Archive for cronaca
Foto Trezeguet, Fabrizio Corona condannato a 3 anni e 4 mesi
Posted by: | CommentsIl tribunale di Torino dispone tre anni e quattro mesi di carcere per estorsione al fotografo dei vip
Il calciatore pagò 25 mila euro per impedire la pubblicazione di scatti con una ragazza
Corona condannato per le foto a Trezeguet
TORINO – Fabrizio Corona è stato condannato a tre anni e quattro mesi dal tribunale di Torino per estorsione. L’accusa aveva chiesto una condanna a tre anni e sette mesi di carcere per il fotografo dei vip, imputato a Torino per un caso di estorsione ai danni del calciatore David Trezeguet. Stessa pena per il suo braccio destro Marco Bonato. Il terzo imputato al processo, il fotografo Fabrizio Pensa, è stato condannato a 5 mesi per violazione della legge sulla privacy e assolto dal reato di estersione.
Corona e Bonato sono anche stati condannati a pagare 400 euro di multa e interdetti dai pubblici uffici per 5 anni. Accolta anche la richiesta di risarcimento per la parte civile con una provvisionale di 25 mila euro più 4 mila per le spese processuali. Il tribunale ha ordinato la pubblicazione della sentenza sul settimanale Chi.
L’episodio risale alla primavera del 2006, quando Trezeguet pagò 25 mila euro perché non venissero pubblicate delle immagini (scattate da Pensa a Milano) che lo ritraevano in compagnia di una giovane donna che non era la moglie. “Non ci aspettavamo una sentenza così dura”, ha commentato l’avvocato di Corona, Giuseppe Lucibello, che per il suo assistito aveva chiesto l’assoluzione. “Leggeremo a fondo le motivazioni e poi ricorreremo in appello”. Le motivazioni sono attese entro il 10 giugno prossimo.
da LA REPUBBLICA
E’ discriminazione l’espressione “serve un uomo”
Posted by: | CommentsNiente diritto di cronaca per un giornalista: dovrà risarcire il direttore donna di un carcere
No all’espressione “serve un uomo”. Per la Cassazione discrimina le donne ed è reato
Pronunciare una frase simile, secondo gli ermellini, è offensivo nei confronti del gentil sesso ed è passibile di condanna per diffamazione. “Clandestini fuori dall’Italia anche se i figli vanno a scuola”: Cassazione fa dietrofront
Mai più espressioni del tipo ’serve un uomo’. Si tratta, dice la Cassazione, di una vera e propria discriminazione nei confronti delle donne passibile di condanna per diffamazione. Un’offesa a tutti gli effetti che fa scattare il risarcimento a favore del gentil sesso. In questo modo la quinta sezione penale ha reso definitiva una condanna per diffamazione con tanto di cospicuo risarcimento nei confronti di un giornalista di un quotidiano di Caserta e del suo interlocutore, un sindacalista della Cisl, colpevoli di aver pubblicato un articolo sul carcere di Arienzo diretto da una direttrice donna Carmela Campi, in cui si diceva testualmente ‘Carcere, per dirigerlo serve un uomo’.
Secondo la Cassazione correttamente l’articolo è stato ritenuto diffamatorio dalla Corte d’Appello di Salerno nel febbraio 2009 in quanto l’espressione “è riferita al solo fatto di essere una ‘donna’ gratuito apprezzamento contrario alla dignità della persona perché ancorato al profilo, ritenuto decisivo, che deriva dal dato biologico dell’appartenenza all’uno o all’altro sesso”.
Per aver sostenuto che nel carcere era meglio la gestione di un uomo rispetto di quella al femminile, l’articolista e il suo interlocutore sono stati condannati dalla Corte d’Appello di Salerno ad una multa per diffamazione e a risarcire la direttrice offesa con 7.000 euro. Inutile il ricorso in Cassazione volto a dimostrare che nell’articolo, che tra l’altro voleva mettere in evidenza i difficili rapporti sindacali con la direttrice, si era esercitato il diritto di cronaca. Piazza Cavour (sentenza 10164) ha respinto il ricorso e ha evidenziato che correttamente i giudici di merito hanno ritenuto che la frase ’sarebbe meglio una gestione al maschile’ è “oggettivamente diffamatoria ed è da sola idonea ad affermare la responsabilità sia dell’intervistato che dell’intervistatore”.
da ADNKRONOS
Sgominato traffico illecito di cuccioli
Posted by: | CommentsANIMALI: TRAFFICO ILLECITO CANI DA EST EUROPA, SEQUESTRATI 300 CUCCIOLI
Trecento cuccioli di varie razze, centinaia di documenti contraffatti, 27 persone denunciate e’ il risultato di un’operazione congiunta della Squadra mobile e del Corpo Forestale di Torino durante la quale e’ stata sgominata un’organizzazione dedita al traffico internazionale illecito di cuccioli di cane provenienti dai Paesi dell’est europeo.
