Archive for istruzione
Riforma licei editori scolastici sul piede di guerra
Posted by: | CommentsDisastro Gelmini. Ha dimenticato di dire cosa si dovrà studiare nei licei
Si stanno raccogliendo le iscrizioni. Ma cosa si dovrà studiare? Non si sa! Il famoso “riordino” degli istituti secondari superiori è partito Con la riforma Gelmini gli studenti dei licei studieranno meno materie e avranno complessivamente meno ore di lezione: la “semplificazione”.
Solo 27 ore la settimana nel biennio e 31 nel triennio. Meno matematica e lingua straniera (e storia dell’arte). Nei licei scientifici solo 30 ore nel triennio e quindi meno matematica, fisica e latino. E il latino scompare quasi del tutto nei licei linguistici.
Ma i programmi dell’anno prossimo non ci sono. Gli editori scolastici sono imbufaliti: “Prima ci hanno detto che erano pronti a metà ottobre, poi a fine ottobre, poi a novembre. Ora siamo a metà marzo e ancora non ne sappiamo nulla” (Michele Lessona, presidente di De Agostini Scuola).
E’ il caos più assoluto. Il corso di storia del primo biennio si chiude all’anno Mille o al Quattordicesimo secolo? L’accorpamento di storia e geografia implica due voti e due libri separati oppure no? Le “scienze integrate” chi le insegna? Il professore di chimica o quello di fisica? Mah!
Milano ragazza offesa da prof per scritta sulla maglietta
Posted by: | CommentsMilano, professoressa commenta la t-shirt di una ragazza e la mamma la querela
A una mamma di una studentessa del liceo Virgilio di Milano non è proprio piaciuto quello che la figlia le ha raccontato. A quanto pare mercoledì la ragazza è andata a scuola indossando una maglietta con su scritto ‘Kiss me before my boyfriend comes back’ (’Baciami prima che torni il mio ragazzo’), giunta in classe la docenta ha commentato la maglietta della giovane dicendo: ‘Ragazze pensate bene alle frasi che veicolate con il vostro corpo’. Nulla di strano fino a qui, il punto è che, secondo quanto riferito dalla studentessa, la docente avrebbe poi aggiunto: ‘Cagna in calore che cammina’.
La mamma della ragazza ha così deciso di querelare l’insegnante. ‘Quella maglietta l’abbiamo comprata insieme, in vacanza – ha spiegato la signora – E’ accollata e lunga, per nulla sexy. E’ vero, l’altra mattina non ho controllato come fosse vestita mia figlia, ma non avrei mai immaginato che potesse succedere tutto questo’.
La professoressa, che insegna da oltre vent’anni nell’istituto, si è difesa sostenendo di non aver mai detto nulla del genere. Ma la ragazza ha mostrato il suo quaderno dicendo: ‘La prof ci ha fatto scrivere i commenti emersi dal dibattito sul mio comportamento. La mie compagne (è una classe tutta al femminile) hanno parlato di ‘mancanza di rispetto, mancanza di fedeltà, tradimento, superficialità’. A quel punto la docente ha suggerito altre interpretazioni. Sì sì, le sue, guardi qui, le ho scritte (la prof ci chiede sempre di prendere appunti): ‘esplicito messaggio sessuale, ragazza facile, idea di sesso prevalente’. E poi quella cosa della cagna…’.
Il racconto della ragazza è stato confermato da alcune compagne di scuola. C’è anche chi ha affermato che da settembre indossa solo magliette a tinta unita proprio per questa ragione. Il preside del liceo Paolo Saporiti ha convocato la professoressa. ‘Mi ha semplicemente spiegato che ha preso spunto dalla vita quotidiana per impostare la lezione. Succede spesso, soprattutto al primo anno – ha spiegato il preside – La docente, con vent’anni di esperienza, mi ha assicurato di non aver pronunciato alcuna frase offensiva. E’ convinta di essere stata male interpretata. E comunque ha ripetuto più volte di non aver detto la parola cagna’.
da MAGAZINE.EXCITE.IT
Firenze bambini in ospedale collegati via web con la scuola
Posted by: | CommentsBambini del Meyer collegati con la scuola
I piccoli potranno seguire le lezioni attraverso 17 terminali ‘Smart care’, collegati con 5 scuole della provincia di Firenze, per un totale di 20 classi in connessione
I bambini ricoverati presso il reparto di oncoematologia dell’ospedale pediatrico Meyer di Firenze potranno seguire le lezioni attraverso 17 terminali ‘Smart care’, collegati con 5 scuole della provincia di Firenze, per un totale di 20 classi in connessione. E’ il progetto Smart inclusion, presenta a Firenze alla presenza del ministro alla pubblica amministrazione Renato Brunetta, del presidente di Telecom Italia Gabriele Galateri e del vicepresidente della Regione Toscana Federico Gelli.
Il progetto è stato realizzato grazie al sostegno del ministero per PA, al supporto tecnologico di Telecom Italia, alla supervisione scientifica del Cnr-Isof di Bologna e ai finanziamenti della Regione Toscana (600 mila euro) e dell’Ente Cassa di risparmio di Firenze (100 mila euro). E’ la quarta realizzazione in Italia di questa iniziativa, dopo Bologna, Roma e Padova.
