TURCHIA, SCONTRO TRA MONGOLFIERE:
UN MORTO E 24 FERITI
ISTANBUL – Un turista di origini brasiliane ha perso la vita e altre 24 persone sono rimaste ferite nella collisione tra due mongolfiere, una in partenza ed una in arrivo, a Goreme nel cuore della Cappadocia, regione caratterizzata da paesaggi scavati nel tufo, meta degli appassionati delle gite con i palloni aerostatici.
Testimoni hanno riferito che durante l’urto il pallone della mongolfiera che stava di sotto si è strappato e la mongolfiera è precipitata schiantandosi al suolo. La maggior parte dei feriti ha riportato fratture. l settore turistico delle mongolfiere è cresciuto significativamente negli ultimi anni in Turchia, soprattutto in Cappadocia. Secondo le statistiche della Direzione generale dell’aviazione civile (DHGM), citata dal sito specializzato nel turismo turizm.guencel.com., alla fine del 2012 si contavano 20 aziende, dotate di 140 palloni aerostatici e 1.400 persone impiegate nel settore. Appena dieci anni fa le aziende del settore erano solo 6 per un totale di 31 mongolfiere. Solo due mesi fa, a Luxor, in Egitto, in un incidente simili hanno perso la vita 19 persone.
Sale ad almeno 42 morti e 170 feriti il bilancio dell’ondata di violenze che ha colpito oggi l’Iraq, con otto attentati dinamitardi e attacchi di miliziani armati a forze di polizia e dell’esercito. È quanto riferiscono polizia e medici. In precedenza, almeno 10 persone sono state uccise nell’esplosione di altre due autobombe nella città a maggioranza sciita di Bassora, 420 chilometri a sudest di Baghdad.
INCIDENTI - Cinque autobomba hanno colpito Baghdad e aree vicino alla capitale. Altri due veicoli imbottiti di esplosivo sono saltati in aria a Bassora, nel sud. Nella provincia di Al Anbar, 200 chilometri a ovest di Ramadi, otto poliziotti sono morti in un’imboscata tesa da miliziani armati mentre erano di pattuglia. Nella stessa provincia la notte scorsa altri 24 poliziotti erano morti in scontri con gruppi di insorti.
La studentessa israeliana che ha costretto Netanyahu a rivelare la lista delle spese
Ci sono voluti tre mesi e l’ostinazione di una ragazza perché le spese del primo ministro israeliano diventassero pubbliche. Orian Weitzman, 27 anni, studentessa di legge, le giornate da volontaria in un ospedale nel sud del Paese dove vive e le settimane passate tra le carte per riuscire a ottenere quello che il governo non voleva rivelare. “Ho provato in tutti i modi – racconta al quotidiano Yedioth Ahronoth – e sono riuscita a ottenere i documenti solo con una petizione ai giudici attraverso il movimento per il Freedom of information act”.
La lista delle spese ha fatto imbestialire gli israeliani, già infuriati per le nuove tasse che stanno per arrivare e che sono state decise dal ministro delle Finanze Yair Lapid, l’ex presentatore tv passato da paladino della classe media a bersaglio della rabbia popolare. Così sabato scorso le manifestazioni contro l’austerità hanno raggiunto anche la villa di Benjamin Netanyahu a Cesarea. Perché di tutti i costi il mantenimento della casa sulla costa più lussuosa di Israele è sembrato il meno spiegabile: quasi 70 mila euro l’anno per una residenza che non è ufficiale, anzi è lo spazio che Sarah Netanyahu, la moglie del premier, ha voluto mantenere protetto dalle incombenze di governo. Gli incontri politici – se vengono organizzati a Cesarea – non si svolgono nella villa, ma nelle stanze di qualche vicino amico di famiglia.
Orian Weitzman, 27 anni, studentessa di legge
“Al primo ministro – commenta Orian – è stata affidata la responsabilità della vita di tutti noi ed è inaccettabile scoprire che siamo diventati i finanziatori dei suoi lussi. Adesso che ho raccolto i documenti, non sono più speculazioni: i numeri stanno nero su bianco”.
Gli assistenti di Netanyahu erano stati costretti pochi mesi fa a interrompere le forniture di gelato per il premier e la famiglia (gusti preferiti pistacchio e vaniglia) quando il sito Calcalist aveva rivelato che la spesa annuale era di 2000 euro per 14 chilogrammi. L’incidente è anche finito nello show satirico “Eretz Nehederet” (Un Paese meraviglioso), dove Netanyahu ha partecipato per riguadagnare popolarità: alla fine del duetto, l’imitatore che di solito lo impersona lo ha premiato con due coni di gelato.
