Archive for misteri

Mar
12

Complotto contro Toyota ?

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Complotto contro Toyota? Sempre più probabile

La questione dei richiami auto è purtroppo molto più frequente di quanto si possa pensare. Quando una causa automobilistica riscontra la possibilità, anche remota, di un possibile difetto richiama in officina i modelli potenzialmente coinvolti e procede alla sostituzione del pezzo ritenuto non affidabile.
Tutte le case automobilistiche serie, siano esse statunitensi, giapponesi o europee hanno effettuato ed effettuano richiami. Per averne una prova concreta basta entrare nell’apposita sezione richiami del Ministero dei Trasporti.

In linea generale ai maxi-richiami viene dato un certo risalto in modo che tutti i guidatori potenzialmente coinvolti possano celermente recarsi in officina a far sistemare la propria auto. Fin qui niente di strano, ma la psicosi collettiva, fomentata dai media, che sta invadendo gli USA contro le auto del gruppo Toyota è tutto tranne che normale.

Toyota negli ultimi anni ha avuto una fortissima espansione negli USA e ha raggiunto sempre i primi posti nei test di affidabilità, cosa che ha permesso alla casa giapponese di erodere grosse quote di mercato ai costruttori USA.

Ora con la crisi dell’auto che ha colpito in particolar modo le grosse e per nulla parsimoniose auto Made in Usa, sembra che si stia facendo di tutto per screditare Toyota, in verità anche altri costruttori ma in modo meno evidente, così da incentivare l’acquisto di auto prodotte in patria.

L’ultimo video diffuso da tutti i media USA che vede una Toyota Prius, versione non soggetto al richiamo dell’acceleratore, che per un presunto blocco dell’acceleratore è stata fermata da una macchina della polizia che avrebbe preceduto la Prius per poi avergli frenato davanti, appare oltre che surreale a dir poco grottesco.

Vorrei ricordare che anche nel caso in cui il pedale dell’acceleratore si blocchi al massimo è sufficiente mettere la macchina in folle, cambio manuale, o in N, cambio automatico, in modo da poter agire normalmente sui freni.

Inoltre c’è un precedente eccellente al boicottaggio contro Toyota. Nel 1986 Audi iniziava ad ottenere un ottimo successo in USA, le vendite si attestavano sulle 100.000 unità al mese, ebbene in quell’anno l’Audi 5000, in seguito ad un incidente in cui ci furono delle vittime, venne etichettata come “auto assassina” e l’Audi come una casa da cui stare alla larga. Le accuse, che in seguito vennero riconosciute come infondate, ebbero una tale risonanza mediatica dal ridurre del 90% le vendite in USA di Audi.

La strategia per il rilancio delle auto fabbricate in USA sembra essere “quando non puoi battere un avversario molto più forte di te fai di tutto per screditarlo”, attenzione però che questa strategia può avere degli effetti collaterali distruttivi e ricadere pesantemente su chi ha deciso scelleratamente di adottarla.

Francesco Rossolini da Agoravox.it

Categories : economia, misteri, motori
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“Quelle di Alessi sono invenzioni”
Lettera di Rudy Guede a News Mediaset

rudy_guede“Quelle di Mario Alessi sono farneticazioni di una mente malata. Durante il processo ho sempre detto la verità”. E’ questo, in estrema sintesi, il pensiero di Rudy Guede, messo per iscritto in una lunga lettera mandata a News Mediaset. Con queste parole l’ivoriano, condannato a 16 anni per l’omicidio di Meredith Kercher, smentisce l’omicida del piccolo Tommy Onofri e, per la prima volta, oltre ad Amanda Knox, accusa anche Raffaele Sollecito.

Due pagine scritte a mano. Pensieri e parole di Rudy Guede che ha voluto replicare alle (sue) presunte confessioni rivelate da Mario Alessi ai difensori di Raffaele Sollecito. “In questi giorni non ho udito altro che blasfemiche insinuazioni nei miei confronti, saccheggiate di qua e di là per i canali televisivi da parte di una mente scellerata – ha scritto Rudy -. Ho appreso le false dichiarazioni di quest’essere immondo dal nome di Alessi, farneticazioni di una mente malata e contorta, parole di un orco che si è macchiato di un orrendo omicidio e che ha tolto la vita ad un piccolo angelo umano”.

“Io – ha sottolineato Rudy – ad Alessi non ho mai detto nulla circa la mia vicenda. Non ho mai detto nulla né a lui, né ad altri detenuti. Semmai avessi dovuto dire qualcosa del mio processo lo avrei detto ai mei legali. La verità l’ho detta durante il processo”.

