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	<title>VIP &#187; cinema</title>
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	<description>Il meglio del Gossip e delle Ultime Notizie</description>
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		<title>Venezia &#8220;La versione di Barney&#8221; di J.Lewis alla Mostra del Cinema</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Sep 2010 19:17:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Per &#8220;La versione di Barney&#8221;
Venezia ride e si commuove
Alla Mostra il film di J.Lewis tratto dal romanzo di Richler
VENEZIA
Si ride e ci si commuove con &#8220;La versione di Barney&#8221;, film in concorso in questa 67esima edizione del Festival di Venezia, che proprio com’era successo solo ieri con &#8220;La solitudine dei numeri primi&#8221; di Saverio Costanzo, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Per &#8220;La versione di Barney&#8221;<br />
Venezia ride e si commuove<br />
Alla Mostra il film di J.Lewis tratto dal romanzo di Richler</strong></em></p>
<p>VENEZIA</p>
<p><img class="alignleft size-medium wp-image-78293" title="paul_giamatti_barney" src="http://www.vip.it/wp-content/uploads/2010/09/paul_giamatti_barney-300x224.jpg" alt="" width="300" height="224" />Si ride e ci si commuove con &#8220;La versione di Barney&#8221;, film in concorso in questa 67esima edizione del Festival di Venezia, che proprio com’era successo solo ieri con &#8220;La solitudine dei numeri primi&#8221; di Saverio Costanzo, mette in campo un altro best seller che potrebbe irritare la sensibilità di milioni di appassionati.</p>
<p>Nel caso di ieri era il libro di Paolo Giordano, oggi quello, sempre omonimo, di Mordechai Richler (pubblicato in Italia da Adelphi). Il film, prodotto da Canada e Italia (Fandango) e firmato da Richard J.Lewis (regista di &#8220;Csi&#8221;), che sarà distribuito in Italia da Medusa, non racconta altro che la vita irriverente di Barney Panofsky (Paul Giamatti), ovvero i suoi molti matrimoni (ben tre), il rapporto con l’eccentrico padre (Dustin Hoffman), col suo dissoluto amico (Scott Speedman) e infine il suo grande amore per Miriam (Rosamund Pike), la donna che sarà la sua terza moglie e madre dei suoi figli.</p>
<p>La storia di questo uomo, irritante e irritato, nell’arco di oltre 40 anni, avrà una tappa anche a Roma, dove vivrà da ragazzo la sua personalissima boheme. E tutto questo prima che Barney, cinico manager televisivo delle Produzioni Assolutamente Inutili, perda progressivamente la memoria per l’Alzheimer. «Questo libro è così tanto amato, sia dagli italiani sia dai canadesi, che mi sono guardato bene dal rispettarne lo spirito, mettendo ovviamente la centro la storia d’amore di Barney e Miriam»: così il regista parla di questo film in concorso, che ha avuto una gestazione di oltre sette anni. Dice invece Giamatti: «Anch’io, come Barney, non sono un tipo amabile. Per prepararmi ho ovviamente letto il libro e devo dire di aver ammorbidito sullo schermo il personaggio originale».</p>
<p>L’attore parla poi delle sue origini italiane («Mio nonno veniva dall’Italia e faceva orologi») mentre del suo illustre partner Dustin Hoffman dice: «È un uomo molto divertente. Sembra che intenda il suo lavoro sul set anche come un’occasione per dire barzellette sporche. Certo, se avesse 30 anni di meno avrebbe fatto il mio personaggio molto meglio di me». Comunque, conclude, «Barney è molto romantico, frustrato e pieno di un’ossessione che lo rende allo stesso tempo dolce e bastardo». Qual è stato il periodo più difficile da rappresentare? «Sicuramente Barney da giovane. La gioventù &#8211; spiega Giamatti &#8211; è un periodo che si è allontanato troppo da me, poterla ben rappresentare. Insomma, non mi ricordo proprio come ero a 28 anni». A difendere il film anche il produttore Robert Lantos: «Certo che c’è umorismo ebraico ma va considerato che Richler era un personaggio scomodo per la stessa comunità ebraica alla quale apparteneva. Il motivo? Perchè li prendeva in giro con il suo umorismo &#8220;politically uncorrect&#8221;».</p>
<p>da <strong>LA STAMPA</strong></p>
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		<title>Arriva la versione hard di Avatar</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Sep 2010 19:03:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[cinema]]></category>
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		<description><![CDATA[L&#8217;attesa è finita: ecco Avatar in versione porno
Pubblicate le prime immagini dell&#8217;attesa porno parodia del film Avatar.
In uscita in questi giorni &#8220;This ain&#8217;t Avatar XXX 3D&#8221;, prodotto da Hustler e diretto da Axel Braun, è la versione piccante delle avventure degli uomini blu protagonisti del blockbuster di James Cameron.
Grande sforzo economico della casa di produzione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong><img class="alignleft size-medium wp-image-78280" title="porno_avatar" src="http://www.vip.it/wp-content/uploads/2010/09/porno_avatar-208x300.jpg" alt="" width="208" height="300" />L&#8217;attesa è finita: ecco Avatar in versione porno</strong></em></p>
<p>Pubblicate le prime immagini dell&#8217;attesa porno parodia del film Avatar.</p>
<p>In uscita in questi giorni &#8220;This ain&#8217;t Avatar XXX 3D&#8221;, prodotto da Hustler e diretto da Axel Braun, è la versione piccante delle avventure degli uomini blu protagonisti del blockbuster di James Cameron.</p>
<p>Grande sforzo economico della casa di produzione &#8211; il film è tra i pù costosi della Hustler &#8211; &#8220;This ain&#8217;t Avatar XXX 3D&#8221; è anche uno dei primi film porno girati in 3D</p>
<p><strong>BENEDETTA PERILLI</strong></p>
<p>da <strong>LA REPUBBLICA </strong></p>
<p><strong>
<a href='http://www.vip.it/avatar-porno/porno_avatar/' title='porno_avatar'><img width="50" height="50" src="http://www.vip.it/wp-content/uploads/2010/09/porno_avatar-50x50.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="porno_avatar" /></a>
<a href='http://www.vip.it/avatar-porno/porno_avatar1/' title='porno_avatar1'><img width="50" height="50" src="http://www.vip.it/wp-content/uploads/2010/09/porno_avatar1-50x50.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="porno_avatar1" /></a>
<a href='http://www.vip.it/avatar-porno/porno_avatar2/' title='porno_avatar2'><img width="50" height="50" src="http://www.vip.it/wp-content/uploads/2010/09/porno_avatar2-50x50.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="porno_avatar2" /></a>
<a href='http://www.vip.it/avatar-porno/porno_avatar3/' title='porno_avatar3'><img width="50" height="50" src="http://www.vip.it/wp-content/uploads/2010/09/porno_avatar3-50x50.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="porno_avatar3" /></a>
<a href='http://www.vip.it/avatar-porno/porno_avatar4/' title='porno_avatar4'><img width="50" height="50" src="http://www.vip.it/wp-content/uploads/2010/09/porno_avatar4-50x50.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="porno_avatar4" /></a>
<br />
</strong></p>
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		<title>Sharon Stone in terapia intensiva dopo essere stata operata di appendicite</title>
		<link>http://www.vip.it/sharon-stone-complicazioni-dopo-operazione-appendicite/</link>
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		<pubDate>Fri, 10 Sep 2010 17:23:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[cronaca]]></category>
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		<category><![CDATA[ultime notizie]]></category>

