Archive for cultura

Mar
10

Panorama e i codici a barre QR Codes

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qr-codes-girlI codici a barre su Panorama, è solo l’inizio
Il periodico di Mondadori sperimenta la crossmedialità tra rivista e web, per approfondire i contenuti di alcuni articoli. Breve intervista al publisher Filippo Gramigna
Da Wired me lo aspettavo. Da Panorama, onestamente no. Sto parlando dei QR Codes, quei codici a barre di cui ogni tanto parlo. Visti sul primo numero di Wired ci stavano: tecnologia, crossmedialità… poi sono un po’ spariti dal geek-mensile. Da Panorama (rivista che frequento un po’ meno) invece non mi aspettavo questa incursione nella tecnologia, anche perché ho scoperto che non sono state operazioni spot, di buzz generation, ma sono una costante della rivista; in ogni numero un piccolo contributo di arricchimento crossmediale ad alcuni articoli. La faccenda mi ha stimolato la curiosità e ho approfittato di un’occasione (una collaborazione con Panorama First) per fare un po’ di domande in giro e capire cosa c’era sotto, se c’era un pensiero, e quale.

Così sono andato a chiedere a Filippo Gramigna, publisher dei periodici maschili di Mondadori e l’ho un po’ intervistato. Dato che non sono bravo a prendere appunti e a fare il bravo giornalista, riassumo drasticamente i punti chiave della chiacchierata, che sembrano soddisfare tutte le critiche di noi geek, commentatori digitali, opinionisti virtuali, profeti di sventure terribili per le riviste tradizionali se non si danno una mossa verso un cambio dei modelli editoriali (e anche dei modelli di business, ma questa è una storia più complicata ancora).

UNA FOTO DEL PROGETTO
Alla mia domanda sul perché questa operazione, Gramigna risponde: «In effetti l’uso dei QR code per Panorama risponde a una strategia editoriale; è il primo passo di un cammino di innovazione, che nasce da un chiaro rendersi conto che la carta stampata deve evolvere per continuare a fare numeri e lettori. L’operazione è attiva già dal mese di dicembre 2009 ed è previsto continui su base regolare, con in media una decina di codici per ogni numero, che portano a contenuti multimediali correlati agli articoli, come foto, immagini, musiche, filmati. E la sperimentazione sta dando risultati interessanti in questa esplorazione del potenziale crossmediale della rivista: se il primo numero ha visto oltre 50.000 accessi a contenuti attraverso i QR codes, oggi siamo in media a 10.000 accessi per ogni numero». Scopro poi che Panorama non è l’unica testata coinvolta nel progetto: «Questa tecnologia è stata estesa anche a Ciak e a Economy, che ha realizzato un sondaggio d’opinione attraverso un codice posto in copertina».

A questi punto mi è stato impossibile trattenermi dall’ ipotizzare che stiano facendo delle belle pensate su come monetizzare questi accessi. «Uno dei modi in cui stiamo lavorando a questo aspetto è quello di coinvolgere gli inserzionisti del giornale nell’uso dei codici, attraverso meccanismi pubblicitari studiati ad hoc». Il fatto che non si tratti di una sperimentazione tocca e fuggi mi sembra poi confermato dal fatto che l’inserimento dei codici è stato integrato nel sistema editoriale, quindi è direttamente il giornalista che crea in autonomia il proprio codice e lo inserisce nell’articolo attraverso i software che usa per scrivere gli articoli. Il senso dell’operazione è comunque, a quanto dichiarato, di portata più ampia: è un’esplorazione delle potenzialità della crossmedialità senza fermarsi al codicillo (invero bruttino, lo si potrebbe rendere più sexy) così come lo vediamo.

