Archive for libri
Morto lo scrittore e critico letterario Giulio Cattaneo
Posted by: | CommentsAddio a Cattaneo, raccontò la letteratura italiana del ’900. Amico di Gadda, Spadolini e Bassani. Per 40 anni in Rai
Fu intimo amico dei più grandi scrittori italiani del ’900, da Giorgio Bassani a Carlo Emilio Gadda, di cui scrisse uno dei più importanti saggi biografici.
E’ morto oggi a Roma a 85 anni Giulio Cattaneo, scrittore e critico letterario fiorentino che arrivò a Roma insieme a Giovanni Spadolini, con il quale aveva studiato, per restarvi 40 anni da dirigente Rai. Come scrittore vinse il premio Viareggio nel 1968 con la sua opera prima, “L’uomo della novità”.
Nel 1969 vinse il Premio Selezione Campiello con “Da inverno a inverno”. Di Cattaneo restano le biografie di Giovanni Verga e di Federico II di Svevia insieme al suo carteggio epistolare con Gadda.
I suoi saggi sono entrati tra le più belle pagine della Storia della Letteratura Italiana di Garzanti, insieme a quelle sul Verismo, sulla Scapigliatura e su Benedetto Croce.
da DAILYBLOG.IT
L’Universo senza Dio di Stephen Hawking
Posted by: | Comments“Dio non era necessario per creare l’Universo”: firmato Stephen Hawking
TOMMASO CALDARELLI
L’astrofisico nel suo libro in uscita The Grand Design dice che il big bang è stato il risultato inevitabile delle leggi della fisica. Senza l’intervento divino, o comunque, di una divinità personale.
Stephen Hawking, lo scienziato inglese di cui abbiamo parlato spesso, pubblica sul Times un’anticipazione del suo ultimo libro, chiamato “Il Grande Disegno”, in cui ritiene di poter mettere una parola definitiva sull’annosa questione 1714824 Dio non era necessario per creare lUniverso: firmato Stephen Hawkingdella creazione dell’Universo. L’astrofisico ne è sicuro: per spiegare i complicati meccanismi della materia elementare, e i processi che hanno portato alla strutturazione del Cosmo per come oggi lo conosciamo, Dio non serve.
SUPERFLUO – Non deve essere chiamata in causa la divinità: basta la gravità. E’ questo il senso ultimo della teoria che Hawking ritiene di poter pubblicare. “Dal momento che esiste una legge chiamata gravità”, scrive il fisico, “l’universo può e ha potuto crearsi dal nulla. La creazione spontanea è la ragione per cui c’è qualcosa invece che il nulla, il perchè l’universo esista, il perchè noi esistiamo”. E così, ogni dubbio cade: “Non è necessario chiamare in causa Dio per fargli toccare il cielo blu e far partire il meccanismo dell’Universo”, sostiene il fisico. Ma il Telegraph ricorda anche che, in una precedente opera, lo scienziato aveva collegato il ragionamento fisico sull’universo all’idea di Dio: “Se scoprissimo una teoria completa”, aveva affermato Hawking nella “Breve storia dei tempi”, “sarebbe il trionfo ultimo della ragione umana – poichè comprenderemmo la mente di Dio”.
L’IDEA DI DIO – Tutto sta, dunque, nell’intendersi su cosa parliamo, quando parliamo di Dio. “La domanda è”, ha dichiarato il fisico in un’intervista alla BBC, “se l’universo è iniziato per volontà di Dio e per ragioni che non riusciamo a comprendere, o se lo ha fatto per ragioni scientifiche, in questo modo determinabili da una legge della scienza? Io credo nella seconda ipotesi. Se volete, potete chiamare le leggi della scienza “Dio”, ma non sarà un Dio personale che potrete incontrare e a cui chiedere domande”. Il nuovo libro dello scienziato sarà disponibile il 9 settembre.
