, ma secondo Michael Gastner, dell’Università di Bristol, si tratta in realtà di una roulette ecologica, e vero è che le dimensioni sempre più monumentali delle navi e i viaggi sempre più numerosi aumentano esponenzialmente le possibilità di colonizzazione.

ZONE PIÙ A RISCHIO – Lo studio, pubblicato sul Journal Ecology Letters riguarda le acque americane e identifica nella baia di San Francisco e nella baia di Chesapeake (insenatura dell’oceano Atlantico lungo la costa orientale degli Stati Uniti, suddivisa fra i territori del Maryland e della Virginia ed estuario del fiume Susquehanna) alcuni tra i posti più colonizzati. I microrganismi che viaggiano in nave possono avere un impatto sull’ambiente marino anche per decenni e i danni possono essere ingenti.

ACQUE DI ZAVORRA – Ma quali sono le acque di zavorra più minacciose? Secondo i ricercatori sono quelle portate dalle navi che provengono da Singapore, Hong Kong, Suez e Panama. Innanzitutto da questi porti partono molte navi e inoltre si tratta di acque calde, che danno dunque ai microrganismi che trasportano maggiori probabilità di sopravvivenza nel corso dei lunghi itinerari. Anche le acque fredde dei mari del Nord però trasportano ballast-water con alte possibilità di resistenza, proprio perché approdano nel mare statunitense, spesso simile come condizioni e temperatura. Le tratte più a rischio sono quelle di media distanza: nei lunghi itinerari infatti si assiste a una selezione naturale della fauna marina, mentre nei brevi viaggi l’acqua di zavorra sfocia in un ambiente marino dalle condizioni simili che la rende meno minacciosa.

SOLUZIONE – Per stabilizzare lo scafo di una nave è impossibile non utilizzare acqua di zavorra. Queste acque vengono prelevate generalmente in una zona sottocosta e, una volta che la nave arriva a destinazione, vengono scaricate in porto. Nelle acque di zavorra sono presenti sia sedimenti che microrganismi (batteri, microbi, piccoli invertebrati, uova e larve) che talvolta hanno dimensioni tali da non per poter essere filtrati. Il problema della ballast-water non è dunque di facile soluzione. E anche quando è possibile un sistema di filtraggio la soluzione potrebbe essere molto, troppo costosa, richiedendo un’eccessiva permanenza nelle navi nei porti che estenderebbe in maniera proibitiva i costi delle operazioni. L’ormeggio di una nave in un porto ha un prezzo molto alto e l’impatto economico della depurazione delle acque di zavorra potrebbe scoraggiare ogni iniziativa in questa direzione. Uno degli esempi più comuni di specie invasiva è la cozza zebra, il cui nome scientifico è Dreissena polymorpha: originaria del mar Nero e della zona del mar Caspio, oggi è comunemente reperibile in Nord America, Gran Bretagna, Irlanda, Spagna e Svezia. È inserita nell’elenco delle cento specie aliene più dannose del mondo.

Emanuela Di Pasqua da corriere.it

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monte fujiE’ il monte più alto del Giappone, e ne è anche forse il suo simbolo più noto. Adesso il Monte Fuji è ufficialmente iscritto tra i siti candidati a entrare nella lista Unesco World Heritage, il Patrimonio dell’Umanità. Alto 3776 metri, capace di dominare uno scenario di centinaia di chilometri, caratteristico per la sua simmetria quasi perfetta, nonché vulcano attivo, ha scritta nelle sue caratteristiche morfologiche l’allure sacra che si è conquistato nei secoli: difficile pensare che questa candidatura non venga già avallata alla prima occasione utile, il convegno che l’Unesco terrà a giugno in Cambogia, e dal quale, verosimilmente, come accade ogni anno, usciranno tra le 20 e le 30 nuove nomine. Visibile – nebbia quasi perenne permettendo – sin da Tokyo, che dista oltre 100 chilometri in linea d’aria, lo splendido vulcano è ancora più bello per chi ha la fortuna di ammirarlo da vicino. Lontano dal cemento, molto più ripido e affilato di quanto ci si possa aspettare, circondato da laghi, campi da tè, e qua e là da templi shinto, è un paradiso per amanti della natura, del trekking e della fotografa di paesaggio: è parte di un apprezzato e frequentato parco nazionale (Fuji-Hakone-Izu N. P.). Una nomination meritata come poche

repubblica.it

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