Archive for economia
Burger King ceduta a 3G Capital
Posted by: | CommentsBurger King accetta offerta 3G Capital, 4 mld dlr, 24 dlr azione
La catena di fast food Burger King ha accettato l’offerta di 3G Capital, con un accordo del valore di 4 miliardi di dollari pari a 24 dollari per azione.
Lo comunica la società statunitense con una nota, nella quale specifica che 3G Capital ha ottenuto finanziamenti garantiti per l’acquisizione di tutte le azioni straordinarie e rifinanziare l’indebitamento esistente.
Burger King potrebbe sollecitare offerte migliori per un periodo di 40 giorni di calendario fino al 12 ottobre 2010, aggiunge la nota.
Il board della società ha approvato l’accordo all’unanimità e che John Chidseym, Ad di Burger King, e Alex Behring assumeranno la nuova posizione di co-presidenti del consiglio.
Non oltre il 17 settembre 3G Capital inizierà un’offerta per tutte le azioni straordinarie di Burger King. Società collegate a Tpg Capital, Goldman Sachs Capital e Bain Capital hanno accettato di di offrire in asta le loro azioni. L’accordo resta condizionato al conseguimento di un minimo del 79,1% delle azioni ordinarie.
da REUTERS ITALIA
Superenalotto 2 settembre 2010 estrazione
Posted by: | CommentsSUPERENALOTTO, NESSUN 6 NÈ 5+1.
IL MONTEPREMI SALE A 128.500.000
Nessun 6, nè 5+ al concorso di questa sera (n. 105) del Superenalotto. I vincitori con 5 punti sono 30, ciascuno incassa 28.523,80 euro. Il jackpot per il 6 per il prossimo concorso sale a 128.500.000,00.
Questa la combinazione vincente del concorso odierno (n. 105) del Superenalotto: 18 – 30 – 40 – 64 – 88 – 89. Jolly: 69. Superstar: 79.
Queste le quote del concorso Superenalotto (n. 105) di oggi:
MONTEPREMI DI CONCORSO: 5.704.758,04 euro.
TOTALE MONTEPREMI: 131.113.578,56 euro.
QUOTE SUPERENALOTTO:
Nessun vincitore con punti 6.
Nessun vincitore con punti 5+.
Ai 30 vincitori con punti 5 28.523,80 euro.
Ai 2.296 vincitori con punti 4 372,69 euro.
Ai 88.746 vincitori con punti 3 19,28 euro.
QUOTE SUPERSTAR:
Nessun vincitore con 5.
Ai 12 vincitori con 4 37.269,00 euro.
Ai 375 vincitori con 3 1.928,00 euro.
Ai 6.859 vincitori con 2 100,00 euro.
Ai 44.729 vincitori con 1 10,00 euro.
Ai 100.744 vincitori con 0 5,00 euro.
da LEGGO.IT
Le squadre di calcio e le banche
Posted by: | CommentsL’identità divisa: se la mia banca minaccia la mia squadra
Le squadre di calcio e le banche: due riferimenti importanti dell’identità, in tempi di crisi delle identità. Per quel che riguarda il calcio, è noto. Metà degli italiani tifano per una squadra, il 18% in modo militante. Tra i tifosi, la metà tifano contro un’altra squadra, diversa dalla loro. Proprio come nella politica ai tempi belli. Tra i più giovani, peraltro, il tifo calcistico conta più di ogni altra fede, compresa quella religiosa. Insomma, il calcio offre solide ragioni di appartenenza. Com’è noto. Mentre immagino che l’appartenenza “bancaria” possa sollevare molti più dubbi e qualche ironia. D’altronde le “banche” sono tra gli organismi che suscitano maggiore diffidenza. Difficile attendersi altro, dopo gli scandali e le crisi in cui sono state coinvolte negli ultimi anni.
Tuttavia, occorre fare attenzione e distinguere. Se solo 2 italiani su 10 esprimono molta o abbastanza fiducia verso le “banche in generale”, oltre metà di essi nutre fiducia verso la “propria” banca. Verso l’agenzia dove ha depositato i “propri” risparmi. Verso i funzionari e gli esperti che consulta spesso, per avere informazioni e consigli. D’altronde, non potrebbe essere altrimenti, verso coloro a cui affidi i tuoi risparmi, i tuoi mutui, i tuoi investimenti e i tuoi fondi, piccoli o grandi che siano. In un Paese dove la quota dei risparmiatori tra le più alte del globo. Forse la più alta. Perché da noi il risparmio è ancora considerato un valore e il debito un peccato (e un rischio). Così, può succedere che si generino conflitti di identità, che attraversano e dividono le stesse persone. Visto che ciascuno di noi ha molte appartenenze, molte identità (religiose, politiche, territoriali, di genere e di generazione). E costa impegno a tenerle insieme. A farle coabitare, soprattutto quando diventano contraddittorie.
