Archive for March 3rd, 2010
Razzoli ritorno a casa
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Il Razzo riabbraccia la sua gente
Commozione e felicità sincera per il rientro dell’eroe di Vancouver: senza di lui e il suo oro nello slalom l’Italia sarebbe 24esima, davanti solo a Estonia e Kazakistan. Salvatore della patria? “Ma no – dice il Razzo – ho fatto solo quello che ho potuto”
Il momento più bello? Quando i suoi occhi lucidi incontrano quelli di sua madre Tiziana, fino a quel momento sorridente ma schiva, abilissima a fare lo slalom tra gli obiettivi di macchine fotografiche e telecamere per non finire inquadrata. Ma c’è una foto alla quale la signora non poteva sottrarsi: quella che la vede abbracciata al figlio con una medaglia d’oro che spezza il loro sorriso. Dieci, cento flash: poi un sorriso… “adesso basta però!” esclama la signora Tiziana che si ritrae immediatamente.
Giuliano, appena atterrato alla Malpensa dal volo intercontinentale che ha riportatato a casa lui e la sua medaglia d’oro, è sorridente e un po’ stordito. Gli amici lo descrivono in modo molto sincero: “Bravo, buono e un po’ distratto – dice uno di quelli che è arrivato apposta da Razzolo – dimentica tutto in giro. Stavolta la medaglia secondo me non se l’è tolta un’attimo dal collo”.
In realtà l’ha tenuta soprattutto al sicuro, in tasca: “Ma solo perché pesa una cifra – scherza il Razzo – non so quante foto ho già dovuto fare”.
Razzoli sorride, e si gode qualcosa che forse solo lui credeva possibile: “Ci avevo scommesso – ammette – era una scommessa soprattutto con me stesso che avevo firmato su un fogliettino che mi sono portato in tasca tutto il tempo. Ci credevo in quest’oro perché sapevo di avere delle possibilità e volevo giocarmele tutte fino all’ultimo”.
Ma Giuliano è il primo a riconoscere che non ha vinto da solo l’unico oro italiano di questa edizione: “Su un podio non ci si arriva mai da soli, ci sono un sacco di persone che mi hanno aiutato ad arrivare fin qui. Devo ringraziare gli amici, la famiglia, l’Esercito”.
I fan sono uno spettacolo: tre pullmann sono arrivati da Villa Minozzo partendo alle quattro del mattina. Bandiere, tute, pettorine personalizzate, persino la banda. E i festeggiamenti sono già cominciati: “I miei fan sono emiliani come me, a loro piace divertirsi. Anche a me: ma prima che possa divertirmi e andarmene in vacanza c’è ancora Garmisch, una tappa importante. Prima ero abituato a dire che con i miei fan avevo già vinto perché mi sostenevano ovunque, anche quando perdevo, o non arrivavo neppure al traguardo. Stavolta ho fatto vincere un po’ anche loro”.
Quanto all’Esercito… per capire quanto sia forte il legame tra questo ragazzo solido e l’arma lo si vede dalle pacche sulle spalle dei commilitotoni e dal sorriso timido del colonnello Mosso che è venuto ad accoglierlo, ma anche dal bell’abbraccio con Marco Albarello che oggi con lui, oltre alla divisa, condivide anche il ricordo di un oro olimpico (staffetta 4×10 di fondo a Lillehammer) e che lontano da block-notes e microfoni dice la cosa più sacrosanta: “Se la merita quella medaglia perché è un bravo ragazzo e sa soffrire”.
Sottoscriviamo.
Eurosport
Italia Camerun pareggio noioso
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Bell’Italia… ma solo per dieci minuti!
Allo Stade Louis II del Principato di Monaco, l’Italia non va oltre lo 0-0 con i Leoni Indomabili del Camerun. Partita deludente, soprattutto nella prima frazione. Meglio la ripresa anche se lo sprint azzurro è durato poco più di dieci minuti
Uno 0-0 che darà sicuramente il via ad una settimana di polemiche su questa nazionale ancora work in progress. C’è, però da dire che il pareggio è il risultato più giusto per una partita, quella tra Italia e Camerun, durante la quale le due nazionali hanno fatto vedere davvero poco. Per l’Italia qualche buona invenzione di Cossu nel primo tempo e dieci minuti giocati a buon livello nella ripresa. Per il Camerun, sempre e solo tanto Eto’o.