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		<description><![CDATA[Sharon Stone ricoverata in terapia intensiva dopo un intervento di appendicite
Si troverebbe all&#8217;ospedale Cedars-Sinai di Los Angeles. Dopo l&#8217;operazione chirurgica sarebbero sorte delle complicazioni. L&#8217;attrice era attesa come ospite d&#8217;onore alla serata finale di Miss Italia
Sharon Stone sarebbe ricoverata nel reparto di terapia intensiva dell&#8217;ospedale Cedars-Sinai di Los Angeles. Lo rivela il sito di &#8216;Tv [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Sharon Stone ricoverata in terapia intensiva dopo un intervento di appendicite</strong></em></p>
<p><img class="alignleft size-medium wp-image-13434" title="sharon_stone" src="http://www.vip.it/wp-content/uploads/2009/09/sharon_stone-234x300.jpg" alt="" width="234" height="300" />Si troverebbe all&#8217;ospedale Cedars-Sinai di Los Angeles. Dopo l&#8217;operazione chirurgica sarebbero sorte delle complicazioni. L&#8217;attrice era attesa come ospite d&#8217;onore alla serata finale di Miss Italia</p>
<p>Sharon Stone sarebbe ricoverata nel reparto di terapia intensiva dell&#8217;ospedale Cedars-Sinai di Los Angeles. Lo rivela il sito di &#8216;Tv Sorrisi e Canzoni&#8217;, che nel pomeriggio aveva annunciato il forfait dell&#8217;attrice alla serata finale di Miss Italia. Dopo un intervento di appendicite sarebbero a quanto pare sorte delle complicazioni.</p>
<p>Sharon Stone era attesa come ospite d&#8217;onore dell&#8217;edizione 2010 di Miss Italia, in programma a Salsomaggiore a partire da domani. L&#8217;attrice avrebbe dovuto imbarcarsi questa mattina a Los Angeles. Nel 2001 la protagonista di &#8216;Basic Instinct&#8217; fu ridotta in fin di vita da un aneurisma, poi brillantemente superato.</p>
<p>da <strong>ADNKRONOS</strong></p>
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		<title>Festivaletteratura Mantova Lina Wertmuller contro Moretti video</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Sep 2010 16:54:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Wertmuller show e attacca Nanni Moretti
&#8220;Uno stronzo&#8221;. &#8220;Mancano i produttori, una volta facevamo arte&#8221;
Lina Wertmuller irrompe al Festivaletteratura di Mantova e subito è polemica con Nanni Moretti, che la regista accusa di essere privo di ironia, prima di spendere una parolaccia: &#8220;Uno stronzo &#8211; ha detto rivolgendosi al pubblico. Uno stronzo che manca di ironia. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Wertmuller show e attacca Nanni Moretti<br />
&#8220;Uno stronzo&#8221;. &#8220;Mancano i produttori, una volta facevamo arte&#8221;</strong></em></p>
<p><img class="alignleft size-medium wp-image-78248" title="wertmuller_mantova" src="http://www.vip.it/wp-content/uploads/2010/09/wertmuller_mantova-300x190.jpg" alt="" width="300" height="190" />Lina Wertmuller irrompe al Festivaletteratura di Mantova e subito è polemica con Nanni Moretti, che la regista accusa di essere privo di ironia, prima di spendere una parolaccia: &#8220;Uno stronzo &#8211; ha detto rivolgendosi al pubblico. Uno stronzo che manca di ironia. Lo inseguii una volta in una festa a Roma per congratularmi con lui di avermi preso in giro. Si voltò e se ne andò. Brutto&#8221;.</p>
<p>Presentando al pubblico la sua biografia la regista ha ripercorso le tappe fondamentali della sua carriera. Dall&#8217;inizio:&#8221;La fortuna, prima di tutto, è stata quella di nascere in Italia nel tempo in cui il cinema italiano apriva le ali&#8221;. Anni che la regista ricorda come splendidi: &#8220;Il cinema nasceva da incontri informali, non aveva l&#8217;ossessione dell&#8217;industria. Noi lo pensavamo come artigianato, era una concezione infinitamente differente rispetto a quella in voga negli Usa&#8221;.</p>
<p>E con l&#8217;universo del cinema a Stelle e Strisce la regista rivendica un rapporto contrastato: &#8220;Gli americani hanno amato i miei film anche più degli italiani anche se i modi del cinema americano, la sceneggiatura blindata e il final cut che tocca al produttore, non mi appartengono proprio&#8221;.</p>
<p>I suoi ricordi sono altri: &#8220;Il cinema è un grande imbroglio. Gli attori, con Fellini, dicevano i numeri e l&#8217;ave maria, poi tutto cambiava al doppiaggio. Quella era arte&#8230;&#8221; Parlando di attori, a Festivaletteratura Lina Wertmuller ha voluto ricordarne alcuni. Sophia Loren prima di tutti:&#8221;Una gran sventola, ma anche una grandissima attrice, spesso non riconosciuta per la sua bellezza.&#8221; Poi Roberto Herlitzka: &#8220;Il più grande attore di teatro che abbiamo in Italia&#8221;.</p>
<p>E non poteva mancare la coppia storica del suo cinema, Giannini e Melato:&#8221;Li ho conosciuti e amati in teatro. Li ho tratti da lì e poi sono stati partecipi della mia avventura come nessuno mai&#8221;. Dall&#8217;età dell&#8217;oro, però, secondo la regista il cinema italiano è cambiato molto: &#8220;Oggi mancano i produttori. Vorrei fare Caligola ma nessuno mi aiuta. I produttori fanno cose come &#8220;dammi ancora un bacio&#8221;&#8230;&#8221;. Ancora una volta le uscite di Lina Wertmuller sono destinate a fare chiasso.</p>
<p>da <strong>VIRGILIO.IT</strong></p>
<p><strong><br />
</strong><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="640" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/RZ2hjehagXA?fs=1&amp;hl=en_US" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="640" height="385" src="http://www.youtube.com/v/RZ2hjehagXA?fs=1&amp;hl=en_US" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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		<title>Venezia Mostra del Cinema è l&#8217;ora di Saverio Costanzo e Takashi Miike</title>
		<link>http://www.vip.it/venezia-costanzo-takashi-miike/</link>
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		<pubDate>Thu, 09 Sep 2010 11:19:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[ultime notizie]]></category>

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		<description><![CDATA[Venezia: &#8216;La solitudine dei numeri primi&#8217;, ultimo italiano in gara
In concorso il film di Saverio Costanzo tratto dal bestseller omonimo di Paolo Giordano. Ma è la giornata del giapponese Takashi Miike
Applausi ma anche qualche fischio hanno accolto stamani la prima stampa dell’atteso film di Saverio Costanzo &#8216;La solitudine dei numeri primi&#8217;, tratto dal bestseller omonimo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Venezia: &#8216;La solitudine dei numeri primi&#8217;, ultimo italiano in gara<br />
In concorso il film di Saverio Costanzo tratto dal bestseller omonimo di Paolo Giordano. Ma è la giornata del giapponese Takashi Miike</strong></em></p>
<p><img class="alignleft size-medium wp-image-77796" title="costanzo_venezia" src="http://www.vip.it/wp-content/uploads/2010/09/costanzo_venezia-245x300.jpg" alt="" width="245" height="300" />Applausi ma anche qualche fischio hanno accolto stamani la prima stampa dell’atteso film di Saverio Costanzo &#8216;La solitudine dei numeri primi&#8217;, tratto dal bestseller omonimo di Paolo Giordano. Si tratta del quarto e ultimo lungometraggio italiano in concorso in questa 67/a edizione del Festival di Venezia.</p>
<p>Le sorprese, però, potrebbero venire dal Giappone (è la grande giornata di Takashi Miike) e dalle proposte delle due sezioni parallele, firmate dalle associazioni degli Autori e dei Critici.</p>
<p>In effetti Takashi Miike oggi è presente al Lido con due film: in concorso passa &#8216;13 Assassins&#8217;, rivisitazione del genere di cappa e spada con una storia che ricorda &#8216;I magnifici 7&#8242; e la leggenda delle Termopili, fuori gara c&#8217;è invece &#8216;Zebraman 2&#8242;, seconda, irresistibile, puntata delle avventure futuribili del super eroe pasticcione Zebraman che corre in soccorso della sua citta&#8217; Zebra City, dominata da un potere orwelliano che stronca il crimine assecondando i peggiori istinti della popolazione.</p>
<p>In concorso c&#8217;è anche l&#8217;indiano &#8216;The Girl in Yellow Boots&#8217; di Anurag Kashyap, mentre da segnalare nella sezione Controcampo italiano l&#8217;esordio dietro la macchina da presa di Giorgia Cecere con &#8216;Il primo incarico&#8217;. Una storia al femminile che ha al centro la figura di Isabella Ragonese (madrina della Mostra), nei panni di un&#8217;insegnante mandata in un paesino di contadini nella campagna pugliese. Intorno a lei il profumo di un&#8217;Italia di ieri, ormai perduta per sempre.</p>
<p>da <strong>QUOTIDIANO NAZIONALE</strong></p>
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		<title>The Town di Ben Affleck Boston come Gomorra</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Sep 2010 20:10:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[cinema]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;THE TOWN&#8221; DI BEN AFFLECK
L’ALTRA FACCIA DI BOSTON
Doug MacRay, rapinatore di banche di Boston, vorrebbe lasciare tutto alle spalle ed iniziare una nuova vita con Claire, ignara del fatto che è stato proprio Doug a rapinare la banca di cui è direttrice e prenderla in ostaggio per rilasciarla subito dopo. Seconda fatica di Affleck come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-77670" title="the town" src="http://www.vip.it/wp-content/uploads/2010/09/the-town-202x300.jpg" alt="" width="202" height="300" />&#8220;THE TOWN&#8221; DI BEN AFFLECK<br />
L’ALTRA FACCIA DI BOSTON</p>
<p>Doug MacRay, rapinatore di banche di Boston, vorrebbe lasciare tutto alle spalle ed iniziare una nuova vita con Claire, ignara del fatto che è stato proprio Doug a rapinare la banca di cui è direttrice e prenderla in ostaggio per rilasciarla subito dopo. Seconda fatica di Affleck come regista, un film non troppo originale ma ben calibrato e con un ottimo cast.<br />
Charlestown, Boston. Nonostante le ridotte dimensione dell’area, il quartiere raccoglie un esorbitante numero di professionisti della rapina in banca, trecento all’anno nella sola città. Doug MacRay, cresciuto a Charlestown, non sfugge al suo destino di rapinatore, che condivide con l’amico Jem, con cui ha un rapporto fraterno. Dopo una rapina, però, Doug rimane colpito da Claire, la direttrice della banca che la banda tiene in ostaggio e rilascia subito dopo: la segue fino a casa e comincia con lei una relazione, nascondendo la sua vera identità. Ma l’FBI è alle sue calcagna, e nonostante Doug si senta pronto a lasciarsi tutto alle spalle, prima o poi dovrà confessare la sua vera identità a Claire, che ancora cercare di superare il trauma dell’esperienza. E per Doug liberarsi del suo destino di rapinatore non è cosa facile.</p>
<p>Affleck torna nella nativa Boston per la sua seconda opera come regista, e adatta insieme a Peter Craig e Aaron Stockhard il romanzo di Chuck Hogan Il principe dei ladri, dimostrando ancora una volta che con la macchina da presa ci sa fare, un notevole eclettismo che l’ha già portato a vincere un oscar come sceneggiatore insieme all’amico Matt Damon (Good Will Hunting), una Coppa Volpi come attore (Hollywoodland) e vari riconoscimenti per la regia di Gone Baby Gone.</p>
<p>Da qualche anno ormai, Boston sembra diventata la capitale del cinema di ambientazione criminale, tendenza aperta da Mystic River di Eastwood ancor prima che dall’indimenticabile The Departed di Scorsese, e l’occhio che Affleck getta sulla sua città è attento a restituire i luoghi in tutto il loro realismo, dalla cura negli accenti alla scelta delle ambientazioni. Oltre ad offrire uno sguardo autentico sulla città, il Ben regista dimostra anche di avere mano salda con le scene d’azione e realizza una pellicola che tiene in scacco lo spettatore e raggiunge l’equilibrio fra la componente poliziesca, action e sentimentale, brillando soprattutto nelle rapine che aprono e chiudono il film.</p>
<p>Il Ben attore, invece, non riesce appieno nel restituire profondità ad un personaggio tormentato in cerca di redenzione che sa un poco di già visto, mentre spicca tra tutte l’interpretazione di Renner nei panni del violento e impulsivo Jem, anche se tutto il cast offre ottime prove attoriali.</p>
<p>Nulla di nuovo sotto il sole, certo, ma un film che riconferma le qualità di Affleck come sceneggiatore e regista, e regala emozione pur proponendo una storia ormai nota, offrendo un ritratto di una Boston sempre più violenta e narrativamente interessante, anche grazie ai romanzi di Dennis Lehane (da cui era tratto Gone Baby Gone).</p>
<p><strong>di Andrea Vesentini da nonsolocinema.com</strong></p>
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		<title>E&#8217; morto l&#8217;attore Glenn Shadix</title>
		<link>http://www.vip.it/morto-glenn-shadix/</link>
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		<pubDate>Wed, 08 Sep 2010 13:00:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[ultime notizie]]></category>

