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Sampdoria e Cassano battono la Juventus 1 a 0
Posted by: | CommentsBianconeri sconfitti per 1-0
Un eurogol che avvicina la Sampdoria al sogno Champions League. La magia di Cassano (con colpevole complicità di Chimenti) stende la Juventus, i blucerchiati vincono 1-0 nel posticipo della 29esima giornata di serie A, scavalcano i bianconeri e agganciano il Palermo al quarto posto. Tutto troppo bello per la squadra di Del Neri e per il tecnico di Aquileia arriva anche la soddisfazione della prima vittoria in carriera ai danni della Vecchia Signora. Male la squadra di Zaccheroni che non dà mai l’impressione di poter vincere la gara e che al 77’ incassa la rete che decide la partita. Per i bianconeri si chiude nel peggiore dei modi una settimana da incubo, inziata con il 3-3 interno con il Siena (dal 3-0), proseguita con l’umiliante eliminazione in Europa League (4-1 a Londra contro il Fulham) e chiusa con la magia di Cassano che allontana ancor di più la Juve dall’ultimo obiettivo della stagione, il quarto posto che oggi Palermo e Samp si dividono. Si comincia con qualche novità nelle due formazioni.
Titolare Cassano che non giocava dal 1. minuto dal 17 gennaio. Il barese prende il posto di Pozzi e si piazza alle spalle di Pazzini. Sulle fasce Semioli e Guberti. Un rientro anche nella Juve che, dopo 5 mesi, ritrova Iaquinta nell’11 di partenza. Con lui c’è Del Piero, sulla trequarti Diego. Cancellare l’umiliante ko di Londra e riprendere la corsa verso il 4^ posto l’obiettivo dei bianconeri, ma anche la Samp ha grandi stimoli. Pazzini e Cassano si cercano e si trovano, ma dopo la disastrosa prestazione con il Fulham, attento e concentrato Cannavaro che guida bene il reparto. Gara combattuta, un paio di occasioni per Iaquinta e finale di marca doriana. Al 35’ Marchisio respinge sulla linea il colpo di testa di Cassano che, al 42’, tutto solo, calcia su Chimenti da ottima posizione. Nella ripresa, al 13’, Del Piero sfiora il gol con un bel destro a girare, al 19’ liscio in area di Pazzini liberato da Semioli.
Al 28’ colpo di testa in tuffo di Gastaldello, Chimenti è attento. Ma al 32’ Cassano lo sorprende con un destro dai 30 metri che il portiere tocca ma non respinge: 1-0 Samp. Nel finale liguri vicini al raddoppio, Juve incapace di reagire e al secondo ko in quattro giorni. E mercoledì c’è la difficilissima trasferta di Napoli. La zona Champions ora è seriamente a rischio.
da lastampa.it
Milan pareggia col Napoli e non sorpassa Inter
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Milan, il sorpasso non riesce
La squadra di Leonardo bloccata dal Napoli (1-1). Vincono Atalanta con Livorno (3-0), Lazio a Cagliari (0-2), Siena con il Bologna (1-0). Pareggiano Bari- Parma (1-1) e Chievo-Catania (1-1)
ROMA – La nuova capolista non c’è. Il Napoli ferma il Milan (che deve anche recuperare), dunque l’Inter resta padrone del campionato. La giornata è quindi positiva per la Roma, che recupera sulle due milanesi e si propone come terza incomoda per lo scudetto. Stasera, per il quarto posto, Sampdoria-Juventus. Nelle altre gare il Bari rimonta il Parma, il Catania evita la sconfitta a Verona contro il Chievo, ma è nella parte bassa della classifica che qualcosa si muove davvero ed in modo significativo: i colpi importanti sono della Lazio, travolgente e convincente a Cagliari, dell’Atalanta che scavalca in classifica il Livorno nello scontro diretto lasciandolo solo come fanalino di coda, del Siena che supera anche il Bologna e conferma di voler rendere la vita difficile a tutti.
Atalanta-Livorno 3-0
I bergamaschi sono motivati e non danno tregua al Livorno: Padoin sfrutta la chance, ma l’Atalanta spreca ancora. Nella ripresa non cambia il trend ed è Chevanton a chiudere i conti con un rasoterra. Il Livorno molla: Ferreira realizza il terzo gol con una deviazione sotto porta.