Lippi si presenta all Stadio Louis II del Principato di Monaco per onorare l’appuntamento con il Camerun schierando in campo un’inedita difesa a 3. I fiducosi parlano di nuovi schemi provati dal ct azzurro, dando così credito alle parole del Marcello nazionale (Provare cose nuove. Perchè la differenza tra una retroguardia a tre o a quattro può diventare minima), i maligni, invece, credono che il quarto posto sia stato lasciato vuoto per Alessandro Nesta, il cui ennesimo no alla nazionale ha convinto anche Galliani a tornare sull’argomento. Per ora, però, Così è, se vi pare…
La partita inizia nel segno dell’amichevole, ma gli animi si accendono presto, sia per la manifesta volontà di Eto’o di dimostrare che la sua squadra può puntare in altro, sia per il gol annullato (giustamente) a Chellini al 13′ sugli sviluppi di un calcio d’angolo. Proprio Chiellini pare essere il più nervoso in campo, lo juventino, dopo appena 20 minuti di gioco, viene ammonito per comportamento falloso reiterato. Non che i giocatori del Camerun ci vadano giù leggeri: ammonito anche Eyong per un’entrata killer su Pirlo. Ed effettivamente sono solo i numerosi falli a tenere viva la prima frazione di gioco: se si escludono un paio di buone giocate di Cossu, il primo tempo è ben poca cosa.
E se squadra che vince non si cambia, squadra che delude deve essere modificata: Lippi torna quindi ad una retroguardia a 4, decidendo per 4 cambi: dentro Gattuso, Marchisio, Montolivo e Pazzini, fuori Pirlo, De Rossi, Criscito e Borriello.
Dopo 120 secondi, gli azzurri si portano in zona tiro con Di Natale a cui si oppone Hamidou. Il secondo tempo dà l’illusione di poter vedere qualcosa di buono. Al 55′ l’Italia prova un nuovo affondo con la bella verticalizzazione di Marchisio per il sinistro incrociato di Pazzini, che fa il movimento giusto ma non impatta il pallone nel migliore dei modi, trovando così la respinta di Assou-Ekotto. Purtroppo, però, è solo un’illusione. La partita non decolla, non ci sono spazi per i piedi raffinati dei nostri giocatori e la scontro si consuma soprattutto sul piano fisico. Al 70′ l’Italia si riporta in avanti e sugli sviluppi di un corner, sfiora il gol: palla lunga sul secondo palo, un tocco di Quagliarella riporta il pallone al limite dell’area piccola dove Bonucci potrebbe girare a rete, ma Hamidou esce a tempo e riesce ad allontanare la minaccia. Adieci minuti dalla fine sono i Leoni Indomabili a tentare lo scherzetto, ma il guardalinee è attento a segnalare il fuorigioco millimetrico di Webò. Sul finire di partita, è il Camerun a rendersi più pericoloso, ma questa non è serata di gol… purtroppo neanche di emozioni e bel gioco.
Eurosport
Dunga no a Pato Ronaldinho e Diego
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Dunga scarica
Pato e Ronaldinho
Il ct del Brasile ha deciso: “Le possibilità le ho date a tutti. Chi voleva far parte del gruppo ha avuto modo di dimostrarlo. E io ho già scelto su chi puntare”. Parole che suonano come un addio anche per Diego
SAN PAOLO – Le porte per la “Seleçao” per Ronaldinho e Pato sembrerebbero essersi chiuse. Almeno fino ai mondiali. Lo ha fatto capire il ct Carlos Dunga dopo la netta vittoria sull’Eire. “In 3 anni e mezzo ognuno ha avuto la possibilità di mostrare cosa aveva da dare. Ho dato a tutti i giocatori 5 o 6 opportunità per giocare (i milanisti l’hanno avuta alle Olimpiadi, ndr). Adesso spetta a me decidere chi andrà in Sudafrica”, ha dichiarato. “Quello che importa è l’impegno e ciò che si mostra in campo. Il primo criterio per andare ai mondiali è questo, poi vengono l’entusiasmo, la passione per la Seleçao, l’emozione di vestire la maglia verdeoro. E in questo Robinho è un esempio”.
RONALDINHO E’ IL PASSATO – Poi ad una domanda diretta riguardante Ronaldinho è stato più esplicito: “Un tempo Pelè è stato il miglior giocatore del mondo, un tempo giocavo anch’io, ma il calcio è così, c’è chi arriva e chi va. Il gruppo lo abbiamo ormai deciso. C’è ancora qualcosa da definire, ma di certo dobbiamo andare ai Mondiali con 23 giocatori, dobbiamo lavorare sul nostro gruppo e so quali giocatori posso alternare e quali no. Le cose sono abbastanza chiare, abbiamo diverse opzioni e in questo momento non c’è necessità di cambiare”. Parole che sembrano bocciare definitivamente anche un eventuale ritorno di Diego, che tra l’altro, non sta brillando neppure nella Juve.