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		<description><![CDATA[Cinema: e&#8217; morto Glenn Shadix, star di &#8216;Beetlejuice &#8211; Spiritello porcello&#8217;
Glenn Shadix, l&#8217;attore statunitense noto per l&#8217;interpretazione di un corpulento designer nella commedia cinematografica &#8220;Beetlejuice &#8211; Spiritello porcello&#8221;, e&#8217; morto ieri nella sua casa di Birmingham, in Alabama, all&#8217;eta&#8217; di 58 anni.
La sorella dell&#8217;attore, Susan Gagne, ha riferito al quotidiano locale &#8221;News Birmingham&#8221; che il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>Cinema: e&#8217; morto Glenn Shadix, star di &#8216;Beetlejuice &#8211; Spiritello porcello&#8217;</em></strong></p>
<p><img class="alignright size-full wp-image-77573" title="Glenn_Shadix" src="http://www.vip.it/wp-content/uploads/2010/09/Glenn_Shadix.gif" alt="" width="200" height="259" />Glenn Shadix, l&#8217;attore statunitense noto per l&#8217;interpretazione di un corpulento designer nella commedia cinematografica &#8220;Beetlejuice &#8211; Spiritello porcello&#8221;, e&#8217; morto ieri nella sua casa di Birmingham, in Alabama, all&#8217;eta&#8217; di 58 anni.</p>
<p>La sorella dell&#8217;attore, Susan Gagne, ha riferito al quotidiano locale &#8221;News Birmingham&#8221; che il fratello da alcuni anni usava una sedia a rotelle per muoversi e probabilmente e&#8217; deceduto dopo aver battuto la testa in seguito ad una caduta accidentale in cucina.</p>
<p>Interprete di oltre settanta tra film e telefilm, Shadix esordi&#8217; al cinema nel 1981 con una piccola parte nel film &#8221;Il postino suona sempre due volte&#8221; e poi si affermo&#8217; con &#8220;Beetlejuice&#8221; (1988) del regista Tim Burton, dove vestiva i panni di un buffo designer che si dilettava in riti woodoo.</p>
<p>Shadix ha prestato la sua voce per il film &#8220;The Nightmare Before Christmas&#8221; ed e&#8217; apparso in decine di pellicole, tra le quali &#8221;I cari vicini di casa&#8221;, &#8221;I sonnanbuli&#8221; e &#8221;L&#8217;inventore pazzo&#8221;.</p>
<p>da <strong>ADNKRONOS</strong></p>
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		<title>Woody Allen taglia le scene della Carlà in Midnight Paris ?</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Sep 2010 16:12:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[IL MISTERIOSO PIANO B DEL REGISTA NEWYORKESE
Woody taglia le scene di Carlà
E&#8217; giallo su &#8220;Midnight Paris&#8221;
Sul set di &#8220;Midnight Paris&#8221;
Il regista l&#8217;avrebbe sostituita all&#8217;ultimo con un&#8217;altra attrice,
la notizia sta già facendo il giro del web
Le tanto chiacchierate scene girate da Carla Bruni per l’ultima pellicola europea di Woody Allen, &#8220;Midnight in Paris&#8221;, potrebbero essere completamente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-medium wp-image-69292" title="woody_allen_carla_bruni_set17" src="http://www.vip.it/wp-content/uploads/2010/07/woody_allen_carla_bruni_set17-202x300.jpg" alt="" width="202" height="300" />IL MISTERIOSO PIANO B DEL REGISTA NEWYORKESE<br />
Woody taglia le scene di Carlà<br />
E&#8217; giallo su &#8220;Midnight Paris&#8221;</p>
<p>Sul set di &#8220;Midnight Paris&#8221;</p>
<p>Il regista l&#8217;avrebbe sostituita all&#8217;ultimo con un&#8217;altra attrice,<br />
la notizia sta già facendo il giro del web</p>
<p>Le tanto chiacchierate scene girate da Carla Bruni per l’ultima pellicola europea di Woody Allen, &#8220;Midnight in Paris&#8221;, potrebbero essere completamente tagliate nel montaggio finale. È quanto scrive oggi il giornale online &#8220;Bakchich&#8221;, aggiungendo che il regista americano avrebbe già girato le stesse sequenze con un&#8217;altra attrice, Lea Seydoux, giovane rivelazione di &#8220;Bastardi senza gloria&#8221; di Quentin Tarantino.</p>
<p>Sempre secondo quanto riportato da &#8220;Bakchich&#8221;, Woody Allen avrebbe aspettato che la premier dame partisse per la Costa Azzurra con il marito per mettere in atto il suo &#8220;piano b&#8221;. L&#8217;informazione per il momento non è stata nè confermata nè smentita, ma sta facendo rapidamente il giro del web.</p>
<p>La notizia arriva come un fulmine a ciel sereno: tra il nevrotico regista e l&#8217;ex top model, infatti, sembrava essere amore a prima vista. Quando l&#8217;aveva scelta per interpretare una timida guida del Museo Rodin, Woody aveva detto: &#8220;Sarebbe perfetta in qualsiasi ruolo&#8221;. E anche a riprese finite, non più di due settimane fa, aveva dichiarato al &#8220;Corriere della Sera:&#8221; «E stata bravissima, ogni fotogramma verrà utilizzato».</p>
<p>Chi ha assistito alle riprese, però, non ha potuto confermare la versione data dal regista: a luglio le prime scene con la moglie del presidente francese erano state quantomeno &#8220;faticose&#8221;. Per girare una sequenza assolutamente base, entrare in un negozio e uscirne senza dire una parola con una baguette sotto il braccio, si era dovuto riprovare decine di volte. Senza dimenticare che l&#8217;irruzione di Sarkò in piena notte aveva portato una certa tensione sul set.</p>
<p>Tra voci e indiscrezioni varie, il mistero di &#8220;Midnight Paris&#8221; sembra destinato a rimare tale fino all’uscita del film nel 2011, ma intanto il popolo del web non può fare a meno di chiedersi se la prima incursione nel cinema d’autore della bella Carlà non sia stata un vero e proprio &#8220;flop&#8221;.</p>
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		<title>Noi Credevamo di Mario Martone a Venezia</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Sep 2010 11:23:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[cinema]]></category>

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		<description><![CDATA[A Venezia in gara Noi Credevamo, il Risorgimento visto da Mario Martone
Noi Credevamo di Mario Martone è il terzo film italiano in gara alla 67esima Mostra del Cinema di Venezia. Fuori concorso Tornatore e Bellocchio
La storia italiana sbarca al lido. È la storia risorgimentale di Noi Credevamo, terzo film italiano in concorso alla 67esima edizione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-medium wp-image-77291" title="noi-credevamo" src="http://www.vip.it/wp-content/uploads/2010/09/noi-credevamo-300x196.jpg" alt="" width="300" height="196" />A Venezia in gara Noi Credevamo, il Risorgimento visto da Mario Martone<br />
Noi Credevamo di Mario Martone è il terzo film italiano in gara alla 67esima Mostra del Cinema di Venezia. Fuori concorso Tornatore e Bellocchio</p>
<p>La storia italiana sbarca al lido. È la storia risorgimentale di Noi Credevamo, terzo film italiano in concorso alla 67esima edizione della Mostra del cinema di Venezia. Un kolossal dalla lunga gestazione e da una durata (204 minuti) a prova della pazienza del più fedele spettatore, in cui il regista napoletano Mario Martone cerca di esplorare il lato oscuro e l’elemento terroristico che si cela dietro alcuni eventi che portarono all’Unità d’Italia. Ispirato al romanzo omonimo di Anna Banti, e sceneggiato da Giancarlo De Cataldo, autore di Romanzo Criminale, il film è diviso in quattro episodi, non quelli classici che abbiamo letto sui libri di scuola ma quelli meno noti.</p>
<p>A fare da collante a queste  quattro storie distinte è l’amicizia tra tre giovani cilentani Domenico, Angelo e Salvatore che in seguito alla sanguinosa repressione dei Borboni del 1828, decidono di affiliarsi alla Giovine Italia di Giuseppe Mazzini. Sospese tra pulsioni omicide, spirito di sacrificio e slanci ideali, le vite di questi giovani saranno segnate tragicamente dalla loro missione di cospiratori e rivoluzionari, sullo sfondo di un paese che si avvia a combattere per la propria identità nazionale. Nel cast i giovani Francesca Inaudi, Andrea Bosca, Edoardo Natoli, Luigi Pisani e i più navigati Luigi Lo Cascio, Luca Zingaretti, Valerio Binasco e Toni Servillo nei panni di Giuseppe Mazzini.</p>
<p>Sempre in concorso,  l’attore e regista Vincent Gallo con Promises written in water, storia di un incontro tra una donna malata terminale e un fotografo, Attenberg, seconda regia  della greca Athina Rachel Tsangari, ed infine lo spagnolo Alex de la Iglesia con Balada triste de trompeta che ripercorre la storia della Spagna franchista dalla nascita fino al crepuscolo, attraverso le vicende di un clown che entrato in un piccolo circo si contenderà con un altro pagliaccio l’amore di una trapezista interpretata dalla Carmen Maura. Fuori concorso Surviving life di Jan Svankmajer, Sorelle mai di Marco Bellocchio, e un estratto de L’Ultimo Gattopardo: Ritratto di Goffredo Lombardo che porta la firma di Giuseppe Tornatore.</p>
<p><strong>ciaopeople.it</strong></p>
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		<title>Olivia Munn GQ</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Sep 2010 22:34:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[topless]]></category>