Guede, inoltre, si è detto sereno e tranquillo. “Sono nello stato d’animo di chi è nel giusto, confido nella giustizia e mi auguro che prima o poi i giudici si rendano conto della mia totale estraneità a quello che è stato un orribile assassinio di una splendida, meravigliosa ragazza, da parte di Raffaele Sollecito e Amanda Knox”.

“Guede è un bugiardo patentato”
”E’ l’ennesima riprova che si tratta di un soggetto bugiardo patentato”. Così l’avvocato Luca Maori, uno dei difensori di Raffaele Sollecito, ha commentato così la lettera di Rudy Guede nella quale si accusano il giovane pugliese e Amanda Knox dell’omicidio di Meredith Kercher. Il legale ha sottolineato che l’ivoriano ‘’si è sempre sottratto all’esame delle parti”. ”E quindi – ha aggiunto Maori – alle domande della difesa Sollecito, davanti al gip e in dibattimento dove si è avvalso della facoltà di non rispondere. Se poi è vero quello che è scritto nella lettere è anche un calunniatore”.

Guede, la lettera a News Mediaset
Testo integrale scritto dall’ivoriano

Viterbo 07/03/2010

Come solito in questo nostro amato bel paese, di persone false, dedite alla mendacia ve ne sono assai.
Così come vi sono coloro che a costoro danno voce senza porsi minimamente in coscienza se valga la pena di dare spazio a certe illazioni.

In questi ultimi giorni non ho udito altro che blasfemiche insinuazioni nei miei confronti, false dicerie, che non hanno fatto altro che saccheggiare di qua e di là per i canali giornalistici televisivi anche se per chi il buon senso, pura invenzione di una guede_letteramente scellerata. Va detto che quello che ho sentito nei giorni trascorsi per mezzo dei media a riguardo di quanto falsamente dichiarato da quest’essere immondo dal nome di Alessi Mario, cui coscienza non altro che una puzzolente immondezza, solo e soltanto farneticazioni di una mente malata e contorta, le sue: dichiarazioni fantasticate e false di un orco che, come noto a tutt’Italia, macchiandosi di un orrendo omicidio ove privato la vita ad un piccolo angelo umano.

Costui, ora, dicendo mendacemente cose ch’io non gli ho mai detto e che mai ho detto, cose che non stanno ne in cielo ne in terra. A tali sue, o meglio dire loro, putrefatte dichiarazioni, mia intenzione mettere nero su bianco, ch’io con questo essere immondo non mi sono mai confidato, dal momento poi che non ho nulla da confessare o quant’altro e che tutto quello che avevo da dire lo già detto ai giudici e continuerò finché avrò vita ad urlare e combattere fin quando la verità in sè e la giustizia in sè non prevalerà su tali menzogne, e tanto meno ho parlato singolarmente assieme ad altri o con altri detenuti di quel che la mia vicenda processuale e, se mai avessi avuto qualcosa da dire, non credete che ne avrei parlato con i miei legali?
Dare adito e credito a quella che una blasfemica dichiarazione da parte di una mente malata, di un orco che non ha avuto pietà di un bambino.

Con questa ulteriore messa in scena cui io, i miei legali ed i miei famigliari ormai abituati, da parte (…) quest’ultimo l’orco Alessi mi auguro che gli italiani ed il resto del mondo si rendano conto con che porci hanno a che fare, porci che sono e puzzano di melma di falsità ma che nonostante tutto vanno in giro a mostrare la loro faccia e soffocare le persone con il loro fetore di falsità. Tale loro ennesima messa in scena non fa altro che darmi la forza e la consapevolezza del lottare più che mai affinché la verità che essi intendono nascondere sia agli occhi di tutti.

Per quanto mi riguarda in me la serenità e la tranquillità della piena atarassia d’animo di chi nel giusto non ostenta quest’ingiusta sofferenza, ma proprio perché nel giusto confido nella Giustizia e nel buon senso degli italiani ed infine mi auguro che prima o poi i giudici si rendano conto della mia totale estraneità a quello che stato un’orribile assassinio di una splendida meravigliosa ragazza quale era Meredith da parte di Raffaele Sollecito e Amanda Knox.

Guede Rudy

da TGCOM

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Mar
11

Caso Emanuela Orlandi, c’è un indagato

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Orlandi, c’è indagato per omicidio
E’ Sergio, l’autista di De Pedis

Emanuela_OrlandiDopo 26 anni c’è un indagato per la scomparsa di Emanuela Orlandi. Dopo essere stato interrogato dai pm nel carcere di Regina Coeli, è stato disposto l’arresto di Sergio Virtù, 49 anni, indicato dalla superteste Sabrina Minardi come l’autista del boss della Magliana, Enrico De Pedis. I magistrati contestano a Virtù i reati di sequestro a scopo di estorsione e omicidio volontario aggravato di Emanuela.