Il primo passo sarà quello di arricchire la piattaforma andando a esplorare le declinazioni in ambito di couponing, di concorsi, di geolocalizzazione. L’aspetto più interessante è però che i codici a barre sono solo il primo passo di un percorso di evoluzione tecnologica. E il prossimo passo su tecnologie diverse (non mi è stato rivelato quale, ma ho imparato a gestire la mia curiosità infantile) si vedrà proprio nel numero in edicola questa settimana, per poi estendersi a applicazioni di grande impatto mediatico nei prossimi mesi.

UN INIZIO?
Per Panorama pare di sì. A questo punto sarà interessante stare a vedere come si muoverà il resto del panorama editoriale, specialmente se questo tipo di applicazioni riusciranno a smuovere tre fattori chiave: il numero dei lettori, il ritorno o l’accesso per la prima volta di lettori non abituali verso la carta e le revenue pubblicitarie. Qui si tratta di esplorare le possibili interazioni tra carta e web che sono state francamente molto trascurate in quella corsa che ha caratterizzato i primi dieci anni del nostro web. Un corsa che ha sempre messo in contrapposizione la carta, il tradizionale contro il digitale, il nuovo; fallendo finora nel costruire significative integrazioni editoriali su piattaforme diverse.

Pur togliendosi il cappello di fronte a siti di eccellenza come quello del New York Times, va rilevato che carta e digitale sembrano percorrere strade parallele, sostitutive e finora ben poco complementari e integrative. Forse si può fare di più. E non mi farebbe schifo se un po’ di innovazione partisse dalle aziende di casa nostra.

DI ROBERTO VENTURINI da Apogeonline.com

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Google, oggi logo dedicato
ad Alessandro Manzoni
Nell’anniversario della nascita dello scrittore de «I Promessi Sposi»

google_manzoni_logoGoogle oggi 7 marzo dedica il suo logotipo ad Alessandro Manzoni, nel giorno della nascita dello scrittore meneghino.

Alessandro Manzoni nacque a Milano il 7 marzo del 1785, divenne uno dei massimi rappresentanti del romanticismo italiano, soprattutto per il suo romanzo più famoso I Promessi Sposi, un caposaldo della letteratura italiana.

I Promessi sposi è un romanzo storico la cui prima edizione venne alla luce nel 1827 per poi venire modificata fino alla versione definitiva del 1841. L’opera è ambientata negli anni ‘20 del XVII secolo in una Lombardia sotto l’occupazione spagnola e narra le vicende di due giovani, Renzo e Lucia, in procinto di sposarsi ma fermati dal signorotto del luogo, Don Rodrigo, deciso a impossessarsi di Lucia.

Alessandro Manzoni scrisse inoltre due tragedie teatrali (Il Conte di Carmagnola e Adelchi), e odi tra cui la celeberrima Il Cinque Marzo.  Morì a Milano il 22 maggio del 1873.

da LA STAMPA

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SCUOLA: GELMINI, A ROMA PRIMO LICEO ITALIANO CHE ‘PARLA’ CINESE

liceo_cineseE’ stato inaugurato a Roma il primo liceo italiano in cui s’insegna la lingua cinese, materia di studio al pari delle ‘tradizionali’ inglese, francese, spagnolo.

La cerimonia al Convitto nazionale ‘Vittorio Emanuele II’ e’ stata presenziata dal ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini alla presenza dell’Ambasciatore della Repubblica popolare cinese in Italia, Sun Yuxi, e al rettore dell’istituto Emilio Fatovic davanti a una folta delegazione di alunni e genitori.

“Siamo in una scuola d’eccellenza per il percorso di innovazione coraggiosamente intrapreso che mi auguro diventi un paradigma anche per altri istituti”, ha sottolineato Gelmini nel suo intervento. “Studiare la lingua cinese rappresenta valore un valore aggiunto”, ha argomentato il ministro, “non solo perche’ fornisce maggiori chance lavorative, ma perche’ da’ il senso allo studio della cittadinanza introdotto nelle scuole, dove per cittadinanza non si intende solo quella italiana ma anche europea e mondiale”.