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		<description><![CDATA[Olivia Munn, sexy solo per i fan
L&#8217;attrice in bikini su &#8220;GQ&#8221;
La sua carriera a Hollywood è in forte ascesa, ma Olivia Munn vuole rimanere sempre &#8220;in contatto con i fan&#8221;, così li delizia, una volta sì e l&#8217;altra pure, con servizi super sexy, nuda o in bikini, come ha fatto per GQ. Dove la conturbante [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-77124" title="Olivia-Munn-GQ-01" src="http://www.vip.it/wp-content/uploads/2010/09/Olivia-Munn-GQ-01-191x300.jpg" alt="" width="191" height="300" />Olivia Munn, sexy solo per i fan<br />
L&#8217;attrice in bikini su &#8220;GQ&#8221;<br />
La sua carriera a Hollywood è in forte ascesa, ma Olivia Munn vuole rimanere sempre &#8220;in contatto con i fan&#8221;, così li delizia, una volta sì e l&#8217;altra pure, con servizi super sexy, nuda o in bikini, come ha fatto per GQ. Dove la conturbante mora dai tratti orientali non risparmia dunque scatti bollenti e pose sensuali.</p>
<p>Madre cinese e padre tedesco, Olivia no ha paura a mostrarsi in tutto il suo splendore. D&#8217;altronde, visto il corpo statuario, se lo può permettere. Si è spogliata per &#8220;Playboy&#8221; e una volta persino per una giusta causa, contro i circhi in giro per il mondo, &#8220;che per i loro guadagni sfruttano gli animali e in particolare gli elefanti&#8221;.</p>
<p>Sul grande schermo l&#8217;abbiamo vista in &#8220;Big Stan&#8221;, nel film horror &#8220;Insanitarium&#8221;, in &#8220;Notte folle a Manhattan&#8221; e in &#8220;Iron Man 2&#8243;. Ma la bella Olivia non perde mai le vecchie abitudini, e ogni volta che ne ha l&#8217;occasione, mostra il suo lato più sexy. Sia chiaro, solo per stare in contatto con i suoi fan.</p>
<p><strong>da TGCOM.it</strong></p>

<a href='http://www.vip.it/olivia-munn-gq/olivia-munn-gq-04/' title='Olivia-Munn-GQ-04'><img width="50" height="50" src="http://www.vip.it/wp-content/uploads/2010/09/Olivia-Munn-GQ-04-50x50.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="Olivia-Munn-GQ-04" /></a>
<a href='http://www.vip.it/olivia-munn-gq/olivia-munn-gq-03/' title='Olivia-Munn-GQ-03'><img width="50" height="50" src="http://www.vip.it/wp-content/uploads/2010/09/Olivia-Munn-GQ-03-50x50.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="Olivia-Munn-GQ-03" /></a>
<a href='http://www.vip.it/olivia-munn-gq/olivia-munn-gq-02/' title='Olivia-Munn-GQ-02'><img width="50" height="50" src="http://www.vip.it/wp-content/uploads/2010/09/Olivia-Munn-GQ-02-50x50.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="Olivia-Munn-GQ-02" /></a>
<a href='http://www.vip.it/olivia-munn-gq/olivia-munn-gq-01/' title='Olivia-Munn-GQ-01'><img width="50" height="50" src="http://www.vip.it/wp-content/uploads/2010/09/Olivia-Munn-GQ-01-50x50.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="Olivia-Munn-GQ-01" /></a>

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		<title>Placido Vallanzasca ed il Parlamento</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Sep 2010 22:29:02 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Placido: «Vallanzasca? In parlamento c’è di peggio»
«Ci sono persone che stanno in Parlamento e hanno fatto peggio di Vallanzasca. Prima di fare questo film mi sono posto il problema perché sono stato prima in un collegio di preti e poi ho fatto il poliziotto», ha detto Michele Placido alla conferenza stampa a Venezia per il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-77121" title="venezia-vallanzasca" src="http://www.vip.it/wp-content/uploads/2010/09/venezia-vallanzasca-300x158.jpg" alt="" width="300" height="158" />Placido: «Vallanzasca? In parlamento c’è di peggio»</p>
<p>«Ci sono persone che stanno in Parlamento e hanno fatto peggio di Vallanzasca. Prima di fare questo film mi sono posto il problema perché sono stato prima in un collegio di preti e poi ho fatto il poliziotto», ha detto Michele Placido alla conferenza stampa a Venezia per il film Vallanzasca &#8211; Gli angeli del male, fuori concorso tra le polemiche.<br />
«Qualcuno dice che Vallanzasca è un personaggio troppo bello ma negli anni `70 è stato un vero mito. Se lei incontra &#8211; ha detto a una giornalista &#8211; Vallanzasca oggi, viene subito sedotta».<br />
Moltissime le polemiche ancora prima della presentazione ufficiale del film. I familiari delle vittime cadute per mano di Renato Vallanzasca, rinuite nell’associazione di volontariato “Vittime del Dovere”, hanno scritto una lettera aperta al Corriere della Sera : «Non è il sentimento di vendetta», scrive il presidente dell’associazione, Emanuela Piantadosi, «ma solo il desiderio di giustizia. Necessario e fondamentale il recupero previsto dal nostro ordinamento penitenziario per quanti hanno sbagliato, tuttavia il passato non si può e non si deve cancellare. I mass media hanno il grande potere di veicolare messaggi positivi ai nostri giovani. E se è vero che rappresentare vite sbagliate, come dice qualcuno, può avere una funzione educativa, riteniamo che le trasposizioni cinematografiche o letterarie che narrano le gesta di criminali,protagonisti di fatti di cronaca, edulcorate da dialoghi romanzati, dalla presenza di attori conosciuti e dalle ambientazioni studiate ad arte, costituiscano una pericolosa tentazione all’ emulazione per soggetti particolarmente fragili o non ancora maturi».<br />
LA PROIEZIONE<br />
Gelo in sala alla presentazione per la stampa, che precede quella ufficiale: alla fine del film sul “bel René” niente applausi e niente fischi, solo molte polemiche. Dopo la lettera aperta delle “Vittime del dovere”, Placido replica affermando che «il cinema è libero e in altri paesi più che da noi. Faccio solo un caso: il film su Jacques Mesrin, il nemico pubblico numero uno in Francia, finanziato addirittura dal ministero. Noi siamo condizionati da un certo moralismo. Però che dire: abbiamo fatto anche una fiction sul Capo dei capi, Riina, e Gomorra dal libro di Saviano».</p>
<p>Kim Rossi Stuart, protagonista e co-sceneggiatore del film<br />
Il bel René sarà interpretato sullo schermo da Kim Rossi Stuart, stessi occhi di ghiaccio, che del film è anche co-sceneggiatore: «Quello che mi colpisce di lui (di Vallanzasca, ndr) è la sua capacità di auto-ironia. Certo oggi non è felice di aver lasciato a terra tante persone. Insomma non incarna il male assoluto, ma una persona in cui male e bene convivono in una lotta estrema».<br />
E ancora Placido:«aveva a suo modo una sua etica: Non ha mai ad esempio fatto alleanze né con la mafia, né con la camorra, né con la politica eversiva che in quegli anni cominciava ad affollare le carceri. Anche quando Turatello gli offre una quota dei ricavi delle bische lui rifiuta spiegando che lui non guadagnava facendo cose simili».</p>
<p>In sala, anche la moglie dell’ex bandito, Antonella D’Agostino: «Il film è bellissimo ed è vero, anzi Renato risulta più duro di quello che è in realtà».</p>
<p><strong>da ilsecoloXIX.it</strong></p>
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		<title>&#8216;20 sigarette&#8217; di Aureliano Amadei e la polemica per censura su Nassiriya</title>
		<link>http://www.vip.it/20-sigarette-aureliano-amadei-censura-nassiriya/</link>
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		<pubDate>Sun, 05 Sep 2010 21:09:09 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[ultime notizie]]></category>

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		<description><![CDATA[Polemica per &#8216;censura&#8217; su Nassiriya
Fa discutere il film di Aureliano Amadei