ROBINHO IL FARO – Dunga, oltre a Robinho, ha elogiato Grafite, Bastos e Ramires, gregari che si stanno meritando il pass per il Sudafrica, poi si è coccolato l’ex fantasista di Real e Manchester City, decisivo nell’amichevole di Dublino. “Ha dimostrato quello che sa fare, nella vita ci sono momenti buoni e altri negativi che si superano con il lavoro e anche con l’aiuto degli allenatori. E lui è cresciuto molto”.
L’APPROVAZIONE DI PELE’ – La filosofia di Dunga ha un importante alleato in Patria, Pelè, che su Ronaldinho è andato giù duro: “E’ stato lui stesso a tagliarsi fuori dai giochi… Non serve a niente che giochi bene adesso. Avrebbe dovuto farlo prima…”. Trattamento ancor più caustico per Ronaldo, che pure sognerebbe un addio al calcio in grande stile: “La sua epoca è passata”, ha tagliato corto. Infine si è permesso di consigliare al CT un giocatore che, a suo avviso potrebbe tornargli utile in Sud Africa: “Neymar del Santos”.
da repubblica.it
Unde 21 batte Ungheria 2 a 0
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L’Under 21 batte 2-0 l’Ungheria e resta in corsa
Basta una rete per tempo alla squadra di Casiraghi per battere l’Ungheria e continuare a sperare per una qualificazione agli Europei di categoria. Gli azzurri ora sono al secondo posto, con 10 punti e a sole tre lunghezze dal Galles. Entrambe le squadre hanno giocato sei partite ma servono ancora altre due vittorieOkaka-Marrone show!
RIETI, 3 marzo – Il primo ostacolo è superato. L’Under 21, al termine di una partita non spettacolare, ma tirata e difficile, ha avuto la meglio sull’Ungheria con un 2-0 firmato da Okaka e Marrone. Un successo meritato, davanti ad un avversario che in casa propria aveva fatto una gran figura e questa sera, invece, non ha particolarmente impressionato. Una vittoria che tiene l’Italia in corsa per la qualificazione all’Europeo 2011, ma che andrà confermata a settembre, quando sulla propria strada gli azzurrini incontreranno Bosnia e Galles, con l’obbligo di mettere insieme altri 6 punti. Casiraghi ha disegnato una squadra molto sbilanciata (Oltre ad Okaka e Balotelli, in avanti c’è anche Borini) ed in avvio di partita gli azzurri soffrono un pò a centrocampo, dove a volte si trovano in inferiorità numerica. Ma con il passare dei minuti trovano un loro equilibrio, “aiutati” dagli ungheresi che appaiono piuttosto timidi.
LA PARTITA – Un cross di Poli da destra (testa di Borini, parato) apre le ostilità già al 2′. Balotelli, incitato a gran voce dal pubblico, si accende a sprazzi (e Casiraghi deve sgolarsi per dargli indicazioni), ma quando parte dà sempre l’impressione che possa accadere qualcosa di importante. Una sua punizione sibila a lato al 17′. La prima, vera palla gol l’Italia la costruisce al 23′ sulla linea Borini-Schelotto. Il tiro di quest’ultimo è alzato sulla traversa da Gulacsi. Due minuti dopo gli azzurri rompono lo sbarramento magiaro. Merito di Okaka che parte sulla fascia sinistra approfittando della scivolata di Lazar (il campo è assai umido ed appesantito), si accentra e batte Gulacsi con un rasoterra che Kadar devia leggermente. Passata in vantaggio l’Italia acquista in sicurezza e tiene gli avversari lontani dalla propria area senza eccessivo sforzo. L’intervallo non toglie sicurezza all’Italia, che si ripresenta con un cross di Schelotto (5′) che Borini spedisce alto. Al 17′ L’Italia vorrebbe un rigore, ma il fallo di Debreceni su Borini è fuori area. Balotelli cerca anche di sacrificarsi arretrando e lascia ad Okaka (uno dei migliori) il compito di spaziare lungo la linea d’attacco.
ROSSO BOLZONI – Al 20′ L’Italia trema perché Bolzoni, già ammonito nel primo tempo per proteste, si fa cogliere in atteggiamento falloso (calcetto ad un avversario) che l’arbitro Turpin non gli perdona. Secondo giallo ed azzurri in 10 uomini. Per qualche minuto la formazione di Casiraghi vacilla. Ma gli ungheresi non approfittano della superiorità numerica, che del resto dura solo otto minuti. Al 28′, infatti, anche Kadar si fa espellere, prendendo la seconda ammonizione per un fallo su Okaka, spesso imprendibile per i macchinosi difensori magiari.