Bari-Parma 1-1
I pugliesi non sono al top, ed il Parma ne approfitta, grazie anche alla sfortunata deviazione di Belmonte su un tiro di Zenoni. E’ un altro Bari nel secondo tempo, ma la traversa respinge un tiro di Meggiorini. La rincorsa finisce grazie all’affondo di Andrea Masiello: il difensore si trasforma in attaccante, dribbla un paio d’avversari e poi chiude lo scambio con Alvarez in modo vincente.
Cagliari-Lazio 0-2
Lo scossone mentale c’è stato alla Lazio, mental coach oppure no: Rocchi porta subito in vantaggio i suoi, poi Floccari dribbla tre difensori e raddoppia. Non cambia nulla nei secondi ‘45, anzi la Lazio non sfrutta numerose altre occasioni.
Chievo-Catania 1-1
E’ l’unica partita di A senza gol nei primi quarantacinque minuti. Il Chievo domina ma non segna, e gli viene negato anche un evidente rigore su Pellissier. Ma è proprio l’attaccante a sbloccare il risultato, evitando il fuorigioco e finalizzando sul primo palo. Il Catania si sveglia, ed un contatto Yepes-Maxi Lopez viene punito con il penalty, realizzato proprio dall’argentino.
Milan-Napoli 1-1
Il Milan parte bene, ma è il Napoli a monetizzare: Lavezzi, sul filo del fuorigioco, offre l’assist giusto a Campagnaro, mentre Oddo stende Abbiati: Rossoneri sotto choc, ma gli azzurri non ne approfittano ed Inzaghi è bravo di testa a far pari. Il secondo tempo è divertente, con tante occasioni per entrambi i club che se la giocano fino all’ultimo secondo senza superarsi.
Siena-Bologna 1-0
Il Siena conferma lo stato di grazia: dieci minuti e Larrondo fa già festeggiare Siena. Il Bologna reagisce, ma senza fortuna: Adailton e Britos sprecano buone occasioni.
Fiorentina-Genoa 3-0 (giocata ieri)
Non c’è partita, con i viola che vanno in gol nei primi minuti con Santana e poi dilagano nel secondo tempo con Gilardino (rigore) e Babacar
Palermo-Inter 1-1(giocata ieri)
I campioni d’Italia partono col piede giusto, e segnano con Milito (rigore) su un Palermo intimorito, che si sveglia solo dopo lo svantaggio: Cavani pareggia. Poi tante occasioni, ma senza successo.
Roma-Udinese 4-2 (giocata ieri)
E’ la serata di Vucinic. Una tripletta show che regala alla Roma un successo che l’avvicina all’Inter. In realtà la vittoria è stata più sofferta di quel che dice il risultato: l’Udinese – dopo lo 0-2 (Toni, Vucinic) iniziale – aveva riequilibrato la gara con una doppietta di Di Natale. Poi Vucinic ha deciso il match.
di PAOLO ROSSI da repubblica.it
Mancini alla Juventus e Mourinho al Manchester City ?
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E’ toto allenatori: Mancini alla Juve
Sui giornali inglesi comincia il valzer delle panchine: Il giro più clamoroso riguarda le squadre italiane. Il Manchester City vuole Mouirinho, il Mancio sulla panchina dei bianconeri
LONDRA - Toto-allenatori sui giornali inglesi della domenica. Impazzano voci che in un modo o nell’altro ci riguardano. La prima: lo sceicco di Abu Dhabi, proprietario del Manchester City, è pronto a presentare questa estate un assegno già firmato a Josè Mourinho e a dirgli, “ci metta lei la cifra che vuole”, insomma è pronto a pagare qualsiasi somma e a fare del portoghese l’allenatore più ricco del mondo, pur di portarlo al suo club per condurlo, opportunamente rinforzato, a trionfi in patria e in Europa. Va bene, ma in tal caso dove finirà Roberto Mancini? Ecco la seconda voce: alla Juventus. Non era solo per vedere il Fulham, suo avversario di oggi in Premier League, che Mancio si trovava in tribuna per gli ottavi di ritorno dell’Europa League in cui è stata sconfitta, umiliata ed eliminata la Juve: in quella occasione, dicono le indiscrezioni, ha avuto modo di incontrare Roberto Bettega e altri dirigenti della società bianconera, in vista di un possibile suo trasferimento a Torino.