Francesco Gallo
Le dichiarazioni di Aureliano Amadei regista di &#8216;20 sigarette&#8217; sulle ventilate pressioni del ministero della Difesa per dare uno stop al suo film hanno montato una piccola polemica che ha coinvolto il sottosegretario alla Difesa Crosetto, Marco Intravaglia, figlio del brigadiere Domenico morto nella [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Polemica per &#8216;censura&#8217; su Nassiriya<br />
Fa discutere il film di Aureliano Amadei<br />
</strong></em><strong><br />
Francesco Gallo</strong></p>
<p><img class="alignright size-medium wp-image-76938" title="20sigarette_censura" src="http://www.vip.it/wp-content/uploads/2010/09/20sigarette_censura-207x300.jpg" alt="" width="207" height="300" />Le dichiarazioni di Aureliano Amadei regista di &#8216;20 sigarette&#8217; sulle ventilate pressioni del ministero della Difesa per dare uno stop al suo film hanno montato una piccola polemica che ha coinvolto il sottosegretario alla Difesa Crosetto, Marco Intravaglia, figlio del brigadiere Domenico morto nella strage di Nassiriya del novembre del 2003, uno dei produttori Claudio Bonivento e Luciano Sovena di Cinecittà Luce. &#8220;Volete una notizia? Eccola. Mi è stato detto che recentemente persone vicine al ministero della Difesa hanno chiesto ai genitori delle vittime di protestare per bloccare il mio film. Per fortuna io che conosco molti di loro mi hanno detto che lo vedranno prima di giudicare&#8221;. Così aveva detto Amadei all&#8217;incontro stampa oggi al Lido facendo riferimento alle vittime della strage di Nassiriya del 12 novembre 2003 in cui lui stesso è stato l&#8217;unico civile sopravvissuto alla strage in cui persero la vita 19 italiani.</p>
<p>Da allora per Amadei c&#8217;é stato prima un libro, appunto &#8216;20 sigarette&#8217;, e poi il film omonimo passato oggi nella sezione Controcampo Italiano dove ha accolto alla prima stampa 14 minuti di applausi. Il film, distribuito da Cinecittà Luce, con Vinicio Marchioni, Carolina Crescentini, Giorgio Colangeli racconta la storia vera del regista, che nel film si chiama Aureliano, un ventottenne anarchico e antimilitarista, precario nel lavoro che riceve l&#8217;offerta di partire subito per lavorare come aiuto regista in un film da girare in Iraq, al seguito della &#8216;missione di pace&#8217; dei militari italiani. Nonostante le critiche degli amici, della sua compagna-amica Claudia (Crescentini) Aureliano parte. Si ritrova in quel mondo militare dove incontra un&#8217;umanità inaspettata, al seguito di Stefano Rolla (Colangeli) il regista che lo ha coinvolto in un film da girare. Aureliano non fa in tempo a finire un pacchetto di sigarette che si ritrova nel mezzo dell&#8217;attentato alla caserma di Nassiriya del 12 novembre 2003. Unico civile sopravvissuto alla strage.</p>
<p>Ma nel film molte sono le denunce più o meno velate alla missione italiana in Iraq. &#8220;I militari &#8211; dice nell&#8217;incontro stampa ufficiale al Lido &#8211; mi hanno subito ammonito che in Italia non si sapeva nulla e che avrei sentito molte cose inaspettate su questa guerra che non è altre che una delle tante guerre invisibili che continueranno ad esserci&#8221;. Per quanto riguarda le notizie omesse nei tg in cui si parla nel film, spiega il regista: &#8220;ci sono state molte notizie omesse nelle settimane successive all&#8217;attentato e sui notiziari un &#8216;orgia di retorica non ha permesso agli italiani di riflettere piu&#8217; a fondo sulla verità mentre si è continuato a parlare di un&#8217;infinta serie di missioni di pace&#8221;.</p>
<p>E continua Amadei al Lido con bastone (a Nassiriya gli si è polverizzato una caviglia, perforato un timpano ed è stato colpito da centinaia di schegge che sono ancora nel suo corpo, Ndr) &#8220;sono successe diverse cose strane come quando i carabinieri rimasti feriti dicevano peste e corna di quello che era accaduto, ma poi si sono trovati costretti a leggere un dispaccio del ministero della difesa&#8221;. Comunque da parte del regista neppure troppa voglia di essere indulgente con i molti militari di cui è diventato amico:&#8221;certo anche lì c&#8217;erano i figli di mign&#8230;, i guerrafondai, i fascisti, gli arrivisti, i finti eroi (un altro tema affrontato in 20 Sigarette)&#8221;.</p>
<p>Comunque &#8220;essere stato a Nassiriya ti fa capire come quella fosse una situazione di guerra. Ora &#8211; conclude Amadei &#8211; mi stupisce che nel caso delle missione in Afghanistan si parli apertamente di una missione di guerra e nessuno si stupisce o spaventa. Se si può ammettere questo vuol dire che oggi è anche peggio di allora. Da parte dei vertici del ministero della Difesa &#8220;non c&#8217;é stata alcuna pressione&#8221; sui familiari delle vittime della strage di Nassiriya.</p>
<p>Così il sottosegretario alla Difesa Guido Crosetto ha replicato in una nota alle parole del regista Aureliano Amadei. &#8220;Sono sicuro &#8211; dice Crosetto &#8211; che nessuna persona vicino al ministro abbia fatto pressioni sui familiari delle vittime. Se poi uno dei 300mila militari ha detto qualcosa questo non lo so e non lo posso sapere. Ma il ministero, nei suoi vertici non ha fatto nulla&#8221;. &#8220;Nessuno dal ministero della Difesa mi ha contattato e, da quello che so, nessuna delle famiglie dei carabinieri morti nell&#8217;attentato ha ricevuto pressioni&#8221;.</p>
<p>E&#8217; quanto invece dice Marco Intravaglia, figlio del brigadiere Domenico morto nella strage di Nassiriya del novembre del 2003. E distanze dalle dichiarazioni di Amadei la prendono il produttore Bonivento e Luciano Sovene amministratore delegato di Cinecittà luce che distribuisce il film.</p>
<p>da <strong>ANSA.IT</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>I 70 anni di Raquel Welch</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Sep 2010 21:23:42 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[gossip]]></category>
		<category><![CDATA[ultime notizie]]></category>

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		<description><![CDATA[Compie 70 anni Raquel Welch
Bellezza esplosiva anni &#8216;60, storico il bikini primitivo
Compie domani 70 anni Raquel Welch, bellezza esplosiva della fine anni &#8216;60. Quel suo bikini primitivo di pelle, indossato nel film Un milione di anni fa, e&#8217; passato alla storia.
Era il 1966 e Raquel Welch aveva 26 anni.
Parte del successo dell&#8217;attrice e&#8217; dovuto a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Compie 70 anni Raquel Welch<br />
Bellezza esplosiva anni &#8216;60, storico il bikini primitivo</strong></em></p>
<p><img class="alignleft size-medium wp-image-76682" title="raquel_welch_70_anni" src="http://www.vip.it/wp-content/uploads/2010/09/raquel_welch_70_anni-237x300.jpg" alt="" width="237" height="300" />Compie domani 70 anni Raquel Welch, bellezza esplosiva della fine anni &#8216;60. Quel suo bikini primitivo di pelle, indossato nel film Un milione di anni fa, e&#8217; passato alla storia.</p>
<p>Era il 1966 e Raquel Welch aveva 26 anni.</p>
<p>Parte del successo dell&#8217;attrice e&#8217; dovuto a questo: e&#8217; stata forse l&#8217;ultima rappresentante di un fascino prorompente e curvilineo. Oggi la sua bellezza e&#8217; cambiata ma non e&#8217; scomparsa.</p>
<p>da <strong>ANSA.IT</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Catherine Zeta-Jones furiosa coi medici per la diagnosi tardiva del tumore di Michael Douglas</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Sep 2010 21:14:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[gossip]]></category>
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		<description><![CDATA[Zeta Jones: &#8220;Tumore a Michael diagnosticato tardi&#8221;
E&#8217; furiosa con i medici, Catherine Zeta-Jones, quelli che hanno diagnosticato troppo tardi il tumore alla gola a suo marito Michael Douglas. Malgrado quest&#8217;ultimo si dica ottimista e pronto a sconfiggere la malattia, sua moglie accusa i medici di averla scoperta in stato troppo avanzato.
&#8216;Lui diceva ripetutamente di avere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Zeta Jones: &#8220;Tumore a Michael diagnosticato tardi&#8221;</strong></em></p>
<p><img class="alignright size-medium wp-image-76672" title="douglas_zeta_jones" src="http://www.vip.it/wp-content/uploads/2010/09/douglas_zeta_jones-207x300.jpg" alt="" width="207" height="300" />E&#8217; furiosa con i medici, Catherine Zeta-Jones, quelli che hanno diagnosticato troppo tardi il tumore alla gola a suo marito Michael Douglas. Malgrado quest&#8217;ultimo si dica ottimista e pronto a sconfiggere la malattia, sua moglie accusa i medici di averla scoperta in stato troppo avanzato.</p>
<p>&#8216;Lui diceva ripetutamente di avere dolore alla gola e all’orecchio – ha dichiarato il premio Oscar per &#8216;Chicago&#8217; al settimanale People. &#8216;Eppure, &#8211; ha aggiunto &#8211; fino a tre settimane fa, nessuno aveva notato quella &#8216;piccola noce&#8217; che si era formata sotto la sua lingua&#8217;.</p>
<p>&#8216;Il fatto che non l’abbiano individuato prima, mi rende furiosa- ha poi dichiarato al The Sun. &#8216;Aveva provato ogni opzione e non è stato trovato niente. Ma io sapevo che c’era qualcosa. Lui sapeva che c’era qualcosa&#8217;. Il figlio di Kirk proprio due giorni era ospite al David Letterman Show e ha dichiarato che si sottoporrà a due mesi di chemioterapia, con buone possibilità di guarire.</p>
<p>Malgrado i 25 anni di differenza, la coppia formata da Catherine e Michael è più collaudata che mai: sposati ormai da 10 anni, i due hanno avuto due figli. Ed è proprio per i piccoli e per la Zeta-Jones che Douglas si è detto deciso a venir fuori dal tunnel della malattia.</p>
<p>da <strong>EXCITE.IT</strong></p>
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		<title>Venezia maltempo allagata sala stampa alla Mostra del Cinema</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Sep 2010 14:48:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[ultime notizie]]></category>

