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Islanda, un vulcano si risveglia dopo quasi 200 anni: centinaia di evacuati
L’eruzione è avvenuta nella notte, nella zona del ghiacciaio di Eyjafallajokull, nel sud del Paese. Allontanate circa 600 persone. Era dal 1823 che nella regione il fenomeno non si verificava

islanda_vulcano1Eruzione vulcanica nella notte in Islanda, nella zona del ghiacciaio di Eyjafallajokull, nel sud del Paese. Un vulcano è entrato in azione e le autorità sono state costrette ad evacuare circa 600 persone. Era dal 1823 che nella regione non si verificava tale fenomeno.

”Pensiamo che nessuno sia in pericolo” ha assicurato un responsabile della Protezione civile. Chiusa la principale strada d’accesso, a circa 160 km a sud della capitale Reykjavik.

Cancellati tutti i voli all’aeroporto internazionale di Keflavik e negli scali nazionali di Reykjavik e Akureyri, mentre hanno modificato rotta i voli transatlantici, per evitare lo spazio aereo sopra l’isola.

da ADNKRONOS


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Mar
19

Noddy il cavallo alto oltre due metri

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Noddy star in Australia, il cavallo alto due metri e più

noddy_cavallo_record2Dai suoi 2 metri e 5 centimetri di altezza, guarda dall’alto gli altri cavalli e gli umani, prima tra tutti la sua padrona, Jane Greenman.

Per esteso il suo nome è Luscombe Nodram, “Noddy” per gli amici, ed è considerato uno dei cavalli da tiro più alti del mondo.

Ora si prepara a iniziare un tuor per l’Australia, dove apparirà come ospite d’onore al Sydney Royal Easter Show.

Il suo peso è di circa una tonnellata e mezzo: tre volte in più rispetto a un purosangue medio da corsa.

I grandi cavalli da tiro sono considerati una specie in pericolo, con circa 2000 esemplari rimasti nel mondo, di cui quelli bianchi sono una vera e propria rarità.

da LA REPUBBLICA


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Il ‘Kit Kat’ minaccia foreste e oranghi:video-shock di Greenpeace
Ambientalisti contro rapporti Nestlè con Indonesiani di Sinar Mas

kit_kat_oranghi“In prodotti come Kit Kat, Nestlé utilizza olio di palma proveniente dalla distruzione delle foreste torbiere indonesiane, contribuendo , all’estinzione degli ultimi oranghi e ai cambiamenti climatici”. È questa la denuncia di Greenpeace che alle ore 12 di oggi lancerà un video shock per chiedere a Nestlé di interrompere immediatamente i rapporti commerciali con criminali forestali in Indonesia come Sinar Mas. Questa mattina più di un centinaio di attivisti, alcuni travestiti da oranghi, hanno invaso uffici e stabilimenti di Nestlé in Inghilterra, Germania e Olanda chiedendo allo staff della multinazionale di chiedere alla propria azienda di non utilizzare olio di palma che viene dalla distruzione della foresta indonesiana.

Nel suo ‘crime file’, “Beccato! Con le mani nel sangue”, Greenpeace presenta le prove dei rapporti commerciali che Nestlè intrattiene con aziende come Sinar Mas. Sinar Mas – secondo Greenpeace – è il più grande produttore di olio di palma in Indonesia e continua a espandere le proprie piantagioni su foreste torbiere, importantissimi depositi di carbonio per la stabilizzazione del clima e habitat di importanza critica per la salvaguardia degli oranghi in estinzione. Nestlé, la più grande multinazionale per la produzione di cibo e bibite, è fortemente dipendente dall’olio di palma indonesiano e soltanto negli ultimi tre anni i suoi consumi sono raddoppiati: ogni anno utilizza più di 320.000 tonnellate di olio di palma in una serie di prodotti tra cui Kit Kat.

“Ogni volta che dai un morso al tuo Kit Kat – avverte Chiara Campione, responsabile della campagna Foreste di Greenpeace Italia – potresti, senza saperlo, prendere a morsi un pezzo di foresta e contribuire all’estinzione degli ultimi oranghi. E’ ora che Nestlé conceda un break alla foreste in Indonesia, interrompendo i rapporti commerciali con il “campione” della deforestazione Sinar Mas”. Greenpeace “ha ampiamente dimostrato a Nestlè che Sinar Mas infrange le leggi indonesiane e ignora i propri impegni come membro della RSPO (Tavola Rotonda per l’Olio di Palma Sostenibile). Nonostante questo la multinazionale continua ad acquistare olio di palma pericoloso, mentre Sinar Mas persevera nell’illegalità e nella distruzione”.

“Di fronte alle prove fornite da Greenpeace diverse grandi multinazionali come Unilever e Kraft hanno cancellato i propri contratti con Sinar Mas. Cosa aspetta Nestlè a seguire il loro esempio?”, chiede Campione. Oggi alle 12.00 Greenpeace lancerà il video shock – adatto a un pubblico adulto – in cui un inconsapevole ‘colletto bianco’ decide di fare un break con Kit Kat. Ma le cose non vanno esattamente come ci si aspetterebbe.

