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mcitaly_asiagoil gusto mediterraneo rischia di annegare tra le salse dei Big Mac

E’ in atto, pur con il patrocinio del nostro ministero, una delle più insidiose offensive contro il sistema alimentare italiano di cui sorprende la scarsa consapevolezza. Il tentativo di McDonald’s di sfruttare, con il pretesto di valorizzare, alcuni dei gioielli gastronomici del nostro Paese. In realtà, a ben vedere, non c’è molto di realmente nuovo rispetto al ricorso alle pratiche di marketing più anacronistiche e più deprecabili. Inserire in una linea di prodotti qualche referenza che vola alto e che si fonda su valori e contenuti particolarmente qualificanti. Perché riflettano, artatamente, una polvere di stelle su tutta la produzione. Nel contesto di cui parliamo il caso è ben più grave: il sistema alimentare Mc Donald’s si colloca all’antitesi dei valori del modo italiano di mangiare. Una strategia McItaly è insieme una provocazione e un ossimoro. Non si tratta certo di indulgere nel tradizionale j’accuse italiota verso una multinazionale: anzi molte di queste, anche nel comparto alimentare, hanno portato con successo nel mondo prodotti e modi di mangiare italiani con un reale effetto promozionale.
Il modo di alimentarsi di McDonald’s, di cui oggi con una spregiudicata campagna di relazioni pubbliche, di “ethical washing” si manifesta una svolta, ha sempre espresso ed esprime tutt’ora una vistosa contraddizione col modo mediterraneo di mangiare.
Il sapore di McDonald’s (dolciastro, alimentato da un mix di salse, masticabilità, immediatezza) non ha nulla a che fare con il buono dell’italian eating. Un buono che è invece parte, e che confina con, il salubre e il naturale. Un buono, sano e naturale a cui concorrono, con un incredibile varietà, tanti apporti gastronomici, disseminati lungo tutto il Paese, che si contrappone alla assoluta stereotipia del menù degli Archi Dorati. Dove tutto è scandito secondo una filosofia che non ammette variazioni, una sorta di continua replica fordista/taylorista del lavoro e del consumo. Certo, sarebbe sciocco fare di tutt’erba un fascio e non riconoscere i prezzi contenuti, l’igiene, la qualità del servizio. Ma siamo, appunto, su un altro piano.
Un tentativo maldestro quindi di valorizzare ingredienti della nostra cucina per riverniciare un’immagine corporate gravemente compromessa: forse la letteratura di denuncia più diffusa a livello planetario è proprio quella su McDonald’s. Saremmo curiosi di sapere se il nuovo hamburger si limiterà, nonostante l’imponente campagna pubblicitaria/promozionale, a superare l’unità sul totale del venduto complessivo in un prossimo futuro.
La giustificazione/pretesto di attingere alla produzione italiana in termini ingredientistici è altrettanto surrettizia. Vi sono aziende anche estere, nel settore della grande distribuzione, che affiancano ai loro prodotti altri tipici del nostro territorio, anche di piccoli produttori, senza comprometterne o alterarne l’identità.
Francamente dispiace verificare, ancora una volta, che le grandi aziende italiane del settore non si facciano parte attiva in questa denuncia. Che aziende importanti del biologico, grande distribuzione con le carte in regola come Coop e Conad, grandi aziende come Barilla solo per citare qualche nome fra i tanti non si dissocino da questa strumentalizzazione di identità che perseguono con la loro mission. Sulle gravi (ir)responsabilità del ministro, tanto orgoglioso di questa liason, abbiamo già ampiamente scritto.
DI GIAMPAOLO FABRIS  da affari e finanza

Categories : cultura, economia, società
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Radio accesa, bar condannato a Milano a pagare diritti
Per consorzio Scf è sentenza storica che costituirà precedente

radio_barIl Tribunale di Milano ha condannato il gestore di un bar per aver diffuso nel locale musica attraverso una radio senza aver corrisposto i compensi dovuti per legge ad artisti e produttori discografici attraverso Scf, il consorzio maggiormente rappresentativo delle imprese discografiche nella gestione dei diritti discografici. La sentenza, si legge in una nota di Scf, riconosce il ‘valore della musica’ quale componente ad alto valore aggiunto per il business degli operatori professionali che scelgono di diffonderla nell’ambito della propria attività. La musica d’ambiente rappresenta un servizio aggiuntivo perché intrattenere i clienti, ne attrae di nuovi, con evidenti benefici in ambito commerciale ed economico.

“La decisione del Tribunale di Milano rappresenta un provvedimento storico che costituirà sicuramente un precedente significativo nell’ambito dell’attività della magistratura. Riafferma e chiarisce il via definitiva che il pagamento del compenso a Scf per i diritti discografici è dovuto qualsiasi sia il mezzo utilizzato, anche nel caso di una radio”, commenta Gianluigi Chiodaroli, Presidente di Scf. “La bontà delle motivazioni della sentenza, inoltre, è testimoniata dalla realtà quotidiana: ogni giorno sono sempre di più gli operatori professionali a contatto con il pubblico, quali sono i bar e gli alberghi, che apprezzano e presentano un impiego intensivo di musica per arricchire e meglio ambientare la propria offerta di servizi”.