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		<description><![CDATA[VENEZIA CINEMA: EVACUATA SALA STAMPA PER ALLAGAMENTO

Vista la stagione in cui si svolge, dal dopoguerra ad oggi, la Mostra del Cinema di Venezia, un temporale estivo o un nubifragio sono sempre da mettere in conto.
Ma un fortunale come quello che si e&#8217; improvvisamente abbattuto sul Lido oggi verso l&#8217;ora di pranzo e&#8217; una cosa piuttosto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>VENEZIA CINEMA: EVACUATA SALA STAMPA PER ALLAGAMENTO<br />
</strong></em><br />
<img class="alignleft size-medium wp-image-76310" title="venezia_maltempo_sale_allagate1" src="http://www.vip.it/wp-content/uploads/2010/09/venezia_maltempo_sale_allagate1-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" />Vista la stagione in cui si svolge, dal dopoguerra ad oggi, la Mostra del Cinema di Venezia, un temporale estivo o un nubifragio sono sempre da mettere in conto.</p>
<p>Ma un fortunale come quello che si e&#8217; improvvisamente abbattuto sul Lido oggi verso l&#8217;ora di pranzo e&#8217; una cosa piuttosto rara. E se il Lungomare Marconi del Lido e&#8217; ancora parzialmente allagato, i luoghi della Mostra, dopo un momento di emergenza, hanno ripreso da subito a funzionare grazie al pronto intervento del personale del Comune che gestisce gli edifici dove si svolge la Biennale Cinema.</p>
<p>Vittime del maltempo, oltre al cast del film francese &#8216;Happy Few&#8217; che si e&#8217; ritrovato a fare il &#8220;photo call&#8221;, il rituale momento con i fotografi accreditati alla Mostra, non piu&#8217; sulla terrazza del Casino&#8217; ma all&#8217;interno della sala delle conferenze stampa, anche una ventina di computer della sala stampa.</p>
<p>La sala in cui operano giornalisti e fotografi, infatti, e&#8217; stata invasa dall&#8217;acqua (ed evacuata per alcune ore) lasciando fuori uso numerosi pc. Asciugati i pavimenti dell&#8217;ex-Casino&#8217; e del Palazzo del Cinema che erano stati invasi dall&#8217;acqua, le attivita&#8217; della Mostra sono proseguite secondo copione e la sala stampa e&#8217; stata riavviata.</p>
<p>Giornalisti e fotografi escono alla svelta anche perche&#8217; il materiale elettrico e&#8217; molto pericoloso in queste condizioni.</p>
<p>da <strong>AGI.IT</strong></p>
<p><strong>
<a href='http://www.vip.it/allagata-sala-stampa-mostra-del-cinema/venezia_maltempo_sale_allagate3/' title='venezia_maltempo_sale_allagate3'><img width="50" height="50" src="http://www.vip.it/wp-content/uploads/2010/09/venezia_maltempo_sale_allagate3-50x50.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="venezia_maltempo_sale_allagate3" /></a>
<a href='http://www.vip.it/allagata-sala-stampa-mostra-del-cinema/venezia_maltempo_sale_allagate2/' title='venezia_maltempo_sale_allagate2'><img width="50" height="50" src="http://www.vip.it/wp-content/uploads/2010/09/venezia_maltempo_sale_allagate2-50x50.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="venezia_maltempo_sale_allagate2" /></a>
<a href='http://www.vip.it/allagata-sala-stampa-mostra-del-cinema/67th-venice-film-festival/' title='venezia_maltempo_sale_allagate1'><img width="50" height="50" src="http://www.vip.it/wp-content/uploads/2010/09/venezia_maltempo_sale_allagate1-50x50.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="venezia_maltempo_sale_allagate1" /></a>
<a href='http://www.vip.it/allagata-sala-stampa-mostra-del-cinema/venezia_maltempo_sale_allagate/' title='venezia_maltempo_sale_allagate'><img width="50" height="50" src="http://www.vip.it/wp-content/uploads/2010/09/venezia_maltempo_sale_allagate-50x50.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="venezia_maltempo_sale_allagate" /></a>
<br />
</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Sofia Coppola a Venezia con &#8220;Somewhere&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Sep 2010 13:25:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[ultime notizie]]></category>

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		<description><![CDATA[Venezia, applausi per Sofia Coppola
Presentato il film &#8220;Somewhere&#8221;
E&#8217; iniziato nel migliore dei modi il giorno di Sofia Coppola alla Mostra del Cinema di Venezia: la prima proiezione in anteprima per la stampa del suo &#8220;Somewhere&#8221;, in corsa per il Leone d&#8217;Oro nel concorso principale, ha ricevuto un lungo applauso finale dal pubblico di giornalisti e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Venezia, applausi per Sofia Coppola<br />
Presentato il film &#8220;Somewhere&#8221;</strong></em></p>
<p><img class="alignleft size-medium wp-image-76263" title="Sofia_Coppola_venezia" src="http://www.vip.it/wp-content/uploads/2010/09/Sofia_Coppola_venezia-300x180.jpg" alt="" width="300" height="180" />E&#8217; iniziato nel migliore dei modi il giorno di Sofia Coppola alla Mostra del Cinema di Venezia: la prima proiezione in anteprima per la stampa del suo &#8220;Somewhere&#8221;, in corsa per il Leone d&#8217;Oro nel concorso principale, ha ricevuto un lungo applauso finale dal pubblico di giornalisti e critici. Intanto il red carpet è a rischio per la pioggia ed è attesa per il party glamour organizzato da Louis Vuitton per la regista.</p>
<p>La storia di &#8220;Somewhere&#8221; è quella dell&#8217;attore Johnny Marco (interpretato da Stephen Dorff) che spende la sue giornate tra giri in Ferrari e festini annoiati a base di pasticche e ragazze squillo nella stanza del Four Seasons di Los Angeles dove vive. Ma la sua vita cambierà per sempre quando la figlia undicenne Cleo (la giovane attrice Elle Fanning), avuta da un precedente matrimonio fallito, trascorre dei giorni con lui.</p>
<p>&#8220;Volevo fare un ritratto intimo della crisi esistenziale di un uomo della Los Angeles moderna&#8221;, spiega la regista che nel film dedica un parentesi decisamente ironica alla tv italiana, quando il protagonista e la figlia si recano a Milano per un impegno promozionale legato ad un film di Johnny e fanno tappa &#8216;obbligata&#8217; alla serata dei &#8220;Telegatti&#8221;. Nelle scene italiane compaiono Simona Ventura, nei panni della conduttrice dei &#8220;Telegatti&#8221;, al fianco di Nino Frassica e Laura Chiatti, un&#8217;amante italiana del divo hollywoodiano.</p>
<p>Intanto la pioggia rischia di rovinare il red carpet del film, annunciato come uno dei più glamour della Mostra, che precederà la proiezione ufficiale del film prevista nella Sala Grande del Palazzo del Cinema alle 19.30. Cast e invitati potranno in ogni caso rifarsi al mega dinner party organizzato da Antoine Arnault, capo della comunicazione di Louis Vuitton, all&#8217;interno dello splendido Palazzo Polignac, uno dei palazzi più importanti del rinascimento veneziano.</p>
<p>Nell&#8217;elenco dei fortunati che sono riusciti ad ottenere l&#8217;invito alla festa &#8220;Sofia Coppola in Louis Vuitton&#8221;, figurano: oltre al cast del film e ai vertici di Medusa che distribuisce la pellicola, l&#8217;attore americano Willem Dafoe, la top model Naomi Campbell, Silvia Fendi, la madrina della mostra Isabella Ragonese, il regista Luca Guadagnino, Claudio Santamaria, Stefania Rocca, Valerio Mastandrea, Beppe Fiorello, Jasmine Trinca, Luisa Ranieri, Cristiana Capotondi, Andrea Pezzi, il principe Carlo Giovannelli, il produttore Tarak Ben Ammar e Bianca Brandolini d&#8217;Adda.</p>
<p>da <strong>TGCOM</strong></p>
<p><strong><br />
</strong><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="640" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/C9n9hP_LtL8?fs=1&amp;hl=en_US" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="640" height="385" src="http://www.youtube.com/v/C9n9hP_LtL8?fs=1&amp;hl=en_US" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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		<title>Il Giornale e la Pecora Nera di Ascanio Celestini</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Sep 2010 13:17:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[ultime notizie]]></category>