Per cercare di ammorbidire le reazioni, gli amici più vicini ai Netanyahu sono apparsi nei programmi televisivi del sabato sera. A raccontare che la coppia vive “modestamente”, che “le spese sono così alte perché il primo ministro lavora fino a notte fonda”.
Qualche collega di governo non ha garantito lo stesso sostegno. “Settimana scorsa ho chiesto a un ministro – scrive Shimon Shiffer, editorialista di Yedioth – che cosa lo colpisca di più delle riunioni con Netanyahu. Mi ha risposto: il fatto che arrivi sempre ben truccato e pettinato”. Dall’elenco delle spese si è scoperto che ogni mattina una parrucchiera e una truccatrice si prendono cura del primo ministro e della moglie.
Arrestata Amina, a seno nudo davanti moschea
A scatenare le proteste la decisione del governo di vietare all’organizzazione estremista di tenere il congresso annuale nella città di Kairouan. In manette la ragazza, attivista Femen, che ha sfidato i salafiti mostrandosi a seno nudo davanti il luogo di culto dove si erano asserragliati
TUNISI – Torna a infiammarsi la Tunisia. Dopo il no del governo alla conferenza annuale del gruppo Ansar Al Shariah, oggi centinaia di salafiti sono scesi in piazza nel giorno in cui si sarebbe dovuto tenere il raduno. Scontri fra polizia e manifestanti sono scoppiati a Kairouan e in altre città vicino Tunisi. Un manifestante salafita 27enne è morto nel sobborgo Ettadhamen della capitale e a Kairouan è stata arrestata la Femen tunisina Amina Tyler (VIDEO), che secondo la stampa locale ha compiuto l’atto provocatorio di mettersi a seno nudo davanti a una moschea. Numerosi i feriti in entrambe le città.
Presidiata Kairouan. A Kairouan, il principale centro religioso della Tunisia, alcuni giovani hanno lanciato pietre contro la polizia e gli agenti hanno risposto usando lacrimogeni per disperdere la folla. L’ospedale della città ha riferito del ferimento di cinque civili e quattro poliziotti. Il dispiegamento di forze di sicurezza è stato massiccio, con circa 11mila agenti inviati per impedire lo svolgimento della conferenza annuale di Ansar Al Shariah. Una risposta così robusta da parte delle forze di sicurezza non si vedeva dal 2011, cioè dall’anno delle rivolte che portarono alla caduta del presidente Zine El-Abidine Ben Ali, che era a capo di un forte Stato di polizia.
Arrestata Amina. Amina Tyler, la ragazza tunisina attivista del movimento Femen, è stata arrestata a Kairouan davanti alla moschea dove si erano asserragliati i salafiti (VIDEO). Il governatore di Kairouan, Abdelmajid Laghouan, sostiene si fosse messa a seno nudo, ma questa versione viene smentita dalle immagini dell’arresto. Negli scorsi mesi Amina aveva pubblicato sue foto seminuda per protestare a favore della condizione delle donne nei paesi islamici (FOTO). Stando alla versione fornita dalla stampa locale, l’attivista femminista sarebbe stata arrestata anche per evitare aggressioni nei suoi confronti, dal momento che il suo gesto provocatorio avrebbe sollevato la collera di diversi residenti. Amina, che ha detto di essere giunta a Kairouan per affrontare i salafiti, avrebbe anche scritto la parola ‘Femen’ sul muro di un cimitero vicino alla moschea. Il governatore di Kairouan riferisce che alcuni abitanti avrebbero intenzione di presentare denuncia contro la ragazza.
Morto un manifestante salafita. Scontri anche a Ettadhamen, sobborgo a nord di Tunisi, dove centinaia di salafiti hanno protestato con sassaiole e dando fuoco a pneumatici e gli agenti sono intervenuti con lacrimogeni e spari di avvertimento in aria. L’agenzia di stampa tunisina Tap riferisce che un sostenitore 27enne di Ansar Al Sharia è morto in ospedale per le ferite riportate negli scontri. Precedentemente la stessa agenzia, citando il ministero dell’Interno, aveva riferito di 14 feriti nei tafferugli nel sobborgo della capitale, spiegando che si trattava di 11 agenti delle forze di sicurezza e tre manifestanti. Tap aveva aggiunto che, dei 14, un agente e un manifestante erano in condizioni gravi. Non è chiaro però se il dimostrante morto sia uno dei tre annoverati precedentemente tra i feriti.
