Archive for February 6th, 2010

Lui lavora a Facebook, lei a Google: nozze in diretta sul web

facebook_google_nozzeCome fa un platform manager che lavora per Facebook a chiedere la mano di una giovane e rampante impiegata di Google?

Semplice, scrive “vuoi sposarmi?” con delle noci di cocco su una spiaggia delle Maldive e poi sorvola la paradisiaca visione affittando un jet privato sul quale regala l’anello – con diamante – alla giovane.

I protagonisti di questa insolita storia d’amore ai tempi di internet sono Dave Morin e Brittany Bohnet: la ragazza ha detto si alla proposta di matrimonio e in poche ore il futuro sposo aveva già postato le foto della romantica avventura su Flickr.

da LA REPUBBLICA


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Ha solo 13 anni, ne dimostra 50
Affetta da rara anomalia genetica

Zara_HartshornZara Hartshorn è un’adolescente inglese che soffre di lipodistrofia, una condizione degenerativa che riguarda i grassi del corpo e che la fa sembrare vecchia. I giornali e i tabloid inglesi le hanno dedicato ampio spazio perché la medicina può fare molto ma la madre non ha i mezzi economici necessari alle cure.

Il suo volto è particolarmente segnato dalla lipodistrofia che distribuisce i grassi del corpo in modo non uniforme, creando increspature anomale della pelle che cresce in maniera accelerata e, al di là degli impatti che questa ha sul fisico, crea grossi problemi nei rapporti sociali soprattutto per i giovani. “Scimmia”, “vecchia” e “faccia moscia” sono solo alcuni dei soprannomi che i suoi compagni di scuola le hanno affibbiato, causando in Zara un dolore che va oltre la sua condizione, quella di una ragazzina che sembra una donna di mezza età.

E’ una degenerazione genetica, ne sono affetti la madre Tracy e gli altri due fratelli di Zara, seppure in forma minore. Ed è stata proprio Tracy, oggi 40enne, ad essersi sottoposta per prima ad un intervento di plastica facciale che ha ridotto il problema in modo purtroppo temporaneo. La degenerazione col tempo si è riproposta lasciando pure traccia evidente delle cicatrici. Oggi la medicina ha fatto dei notevoli progressi, anche se si tratta di terapie ancora sperimentali, soprattutto perché la lipodistrofia è uno dei tanti effetti devastanti dell’HIV, malattia che di per sé pone già chi ne è affetto in uno stato di isolamento dalla vita sociale. La madre si dice disposta a tutto per aiutare Zara prima che sia troppo tardi e, non del tutto rassegnata, chiede con dignità all’Inghilterra di essere vicina a sua figlia.

Anche in Italia il problema è particolarmente sentito, ci sono diversi enti onlus che si stanno prodigando per sensibilizzare l’opinione pubblica e gli ambienti della ricerca scientifica. Il sito www.lipodistrofia.info può essere consultato per saperne di più.

Giuditta Mosca

da TGCOM

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Il mondo del vino piange
la regina della barbera
Moglie del grande Giacomo, ha fatto crescere l’azienda Braida


SERGIO MIRAVALLE

anna_bolognaE’ morta Anna Bologna, poco più che sessantenne.  Le campane del suo paese Rocchetta Tanaro, ai confini tra l’Astigiano e l’Alessandrino  hanno suonato ieri pomeriggio per salutare questa straordinaria donna del vino che lottava da tempo contro un tumore.

Anna Martinengo, fino al giorno di Natale del 1990 era conosciuta nel mondo del vino, soprattutto come la moglie di Giacomo Bologna: un colosso di simpatia e un genio enologico, scomparso a soli 52 anni.

Fu lui  a rilanciare la barbera partendo da «La Monella», briosa e beverina, e il possente «Bricco dell’Uccellone». Giacomo aveva il progetto di far costruire una nuova cantina. Ma la malattia lo vinse.

Anna da quel Natale di vent’anni fa si ritrovò sola, con due figli. «Dopo i giorni del lutto da un’altra azienda piemontese, mi fecero sapere che se avevo intenzione di vendere loro erano disposti. Capivano le mie difficoltà…». Ma non avevano messo in conto la capacità di questa donna di Belveglio, solida e tenace come una quercia. Decise di far costruire la nuova cantina, solo lambita, per fortuna, dalle acque del Tanaro nell’alluvione del 1994.

Negli anni scorsi con l’aiuto di Luigi Veronelli e altri amici ha organizzato un premio alla “Qualità della vita” dedicato al marito. Tra i premiati amche Gianni Rivera e Padre Eligio che erano stati coinvolti dalla simpatia della famiglia Bologna.  A Rocchetta il fratello di Giacomo ha un famoso ristorante e i vini dell’azienda Braida sono conosciuti in tutto il mondo.

giacomo_bolognaVendemmia dopo vendemmia l’azienda si è consolidata: oggi firma oltre mezzo miliome di bottiglie, ha 35 ettari di vigne, un fatturato di 5 milioni di euro e 18 dipendenti. Per il 40% vende all’estero. Raffaella, il ritratto vivente del padre, segue le vendite in tutto il mondo con Norbert il marito austriaco che ha lasciato la laure in medicina per amore. Beppe con la moglie Cristina cura i vigneti e la cantina che è stata recentemente allargata.

