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Nessuna vendita sul web, i Pink Floyd vincono sulla Emi
Posted by: | CommentsVincono i Pink Floyd
Fabio Cavalera
Quanti di noi acquistano musica dal web? Attenzione perchè una corte di Londra ha preso una decisione che può fare scuola. A promuovere la causa è stata la mitica band britannica dei Pink Floyd che, accantonate le liti, si è riunita per impedire alla casa discografica, la Emi a cui sono legati dal 1967, di vendere singolarmente i brani inseriti in una compilation. Hanno ragione, ha detto la High Court.
In pratica. “isolare dal contesto di un album” ed eseguire il download, ad esempio da i-tunes, di una canzone sola e non dell’intera produzione artistica non è possibile se non vi è l’accordo degli autori ed esecutori. I Pink Foyd hanno sostenuto che il loro contratto del 1999 lo esclude tassativamente.
La Emi ha ribattuto che l’accordo, siglato ben prima che si diffondessero la distribuzione e la vendita attraverso intenet, è applicabile soltanto alle “cose materiali” dunque al vinile e ai cd, non alla discografia scaricabile col computer. Tesi, quest’ultima, respinta. Con una motivazione che afferma: “I brani sono collegati uno all’altro e non possono essere divisi” Insomma, c’è un filo che tiene insieme la compilation. Lo “spezzatino” danneggia la creatività e il messaggio delle note.
Che cosa accadrà adesso? Addio singoli? Giusta o sbagliata, è chiaro che, se applicata alla lettera ed estesa, la sentenza dei giudici inglesi ha aperto un varco che rischia di rivoluzionare il mondo del download musicale.
da BIGBEN.CORRIERE.IT
Moglie di Kakà attacca tecnico del Real su Twitter
Posted by: | CommentsLa moglie di Kakà contro il tecnico del Real: «Codardo». Poi smentisce
Carolina Celico rilancia un messaggio scritto su Twitter dal portavoce del giocatore. «Ma non volevo farlo mio»
MADRID – Il messaggio l’ha scritto il suo portavoce. Ma è stata sua moglie a rilanciarlo su Twitter. In ogni caso, la frase apparsa in Rete contro Manuel Pellegrini rischia di incrinare i rapporti tra Kakà e il Real Madrid. «Un allenatore codardo – aveva scritto Diogo Kotschko sul popolare sito di microblogging – sostituisce sempre un giocatore per sviare l’attenzione dalla propria incompetenza».
Un riferimento alla decisione del tecnico della squadra spagnola di togliere anzitempo il fuoriclasse brasiliano nella sfida di Champions League contro il Lione (pareggiata 1 a 1 e costata l’eliminazione al Real). Il messaggio è stato subito rilanciato dalla moglie di Kakà, Carolina Celico, che poi ha negato di averlo voluto far proprio. Lo stesso Kotschko ha minimizzato la sua frase: «Non volevo offendere nessuno, era solo una reazione a caldo». E poi: «Visto che su Twitter non posso parlare da tifoso, da oggi commenterò solo ricette».
LA RABBIA – Quanto a Kakà, uscito dal campo visibilmente contrariato, ha spiegato che non ce l’aveva per la sostituzione ma «per la situazione e perché sapeva di non poterci fare più nulla».
da IL CORRIERE DELLA SERA
Onlive per giocare su pc e mac senza console
Posted by: | CommentsOnlive arriva a Giugno per 15 dollari al mese
Onlive è la soluzione in salsa “cloud” per portare il gaming su piattaforme Pc o Mac. Sarà possibile giocare online come se si fosse su una qualsiasi console, senza però possedere né console né gioco: sarà sufficiente un abbonamento da 14.95 dollari
Giacomo Dotta
Poteva sembrare la più classica delle vaporware story. Aveva tutti i contorni della grande utopia, il grande progetto che sfuma di fronte alle difficoltà tecniche. Molti avevano stigmatizzato in questo modo l’idea Onlive, intravedendo in questa sfida un modo come un altro per soccombere di fronte allo strapotere delle console. A distanza di mesi dai primi annunci, però, il progetto sta ora per concretizzarsi. Con una data già ufficializzata per l’esordio ufficiale sul mercato: il 17 Giugno prossimo il progetto Online sarà liberamente accessibile.
Onlive nasce come un semplice servizio online. Sarà possibile fruirvi tramite piattaforme Pc o Mac, mentre in futuro sarà disponibile anche una sorta di set-top-box (il cosiddetto “MicroConsole Tv Adapter”) con il quale accedere alle medesime opportunità senza passare necessariamente per una postazione desktop. Onlive permette agli utenti di giocare come su una qualsiasi console: al pari di Xbox 360 o PlayStation 3, dispone di un elenco di giochi ed abilita al gaming senza però dover effettuare alcun acquisto: è sufficiente pagare un abbonamento mensile fissato in 14.95 dollari (con offerte specifiche per immediato acquisto di più mensilità) e quindi consultare il menu a disposizione.
Mass Effect 2, Assassin’s Creed 2 e Crysis sono i nomi con cui si può attirare ad oggi l’attenzione sulla piattaforma. Onlive metterà però a disposizione anche altri titoli ed in prospettiva il gruppo si attende anche la disponibilità di anteprime e giochi in esclusiva per poter sfidare da vicino i grandi nomi che dominano oggi il mondo del gaming.
Online è la soluzione “cloud” per il settore dei videogiochi: l’utente si collega ai server e, tramite l’applicazione in dotazione, accede ai giochi. La banda larga è un requisito fondamentale poiché regola la rapidità delle comunicazioni utente/server e viceversa, stabilendo pertanto la reattività di input e output.
