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Google via dalla Cina il 10 aprile
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Google via dalla Cina il 10 aprile
Google, dopo le denunce del motore di ricerca sulla censura cinese e sui ciberattacchi che ha ricevuto, potrebbe ritirarsi dalla Cina il prossimo 10 aprile: e’ quanto riporta il quotidiano cinese China Business News, citando fonti della stessa azienda statunitense.
Google, dopo le denunce del motore di ricerca sulla censura cinese e sui ciberattacchi che ha ricevuto, potrebbe ritirarsi dalla Cina il prossimo 10 aprile: e’ quanto riporta il quotidiano cinese China Business News, citando fonti della stessa azienda statunitense.
Il ritiro verrebbe annunciato ufficialmente lunedi’ prossimo, 22 marzo, insieme alle decisioni dell’azienda riguardo al personale cinese: ai dipendenti sarebbe stato gia’ offerto di lavorare o nelle sedi statunitensi oppure nella regione dell’Asia-Pacifico, il che secondo il quotidiano sembrerebbe implicare la chiusura del motore di ricerca Google.com piuttosto che una sospensione totale delle attivita’.
La notizia non ha trovato per ora conferma presso il motore di ricerca e la portavoce di google in Cina, Marsha Wang, non ha voluto commentare l’indiscrezione.
da rainews24.it
Twitter Demi Moore salva per la seconda volta un aspirante suicida
Posted by: | CommentsDemi Moore salva un aspirante suicida – per la seconda volta – via Twitter
Alessandra Farkas
NEW YORK – Per la seconda volta nel giro di un anno, l’attrice Demi Moore ha usato Twitter per salvare un giovane che aveva minacciato di suicidarsi. Quando alle due di ieri notte – le sette del mattino in Italia – Jeremy Lynch, un diciottenne di Casselberry, in Florida, ha rivelato sulla sua pagina di Twitter l’ intenzione di togliersi la vita impiccandosi, la regina incontrastata della popolarissima rete di microblogging è immediatamente intervenuta.
“R U rlly asking 4 help?”, stai davvero chiedendo aiuto?”, ha subito chiesto al ragazzo dalla sua sua pagina di profilo mrskutcher, che conta oltre due milioni e mezzo di seguaci. “Ho incasinato troppo la mia vita e sto per impiccarmi all’albero fuori dalla mia casa”, le ha replicato Jeremy, “Non ho più motivo di vivere”, ha aggiunto l’aspirante suicida, “manderò in diretta sul Web la scena della mia impiccagione”.
E’ a questo punto che la star di “Proposta indecente” e “Soldato Jane” ha realizzato che non si trattava di una bufala. Nel giro di pochi minuti, insieme alla protagonista di “Il mio grosso, grasso matrimonio greco” Nia Vardalos, con cui stava twittando in quel momento, Demi ha avvertito lo sceriffo della contea di Seminole County il quale è intervenuto, salvando il giovane.
Non è la prima volta che l’attrice finisce sui giornali grazie a Twitter. Basti pensare a Sandie Guy, la donna che nell’aprile dello scorso anno Demi riuscì a convincere a desistere da propositi di suicidio, proprio grazie al suo intervento sulla rete di microblog.
Dopo aver ricevuto sul social network il messaggio della Guy che minacciava di tagliarsi i polsi con un coltello, la star era intervenuta personalmente riuscendo a dissuadere la donna dal compiere il tragico gesto.
Ancora una volta, il Web – e Twitter – hanno mostrato la loro grande forza. “Grazie Universo di Twitter per il tuo aiuto nel soccorrere una persona disperata, la notte scorsa”, ha commentato Demi Moore al termine della drammatica vicenda.
da ROUTE66.CORRIERE.IT
La maledizione dei reality in Serbia
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Reality maledetto in Serbia
Sorte tragica per gli ex protagonisti
Partecipare a un reality non sempre può portare ricchezza e felicità. Sembra che in Serbia, gli ex protagonisti dell’edizione locale di format come “Grande Fratello” e “La Talpa”, siano sempre più baciati dalla… sfortuna. Il bilancio è drammatico: quattro di loro sono morti, altri cinque sono sopravvissuti per miracolo a gravi incidenti e tragedie. Ne dà notizia il quotidiano popolare Kurir, che titola: “Dalla gloria alla morte”.
I casi sono svariati, ma legati tra loro da quella che sembra una vera e propria maledizione. Filip Kapisoda, ex giocatore di pallamano divenuto poi modello, è stato trovato morto in un appartamento di Belgrado accanto alla sua amante, la showgirl Ksenija Pajcin. Il modello aveva preso parte al “Grande Fratello” il 28 gennaio scorso. Media e inquirenti sono stati unanimi nel parlare subito di un omicidio-suicidio, con Kapisoda che avrebbe ucciso la sua donna per motivi passionali, sparandosi poi a sua volta.
Non è andata meglio a Zorica Lazic, Elmir Kuduzovic e Stevan Zecevic, tre giovani amici protagonisti dell’edizione precedente del GF, morti in un incidente stradale il 28 dicembre 2007. La tragica lista sembra non avere fine: Antal Skendzic, partecipante al “Grande Fratello” nel 2006, è stato condannato a dieci anni di carcere per l’uccisione della madre; Danilo Tomic, protagonista dell’edizione 2007 del GF, è stato arrestato per usura.