Autobiografia di Tony Blair Un Viaggio
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Ecco le memorie di Tony Blair: “Gordon Brown? Un disastro”
In libreria Un viaggio (Rizzoli). L’ex premier britannico si è subito guadagnato le prime pagine con le osservazioni sul suo successore, sulla guerra in Iraq, sul partito laburista e anche su alcuni aspetti della sua vita personale, non ultimo il quotidiano ricorso a vino, gin e whisky
Londra – “Era chiaro che come primo ministro Gordon Brown sarebbe stato un disastro”. Le memorie di Tony Blair raccolte nel libro Un viaggio (Rizzoli) non tradiscono le attese. L’ex premier britannico si è subito guadagnato le prime pagine con le osservazioni sul suo successore, sulla guerra in Iraq, sul partito laburista e anche su alcuni aspetti della sua vita personale, non ultimo il quotidiano ricorso a vino, gin e whisky. A meritare i titoli dei maggiori quotidiani del Regno Unito è soprattutto la burrascosa convivenza al governo tra Blair e Brown.
Le memorie di Blair L’attuale inviato del Quartetto in Medio Oriente (oggi assente al lancio del libro proprio per presenziare la ripresa dei negoziati diretti israelo-palestinesi a Washington) ha scritto che Brown minacciò personalmente di farlo cadere sull’onda dello scandalo “Cash for honours” del 2006, quando vennero rivelate le illecite donazioni fatte ai laburisti da numerose personalità per accedere alla Camera dei Lord. Lo stesso Brown, poi – prosegue Blair -, decise di rimanere al governo in cambio dell’abbandono della riforma delle pensioni. Cacciare l’allora cancelliere dello scacchiere dal governo, tuttavia, sarebbe stato peggio, commenta il fondatore del New Labour, in quanto Brown era molto forte all’interno del partito e la mossa non avrebbe fatto altro che accelerare la sua ascesa come primo ministro. I commenti di Blair sul suo successore sono ambivalenti: da un lato vengono riconosciuti la grande intelligenza, la straordinaria energia, l’intuito politico di Gordon Brown. Dall’altro, però, Blair sottolinea l’assenza di veri principi, di “intelligenza emotiva” manifestata dal cancelliere. In particolare, secondo il tre volte primo ministro, Brown non capì il senso politico del New Labour e non chiarì mai se era favorevole al nuovo corso del partito. Proprio per il fatto di non aver mai definito la sua posizione su questo aspetto cruciale, Brown era votato “al disastro” come primo ministro.
L’opposizione a Brown Blair ricorda anche di aver incoraggiato David Miliband ad opporsi a Brown nel 2007 nella corsa alla leadership laburista. Miliband, tuttavia, preferì non esporsi, preferendo attendere tempi migliori. Tempi che sono giunti adesso: cominciano oggi, infatti, le votazioni per il nuovo leader del partito e David Miliband è il candidato di punta. Nelle sue memorie e nelle interviste rilasciate in questi giorni, Blair non ha espresso esplicitamente una preferenza. Ma alcune sue affermazioni, in particolare quella secondo cui nessun premier sarebbe credibile senza un piano per la riduzione del debito, lasciano capire che la sua preferenza è sempre per l’ex ministro degli Esteri. Per quanto riguarda l’Iraq, Blair ha offerto la stessa analisi fatta in occasione della sua audizione resa alla Commissione incaricata di indagare sulla guerra. Dicendosi enormemente dispiaciuto per le vittime del conflitto e per le sofferenze patite dai militari, l’ex premier ha ribadito che il costo in termini di vite umane e di sicurezza sarebbe stato maggiore lasciando Saddam Hussein e i suoi figli al potere. In ogni caso, proprio per dimostrare la propria solidarietà ai soldati, Blair ha annunciato di aver già devoluto quattro milioni di sterline avute come anticipo per la pubblicazione del libro nella costruzione di un centro sportivo per i reduci e i mutilati di guerra. Unica ammissione di colpa sul conflitto iracheno, rimane l’incerta pianificazione del dopoguerra, come del resto già riferito alla Commissione d’inchiesta.