Il servizio comprende servizi di teledidattica, gestione dei dati clinici e consente ai bambini ricoverati di partecipare, in maniera immediata, alla vita sociale collegandosi con la scuola e la famiglia e, al personale sanitario, di disporre di strumenti a supporto dei processi di cura dei piccoli pazienti.
Il progetto si basa totalmente su tecnologie open source e si avvale dell’innovativo video-terminale touchscreen ‘Smart care’, dotato di telecamera e postazione a bordo del letto che consente al bambino, con un semplice pressione del dito, di interagire con la propria classe e partecipare alle lezioni. Nelle aule sono installate le postazioni ‘Smart school’, composte da una lavagna interattiva collegata ad un totem multimediale per l’insegnamento.
da LA REPUBBLICA
Friuli supplente cacciato da scuola perchè parla in napoletano
Posted by: | CommentsPordenone. Scuola licenzia supplente: in classe parlava il dialetto napoletano
I genitori hanno chiesto l’intervento dell’ufficio scolastico
che ha rimosso il maestro. I colleghi insegnanti protestano
Cacciato da una scuola del Friuli per colpa dell’accento napoletano e delle sue espressione dialettali. Il maestro A.B. – 40 anni, supplente in un istituto scolatistico di Pordenone – è stato licenziato in tronco: la sua colpa è stata di non parlare italiano, dicono, ma in dialetto napoletano.
«Il maestro – sembra raccontassero i bimbi alle proprie mamme di ritorno dalla scuola – non parla la nostra lingua, ma una lingua strana». Come per esempio invitando il bimbo a sedersi con espressioni tipo “settati piccì”.
I genitori hanno sollecitato l’intervento dell’Ufficio scolastico regionale e provinciale. Ne è scaturita un’ispezione al termine della quale le autorità scolastiche hanno deciso di non proseguire nel contratto di lavoro. Alla fine la decisione: «È una brava persona, ma non parla sempre un italiano corretto».
Il responsabile Centro Servizi Amministrativi di Pordenone, Stefano Caravelli, contattato dall’Ansa, ha però precisato che il contratto di lavoro a tempo determinato dell’insegnante non è stato rinnovato alla scadenza «per manifesta incapacità didattica in un docente non abilitato» e ha escluso che esistano collegamenti fra questa incapacità ed eventuali lacune linguistiche dell’insegnante.
Il caso di presunto razzismo nei confronti dei campani oramai è esploso, ma l’insegnante incassa la solidarietà dei colleghi: «Ha subito un pregiudizio grave, il sindacato deve intervenire».
da IL GAZZETTINO
Usa addio ai portatili in classe, prof ne distrugge uno con azoto liquido
Posted by: | CommentsUsa, le università contro i pc in classe
“Studenti distratti”
E un professore distrugge un portatile con l’azoto liquido davanti ai suoi studenti
Sempre più università americane proibiscono agli studenti di usare i computer portatili in classe. Chi vuole prendere appunti deve ricorrere ai metodi del passato: penna e quaderno. I divieti nascono dal fatto che i laptop in classe sono diventati ormai una fonte di distrazione per gli studenti: invece di usare la tastiera per prendere appunti sulla lezione in corso, i ragazzi si lanciano nelle attività più disparate. Navigano su Internet, scrivono messaggi email, guardano video, leggono giornali e riviste online o si impegnano nei videogiochi.
“È come stendere sul banco di ogni studente cinque diverse riviste, diversi show televisivi, cataloghi di shopping e un telefono – afferma David Cole, un professore dell’Università del Colorado -. Il messaggio è: se la vostra mente comincia a vagare, sentitevi liberi di impegnarvi in queste attività”.
Il caso, al centro di un’inchiesta del Washington Post, è nato quando, circa un mese fa, un professore di fisica della Università dell’Oklahoma prese un computer portatile e lo immerse nell’azoto liquido, scagliandolo poi sul pavimento dell’aula. La scena, filmata di nascosto da uno studente, è stata vista su YouTube da un milione di persone da quel professore che metteva al bando i computer per prendere appunti. Da quel momento, era il messaggio, solo carta e penna.
La professoressa universitaria Diane Sieber, dell’Università del Colorado, ha seguito l’andamento dei voti di 17 studenti totalmente dipendenti dai loro laptop. La conclusione è stata che i loro voti erano quasi identici a quelli degli studenti che non avevano assistito alle lezioni: il tempo in classe era andato sprecato.
Ma alcuni studenti fanno notare al quotidiano Washington Post, che dedica oggi un servizio al problema, che all’origine di tutto c’è l’ abilità dei professori nel tenere desta l’attenzione della classe. “Se la lezione è noiosa bloccare Internet non serve – affermano -, la gente continuerà a sbirciare le riviste nascoste sotto il libro di testo, come accadeva al liceo”.
da CITY.CORRIERE.IT