I cuccioli che giungevano a destinazione erano tenuti in casa e venduti via internet a privati, allevamenti e negozi per un giro d’affari annuo di 330mila euro per l’organizzazione, che aveva i suoi fornitori in Ungheria, gli allevatori in Lombardia e la sua testa a Torino. La LAV esprime il suo plauso alla Squadra mobile e al Corpo Forestale di Torino per questa brillantissima operazione e al Pubblico Ministero Antonio Rinaudo che ha coordinato l’indagine.
”Un’operazione che dimostra, ancora una volta, – avverte l’associazione – l’improcrastinabilita’ e l’urgenza che il Senato approvi al piu’ presto il Disegno di Legge del Governo sul quale la Camera ha gia’ dato il suo Si’ praticamente all’unanimita’ nel novembre scorso, che fornira’ finalmente idonei strumenti normativi per punire coloro che introducono illegalmente cani e gatti nel nostro Paese”.
”Sempre di piu’ le forze di polizia intervengono contro il vergognoso traffico di cuccioli, giocato sulla pelle degli animali e di ignare famiglie, che movimenta circa 300 milioni di euro l’anno, ma fino a che non sara’ approvato definitivamente dal Senato il Disegno di Legge del Governo n.1908 di ratifica della Convenzione europea, non ci sono strumenti realmente efficaci e duraturi di repressione – ha detto Gianluca Felicetti, presidente della LAV – da qui il nostro appello ai Presidenti dei Gruppi Parlamentari del Senato Gasparri, Finocchiaro, Bricolo, Belisario, D’Alia e Pistorio affinche’ mettano subito all’ordine del giorno il provvedimento gia’ approvato a stragrande maggioranza dalla Camera”.
da ASCA.IT
Sesso nel vano bancomat, denunciati
Posted by: | CommentsFanno sesso al bancomat, denunciati
Milano, sorpresi da una volante
Travolti dalla passione in una saletta bancomat. E’ successo a Milano, dove giovedì sera una coppia di fidanzati non ha trovato di meglio che l’angolo di uno sportello per i prelievi di Intesa Sanpaolo, in zona centrale, per lasciarsi andare alle sue effusioni erotiche. Mentre stavano facendo sesso, i due sono stati però notati da agenti di una volante, che li hanno denunciati per atti osceni in luogo pubblico.
L’agenzia scelta come nido d’amore dalla coppia è quella all’angolo tra foro Bonaparte e piazzale Cadorna. I poliziotti, che stavano facendo un giro di perlustrazione tenendo d’occhio proprio gli sportelli Bancomat degli istituti di credito della città, erano in realtà a caccia di clonatori di carte. Si sono invece imbattuti nei due, un po’ troppo focosi, protagonisti di questa storia.
Si tratta di un operaio di 38 anni e di una studentessa di 28, entrambi con piccoli precedenti, residenti a Milano. I due sono stati interrotti dagli agenti sul più bello e, una volta sorpresi, si sono dovuti rivestire in fretta e furia.
Davanti ai poliziotti e alla denuncia di atti osceni in luogo pubblico si sono giustificati dicendo che pensavano “che i vetri blindati fossero oscurati per chi guarda dall’esterno”. La spiegazione non è stata sufficiente a fermare la denuncia.
da TGCOM
Gb mistero pioggia di uccelli morti che cadono dal cielo
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Gb. Il mistero degli storni che cadono giù dal cielo
Ritrovati nel vialetto di un abitazione nel Somerset
Un fitto mistero circonda in Gran Bretagna il caso di almeno 75 storni caduti dal cielo e ritrovati in pessime condizioni o proprio morti nel vialetto di una casa a Coxley, nel Somerset.
Domenica, riferisce l’Independent, la polizia è stata allertata dopo aver avuto diverse voci sullo strano fenomeno. Dal cielo si sarebbero sentiti provenire strani versi e poi improvvisamente testimoni avrebbero avvistato gli uccelli piombare giù.
Molti di questi animali, ha detto un funzionario veterinario presentavano danni come ali, zampe e becchi rotti pur sembrando altrimenti in
buone condizioni.
Le fratture, dicono i sanitari, sembrano quindi provocate dalla caduta ma non si trovano i motivi che possano aver determinato questa insolita pioggia di volatili. Sugli animali infatti non si rintracciano segni di avvelenamento o altre anomalie.
da LA STAMPA