Ad esempio, essere rossoneri e di sinistra allo stesso tempo. Non è facile. Ed è divenuto difficile, per me, far convivere i due riferimenti dell’identità di cui ho parlato prima. La banca e la squadra di calcio. Mi spiego. Io, come sanno alcuni che mi leggono e tutti quelli che mi conoscono, sono molto bianconero. Juventino. Dall’infanzia e forse dapprima. Come molti immigrati e i figli di immigrati che vivono (vivevano) nella provincia piemontese. I torinesi veri, invece, tifavano e tifano Toro. Questione di “integrazione”: i gruppi sociali periferici, per integrarsi, cercano canali diretti e “vincenti”. Una giustificazione ex post: io non mi sono mai chiesto perché sono juventino. Lo sono e basta. Anche se da qualche tempo – io e la Juve - non vinciamo più. Anzi. Dopo il passaggio in serie B e l’illusione breve di un rapido ritorno ai fasti del passato, arranchiamo. Alla ricerca dei successi perduti. Con molta delusione. Il nostro peso fra i tifosi, intanto, sta calando. Difficile tifare per chi perde. Mentre è in crescita il tifo nerazzurro. Non sospettavo che fossero così numerosi. Ma da qualche tempo mi trovo circondato da interisti. Effetto band wagon, in una certa misura. Perché il carro dei vincitori è sempre carico. (Unica, triste, consolazione: l’Inter ha rubato alla Juve anche lo scudetto della squadra più odiata. Me lo sarei tenuto volentieri).
Ma il malessere che mi accompagna non accenna a declinare. Penso alla campagna del calcio-mercato appena conclusa. Nella quale abbiamo cambiato quasi tutti, dal Direttore sportivo e dall’allenatore in giù. Se ne sono andati tanti. Alcuni mi piacevano molto. Diego e Giovinco, non li avrei ceduti mai. Mentre sono arrivati giocatori costosi di cui prima sapevo poco (Krasic: chi è costui?). Mentre di altri, arrivati gratis, mi sfuggiva l’esistenza (Rinaudo: sarà un brasiliano?). Ho assistito, ancora, a fatti che, in passato, non avrei mai immaginato. Giocatori che hanno rifiutato il passaggio alla Juve. Per fedeltà ai colori (Di Natale, ma anche Burdisso). Mentre altri, come Borriello e Kaladze, non sono arrivati, pare, per scelta personale. Di interesse: economico ma anche di competitività. Evidentemente, oggi la Juve, per un giocatore ambizioso, ha meno appeal della Roma e dello stesso Genoa. Anche se tra Grosso e Kaladze (uno scontro fra titani) mi tengo Grosso. E tra Borriello e Amauri non vedo distanze enormi (a meno che non si metta sul piatto Belen, che però, mi dicono, da molto tempo veleggia altrove).
Tuttavia, non nego di essere a disagio. Con me stesso. Perché io sono un correntista Unicredit. Ho miei risparmi depositati nell’agenzia di Isola Vicentina, dove abitavo al tempo dei miei primi stipendi. Mi hanno sempre trattato bene, con riguardo e attenzione. Ieri e anche oggi. Eppure, un poco, mi disturba che Burdisso e Borriello siano stati ingaggiati dalla Roma - invece che dalla Juve - grazie al consenso e alla garanzia finanziaria di Unicredit. Proprietaria, di fatto, della Roma. O meglio, del suo debito enorme. Mi disturba. Non perché ci tenessi molto a Borriello (a Burdisso un po’ di più). Ma perché la mia identità ne esce contrastata. Come posso affidarmi a una banca che combatte contro il mio tifo? Che usa (anche) i miei soldi (una goccia nell’oceano, lo so) contro di me? Come posso restare, al tempo stesso, bianconero e di Unicredit senza sentirmi dissociato? Il conflitto fra banca e tifo. Da matti. Un non-problema, del tutto inesistente, diranno tutti (o quasi). Un altro segno di questi tempi tristi, senza fede e senza ideologia, senza politica e senza valori. Però una cosa è certa: io la squadra non la cambio.
da LA REPUBBLICA
La Gelmini e le linee guida per i 200mila precari
Posted by: | Comments“Non possiamo assorbire i precari. Con 51 giorni di assenza bocciatura”
Il ministro Gelmini presenta l’anno scolastico: “In 200mila
senza un posto fisso, numero spaventoso ereditato dal passato. Evitiamo le strumentalizzazioni”
ROMA
Le assenze nel corso dell’anno non potranno superare i 50 giorni, pena la bocciatura. E’ una delle novità annunciate dal ministro Mariastella Gelmini, che ha presentato stamane le linee guida dell’anno scolastico 2010-2011 con i primi effetti della riforma, che dispone in tutte le scuole più attenzione allo studio del Novecento, e maggior impegno sull’italiano e sulla lingua straniera.