Virtù è stato arrestato per altri reati e trasferito nel carcere di Regina Coeli, dove è stato interrogato dai magistrati.

Il nome di Virtù è stato fatto, oltre che da Sabrina Minardi, anche Fabiola Moretti, già pentita della banda della Magliana. Entrambe lo hanno indicato come uno del gruppo malavitoso, legato a “Renatino” tra il 1982 e il 1983. La Minardi, in particolare, ha riferito agli inquirenti che “Sergio” sarebbe stato l’autista del boss della Magliana. Sarebbe stata lei a collegarlo alla scomparsa di Emanuela.

Anche un’altra donna, una ex convivente di Virtù (una relazione finita di recente), lo ha accusato. L’uomo le avrebbe confidato vagamente di aver preso parte al sequestro di Emanuela Orlandi e di aver ricevuto un compenso per il ruolo avuto nella vicenda.

Secondo la Minardi un uomo di nome “Sergio” accompagnò in auto, a Torvajanica, Emanuela, pochi giorni dopo il rapimento. Alcuni mesi dopo – sempre secondo la superteste – Emanuela venne consegnata a un sacerdote dopo essere stata prelevata dalla donna in un bar del Gianicolo dove le fu affidata dallo stesso “Sergio”.

Davanti ai magistrati, il procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo e il pm Simona Maisto, Virtù ha negato ogni addebito. Ha detto di non conoscere De Pedis e men che meno di aver partecipato al sequestro della ragazzina figlia di un funzionario del Vaticano. “Sergio” ha solo ammesso di aver conosciuto Claudio Sicilia, considerato dagli inquirenti l’anello di congiunzione tra la camorra e la banda della Magliana e ucciso nel ‘91 in un attentato.

da TGCOM

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Giallo sulla morte di Natalie Wood,
la sorella chiede la riapertura del caso
La star di «West Side Stories», morta nel 1981, al centro di un presunto triangolo d’amore

natalie_wood_morteGiallo intorno alla morte di Natalie Wood l’attrice di origine russa, annegata al largo delle coste di San Francisco nel 1981.

Nonostante la Corte di Los Angeles all’epoca stabilì la sua natura di incidente, la morte dell’attrice è sempre rimasto avvolta dal mistero, tanto che oggi la sorella di Natalie, insieme al capitano dello yacht sul quale si trovava la Wood al momento della morte, chiedono la riapertura del caso.

Lana Wood ha, infatti, raccontato alla Cnn di una lite molto accesa tra l’attrice e il marito Robert Wagner proprio negli istanti precedenti l’incidente, “accuse” che si sommano a quanto il capitano Dennis Davern ha scritto in un libro – dedicato alla morte della Wood – pubblicato da pochi mesi: la morte di Natalie sarebbe direttamente collegata al litigio avuto col marito.

Robert Wagner e Natalie Wood si sposarono una prima volta nel 1957 per poi divorziare nel 1962 e risposarsi nel ’72. Sulla barca insieme a loro nel momento dell’incidente si trovava anche l’attore Christopher Walken, al centro dei pettegolezzi a Hollywood proprio per un sospetto affair con la Wood. Pettegolezzi che scatenarono la gelosia di Wagner.

Natalie Wood, star di successi come Gioventù Bruciata e soprattutto West Side Stories, fu ritrovata a circa un miglio dall’imbarcazione, il corpo coperto di lividi che l’autopsia stabilì essere il risultato della violenta caduta in acqua. Ma la sorella Lana non si arrende: «Natalie non sapeva nuotare» e, come dichiarato da lei stessa in un’intervista televisiva, era terrorizzata dalle acque profonde e scure dell’oceano.

da LA STAMPA

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Mar
09

Aosta trovato resti aereo caduto nel 1966

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Trovato pezzo di un aereo caduto nel 1966

aosta_aereoIn un bosco nel cuneese è stato trovato un pezzo del relitto di un aereo precipitato poco dopo il decollo da Albenga con destinazione Aosta il 25 aprile 1966. A bordo al momento del disastro c’erano 7 passeggeri e nessuno di loro si salvò.

Il pezzo del timone di coda è stato ritrovato da un residente della zona, che ha fotografato i resti.

Sarebbe un passo in avanti per fare chiarezza sulla dinamica dell’incidente, in molti hanno sempre pensato che su quel tragico viaggio dell’aereo condotto dall’allora deputato valdostano Corrado Gex, ci fosse l’ombra di un attentato piuttosto che di una perturbazione meteorologica.

Aniello Maria Mormile

da NOTIZIARIOITALIANO.IT

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