C’è chi è sfuggito alla morte per un pelo: Snezana Miskovic Viktorija e Adnan Babajic, volti rispettivamente de “La Fattoria” e “Operazione Trionfo”, sono sopravvissuti miracolosamente a un grave incidente stradale, mentre Milica Majstorovic, anch’essa famosa per aver preso parte a “Operazione Trionfo”, ha cercato di suicidarsi ingerendo un grande quantitativo di tranquillanti, ed è stata salvata in estremis dai medici.
da TGCOM
Lady GaGa il suo ex e produttore le fa causa per 30 milioni di dollari
Posted by: | CommentsIl produttore sedotto e abbandonato
fa causa a Lady GaGa: «Voglio 30 milioni»
L’uomo sostiene di aver portato l’artista al successo ma di non averne tratto beneficio perché la lo storia era finita
la causa intentata mercoledì presso la Corte suprema dello Stato di New York
Trenta milioni. Tanto ha chiesto di danni l’ex produttore di Lady GaGa alla stella del pop, un tempo sua protetta. Rob Fusari, questo il nome del produttore, sostiene di essere stato lo strumento del successo di Lady GaGa, ma di non essere riuscito a trarne beneficio perché la loro storia d’amore era ormai finita.
Nei documenti a sostegno della causa, intentata mercoledì presso la Corte suprema dello Stato di New York, Fusari – che secondo vari media ha lavorato con artisti come Bone Thugs-N-Harmony, Will Smith e Destiny’s Child – sostiene di aver avuto un ruolo chiave nel trasformare la giovane e ambiziosa Stefani Germanotta nel fenomeno pop che è diventata, addirittura aiutandola a trovare il suo pseudonimo, Lady GaGa. Quando la storia tra Fusari e l’artista finì, è l’accusa del produttore, lui fu escluso dall’accordo con la casa discografica e non ottenne il pagamento delle royalties né i suoi compensi da produttore.
LEI HA VENDUTO DIECI MILIONI DI ALBUM – Lady GaGa, classe 1986, è considerata una delle più eccitanti artisti pop della nuova generazione e ha venduto già 10 milioni di album nel mondo. Secondo Fusari, i due si sono incontrati nel marzo 2006 attraverso un amico comune. All’inizio il produttore non era rimasto colpito dal suo aspetto, ma quando le ha chiesto di cantare «in pochi secondi» è rimasto rapito.
Alla collaborazione seguì la relazione più stretta tra i due, finita però nel gennaio 2007, quando il nome Lady GaGa era già nato. Secondo Fusari, però, un accordo siglato dalla società dell’artista con la casa discografica Interscope nello stesso anno gli assegnava il 20% dei guadagni e anche una fetta del merchandising, oltre ad altre entrate.
da IL CORRIERE DELLA SERA
Bosnia 1995 massacro di Srebrenica per colpa dei soldati gay. Accusa choc
Posted by: | CommentsL’accusa choc di un generale Nato
«Srebrenica? Colpa di soldati gay »
La denuncia di un militare Usa sul massacro che fece ottomila vittime nel 1995 in Bosnia
Accuse ai militari olandesi. Dura replica dell’ambasciatore a Washington
MILANO – Il massacro di Srebrenica? Colpa di soldati gay. La tesi choc sulla peggiore strage in Europa dalla fine della Seconda guerra mondiale, durante la quale, nel 1995, vennero trucidati ottomila uomini e ragazzi musulmani, è di John Sheehan, un generale americano in pensione, ex comandante delle forze Nato.
Il militare ha esposto la sua teoria nel corso di una sua audizione al Senato americano, impegnato in questi giorni a legiferare sulla possibilità dei gay americani in divisa di dichiarare apertamente la propria omosessualità.
Secondo Sheehan, il contingente olandese delle forze Nato in Bosnia non riuscì a proteggere la città di Srebrenica e i musulmani bosniaci dall’aggressione delle armate serbe anche per la presenza al suo interno di alcuni soldati gay.
LA REPLICA DELL’AMBASCIATORE OLANDESE – «Il crollo dell’Unione Sovietica – ha aggiunto il generale – ha spinto gli eserciti europei, compreso quello olandese, a credere che non ci fosse più bisogno di persone dalla forte capacità di combattimento. Quindi hanno cominciato ad allargare le maglie del reclutamento, ammettendo anche i gay dichiarati».
Contro queste dichiarazioni s’è espresso l’ambasciatore olandese a Washington, Renee Jones Bos: «Vorrei ricordare con orgoglio il contributo che gay e lesbiche hanno dato e danno quotidianamente alle nostre forze armate ormai da decenni distinguendosi in tanti teatri di guerra, e oggi in Afghanistan. La missione olandese a Srebrenica è stata studiata e valutata da molti rapporti al livello nazionale e internazionale, ma nessuno di loro – ha concluso l’ambasciatore – ha mai individuato alcuna relazione tra la strage dei musulmani e la presenza di soldati gay».
da IL CORRIERE DELLA SERA