Il ministro s’è detta contraria all’abolizione dei test d’ammissione all’università, e ha anche affrontato il nodo dei precari, «il frutto delle politiche del passato». Ha parlato del fatto che il 97% dei fondi di cui dispone la scuola è destinato agli stipendi, indicando come «indispensabile» il «riequilibrio delle risorse». Poi ha espresso «solidarietà» ai precari, ma «nessun Governo è in grado di assorbire 200 mila precari: prioritario è non crearne altri». Però «molti precari hanno rifiutato dei posti di lavoro, preferendo l’indennità di disoccupazione», e «la politica dovrebbe smettere di strumentalizzare e spettacolarizzare il loro disagio».
E’ in arrivo anche la progressione in carriera degli insegnanti basata sul merito: «Abbiamo aperto un tavolo con i sindacati. In Europa solo Italia e Grecia non hanno un avanzamento per merito nella carriera degli insegnanti». Bisogna, per la Gelmini, «superare l’egualitarismo e investire sulla qualità». Ha poi spiegato che quest’anno «sono stati recuperati 10 mila posti di lavoro», rispetto alla precedente Finanziaria che tagliava 40 mila posti. E, secondo la Gelmini, non è vero che gli insegnanti di sostegno sono diminuiti nella scuola italiana. «Abbiamo incrementato gli insegnati di sostegno di 2.700 unità – ha detto il ministro – perchè non devono mancare laddove ce n’è effettivo bisogno».
Questa mattina i 729mila insegnanti e le 237mila unità di personale non docente si sono ritrovati dopo la pausa estiva per svolgere le riunioni collegiali preparatorie alla ripresa delle lezioni. L’anno scolastico parte comunque all’insegna della contestazione dei 250mila insegnanti iscritti nelle graduatorie ad esaurimento, la maggior parte di quali rischiano di accedere solo alle supplenze brevi. Quattro precari della scuola milanese sono entrati in sciopero della fame, seguendo l’esempio dei colleghi di Taranto, Roma, Benevento e Pordenone. Tutti sperano di ripetere il clamore mediatico realizzato, subito dopo ferragosto, da tre colleghi di Palermo che per oltre due settimane hanno resistito davanti all’Usp di via Praga.
da LA STAMPA
Ue in ripresa
Posted by: | CommentsAccelera la ripresa dell’Europa
Nel II trimestre in Italia +1,1%
L’Ue corre più degli Stati Uniti
BRUXELLES
Il Prodotto interno lordo (Pil) della zona dell’euro e quello della Ue a 27 è aumentato dell’1% nel corso del secondo trimestre rispetto ai tre mesi precedenti, quando il tasso di crescita era stato dello 0,3% nelle due aree. Lo riferisce Eurostat, dando conto delle prime stime. Secondo l’ente di statistica europeo, in Italia, la crescita del Pil nel secondo trimestre si è attestata all’1,1%, rispetto allo 0,5% del primo trimestre. Su base annua, rispetto al secondo trimestre del 2009, il Pil europeo è aumentato dell’1,9% sia nella zona dell’euro che nella Ue a 27, dopo un aumento rispettivo dello 0,8% e dello 0,7% del primo trimestre.
La Ue corre quindi più degli Usa, che nel secondo trimestre 2010 ha registrato un aumento del Pil dello 0,4%, e del Giappone, la cui crescita si è fermata nello stesso periodo al +0,1%. Per quanto riguarda i dati europei, nel secondo trimestre 2010 – precisa Eurostat – le spese per i consumi domestici sono aumentate dello 0,5% nella zona dell’euro e in quella della Ue-27 (dopo +0,2% e +0,1% rispettivamente nel trimestre precedente). Gli investimenti sono cresciuti dell’1,8% nella zona dell’euro e dell’1,7% nella Ue-27 (dopo un -0,4% e un -0,6% rispettivo nei primi tre mesi).
Le esportazioni sono progredite del 4,4% nella zona euro e del 4,0% nella UE-27 (dopo +2,4% e +2,0%). In aumento anche le importazioni: + 4,4% nella zona euro e + 4,0% nella UE27 (dopo +4,0% e +3,6%). Tra gli stati membri, le performance migliori sono della Slovacchia (+5%), della Polonia (+3,8%), della Germania (+3,7%) e della Svezia (+3,6%). La Francia si attesta al +1,7%, l’Italia al +1,1%. I dati peggiori sono per Lettonia (-3,9%) e la Grecia (-3,5%).
da LA STAMPA