Disordini in molte zone. Scontri anche in altre città della Tunisia dove i salafiti hanno scelto come terreno di scontro la vicinanze delle moschee, probabilmente per cercarvi riparo nel momento dell’attacco delle unità anti sommossa. Disordini sono stati segnalati a Douar Hicher (dove i salafiti sarebbero circa 600), a Ben Arous, all’Ariana. “Noi chiediamo a tutti i nostri fratelli di essere presenti in gran numero ad Ettadhamen, alle porte della capitale”, è stato il messaggio postato da Ansar Ashariaa sulla sua pagina Facebook. Il governo tunisino ha vietato il congresso del movimento definito una “minaccia” per il Paese.
Arrestato portavoce Ansar Al Shariah. Stamattina intanto è stato arrestato dalle autorità tunisine il portavoce del gruppo salafita, Seifeddine Rais. Lo stesso Rais giovedì aveva detto che le autorità avrebbero dovuto assumersi la responsabilità del sangue che sarebbe stato versato se avessero provato a vietare la conferenza annuale del gruppo, divieto che è stato poi emesso dal governo venerdì.
Conferenza vietata per ragioni di sicurezza. La decisione di vietare il raduno è stata annunciata appunto venerdì dal ministero dell’Interno, che ha evidenziato che la conferenza poneva una minaccia “alla sicurezza e all’ordine pubblico”. Da allora a Kairouan sono stati istituiti posti di blocco e si sono messe al lavoro pattuglie per il controllo delle strade. Ieri la polizia ha inoltre cominciato a effettuare controlli dei documenti d’identità e a perquisire le auto di chiunque entrasse in città. I residenti sembravano avere accolto volentieri le forze di sicurezza e hanno distribuito rose alle pattuglie di polizia per incoraggiare gli agenti.
Chi sono i salafiti di Ansar Al Shariah. Il leader di Ansar Al Shariah, Seifallah Ben Hassine, è ricercato per il suo coinvolgimento nell’assalto di folla dello scorso settembre all’ambasciata degli Stati Uniti a Tunisi e i suoi seguaci sono stati accusati di diversi attacchi ai danni di gallerie d’arte, stazioni di polizia e cinema. Sin dalla caduta di Ben Ali, giunta con la prima rivolta della Primavera araba, i salafiti sono diventati sempre più aggressivi nel predicare la loro interpretazione conservatrice dell’islam. L’anno scorso la conferenza di Ansar Al Shariah a Kairouan ha attirato circa 4mila partecipanti e a prevalere è stata una retorica impetuosa, con dimostrazioni di arti marziali e uomini a cavallo che brandivano spade.
La posizione del governo. Il governo, guidato dal partito islamico moderato Ennahda, è da tempo accusato dall’opposizione di non avere preso una posizione ferma sugli attacchi da parte dei salafiti contro quelli che per i musulmani ultraconservatori sono gli aspetti sacrileghi nel Paese. La retorica combattiva di Ansar Al Shariah, tuttavia, sembra avere compattato il Paese contro il gruppo stesso. In una conferenza di dialogo nazionale che si è tenuta giovedì, alla quale hanno partecipato sindacati, società civile e partiti politici, Ansar Al Shariah è stato ampiamente condannato. Inoltre la recente scoperta di militanti legati ad al-Qaeda nelle montagne lungo il confine con l’Algeria ha ulteriormente allarmato i cittadini.
FRANCIA CHOC, PADRE SGOZZA I FIGLI
DI 5 E 10 ANNI: ARRESTATO
LIONE – Un uomo di 48 anni è stato arrestato con l’accusa di aver sgozzato la figlia di 5 anni e il figlio di 10, i cui corpi sono stati ritrovati ieri dalla polizia nella sua abitazione alla periferia di Lione. Lo scrive Le Figaro. Un coltello, «che potrebbe essere l’arma» del delitto, è stato ritrovato sul posto, ha riferito una fonte giudiziaria. Finora il padre, divorziato, aveva avuto diritto di visita «in presenza di terzi»: era infatti «la prima volta» che aveva avuto il permesso di portarli a casa.
“ERA SPORCO DI SANGUE” Tornando a prendere i bambini ieri pomeriggio, la madre avrebbe incontrato il padre che usciva di casa con i vestiti sporchi di sangue, secondo la stessa fonte. Secondo diversi testimoni, l’uomo si è quindi dato alla fuga sui pattini a rotelle lasciando la sua auto in garage. La donna ha allertato la polizia che ha ritrovato nell’appartamento del padre i corpi dei due bambini.