La via delle riforme, ha aggiunto, “e’ impervia ma questa scuola e’ la prova provata che e’ possibile applicare le innovazioni: non bisogna temere i cambiamenti anche se si tratta di un viaggio verso l’ignoto”.

La scuola, ha insistito il ministro, “deve mettere al centro la persona, e qui vedo una particolare attenzione verso gli alunni: questa e’ la scuola che vorrei per tutti i ragazzi italiani. Un istituto d’innovazione -ha concluso- “perche’ oltre all’insegnamento del cinese ha gia’ messo in pratica alcune delle novita’ previste dalla riforma, come il grembiule e il maestro unico”.

Il piano di studi prevede stage in Cina e una doppia certificazione di maturita’. L’inaugurazione di oggi sara’ ricordata da una targa all’ingresso dell’istituto.

da AGI.IT

L’idea è dell’artista e provocatore svizzero Christoph Buechel
Vienna, da museo a tempio del sesso
Allestita nella prestigiosa Secession una mostra sull’eros dove il pubblico può esercitarsi in pratiche estreme

vienna_secessionVIENNA – Scandalo a Vienna per una mostra allestita nella prestigiosa Secession, capolavoro Jugendstil dove espose anche Gustav Klimt, trasformata in una specie di club porno con i visitatori (maggiorenni) protagonisti di orge, sesso hard, accoppiamenti e posizioni di ogni genere.

L’idea è dell’artista e provocatore svizzero Christoph Buechel, che ha trasformato il tempio dell’arte in tempio del sesso, come scrive il tabloid Oesterreich pubblicando foto molto eloquenti: camera sadomaso, sedia ginecologica, materassini per terra, ragazzi e ragazze mezzi nudi che si baciano, in coppia o in gruppo.

SOLO MAGGIORENNI – «Scandalo per l’orgia nel museo», titola la stampa ricostruendo la genesi dell’happening. Presentata come semplice progetto d’arte, la mostra aveva ricevuto anche la benedizione delle autorità cittadine. Ma dopo il vernissage le cose sono apparse in un’altra luce.

Di giorno sembra una mostra normale, con normale biglietto di ingresso. Dalle 21, però, lo scantinato del museo si trasforma in uno Swingerclub (club dove si entra in coppia per fare sesso di gruppo). Il biglietto è più caro (da 6 a 42 euro a seconda del programma). Per accedere i visitatori devono essere sopra i 18 anni e non avere inibizioni sessuali.

La mostra è frutto della cooperazione fra l’artista e l’”Associazione dei nottambuli in cerca di contatti” che ha trasferito il suo Swingerclub Element6 per due mesi nel museo. Fra proteste e curiosità, la mostra, costata 90mila euro di provenienza esclusivamente privata, registra comunque il pienone. E, guarda un po’, la sera ci sono sempre lunghe file.

da IL CORRIERE DELLA SERA

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Feb
23

Fumetto Superman ad 1 milione di dollari

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superman-fumettoRisale al 1938
Asta record: il primo Superman a 1 mln $

Il record precedente per un fumetto era stato di 317.000 dollari, sempre per un n. 1 di “Action Comics”. Il prezzo piu’ alto pagato oggi e’ una conseguenza delle migliore stato di conservazione.

Una rarissima copia del primo fumetto di Superman e’ stata venduta oggi per la crifra record di un milione di dollari. Il fumetto, il primo numero di “Action Comics” del 1938, mostra in copertina Superman nell’atto di sollevare una automobile. Il prezzo di copertina originale? Dieci centesimi.

E’ stato venduto dal sito d’aste ComicConnect.com a un collezionista privato, il cui nome non e’ stato reso noto. Il record precedente per un fumetto era stato di 317.000 dollari, sempre per un n. 1 di “Action Comics”. Il prezzo piu’ alto pagato oggi e’ una conseguenza delle migliore stato di conservazione.

da rainews24.it

Categories : cultura, libri
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