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Gianni Bella colpito da ictus, il sostegno di Facebook
Posted by: | CommentsFacebook, più di 4mila fan sostengono Gianni Bella dopo l’ictus
Ha raggiunto quota 4mila membri la pagina di Facebook creata appositamente per sostenere Gianni Bella. Il cantautore catanese è infatti ricoverato da diverse settimane presso l’ospedale San Giorgio di Ferrara in seguito ad un improvviso ictus.
Tantissimi i messaggi di auguri e di incoraggiamento postati ora dopo ora sulla bacheca del gruppo del social network. I fan esprimono il proprio rammarico e la loro solidarietà nei confronti del cantante. Gli amministratori di “Vicino a Gianni Bella (colpito da ictus)’’ hanno dichiarato che al momento il 63enne riporta la parte destra del corpo completamente paralizzata e non riesce a parlare.
L’artista è seguito costantemente dai familiari e dalla moglie Paola. Nonostante la lunga e difficile strada che rimane da percorrere, la donna ha ammesso che suo marito sta facendo passi da gigante. I medici hanno riscontrato nell’uomo notevoli progressi ma la signora Paola preferisce non nutrire false speranze. Nello stesso centro specializzato nella riabilitazione del San Giorgio dove è in cura Bella, furono ospitati noti personaggi del nostro paese come i due registi Federico Fellini e Michelangelo Antonioni.
Era stato Pupo durante la serata finale del Festival di Sanremo a diffondere la tragica notizia. Il conduttore de “I Raccomandati’’ ha voluto ricordare il collega, definendolo “uno dei più grandi compositori italiani’’ e dedicandogli il secondo posto ottenuto alla 60^edizione del concorso canoro.
Miki Marchionna
da BARIMIA.INFO
Cina beffata da Google, siti proibiti visibili per alcune ore
Posted by: | CommentsGoogle sfida la censura cinese
Alcuni siti vietati dalle autorità accessibili per diverse ore
PECHINO
Alcuni siti web vietati dalle autorità cinesi, come quelli che mostrano le foto del massacro di piazza Tiananmen del 1989 e quelli di alcuni gruppi indipendentisti delle minoranze etniche della Cina sono stati accessibili oggi per alcune ore attraverso il sito in cinese di Google. È quanto hanno raccontato alcuni giornalisti stranieri, mentre un portavoce del quartier generale di Google in California, Scott Rubin, ha dichiarato ai media americani che la compagnia «non ha cambiato nulla» nelle sue operazioni in Cina, gettando un’ ombra di mistero sulla vicenda. Google, che gestisce un popolare «motore di riceca» su Internet, ha denunciato attacchi informatici contro i suoi siti in provenienza dalla Cina e minacciato di togliere i filtri imposti dalla censura cinese che impediscono l’ accesso ai siti ritenuti pericolosi dalle autorità.
Giornalisti della rete televisiva americana Nbc hanno affermato di aver aperto alcuni siti abitualmente proibiti sul massacro di piazza Tianamen, sui movimenti indipendentisti della regione cinese del Xinjiang e quello del Tibet Information Network gestito da esuli tibetani vicini al Dalai Lama, il leader tibetano in esilio considerato un nemico da Pechino. I giornalisti hanno anche potuto vedere il video che mostra un uomo disarmato che ferma i carri armati diretti su piazza Tiananmen occupata dagli studenti, girato clandestinamente la notte del massacro. Altri utenti di Internet hanno avuto risultati contraddittori: alcuni affermano di aver aperto siti proibiti, altri di non esserci riusciti. «Sembra che i filtri non funzionino perfettamente – ha commentato Jeremy Goldkorn, fondatore del sito Danei.com che segue l’ evoluzione di Internet in Cina. Un responsabile di Google citato dalla Nbc ha sollevato l’ipotesi che il parziale sblocco dei filtri potrebbe essere stato fatto di proposito dal governo cinese. Google è impegnata da gennaio, subito dopo la sua denuncia, in trattative col governo cinese per cercare una soluzione di compromesso.
I colloqui, ha scritto due giorni fa il quotidiano The Financial Times, sono arrivati ad un punto morto e la compagnia californiana si starebbe preparando a chiudere il suo sito in cinese. Non è chiaro cosa accadrebbe in quel caso alle altre operazioni di Google in Cina, come la fornitura di un software per i telefoni cellulari e se lo stesso sito in inglese Google.com e il suo popolare servizio di posta elettronica, la Gmail. Google China ha circa 700 dipendenti la cui sorte è legata all’ esito della vicenda.
da LA STAMPA
Usa lo storico sorpasso di Facebook su Google
Posted by: | CommentsFacebook-Google, storico sorpasso
Federico Cella
Facebook supera Google e si afferma come il sito più popolare fra i navigatori americani. Un sorpasso storico, raccontato dal Financial Times citando i dati della società di ricerca Hitwise, secondo la quale la scorsa settimana Facebook – per la prima volta – ha sorpassato Google catturando il 7,07% dei navigatori contro il 7,03% di Mountain View.