GOL MARRONE – Ristabilita la parità, l’Italia ha bisogno della rete della sicurezza, che arriva al 36′ grazie a Marrone, entrato 13 minuti prima al posto di Borini, toccato duro da un avversario. Il tiro di esterno sinistro dello Juventino non dà scampo a Gulacsi e lo staio di Rieti può liberare tutta la sua gioia, come anche i presidenti di Coni e Federcalcio, Petrucci e Abete, presenti in tribuna. La prima delle “tre finali”, come le ha definite Casiraghi, è vinta. .
LA SITUAZIONE – All’Italia servono altre due vittorie contro Bosnia (in trasferta) e Galles in casa per con quistare quota 16. Quota che potrebbe anche signi ficare primo posto. In ca so di seconda posizione invece, gli azzurrini potrebbero avere chance di ripescaggio come una delle migliori quattro se conde. A meno di 16 pun ti si è praticamente elimi nati. In questo senso può essere una buona notizia la vittoria della Bosnia in Lussemburgo. I bosniaci infatti, tornati a loro volta in corsa, possono togliere punti importanti proprio all’Ungheria, l’unica squadra che, pur perden do oggi contro di noi, po trebbe alla fine preceder ci in classifica. In tal caso, però, i magiari mettereb bero fuori causa il Galles consentendoci la possibi lità di ripescaggio sempre a quota 16, non un punto in meno. Alle Olimpiadi di Londra 2012 andranno le prime tre delle finali europee (giugno 2011 in Danimarca).
LA SODDISFAZIONE – Molto soddisfatto il ct azzurro Pierluigi Casiraghi: «Non dobbiamo guardare la classifica. Dovevamo vincere questa partita e anche le prossime due. Oggi abbiamo giocato bene, soprattutto nel primo tempo e abbiamo subito pochissimo. Con le assenze che avevamo non potevamo fare meglio. Ogni tanto la fortuna ci sorride (in riferimento al gol di Marrone, alla quarta presenza in azzurro n.d.r.). Il gruppo è molto valido, abbiamo ancora le nostre possibilità di qualificazione e ce la giocheremo alla grande. Con due giocatori così bravi davanti sappiamo che il loro può essere davvero un contributo notevole. Oggi questi ragazzi hanno fatto molto bene, sono contento e mi hanno davvero impressionato. Balotelli? Non so se a settembre lo avrò ancora a disposizione».
ITALIA-UNGHERIA 2-0
Italia (4-4-2): Mannone, De Silvestri, Ariaudo, Ogbonna, Bellusci, Schelotto (34′ st Mustacchio), Poli, Bolzoni, Borini (23′ st Marrone), Okaka, Balotelli (44′ st Di Gennaro). A disp. 12 Perin, 13 Bianco, 14 Angella, 18 Marilungo). All.: Casiraghi.
Ungheria (4-4-2): Gulacsi, Lazar, Korcsmar, Debreceni, Kadar, Gosztonyi (1′ st R. Varga), J. Varga, Elek, Koman, Lencs (30′ st Kulcsar), Futacs. A disp. 12 Megyeri, 2 Szabo, 16 Pinter, 3 Gyomber, 10 Simon. All.: Egervari.
Arbitro: Turpin (Fra).
Marcatori: nel pt 25′ Okaka; nel st 36′ Marrone.
Note: Angoli: 7-1 per l’Italia. Recupero: 1′ e 3′. Ammoniti: Bolzoni per proteste; Kadar, Schelotto per gioco falloso. Espulsi: 20′ st Bolzoni per doppia ammonizione, la seconda per gioco falloso; 28′ st Kadar per doppia ammonizione, la seconda per gioco falloso. Spettatori: 7.300.
I GOL – 25′ pt: Okaka parte sulla fascia sinistra approfittando della scivolata di Lazar. Si accentra e, nonostante il contrasto di Kadar (che gli devia leggermente il tiro), batte Gulacsi. – 36′ st: cross di De Silvestri leggermente a rientrare e Marrone, di prima intenzione, batte a rete di esterno sinistro un tiro teso che si infila rasente al palo.
da corrieredellosport.it
Brasile censura spot sexy di Paris Hilton
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PARIS HILTON, SPOT OSÉ
CENSURATO IN BRASILE
Il Brasile censura Paris Hilton. L’ereditiera ha girato lo spot di una birra a Rio de Janeiro, giudicata dal Consiglio per la pubblicità troppo sexy per andare in onda.
Visti i precedenti della protagonista, il video non scandalizza più di tanto, ma è innegabile che il prodotto pubblicizzato sia l’ultima cosa su cui cade l’occhio del telespettatore.
A mettere in allerta il Consiglio per la pubblicità brasiliana sono state le denunce giunte dai consumatori, oltre alla Segretaria Speciale delle politiche per le donne, che ha definito la campagna “sessista e irrispettosa”.
da LEGGO.IT