I maggiori detrattori di Onlive hanno messo in discussione proprio quest’ultimo aspetto: l’eccessiva latenza nel gaming, i problemi a livello grafico dovuti alla compressione dei dati e infine l’assenza di una quantità e qualità di banda tali da garantire il gaming durante l’intera esperienza di gioco. Trattasi di osservazioni opportune, ma limitate ad una specifica tipologia di gioco che richiede azione, digitazioni compulsive, movimenti rapidi e massima reattività. Se questa tipologia di giochi potrebbe risultarne penalizzata, altre esperienze potrebbero invece essere del tutto positive. Il gruppo ha un obiettivo preciso per realizzare il proprio modello di business: mettere il gaming a disposizione senza impegni di acquisto. L’abbonamento mette in mano all’utente tanto il gioco quanto la console, permettendo l’accesso ad una sala giochi crescente per la quale non v’è alcuna barriera all’ingresso.
da webnews.it
Firenze bambini in ospedale collegati via web con la scuola
Posted by: | CommentsBambini del Meyer collegati con la scuola
I piccoli potranno seguire le lezioni attraverso 17 terminali ‘Smart care’, collegati con 5 scuole della provincia di Firenze, per un totale di 20 classi in connessione
I bambini ricoverati presso il reparto di oncoematologia dell’ospedale pediatrico Meyer di Firenze potranno seguire le lezioni attraverso 17 terminali ‘Smart care’, collegati con 5 scuole della provincia di Firenze, per un totale di 20 classi in connessione. E’ il progetto Smart inclusion, presenta a Firenze alla presenza del ministro alla pubblica amministrazione Renato Brunetta, del presidente di Telecom Italia Gabriele Galateri e del vicepresidente della Regione Toscana Federico Gelli.
Il progetto è stato realizzato grazie al sostegno del ministero per PA, al supporto tecnologico di Telecom Italia, alla supervisione scientifica del Cnr-Isof di Bologna e ai finanziamenti della Regione Toscana (600 mila euro) e dell’Ente Cassa di risparmio di Firenze (100 mila euro). E’ la quarta realizzazione in Italia di questa iniziativa, dopo Bologna, Roma e Padova.
Il servizio comprende servizi di teledidattica, gestione dei dati clinici e consente ai bambini ricoverati di partecipare, in maniera immediata, alla vita sociale collegandosi con la scuola e la famiglia e, al personale sanitario, di disporre di strumenti a supporto dei processi di cura dei piccoli pazienti.
Il progetto si basa totalmente su tecnologie open source e si avvale dell’innovativo video-terminale touchscreen ‘Smart care’, dotato di telecamera e postazione a bordo del letto che consente al bambino, con un semplice pressione del dito, di interagire con la propria classe e partecipare alle lezioni. Nelle aule sono installate le postazioni ‘Smart school’, composte da una lavagna interattiva collegata ad un totem multimediale per l’insegnamento.
da LA REPUBBLICA
Francia la legge Hadopi fa crescere la pirateria invece di fermarla
Posted by: | CommentsHadopi, e cresce la pirateria
La nuova legge Hadopi non porta ai risultati sperati, anzi la pirateria aumenta
Se sia inutile o semplicemente controproducente non si sa, quel che è certo è che non è servita a nulla. Stiamo parlando della legge Hadopi, quella, per intenderci, che ti disconnette dopo tre errori. Ma le abitudini, soprattutto degli internauti d’Oltralpe, non sembrano mutate, anzi.
Uno studio condotto in Francia ha infatti constatato che la pirateria non sta né arrestando, né diminuendo. Starebbe invece crescendo. Come? Semplice, gli internauti hanno iniziato a scoprire nuove tecnologie per vedere film o ascoltare musica illegalmente.
Per lo studio sono stati intervistati 2000 inglesi da tre ricercatori dell’Università di Rennes. Una volta intervistati, il gruppo è stato diviso in tre categorie ben distinte: pirati Hadopi, ovvero che utilizzano il peer-to-peer punibile dalla nuova legge; pirati non Hadopi, cioè utilizzano tecnologie non monitorate; ed i non pirati, ovvero chi non effettua alcun download. Una volta ottenute le informazioni, i ricercatori si sono accorti che le categorie si rimescolavano. Altra osservazione post studio è che il numero di pirati è cresciuto del 3%.
Stando ai dati raccolti dallo studio, sarebbe il 15% dei pirati Hadopi ad aver affermato di non utilizzare più il sistema peer-to-peer dopo la promulgazione della legge entrata in vigore a gennaio. Di questi, due utenti su tre utilizzano altri servizi per lo streaming e per il download diretto, come Megaupload, Rapidshare, Allostreaming, ecc.
Ed ecco che ex pirati Hadopi diventano così pirati non Hadopi. Cosa significa? Significa che questi non sono perseguibili stando alla legge Hadopi e possono continuare ad accedere a film, musica e qualsiasi tipo di file protetto dal famigerato copyright. I ricercatori spiegano dunque che la maggior parte di internauti abituati al peer-to-peer, non ha fatto altro che spostarsi su altre forme di pirateria non prese in considerazione dalla legge (insomma, fatta la legge, trovato l’inganno).
A livello di ricerca possiamo dunque dire che i pirati Hadopi sono diminuiti del 15%; ma i pirati non Hadopi sono aumentati del 27%. La legge non ha dunque provocato effetti deterrenti, si è semplicemente limitata a spostare la pirateria dall’uso di determinate tecnologie ad altre.