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		<description><![CDATA[Ascanio Celestini, Pecora nera che rumina le solite idee rosse
Lento, verboso, macchinoso. Ma applauditissimo. Un monologo già proposto dall’attore in tutte le salse, dalla tv al teatro. E pensare che Avati è stato scartato
di Maurizio Caverzan
Adesso la faccenda si è finalmente chiarita e per pronunciarsi non c’è bisogno di aspettare il nuovo film di Pupi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Ascanio Celestini, Pecora nera che rumina le solite idee rosse<br />
Lento, verboso, macchinoso. Ma applauditissimo. Un monologo già proposto dall’attore in tutte le salse, dalla tv al teatro. E pensare che Avati è stato scartato</strong></em></p>
<p>di <strong>Maurizio Caverzan</strong></p>
<p><img class="alignright size-medium wp-image-76259" title="ascanio_celestini_venezia" src="http://www.vip.it/wp-content/uploads/2010/09/ascanio_celestini_venezia-300x196.jpg" alt="" width="300" height="196" />Adesso la faccenda si è finalmente chiarita e per pronunciarsi non c’è bisogno di aspettare il nuovo film di Pupi Avati, escluso dal concorso del Lido per lasciar libero il posto ad altre pellicole italiane.</p>
<p>La visione de La pecora nera di Ascanio Celestini, primo film italiano in concorso, pur applaudito per ben sette minuti, ieri sera ha confermato tutte le perplessità della vigilia sulla scelta fatta dai selezionatori della Mostra in favore di questa opera prima a scapito di Una sconfinata giovinezza. Intervistato dal Giornale, il direttore Marco Müller ha rivelato di essersi trovato di fronte a cinque voti contrari dei suoi selezionatori, mentre per tutti gli altri film proposti c’è stata l’unanimità dei consensi, Celestini compreso. Non si può che dissentire e chiedersi davvero quali criteri presiedono alla scelta delle pellicole per il concorso. La qualità narrativa? La capacità di scandalizzare? La scommessa su un autore esordiente? Tutti criteri che potevano essere soddisfatti con la programmazione in qualche sezione parallela.</p>
<p>La pecora nera visto ieri qui al Lido è l’ultimo anello di una lunga catena produttiva iniziata parecchi anni fa da Celestini con il libro, proseguita con lo spettacolo teatrale e continuata con il dvd. Vi si racconta la vicenda di Alberto Paolini, 42 anni di manicomio, insieme alla storia di Nicola (lo stesso Celestini e Luigi Fedele negli anni infantili), «pecora nera» già a scuola e accudito dalla nonna perché la madre è a sua volta internata nella casa dei matti. L’ospedale psichiatrico è descritto quasi con leggerezza. «Non ho voluto fare un film di denuncia sulla barbarie dei manicomi», ha spiegato Celestini, «piuttosto sui manicomi come istituzione alienante e criminale in se stessa».</p>
<p>Suore poco spirituali che scoreggiano nei corridoi, infermieri silenti e inoperosi, pazzi inoffensivi e quasi simpatici. Nel manicomio Nicola conduce vita parallela con Alberto (Giorgio Tirabassi): sono i matti più «affidabili» cui ricorre la suora per fare la spesa al supermercato, altro non-luogo centrale del film. Qui Nicola ritrova Marinella (Maya Sansa), fiamma infantile, e per un attimo la vicenda sembra prendere la strada della commedia. Ma qui Celestini ambienta anche la sua critica alla società mercantile. I due matti scorrazzano con il carrello tra gli scaffali, ma Celestini non risparmia di spiegare all’amico che «ti vogliono far comprare quello che hanno deciso loro, i prodotti di qualità costano di più e quelli che scadono dopo sono messi in fondo agli scaffali». Alla fine il supermercato sembra quasi più spersonalizzante del manicomio. «Sicuramente c’è la stessa folle compulsività e alienazione», conferma Celestini. «E lo stesso si può dire della scuola, del carcere o della caserma: luoghi di costrizione dell’individuo. Perciò la mia è una critica più etica che ideologica».</p>
<p>L’andirivieni tra anni ’60 e ’80, tra marziani e santi («gli infermieri sono santi, le suore sono sante e il direttore è il capo dei santi»), tra il supermercato e il manicomio è reso ancor più straniante dalla voce fuori campo dell’autore-attore-regista che ripropone le affabulazioni dello spettacolo teatrale farcite di detti contadini del tempo che fu e inframmezzati dal solito fastidioso «piiiio, piopiopiopiopio» celestiniano. E poi, un tormentone dietro l’altro: «Se si mettono le cose in ordine, poi si ritrova tutto»; oppure: «Io ti ho fatto e ora ti disfo». Il tutto si può chiamare teatro-cinema o «linguaggio evocativo», come fa Celestini perché, «tra ciò che si vede e ciò che si ascolta, ho tentato di evocare un altro livello di partecipazione. La verità è che nel passaggio dallo spettacolo teatrale al film non mi sono preoccupato di come far arrivare la storia».</p>
<p>E si vede. Il risultato è sconfortante, faticoso, molto poco cinematografico: un monologo sopra le immagini prolungato per novanta minuti. Un’opera simile avrebbe trovato collocazione più appropriata in una delle tante rassegne parallele della Mostra. Da spettatore, chiediamo all’autore, non sembra anche a lei un po’ sopravvalutata la programmazione in concorso? «Guardi, io sono qui, anche molto in ansia &#8211; risponde -. E non capisco nemmeno troppo bene la differenza tra le varie sezioni&#8230;». Di certo, almeno una gli organizzatori l’hanno azzeccata: programmare già al secondo giorno La pecora nera, via il dente via il dolore della polemica. Evitando così che finisse per annerire tutta la Mostra. Dopo il libro, lo spettacolo teatrale, il dvd e il film (nelle sale dal 15 ottobre), ora manca solo il videogame.</p>
<p>da<strong> IL GIORNALE</strong></p>
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		<title>Grey&#8217;s Anatomy 12 dita dei piedi per Ellen Pompeo</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Sep 2010 11:43:54 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[storia]]></category>
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		<description><![CDATA[LA STAR DI &#8216;GREY&#8217;S ANATOMY&#8217; HA 12 DITA DEI PIEDI

Anche le star di Hollywood hanno le loro imperfezioni. Quella di Ellen Pompeo, protagonista del telefilm cult Grey&#8217;s Anatomy, però, è quanto meno singolare. La 40enne attrice, che nella serie interpreta il personaggio principale, la dottoressa Meredith Grey, ha infatti sei dita per ogni piede: particolare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>LA STAR DI &#8216;GREY&#8217;S ANATOMY&#8217; HA 12 DITA DEI PIEDI<br />
</strong></em><br />
<img class="alignright size-full wp-image-76027" title="ellen_pompeo_piedi3" src="http://www.vip.it/wp-content/uploads/2010/09/ellen_pompeo_piedi3.jpg" alt="" width="300" height="300" />Anche le star di Hollywood hanno le loro imperfezioni. Quella di Ellen Pompeo, protagonista del telefilm cult Grey&#8217;s Anatomy, però, è quanto meno singolare. La 40enne attrice, che nella serie interpreta il personaggio principale, la dottoressa Meredith Grey, ha infatti sei dita per ogni piede: particolare catturato dai paparazzi durante una sua passeggiata a Los Feliz, in California, dove vive col marito Chris Ivery e la figlia Stella.</p>
<p>Le foto sono apparse sul Daily Mail. Recentemente, la Pompeo ha annunciato la sua volontà di lasciare Grey&#8217;s Anatomy, per dedicarsi soltanto alla famiglia e, soprattutto, per trasferirsi in Italia.</p>
<p>&#8220;Credo che il mondo ne abbia abbastanza di Meredith Grey &#8211; ha detto Ellen al magazine Allure &#8211; non dico che sto per andare via, ma credo che alla fine della ottava stagione, quando il mio contratto arriverà alla scadenza, non lo rinnoverò. Voglio stare vicina a mia figlia, comprare una casa in Italia e imparare l&#8217;italiano per insegnarlo anche a lei&#8221;.</p>
<p>da<strong> LEGGO.IT</strong></p>
<p><strong>
<a href='http://www.vip.it/ellen-pompeo-dodici-dita-piedi/ellen_pompeo_piedi3/' title='ellen_pompeo_piedi3'><img width="50" height="50" src="http://www.vip.it/wp-content/uploads/2010/09/ellen_pompeo_piedi3-50x50.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="ellen_pompeo_piedi3" /></a>
<a href='http://www.vip.it/ellen-pompeo-dodici-dita-piedi/ellen_pompeo_piedi2/' title='ellen_pompeo_piedi2'><img width="50" height="50" src="http://www.vip.it/wp-content/uploads/2010/09/ellen_pompeo_piedi2-50x50.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="ellen_pompeo_piedi2" /></a>
<a href='http://www.vip.it/ellen-pompeo-dodici-dita-piedi/ellen_pompeo_piedi1/' title='ellen_pompeo_piedi1'><img width="50" height="50" src="http://www.vip.it/wp-content/uploads/2010/09/ellen_pompeo_piedi1-50x50.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="ellen_pompeo_piedi1" /></a>
<a href='http://www.vip.it/ellen-pompeo-dodici-dita-piedi/ellen_pompeo_piedi/' title='ellen_pompeo_piedi'><img width="50" height="50" src="http://www.vip.it/wp-content/uploads/2010/09/ellen_pompeo_piedi-50x50.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="ellen_pompeo_piedi" /></a>
<br />
</strong></p>
<p><strong><br />
</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>The Pirate Bay documentario</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Sep 2010 21:14:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[televisione]]></category>
		<category><![CDATA[ultime notizie]]></category>

