Archive for cinema

Mar
12

Pattinson Twilight registra album

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robert_pattinson_kristen_stewartTwilight, Pattinson diventa musicista
L’attore vuole registrare un album
Robert Pattinson, attore di Twilight e ora al cinema nel drammatico Remember me con Pierce Brosnan, vuole registrare un album. Il protagonista della saga sui vampiri, cui ha contribuito anche con alcune tracce nella colonna sonora, ha affermato di non avere al momento il tempo per entrare in studio di registrazione. Il giovane attore e’ un esperto musicista, di chitarra classica e pianoforte.

da Ansa.it

Categories : cinema, musica
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“Io, Freddy Krueger professione incubo”
L’attore di “Nightmare”: i film del terrore sono una palestra importante per i giovani talenti


FULVIA CAPRARA

ROMA

freddy-krueger-orvietoNon sparate sugli horror, non considerateli film di serie b, non giudicate i loro interpreti come attori di scarse qualità, destinati a restare chiusi dentro la gabbia del loro (spaventoso) personaggio. Se lo dice Robert Englund, mattatore della saga di Nightmare nei panni del povero Freddy Krueger, il mostro con la faccia sfregiata dalle ustioni che turba i sonni di chi gli ha fatto del male, c’è da fidarsi. Prima di tutto, la questione finanziaria: «Il grande successo che il genere horror ha sempre riscosso, ovunque nel mondo, soprattutto fra i giovani, serve a raccogliere capitali che poi vengono re-investiti in pellicole di altro tipo. Per esempio in quel cinema indipendente che, proprio in questi anni, sta dando ottimi frutti». Ma non è tutto: «I film del terrore sono una palestra importante per i giovani talenti, servono per misurarne la capacità inventiva, per farli esercitare». E guai, naturalmente, a dire che far paura è un gioco da ragazzi: «Tutti i grandi si sono cimentati nel settore, da Roman Polanski con Rosemary’s baby a Martin Scorsese con Shutter Island».

Quanto agli attori, Robert Englund, che nei prossimi giorni riceverà a Orvieto, in occasione del primo «Fantasy horror Awards», il premio alla carriera, beh, le soddisfazioni non mancano, e lui ne è la prova: «Quando mi è arrivata l’offerta di recitare in Nightmare avevo 30 anni, lavoravo già da un po’e ho pensato che potevo cogliere l’occasione e godermela. L’enorme successo internazionale è stato una sorpresa, una bellissima sorpresa, che mi ha aperto un sacco di porte e mi ha dato la possibilità di recitare anche in Europa». Insomma, nessuna ossessione, nessun timore di restare Krueger per sempre: «Proprio no, per me Freddy è stata una benedizione, da quando l’ho incontrato sono stato chiamato spesso per fare personaggi ambigui, un po’ come è accaduto a Vincent Pryce e Klaus Kinski». I fan, poi, «sono adorabili, così seri e affezionati», e l’eccessiva curiosità dei fotografi non dà «nessun fastidio». L’unica, vera, croce di un divo dell’horror è il trucco: «Ore e ore trascorse sotto le mani degli esperti, all’inizio di una giornata di riprese, e poi di nuovo alla fine, quando sei stanco e vorresti solo andartene. Ecco, quella del make-up è veramente una prova difficile. Ma non sono certo il solo, so che certi interpreti del Signore degli anelli hanno avuto esperienze ancora più terribili». E poi ci sono le soddisfazioni: «L’altra sera, durante la cerimonia degli Oscar, c’è stato il tributo ai film horror e tra le varie immagini si è vista anche la mia».

Resta da capire perchè Freddy Krueger faccia ancora oggi (la sua prima apparizione risale all’84) così tanto spavento: «Mi piacerebbe poter dire che è tutto merito della mia interpretazione, ma la verità è che il regista del primo Nightmare, Wes Craven, ha avuto intuizioni grandiose e le ha realizzate meravigliosamente. Avere un incubo è un’eventualità che riguarda tutti, in ogni luogo della terra. L’idea che in un incubo possa apparire sempre lo stesso fantasma è terrorizzante perchè non prevede alcuna possibilità di difendersi». Fedele alla regola dello spettacolo per cui, fuori dallo schermo, i comici sono spesso seri se non addirittura tristi, e i cattivi sono buonissimi, Robert Englund, a dispetto della smorfia sadica di Krueger, ha un carattere gioviale e passioni molto sane: «Non vedo l’ora di venire in Italia, in Umbria, per bere del buonissimo vino e mangiare dell’ottima pasta». Sarebbe anche felice di incontrare la famiglia Argento: «In America amiamo moltissimo il cinema di Dario, è un autore fantastico. Il suo film che preferisco è Suspiria, un capolavoro. Anche Asia mi piace molto, è un’attrice veramente coraggiosa».