Nestlé, a due ore dal lancio sul web del video-shock di Greenpeace “Have a break?” contro il suo prodotto di punta, il Kit Kat, dichiara l’intenzione di cancellare i propri contratti con Sinar Mas, il peggiore dei distruttori della foresta. Ma per Greenpeace non basta: “Nestlè, infatti – ribatte in una nota l’associazione ambientalista – potrebbe cancellare i propri contratti con Sinar Mas ma l’olio di palma di quest’ultima continuerebbe a kit_kat_oranghi1scorrere a fiumi verso gli stabilimenti Nestlé attraverso rifornimenti di aziende terze come Cargill”.

“Se Nestlé non riuscirà a garantire che nessuno dei suoi fornitori acquista da Sinar Mas – sostiene Chiara Campione, responsabile della campagna Foreste di Greenpeace Italia – quanto dichiarato nel recente comunicato della multinazionale svizzera non ha alcun valore. Certo, però, dobbiamo ammettere che Nestlè risponde rapidamente se si lancia un video ‘virale’ contro Kit Kat e un centinaio di attivisti di Greenpeace travestiti da oranghi invadono i loro principali uffici in Inghilterra, Germania e Olanda”.

Nestlé, tra l’altro, ricorda Greenpeace, intrattiene accordi commerciali anche con la multinazionale della carta Asian Pulp and Paper (App) che, “per un caso non troppo fortuito, è una società sussidiaria proprio di Sinar Mas. Anche App ha preso la cattiva abitudine di distruggere le foreste per sostituirle con piantagioni intensive da cui si ricava carta che Nestlè utilizza per il packaging dei propri prodotti”. “Diamo quindi un 10 e lode a Nestlè – conclude Greenpeace – per il comunicato stampa più veloce della storia. Per l’impegno a fermare la deforestazione: bocciata”.

da APCOM e VIRGILIO.IT

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Troppi cavalli, verranno uccisi
Australia, “devastano l’ecosistema”

australia_cavalliMigliaia di cavalli selvatici saranno uccisi in un grande parco nazionale del nordest dell’Australia da squadre di tiratori addestrati a colpire al cuore e alla testa. A rivelarlo il ministro dell’ambiente del Queensland, Kate Jones, secondo cui gli animali stanno devastando l’ecosistema del parco, e ucciderli a fucilate è il modo più “compassionevole” di tenerne sotto controllo il numero. Grandi proteste degli animalisti.

L’abbattimento nel parco di Carnarvon, 450 km dalla costa nordest dell’ Australia, fa seguito a rapporti di esperti secondo cui gli ecosistemi più fragili sono invasi da animali introdotti e divenuti selvatici: cavalli, dromedari, maiali, cervi, conigli, volpi e gatti. Saranno condotte due operazioni di tre giorni, affidate a sei ranger armati di fucili ad alta potenza, a bordo di un elicottero. Ispettori dell’ente protezione animali manterranno il monitoraggio. Simili iniziative nel 2007 e 2008, in cui furono uccisi nell’area più di 6300 cavalli, sollevarono proteste internazionali.

Il ministro dell’ambiente ha detto di comprendere le preoccupazioni degli animalisti, ma i cosiddetti “brumbies” stanno devastando l’ecosistema del parco, ed è stato deciso il modo più “compassionevole” per controllarne il numero. Ma gli animalisti preannunciano proteste e picchettaggi. Secondo la direttrice del gruppo “Save the Brumbies”, Jan Carter, vi sono maniere migliori per controllare la crescita di popolazione, come la sterilizzazione.

da TGCOM

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Mar
11

Antartide fotografato pinguino nero

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pinguino_neroSCOPERTO IN ANTARTIDE
IL “PINGUINO NERO”

Immortalato sull’isola di South Georgia, in Antardite, è un raro esemplare di pinguino nero. Già i pinguini erano conosciuti per il loro piumaggio simile ad uno smoking, ma questo esemplare ha le piume monocromatiche.

A scovare il singolare uccello è stato Andrew Evans, fotografo di della rivista National Geographic, che non ha potuto credere ai suoi occhi quando ha visto il primo pinguino “a lutto”.

La foto ha già fatto il giro del web, suscitando ipotesi e supposizioni dei biologi di tutto il globo, in quanto la possibilità di scoprire una variazione genetica come questa è molto rara. Inoltre non sembra essere frutto di una malattia, visto che questo pinguino ha tutta l’aria di essere un esemplare in ottima forma.

«Se non è una novità che tra gli uccelli variopinti ci siano spesso delle variazioni di colore, il melanismo è fenomeno estremamente raro. – ha pinguino_nero1spiegato il biologo Alal Baker dell’università di Toronto – In questo specifico caso i depositi di melanina sono presenti in parti del corpo del pinguino nero che normalmente non si trovano in natura. I geni sono probabilmente i responsabili per la sovraproduzione della sostanza, che colora piume o pelliccia» .

La scienza continuerà ad interrogarsi su questo fenomeno visto che al momento non esistono studi approfonditi in merito a questo fenomeno.

da LEGGO.IT

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