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		<description><![CDATA[Arriva un documentario su The Pirate Bay, a finanziarlo è il pubblico
Più di trentamila dollari raccolti sul sito Kickstarter, in una manciata di giorni. Il documentario racconterà la storia dei tre fondatori della &#8220;baia dei pirati&#8221; e verrà completato solo al termine del processo in corso in Svezia nei loro confronti. Gli utenti hanno versato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>Arriva un documentario su The Pirate Bay, a finanziarlo è il pubblico<br />
Più di trentamila dollari raccolti sul sito Kickstarter, in una manciata di giorni. Il documentario racconterà la storia dei tre fondatori della &#8220;baia dei pirati&#8221; e verrà completato solo al termine del processo in corso in Svezia nei loro confronti. Gli utenti hanno versato volontariamente fino a cinquecento dollari ciascuno.<br />
</em></strong><strong><br />
LUCA CASTELLI</strong></p>
<p><img class="alignleft size-medium wp-image-27847" title="the-pirate-bay" src="http://www.vip.it/wp-content/uploads/2009/11/the-pirate-bay-263x300.jpg" alt="" width="263" height="300" />Tre giorni. E’ quanto è servito al regista svedese Simon Klose per raggranellare i venticinquemila dollari necessari al completamento del suo documentario sui fondatori di The Pirate Bay, la roccaforte internettiana dello smistamento di film, musica, e-book e videogiochi non autorizzati. Nella sua ricerca dell’agognato finanziamento, Klose però ha seguito una via diversa rispetto a quella comune a molti colleghi. Niente incontri con distributori, ipoteche bancarie e tantomeno sale d’attesa negli studi delle major (visto il soggetto del documentario, difficilmente Hollywood si sarebbe mostrata benevolente). Al loro posto, una semplice richiesta di aiuto online.</p>
<p>Klose ha inserito il suo documentario (dal titolo TPB AFK &#8211; The Pirate Bay Away From Keyboard) su Kickstarter, uno dei siti più popolari tra quelli che mettono in diretto contatto artisti e pubblico. O forse sarebbe più corretto dire menti vivaci e pubblico, visto che i progetti in cerca di finanziamento possono essere di qualsiasi natura. Documentari, come quello su The Pirate Bay. Contributi per la registrazione di album musicali. Per la stesura del primo grande romanzo del terzo millennio. Per il lancio di una piccola impresa. O anche per realizzare il proprio sogno e fare il giro del mondo in barca (sì, c’è chi è riuscita a raccogliere ottomila dollari dalle folle digitali per questo).</p>
<p>Come richiedono le regole di Kickstarter, il trentacinquenne regista svedese ha fissato un obiettivo da raggiungere nei trenta giorni disponibili per la campagna: venticinquemila dollari. Se allo scoccare della deadline quella cifra non fosse stata raccolta, il progetto sarebbe stato scartato, i soldi sarebbero rimasti nelle carte di credito degli utenti e tutti amici come prima. Dopo appena tre giorni, poco meno di un migliaio di sottoscrizioni avevano già permesso a Klose di stappare la bottiglia di champagne. E al momento della scrittura di questo articolo, quando di giorni ne mancano ancora ventisei, la cifra è già salita fino a trentaduemila dollari (esiste un limite minimo da raggiungere, non uno massimo che non si possa varcare).</p>
<p>Chi sono questi sostenitori paganti del progetto? E quanto hanno deciso di versare? Se la prima risposta è conosciuta solo dal titolare del progetto, ma è facile pensare ai tanti utenti della community pirata, la seconda è invece una via di mezzo tra il prezzo fisso del mondo dell’altroieri e la fluidità estrema del Web. Klose ha scelto otto livelli, lasciando che il singolo finanziatore decidesse se versare dieci dollari (ottenendo in cambio un link per la visione del film: premio simbolico, vista la licenza Creative Commons che dovrebbe permetterne una facile visione a tutti), venticinque dollari (il link più un dvd del film), sessanta dollari (il link più una t-shirt), salendo fino a cinquemila dollari (proiezione domestica del film alla presenza del regista). Finora nessuno è arrivato a selezionare quest’ultima opzione, ma nove sostenitori hanno scelto il pacchetto da cinquecento dollari (link, dvd, t-shirt e ringraziamento nei titoli di coda).</p>
<p>Con un sistema del genere, non siamo poi così lontani dalla teoria dei mille “veri fan” presentata nel 2008 da Kevin Kelley, quella secondo cui agli artisti del presente e del futuro non converrà più puntare tanto su una massa sconfinata di pubblico anonimo e micropagante (sempre più difficile da raggiungere, vista la concorrenza planetaria, l’intasamento delle reti di distribuzione e comunicazione, l’effetto della “lunga coda” di Chris Anderson, ecc. ecc.), sostituendola invece con la ricerca dei “veri fan”, meno numerosi ma spesso molto più generosi (cinquecento dollari per il proprio nome nei credits di un documentario…) e sempre più a portata di mano grazie ai network digitali che ci collegano tutti come mai in passato. Una teoria che non promette l’acquisto di yacht, la costruzione di ranch fiabeschi e nemmeno l’accumulo di una pensione a cinque stelle, ma che rende probabilmente molto più fattibile – dal punto di vista economico – la realizzazione di progetti creativi/artistici non esageratamente costosi.</p>
<p>Anche su Kickstarter, i miracoli non sono di casa. I soldi non cadono come manna dal cielo e navigando sul sito capita spesso di incappare in idee ben lontane dal raggiungere l’obiettivo prefissato. I trentaduemila dollari (and counting…) del documentario svedese sono più un’eccezione che la regola: le cifre medie sono più basse. Inoltre, ci vuole la lenza giusta per stuzzicare e catturare il pubblico. Nonché la capacità di far conoscere il proprio progetto a chi potrebbe essere interessato a sostenerlo, anche solo per simpatie elettive (in questo, Twitter, Facebook e gli altri social network svolgono un ruolo non indifferente). E’ più facile fare bingo quando i mille fan si hanno già, che non quando li si deve conquistare. Ed è ancora più facile quando un sito assai popolare come The Pirate Bay segnala l’operazione sulla sua homepage, come accaduto al documentario di Klose.</p>
<p>Ci vuole, insomma, la consueta, mitologica e spesso inafferrabile ricetta perfetta a base di talento, intraprendenza e fortuna. Depurata semmai &#8211; e non è poco &#8211; dalla variabile delle raccomandazioni e della scelta dall&#8217;alto. Dal lato del pubblico, invece, si ha spesso l&#8217;impressione di muoversi nelle profondità di un suk colorato, chiassoso, disorganizzato, incerto (ogni finanziamento è una simbolica dichiarazione di fiducia: il documentario su The Pirate Bay verterà per esempio sul processo in corso in Svezia contro i fondatori del sito, ancora ben lontano dal concludersi, e chissà quando vedrà la luce…), soggetto comunque a determinate regole (su Kickstarter può presentare un progetto solo chi ha a disposizione un indirizzo e un conto bancario americano), dove non si ragiona sul lungo termine, i pirati non sono tutti romantici come sembrano e per quanto le cose possano andare bene circoleranno sempre pochi spiccioli rispetto ai trilioni di dollari spostati sui tavoli da risiko in cima ai grattacieli dell’alta finanza, degli Avatar o delle Lady Gaga. Eppure, nonostante la distanza siderale da quelle altezze rarefatte, nel suk capita spesso di ritrovarsi a respirare un&#8217;aria insolitamente fresca. O quantomeno, umana. Ed è forse anche per questo che sono sempre più numerosi i casi di artisti che seguono una strada simile, magari affiancandola a soluzioni produttive e distributive più tradizionali (in un mondo dove convivono e si intrecciano una dimensione fisica e una digitale, dal punto vista economico e anche filosofico, l&#8217;ibrido è spesso la soluzione ottimale).</p>
<p>da <strong>LA STAMPA</strong></p>
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		<title>Zoe Saldana sexy lingerie per Calvin Klein</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Sep 2010 21:14:00 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Zoe, bellezza caraibica
La Saldana testimonial Calvin Klein
Un fisico che non mostra il minimo segno di imperfezione, una bellezza sensuale ed esotica e lo sguardo ammaliante. Zoe Saldana seduce in lingerie per Calvin Klein, di cui è diventata sexy testimonial per la linea Underwear della prossima collezione. La bellissima trentaduenne di origini dominicane, eroina femminile di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Zoe, bellezza caraibica<br />
La Saldana testimonial Calvin Klein</strong></em></p>
<p><img class="alignleft size-medium wp-image-75869" title="Zoe_Saldana_calvin_klein1" src="http://www.vip.it/wp-content/uploads/2010/09/Zoe_Saldana_calvin_klein1-236x300.jpg" alt="" width="236" height="300" />Un fisico che non mostra il minimo segno di imperfezione, una bellezza sensuale ed esotica e lo sguardo ammaliante. Zoe Saldana seduce in lingerie per Calvin Klein, di cui è diventata sexy testimonial per la linea Underwear della prossima collezione. La bellissima trentaduenne di origini dominicane, eroina femminile di &#8220;Avatar&#8221; e coprotagonista dell&#8217;ultimo &#8220;Star Trek&#8221; lascia senza fiato.</p>
<p>Negli scatti in bianco e nero della campagna pubblicitaria l&#8217;affascinante Zoe appare in tutta la bruna bellezza caraibica.</p>
<p>Curve e linee perfette, su un volto intenso per un metro e 70 di altezza, l&#8217;attrice è entrata a pieno titolo nel fashion system e nella sua scalata verso l&#8217;Olimpo del cinema Usa è quasi giunta al traguardo.</p>
<p>da <strong>TGCOM</strong></p>
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<a href='http://www.vip.it/zoe-saldana/zoe_saldana_calvin_klein4/' title='Zoe_Saldana_calvin_klein4'><img width="50" height="50" src="http://www.vip.it/wp-content/uploads/2010/09/Zoe_Saldana_calvin_klein4-50x50.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="Zoe_Saldana_calvin_klein4" /></a>
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</strong></p>
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