Anna fino all’ultimo ha fatto la nonna dei bei nipotini e fino all’ultimo sulle decisioni importanti è stata lei con il buonsenso a decidere, «come avrebbe fatto Giacomo», il marito che l’aspettava tra i filari del cielo.

da LA STAMPA

Categories : cronaca, ultime notizie
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L’educazione sentimentale di Carey Mulligan
Dal ruolo di Kitty Bennet in Orgoglio e Pregiudizio a quello della figlia di Gordon Gekko nel sequel di Wall Street sono passati solo 5 anni: una carriera-lampo, dai ruoli in tv alla nomination all’Oscar per An Education. E c’è anche tempo per l’amore…

di Francesco Chignola

Carey_Mulligan_topless3In un’intervista all’Independent, Carey Mulligan racconta di aver deciso di intraprendere la carriera di attrice già da bambina: il fratello maggiore stava recitando in una riduzione scolastica di Il re ed io, quando la piccola si mise a piangere perché voleva essere anche lei sul palco. Da quel momento, dice, non ha voluto fare altro nella vita. In realtà, la vera carriera di Carey Mulligan inizia qualche anno più avanti quando, appena maggiorenne, viene scelta per interpretare una delle sorelle Bennet nel film Orgoglio e pregiudizio di Joe Wright, accanto a colleghe come Keira Knightley, Rosamund Pike, Talulah Riley e Jena Malone.

Quel ruolo fortunato le apre la strada, da principio, solo di una gavetta televisiva. Che però, grazie ad alcune scelte particolarmente azzeccate, tra le quali un episodio della popolare serie Doctor Who che diventa il più amato da critici e appassionati, dura poco tempo. Dopo alcuni ruoli minori in film importanti come Nemico Pubblico e Brothers, nel 2009 esce infatti An Education, il film della svolta nella sua vita e nella sua carriera. Un esordio da protagonista che le frutta nomination ai premi più importanti del mondo, dal Golden Globe all’Oscar, dai Satellite Award ai BAFTA. E che la lancia definitivamente come uno dei volti più interessanti della sua generazione.

Merito del suo fascino intelligente e della sua dolcezza, di uno sguardo scaltro, come di una che la sa sempre lunga, e di un volto quasi senza età: non a caso il suo personaggio Jenny Miller ha soltanto 16 anni, mentre l’attrice è stata scelta quando ne aveva già 22. Ma anche di un talento evidentemente naturale, proprio quello di chi non potrebbe far altro, nella vita, che stare su un palco e recitare. Nemmeno il rischio di rimanere intrappolata nel ruolo dell’eterna ragazzina sembra toccarla. E in uno dei suoi prossimi progetti la Mulligan avrà il piacere e l’onore di incontrare di nuovo la “sorella” Keira Knightley nel dramma fantascientifico Never Carey_Mulligan_topless2Let Me Go.

Il 2010 di Carey Mulligan parte in ogni caso con il migliore degli auspici: l’attrice sarà infatti la figlia del leggendario Gordon Gekko (interpretato da Michael Douglas) nel tardivo sequel del film Wall Street diretto da Oliver Stone, il cui trailer circola da qualche giorno sulla rete. Un film a cui l’attrice è già molto legata per motivazioni del tutto personali. Sul set infatti, nell’agosto del 2009, si è innamorata di Shia LaBeouf, il protagonista di Transformers, che nel film interpreta il suo fidanzato, e che da allora è il suo compagno anche nella vita.

da SKY.IT


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Sophie Marceau confessa: “Amo Cristophe alla follia!”

marceau_lambertSono ormai trascorsi 30 anni dall’ inizio delle riprese del film cult “Il tempo delle mele”, “La Boum” titolo originale,  diretto dal regista Claude Pinoteau che passò in rassegna 40 mila ragazze adolescenti per scegliere quale fosse più idonea al ruolo di Victoire Berreton, la tredicenne che si affaccia timidamente e con mille emozioni scalpitanti al mondo, inizia il percorso scolastico, nutre le prime vere amicizie, conosce i tranelli del primo ed autentico amore  con, immancabili, gli scontri ed i conflitti con i suoi genitori.

La pellicola segnò con successo gli esordi cinematografici della bella Sophie Marceau che interpretò alla perfezione la ragazzina Vic dalle molteplici sfaccettature, poi una carriera fortunata ed osannata; indimenticabile la sua interpretazione della regina Isabelle in “Braveheart” di Mel Gibson , altrettanto memorabili furono il sequel de “Il tempo delle mele” nel 1982, “Al di là delle nuvole”, “Anna Karenina” e “Agente 007: Il mondo non basta”.

L’ attrice, regista e sceneggiatrice parigina è entusiasta della sua nuova avventura cinematografica  “L’ homme  de Chevet” appena terminato di girare, al fianco non di un attore qualsiasi ma proprio del suo attuale compagno Christopher Lambert, nove anni più grande di lei. La coppia ha deciso di stare insieme anche sul set ed in particolare Christophe sostiene che se è presente un amore  così intenso alla base, si può lavorare con risultati esaltanti:

“Ho deciso di superare me stesso per sorprendere Sophie in questo film, per sedurla davvero. La mia compagna è una donna forte, integra: questo mi piace tanto di lei. Ho di fronte  una persona  su cui posso contare e questo contribuisce molto al mio equilibrio”.

La loro love story è travolgente, non sembra subire l’ inesorabile passare degli anni ed è paragonabile ad una forza trainante a cui non ci si può opporre, un amore simile a quello rappresentato ne “Il tempo delle mele”. Sophie, con la proverbiale leggerezza che la contraddistingue ammette al settimanale  Vanity Fair di vivere un periodo magico  della sua vita, arricchito dalla presenza del suo Christoph: “Siamo due entusiasti, ci divertiamo, ci sosteniamo. Cosa potrei volere di più. Girare un film con lui è stata una bella esperienza, di coppia e professionale. Le persone che si amano possono condividere tutto, anche il lavoro”.

Gionata Cerchiara

da NEWNOTIZIE.IT

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