La crisi finanziaria Sulla crisi finanziaria, l’ex premier ha invitato il partito a evitare eccessive derive a sinistra dopo la vittoria dei conservatori dello scorso maggio: “Il pubblico capisce la differenza tra uno Stato costretto a intervenire per stabilizzare il mercato e un governo che come ai vecchi tempi cerca di svolgere un ruolo di attore fondamentale nell’economia”. Se si sceglie quest’ultima strada, avverte Blair, “nel 2015 i laburisti perderanno in maniera persino peggiore”. La Bbc, infine, rivela la sorpresa dello spin doctor di Blair, Alistair Darling, nell’apprendere delle abitudini alcoliche dell’ex inquilino di Downing Street: “Non l’ho mai visto condizionato dall’alcol, in nessuna circostanza. Probabilmente ciò che intende dire nel libro è che a volte ha usato gli alcolici come una specie di stampella, di sostegno”.
da ilgiornale.it
Top Gear a rischio l’identità di The Stig
Posted by: | CommentsStig, il pilota misterioso: rischia di essere scoperto
In Italia lo conoscono in pochi ma nel Regno Unito The Stig è diventato un vero e proprio caso televisivo. Si tratta del personaggio principale del programma della BBC “Top Gear”, una striscia nella quale The Stig, misterioso pilota mascherato di auto da corsa, prova e fa provare a personaggi famosi delle automobili in pista.
Casco bianco calato sul volto con visiera oscurata e tuta bianca, The Stig mantiene celata la sua identità da anni anche se nel corso delle varie edizioni della trasmissione c’è chi lo ha associato a campioni di formula uno come Damon Hill, Michael Schumacher e Ben Collins, stuntman per James Bond.
Ora però un’autobiografia minaccia di rivelare al mondo la vera identità del pilota bianco e la BBC corre ai ripari avviando un’azione legale contro la casa editrice HarperCollins.
da LA REPUBBLICA
Bufera sul web, Wikipedia svela l’assassino in “Trappola per topi” di Agatha Christie
Posted by: | CommentsI fan di Agatha Christie contro Wikipedia: svela il finale di “Trappola per topi”
Gli eredi e i fan di Agatha Christie contro il colosso del web Wikipedia. Motivo della contesa? Il sito ha svelato l’identità dell’assassino della commedia Trappola per Topi, da anni una delle più intricate mai partorite dalla fantasia della giallista inglese. E anche una delle più fortunate, perchè viene rappresentata ininterrottamente dal 1952.
L’iniziativa di Wikipedia ha scatenato l’ira dei fan della Christie e anche dei suoi eredi: tutti uniti nella battaglia (per ora senza esito positivo) per rimuovere dal web il commento incriminato.
Alla fine di ogni rappresentazione di Trappola per topi agli spettatori viene raccomandato di non riferire l’identità dell’assassino, proprio per non guastare la sorpresa a chi dopo di loro vedrà lo spettacolo. Ma Wikipedia, nelle sue seguitissime pagine, svela trama e finale.
La piece è ambientata in un piccolo albergo fuori città. A causa della neve i proprietari (una giovane coppia) e alcuni ospiti sono costretti a rimanere in hotel. Tra di loro anche un sergente di polizia, che ben presto avvertirà gli altri di un suo sospetto. Un assassino potrebbe raggiungere l’hotel: il probabile nuovo ospite, infatti, sarebbe l’indiziato principale dell’omicidio di una donna commesso a Londra. Tutti allora si chiedono chi potrà mai essere l’assassino e se non sia già qualcuno tra gli ospiti. E’ a questo punto che Wikipedia svela l’arcano: l’assassino è proprio il sergente, che, in realtà, è tutto tranne che un poliziotto.
Matthew Prichard, pronipote di Agatha Christie, chiede al sito di oscurare la pagina, ma Wikipedia non ci sta: “Il nostro obiettivo è quello di raccogliere e riferire conoscenze e, in questo caso, è estremamente facile evitare di sapere la verità sull’omicida: basta non leggere quella parte. Chiedere a Wikipedia di non rivelarla sarebbe come chiedere a un libraio di rimuovere le copie di ‘Trappola per Topi’ dagli scaffali, perché qualcuno potrebbe prendere il libro e andare a leggere la fine”.
da BLITZ QUOTIDIANO