Se ciò avvenisse, nota il Sunday Mirror, sarebbe la terza volta che Mancini prende il posto di Zaccheroni: è già accaduto alla Lazio e all’Inter. Il favorito per la panchina della Juventus, secondo il giornale domenicale inglese, rimane Prandelli, ma la sua destinazione più probabile “è la nazionale, al posto di Lippi, dopo i mondiali in Sud Africa”, senza contare che la Fiorentina vorrebbe tenerselo per altri cinque anni. In tal caso, “Mancini è l’opzione numero due della Juve”, sostiene il Mirror, e la cosa non dispiacerebbe affatto a lui: “Sarebbe difficile per Roberto dire di no a un’offerta simile”, dichiara al tabloid una fonte “vicina” al tecnico italiano. “E’ uno dei posti più importanti nel calcio italiano, è come andare ad allenare il Manchester United o il Real Madrid”.
Naturalmente non è da escludere che Mancio rimanga dov’è. Nonostante risultati altalenanti, e la delusione dell’eliminazione dalla Coppa di Lega, il suo City è ancora in corsa per il quarto posto in Premier League che lo qualificherebbe per la Champions della prossima stagione, l’obiettivo minimo fissato dallo sciecco miliardario che ha acquistato il club lo scorso anno. Il City ha cinque punti di distacco dal Tottenham, che è attualmente quarto, ma deve giocare due partite in più, e se vincesse entrambe potrebbe sorpassarlo. I media inglesi continuano ad essere affascinati da Mancini: oggi l’inserto moda del Times gli dedica un ritratto, analizzando il suo stile di abbigliamento, a partire dalla sciarpa, e perfino il modo in cui gesticola a bordo campoi durante le partite, “con la grazie di un ballerino di danza classica”.
Se Mancini lascerà il City, la prima scelta dello sceicco sarebbe Mourinho, per il quale la proprietà è pronta a spendere qualunque cifra. Ci sono però due ostacoli al suo possibile arrivo a Manchester: il primo, di sicuro pretenderebbe una dispendiosa campagna acquisti per rafforzare ancora di più una squadra che stenta comunque a entrare fra le “top 3″ della Premier League e le più forti d’Europa; e il secondo è che Josè è già, insieme a Fabio Capello, l’allenatore meglio pagato del mondo. Non è detto che basterebbe qualche milione di euro in più all’anno a portarlo al City, se nelle sue mire ci fossero altre squadre. Come il Liverpool, per esempio: altre voci, sulla stampa inglese di oggi, lo danno in arrivo al posto di Rafa Benitez (che andrebbe al Real Madrid), specie se il Liverpool non si qualificherà per la Champions League, obiettivo che continua a rincorrere in competizione con Tottenhamm e Manchester City. Ma le stesse voci dicono che Mourinho, pur tentato dall’idea di ricostruire una dinastia vincente a Liverpool, accetterebbe solo se gli attuali proprietari americani, i miliardari Hick e Gillett, fossero rimpiazzati da un nuovo assetto societario. Una scalata al Liverpool è in effetti in corso; e Mourinho, come i tifosi della squadra, a quanto pare non si fida di avere come boss degli americani.
E a proposito di scalate, le ennesime indiscrezioni rivelano che i Red Knights, i Cavalieri Rossi, come sono stati soprannominati gli investitori della City che cercano di portare via il Manchester United a un altro contestato miliardario americano, l’attuale proprietario Malcom Glazer (sembra con il sostegno tacito dell’allenatore Alex Ferguson), avrebbero ormai raccolto 1 miliardo e 250 milioni di sterline, la cifra che ritengono necessaria per portare a compimento l’operazione. La presenteranno a Glazer a fine stagione. Sarà, parafrasando Don Corleone, un’offerta che non si può rifiutare?
ENRICO FRANCESCHINI da repubblica.it
Roma batte Udinese 4 a 2
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Toni e Vucinic, la Roma cala il poker
La vetta è lontana quattro punti
L’attaccante montenegrino della Roma Mirko Vucinic
Meno quattro dall’Inter, a due turni dalla sfida diretta con i nerazzurri. La tripletta di Vucinic e la grande serata di Menez lanciano in orbita la Roma, che, senza pedine fondamentali come Totti, De Rossi, Pizarro e Mexes, supera per 4-2 un’ottima Udinese e si tiene in corsa per una lotta al titolo che dunque resta aperta anche per merito dei capitolini. Tante e significative anche le defezioni per Marino, che senza i vari D’Agostino, Basta, Domizzi ed Obodo, preferisce Sanchez a Pepe nel tridente che contiene anche Di Natale e Floro Flores Giallorossi in vantaggio al 15’: Faty pesca Toni appena fuori dall’area, il bomber lavora con il corpo su Lukovic e poi centra l’angolino con un rasoterra. Raddoppio romanista al 24’: l’assist di Menez è preciso per Vucinic, che sfrutta l’indecisione di Zapata per piazzarla sul secondo palo.