Un totale del 14% dei clic statunitensi, ma ora a ruoli invertiti.
Lo scorso anno solo il 2% dei navigatori americani frequentava Facebook: il balzo indica come la rete stia diventando più sociable e meno searchable. Anche perché chi si trova dentro il sottoinsieme della rete rappresentata dal sito di social network, spesso smette di utilizzare – o comunque frequenta molto meno – la Rete con la “r” maiuscola, Internet. Non è certo un caso che proprio Mountain View, il mese scorso, abbia lanciato ufficialmente Buzz, il proprio sito sociale.
Le visite al sito di Mark Zuckerberg nell’ultimo anno sono aumentate del 185%, mentre il traffico di Google sarebbe sostanzialmente invariato: la previsione degli analisti è dunque che il sorpasso non sia momentaneo, ma anzi sia destinato non solo a confermarsi, ma che le distanze tra i due colossi vadano man mano ad allargarsi nei prossimi mesi.
Gli utenti di Facebook d’altronde sono raddoppiati in poco tempo, passando dai 200 milioni dell’aprile scorso ai 400 milioni di questo febbraio. E a livello globale, i navigatori rete hanno trascorso in media 5 ore e mezza sui siti di social network in dicembre 2009, ovvero l’82% in più rispetto all’anno precedente.
Spagna p2p assolto, non è reato scaricare da internet
Posted by: | CommentsP2P, sentenza storica: in Spagna non è più reato
Scaricare da internet musica, programmi o film protetti da diritto d’autore non è più reato. Per ora solo in Spagna, dove un giudice iberico ha scagionato un proprietario di un sito, Jesus Guerra Calderon, che aveva indicato sul suo spazio web dei link a delle fonti peer to peer (torrent e emule). È una sentenza storica che farà scalpore in qualunque nazione dove si dibatte di p2p.
La Sgae (Società generale degli Autori ed Editori) controparte iberica della nostra SIAE aveva intentato causa contro il sig. Calderon accusandolo di violare il diritto d’autore. Il giudice Raul Garcia Orejudo, del tribunale di Barcellona, invece, lo ha scagionato motivando nella sentenza che il sito forniva link a pubblicazioni che, sì, violavano il diritto d’autore, ma lo ha fatto senza metterci pubblicità e quindi non ricavando lucro dal sistema.
Secondo l’avvocato Andrea Monti, tale sentenza potrebbe avere ripercussioni anche in Italia, poiché dimostra come scambiare link sia in realtà una sola condivisione gratuita di collegamenti a contenuti multimediali coperti da diritti e differenzi da quei siti che indicano fonti p2p solo per motivi di lucro.
La sentenza spagnola arriva in un momento delicato della giurisprudenza europea sul tema dei diritti d’autore poiché il parlamento europeo ha votato, qualche giorno fa, una mozione all’interno del progetto noto come ACTA (Anti-Counterfeiting Trade Agreement) teso a uniformare tutte le legislazioni europee in materia di diritto d’autore.
La mozione è stata approvata grazie al voto di 633 votanti a favore e solo 13 deputati contrari. La mozione obbliga il Parlamento Europeo a informare i cittadini sugli accordi in corso, quindi obbliga l’istituzione a maggiore trasparenza.
Francesco Cappello
da BARIMIA.INFO
Anniversario venticinquennale del .com
Posted by: | Comments25 anni di .com
Federico Cella
Un nuovo compleanno si celebra oggi nel mondo di Internet: i 25 anni della registrazione del primo dominio “.com”. Come racconta la Bbc, era infatti il 15 marzo del 1985 quando la americana Symbolics registrò il proprio indirizzo con il “puntocom”, suffisso che ora regola la nostra vita online. Allora invece la crescita fu lenta: lo stesso anno solo altre cinque aziende crearono il proprio indirizzo “commerciale” e – come spiega Verisign – per arrivare a vedere la registrazione del milionesimo “.com” si era dovuto aspettare il 1997, cioè il pieno boom di Internet (almeno negli Stati Uniti).
Ai giorni nostri, da Facebook.com a Google.com, il Web come detto gira intorno a questa strana sigla: ogni mese viene registrata una media 668 mila “dotcom” nuovi, per un totale di ben 78 milioni di indirizzi.com creati negli ultimi 25 anni.
Un dominio, il primo “.com” registrato, che non poteva che fare gola a molti. E infatti Symbolics.com lo scorso agosto venne acquistato – per una cifra mai rivelata, si suppone grossa – dalla Xf.com Investments, proprio con lo scopo di farne un trampolino di lancio pubblicitario per le proprie attività.
da VITADIGITALE.CORRIERE.IT