In attesa di lanciarsi nei prossimi impegni (ha appena finito di girare a Barcellona I want to be a soldier di Christian Molina), Englund va al cinema, a vedere i successi del momento: «Sono di ampie vedute, mi piace comprare una montagna di pop-corn, mettere gli occhialini, e divertirmi con Avatar e con Alice nel paese delle meraviglie. Sono esperienze che riportano al gusto primordiale dell’andare a vedere i film in una sala cinematografica». C’è solo una cosa in grado di intaccare il buonumore di Robert Englund. Solo una, e non è il fatto che nell’attesissimo remake di A Nightmare on Elm Street (in aprile sugli schermi Usa) il suo posto sia stato preso da Jackie Earle Haley: «Ho una paura terribile dei serpenti, l’ho sempre avuta, un’estate, quando ero hippie, ho avuto una brutta esperienza, e da allora la paura è diventata ancora più grande».

da LA STAMPA

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Brolin e Cohen i nuovi Men in Black?

men_in_black_brolinChe gli alieni comincino a tremare, tornano gli uomini in nero. La saga ‘Men in Black’ sarà al cinema con un terzo episodio con un passaggio di testimone: Will Smith e Tommy Lee Jones chiedono il cambio a Josh Brolin e Sacha Baron Coehn, coppia inedita ma che potrebbe riservare grandi sorprese.

Accennata la trama: è previsto un viaggio nel tempo per Agent J (che dovrebbe essere Cohen), che incontrerà una versione ringiovanita di Agent K (Brolin sarà un Tommy Lee Jones più giovane). Del cast dovrebbe far parte anche Jemaine Clement, attore americano poco conosciuto dalle nostre parti.

In un primo momento anche Smith e Lee Jones sembravano propensi a partecipare al sequel ma della loro presenza non se ne ha notizia. A far gola agli attori saranno stati probabilmente gli incassi da capogiro dei primi due episodi, che insieme hanno guadagnato circa un miliardo di dollari.men_in_black_cohen

Prima che il progetto si concretizzi, il nuovo cacciatore di alieni Josh Brolin non se ne starà con le mani in mano: infatti l’attore ha preso parte ad una serie di progetti interessanti, tra cui il seguito di ‘Wall Street’ e il il film di Woody Allen ‘You will meet a tall dark stranger’. Cohen invece ha preso una piccola pausa dopo aver divertito il mondo con il suo irreverente ‘Bruno’, personaggio caricaturale che dà nome anche al suo film.

da CINEMA.EXCITE.IT

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Lindsay Lohan chiede 100 milioni di dollari di danni per uno spot: video

calze_rotte_lindsay_lohanCome si dice, piove sul bagnato. Non ci riferiamo alle avverse condizioni meteorologiche di questa settimana, ma ai comportamenti nervosetti che da un bel po´ di tempo sta assumendo Lindsay Lohan. L´attrice americana fa spesso parlare di sé.

Dopo aver lanciato una bevanda contro dei paparazzi ad una sfilata di moda nel capoluogo lombardo, questa volta sporge denuncia contro una nota compagnia finanziaria di Wall Street, l´E – trade. Ad averla fatta così agitare è stato uno spot pubblicitario in cui viene fatto il suo nome (Lindsay) associato al termine `milkaholic´. La cantante è andata su tutte le furie, certa che il riferimento sia stato fatto a lei.

Ora due sono le soluzioni: o si voleva far riferimento ad una persona che beve molto latte o ad una persona per l´appunto alcolizzata. È chiaro che la Lohan abbia preso sul personale la seconda possibilità. È noto che l´abuso di alcool sia una ferita ancora aperta della star americana e forse per questo ha mal digerito lo spot. Spot che è andato in onda durante il Superbowl, la finalissima del campionato di football guardata da oltre 100 milioni di americani. Questo dato ha fatto sì che la Lohan pretendesse un risarcimento di ben 100 milioni di dollari oltre alla sospensione immediata dello spot.

Lorena Stolfa

da BARIMIA.INFO

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Mar
10

Morto l’attore Corey Haim

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È morto Corey Haim, star dei teen movie degli anni Ottanta

Corey_HaimLa stella di film degli anni Ottanta come Ragazzi perduti e Unico indizio la luna piena, il canadese Corey Haim, è stato trovato morto questa mattina nella sua abitazione di Los Angeles, a soli 38 anni, vittima di una probabile overdose accidentale.

Dagli anni Novanta la carriera di Haim aveva subito una brusca flessione, e l’attore ha interpretato quasi esclusivamente produzioni per la tv o straight to video di certo non memorabile qualità.

Recentemente era apparso in Crank 2, nel quale interpretava un piccolo ruolo estremamente autoironico rispetto la sua immagine pubblica.

da COMINGSOON.IT

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