Al 38’ l’Udinese in accorcia le distanze: Pierpaoli indica il dischetto dopo un contatto tra Brighi e Sammarco, Di Natale è implacabile. Nella ripresa, dopo una grande azione di Menez, i friulani pareggiano ancora con il capitano, che approfitta di un pallone vagante per battere ancora Julio Sergio. Passano 5’ e la Roma è ancora avanti: Isla frena in area Menez, rigore per i padroni di casa e Vucinic firma dal dischetto il 3-2. Poker della Roma al 36’: grande azione personale di Menez, che entra in area e mette al centro, la sfera arriva a Vucinic che di piatto sigla il 4-2 che gli vale la tripletta.
da lastampa.it
Palermo Inter pareggio che serve al Milan
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Tra Palermo e Inter un pareggio giusto
Apre Milito su rigore, Cavani risponde su assist di Miccoli: 1-1 al Barbera e ora il Milan ha la possibilità di salire da solo in vetta alla classifica battendo il Napoli a San Siro. In ogni caso una buona prova dell’undici di Mourinho, cui si è opposto un Palermo pronto a lottare su ogni palla
Ci può essere un pareggio giusto, senza polemiche, tra una squadra più tecnica e un’altra più agguerrita? Evidentemente sì, anche se sta diventando una rarità nel nostro campionato. Tra Inter e Palermo finisce 1-1 e si può quasi dire che tutti siano contenti.
Perché se da una parte è vero che ora i nerazzurri di Mourinho rischiano di perdere la vetta della classifica, è altrettanto ovvio che dopo le fatiche londinesi Zanetti e compagni avrebbero potuto rischiare ben di più su un campo complicatissimo come quello del Barbera, di fronte a un Palermo fresco e voglioso di stupire.
E invece l’avvio è tutto nerazzurro, con Diego Milito che colpisce un palo da posizione impossibile e tre minuti dopo firma il vantaggio della capolista su rigore, a seguito di un fallo ingenuo di Bovo che affossa Lucio in area.
Al 17′ “El Principe” sfiora il raddoppio di testa, ma spara alto mancando il colpo del ko, mentre il Palermo cresce progressivamente grazie alla verve di Javier Pastore, che inizia a guizzare alla sua maniera. Ed ecco che arriva come un fulmine il pareggio rosanero, sulla prima indecisione difensiva interista: Samuel e Santon fuori posizione, Lucio a metà strada e Miccoli può tagliare dentro un gran pallone con il mancino liberando il compagno di reparto Edison Cavani, semplicemente mortifero con il rasoterra di destro sul primo palo: al 24′ è 1-1 (foto AP/LaPresse).
Dopo un attimo di empasse, l’Inter riprende l’iniziativa e sfiora il gol al termine di una bella triangolazione a lungo raggio tra Sneijder e Maicon, con il br5asiliano che sbaglia di testa in coordinazione precaria. I padroni di casa però rispondono colpo su colpo e l’ultima occasione del primo tempo arriva sul piede di Miccoli, che calcia a lato da buona posizione.
Nella ripresa la gara scende un po’ di tono, mentre cresce il numero di falli, con l’arbitro Damato comunque bravo nella maggior parte delle valutazioni (da segnalare anche la prova perfetta dei due guardalinee). Mourinho quindi prova a svegliare i suoi inserendo Pandev e Motta e passando così alla stessa formazione di Stamford Bridge.
Le energie nelle gambe nerazzurre, però, sono quelle che sono e il possesso della capolista è più sterile del solito.
Cavani spreca al 71′ calciando altissimo al termine di un veloce contropiede, ma l’occasione migliore del secondo tempo capita sulla testa di Walter Samuel, che gira a lato di un niente l’angolo di Sneijder al 74′. Nei minuti finali il Palermo si difende con i denti e Sirigu deve intervenire solo su un tentativo di pallonetto di Maicon, mentre la partita si chiude dall’altra parte con la respinta di pugno di Julio Cesar sulla punizione maligna di Miccoli.
Il Palermo esulta, mentre l’Inter si deve accontentare dell’1-1, che comunque non è un risultato da buttar via. Ora la palla passa a Milan e Napoli, senza dimenticare la Roma…
Luca STACUL da Eurosport via Yahoo