Il Tribunale di Milano ha imposto al gestore del bar il pagamento delle spese processuali, pari a 2.400 euro, oltre alla tariffa annua di riferimento, 69,38 Iva inclusa, considerandola di particolare favore per il soggetto tenuto a corrispondere il compenso per i diritti discografici. Nel 2009 oltre 20.000 bar e ristoranti, più di 15.000 alberghi e altrettanti esercizi della grande distribuzione organizzata, oltre 5.000 negozi di abbigliamento e circa 3.000 parrocchie hanno spontaneamente aderito alle proposte tariffarie di Scf in linea con gli accordi raggiunti con organizzazioni di categoria come Confcommercio, Fipe, Federdistribuzione, Federalberghi, Federmoda, Confcooperative e Cei.

da NOTIZIE.VIRGILIO.IT

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Recuperate le tavole originali di Pinocchio
Operazione della polizia di Arezzo: denunciati due ricettatori. Molti inediti tra il materiale sequestrato
Nel «tesoretto» anche materiale relativo a «Don Chisciotte» e «La rosa di bagdad»

tavole_pinocchioAREZZO – Recuperate dalla polizia di Arezzo le tavole originali del libro «Le avventure di Pinocchio», con le illustrazioni dell’artista Golpe (nome d’arte di Wolfango Peretti Poggi), e altro ingente quantitativo di opere rubate di inestimabile valore artistico, tra cui tele, disegni, bozzetti, tra cui anche materiale inedito.

Il materiale è stato riconsegnato ai legittimi proprietari. Due persone sono state denunciate.

LA ROSA DI BAGDAD – Circa 250 colli recuperati, contenenti migliaia di lavori. I denunciati risponderanno di ricettazione continuata e favoreggiamento personale.

Le indagini sono partite dopo la denuncia dell’artista Wolfango Peretti Poggi e dell’editore Carlo Porciani.

Le perquisizioni effettuate dal personale della squadra mobile di Arezzo a Bologna e Torino hanno consentito di recuperare, oltre alle tavole originali delle avventure di Pinocchio, anche le tavole originali del film d’animazione «La Rosa di Bagdad» del 1949, del regista A.G. Domeneghini; le tavole originali preparate da P.P. Vulpes (altro nome d’arte di Wolfango Peretti Poggi) per illustrare il libro «Il Giorno Le Odi» di G. Parini, edito nel 1985; le tavole originali del «Don Chisciotte» disegnate da Paparella (inedite), «La Divina Commedia» e i «Tarocchi di Dante e dei Fedeli d’Amore» disegnate da Golpe.

da IL CORRIERE DELLA SERA

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Google, oggi logo dedicato
ad Alessandro Manzoni
Nell’anniversario della nascita dello scrittore de «I Promessi Sposi»

google_manzoni_logoGoogle oggi 7 marzo dedica il suo logotipo ad Alessandro Manzoni, nel giorno della nascita dello scrittore meneghino.

Alessandro Manzoni nacque a Milano il 7 marzo del 1785, divenne uno dei massimi rappresentanti del romanticismo italiano, soprattutto per il suo romanzo più famoso I Promessi Sposi, un caposaldo della letteratura italiana.

I Promessi sposi è un romanzo storico la cui prima edizione venne alla luce nel 1827 per poi venire modificata fino alla versione definitiva del 1841. L’opera è ambientata negli anni ‘20 del XVII secolo in una Lombardia sotto l’occupazione spagnola e narra le vicende di due giovani, Renzo e Lucia, in procinto di sposarsi ma fermati dal signorotto del luogo, Don Rodrigo, deciso a impossessarsi di Lucia.

Alessandro Manzoni scrisse inoltre due tragedie teatrali (Il Conte di Carmagnola e Adelchi), e odi tra cui la celeberrima Il Cinque Marzo.  Morì a Milano il 22 maggio del 1873.

da LA STAMPA

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SCUOLA: GELMINI, A ROMA PRIMO LICEO ITALIANO CHE ‘PARLA’ CINESE

liceo_cineseE’ stato inaugurato a Roma il primo liceo italiano in cui s’insegna la lingua cinese, materia di studio al pari delle ‘tradizionali’ inglese, francese, spagnolo.

La cerimonia al Convitto nazionale ‘Vittorio Emanuele II’ e’ stata presenziata dal ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini alla presenza dell’Ambasciatore della Repubblica popolare cinese in Italia, Sun Yuxi, e al rettore dell’istituto Emilio Fatovic davanti a una folta delegazione di alunni e genitori.

“Siamo in una scuola d’eccellenza per il percorso di innovazione coraggiosamente intrapreso che mi auguro diventi un paradigma anche per altri istituti”, ha sottolineato Gelmini nel suo intervento. “Studiare la lingua cinese rappresenta valore un valore aggiunto”, ha argomentato il ministro, “non solo perche’ fornisce maggiori chance lavorative, ma perche’ da’ il senso allo studio della cittadinanza introdotto nelle scuole, dove per cittadinanza non si intende solo quella italiana ma anche europea e mondiale”.

La via delle riforme, ha aggiunto, “e’ impervia ma questa scuola e’ la prova provata che e’ possibile applicare le innovazioni: non bisogna temere i cambiamenti anche se si tratta di un viaggio verso l’ignoto”.

La scuola, ha insistito il ministro, “deve mettere al centro la persona, e qui vedo una particolare attenzione verso gli alunni: questa e’ la scuola che vorrei per tutti i ragazzi italiani. Un istituto d’innovazione -ha concluso- “perche’ oltre all’insegnamento del cinese ha gia’ messo in pratica alcune delle novita’ previste dalla riforma, come il grembiule e il maestro unico”.

Il piano di studi prevede stage in Cina e una doppia certificazione di maturita’. L’inaugurazione di oggi sara’ ricordata da una targa all’ingresso dell’istituto.

da AGI.IT