Archive for February 1st, 2010

L’auto in bilico, la fuga è miracolosa

auto_bilicoNon è un fotomontaggio ma la sequenza di un miracolo. Accade in Cina nella provincia di Fuzhou. Quest’auto è rimasta in bilico sul ciglio della strada con all’interno il conducente.

Nessuna possibilità di salvezza (apparentemente) e nessuno che potesse aiutarlo. Per di più l’uomo era rimasto bloccato all’interno della vettura dalla cintura di sicurezza. Lunghi attimi di attesa durante i quali ha provato a chiedere, senza fortuna, aiuto con il cellulare bloccato però perchè la zona non era coperta dal segnale.

E così, lentamente, il malcapitato è riuscito a liberarsi dalla cintura mentre l’auto dondolava paurosamente sul ciglio del strada.

Queste sono le immagini scattate dagli agenti di polizia arrivati sul posto dopo che l’incubo del conducente era finalmente finito

da LA REPUBBLICA


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Vietato superare i limiti per correre in ospedale. Lo dice la Cassazione. Confermata la sanzione all’automobilista

carabinieriSuperare i limiti di velocità, per correre al pronto soccorso per un grave malessere, non è giustificato.

Infatti, secondo quanto stabilito dalla Corte di cassazione con una sentenza del 28 gennaio 2010, l’automobilista non può invocare a sua discolpa lo stato di necessità.

In particolare, la seconda sezione civile ha confermato la multa a un uomo romano che, dopo aver pensato a un imminente attacco cardiaco, era andato sulle strade della capitale a 167 km all’ora, senza fermarsi all’alt degli agenti.

Dichiarando inammissibile il suo ricorso, i giudici hanno inoltre precisato che “era infondata la pretesa giustificazione”, non “essendo logicamente recepibile la tesi, per cui il timore di un attacco cardiaco induca a guidare a 167 km/h, con pericolo per sé per gli altri, a non fermarsi all’alt delle forze dell’ordine, invece di chiedere soccorso, a procurarsi ex post un certificato medico irrilevante”.

da LIBERO-NEWS.IT

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scala_musicale_duomoLa scala musicale
in Piazza Duomo

La scala musicale fa divertire tutti, grandi e piccini. Costruita in una notte, l’enorme scala-tastiera fa suonare una nota ogni volta che qualcuno calpesta un gradino.

Chi sale dalla Metropolitana in Piazza Duomo ha quindi la possibilità di suonare un pianoforte gigante, anche se si tratta del passante più distratto.

Per chi ci sale la prima volta, la reazione ad ogni passo musicale è sempre stupita e incuriosita. Ma in generale i milanesi – come i turisti – sembrano apprezzare questa novità.

Organizzata dal Comune e Atm, questa iniziativa rientra nel progetto Livemi.it, un prgetto guidato da Red Ronnie per il rilancio della musica emergente in Italia.

da MILANO.REPUBBLICA.IT

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Serena Autieri, sexy e provocante da Barbareschi
Serena Autieri al “Barbareschi Sciock” con un look provocantissimo parla di sé.

serena_autieri_barbareschiChe la nuova trasmissione di Luca Barbareschi “Barbareschi Sciock” sia destinata a far parlare di sé è scontato. E’ nata per questo, lo stesso titolo fa capire bene che il progetto è di quelli ambiziosi: dare un po’ di linfa vitale a La7 con un programma serale che esca dai soliti canoni.

Sicuramente piacevole è stata, sotto tanti aspetti l’intervista all’attrice Serena Autieri. La Autieri, che è anche molto brava a cantare si è prima esibita in un duetto con Barbareschi e poi si è concessa alle sue domande, che come tutto il resto della trasmissione, hanno un taglio vagamente malizioso e provocatorio.

“Chi è la vera Serena Autieri?” Le chiede Barbareschi. “Una grande rompiscatole, e chi sta accanto lo sa, cattiva, aggressiva…” dice la Autieri che poi quando Barbareschi le chiede di dire una parolaccia se ne esce in napoletanano ironizzando tra le righe su qualche collega che si professa sempre “bella e brava”.

Serena tra le altre battute definisce Barbareschi come il suo “James Bond” e lui prende la palla al balzo per una battuta… “Come i bond bancari… quelli che scadono”. E poi parlando della sua professione la bella Serena confessa che le piacerebbe interpretare ruoli di cattiva.

“Mi vedono con questa faccina, carina, educata, bionda… – spiega la Autieri – ma mi piacerebbe fare un film come Monster in cui Charlize Theron si imbruttisce e si trasforma per recitare quella parte”.

Infine per la gioia di tutti i suoi ammiratori l’attrice si alza in piedi e si toglie la giacchetta mostrando una camicetta “nude look” davvero provocantissima. In questo modo Serena saluta il pubblico e se ne va accompagnata dalle note musicali e mostrando la schiena senza veli… Anche questo è “sciock”!

da RUMORS.IT

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Schumacher, quante provocazioni…
La Ferrari ormai è nel mirino
Prima le dichiarazioni sul sollievo di poter parlare tedesco, poi lo spot con la Mercedes rossa, ora il casco della Ferrari usato per la stagione 2010 di F1 e i giuramenti di fedeltà a vita con la casa di Stoccarda. C’è rancore fra la scuderia di Maranello e il pilota tedesco

di VINCENZO BORGOMEO

schumacher_cascoQualcosa è successo. Qualcosa di brutto è sicuramente successo fra la Ferrari e Michael Schumacher. E già perché non possono essere casuali le continue provocazioni che Schumacher va ormai facendo ai danni della Ferrari. Prima annuncia che correrà con la Mercedes, spiegando che “è bello poter parlare nella propria lingua madre”, poi gira uno spot al volante di una Mercedes SLS AMG tutta rossa e quindi oggi decide di correre con il casco della Ferrari, quello tutto rosso con le stelline dei suoi mondiali. I colori di Schumi sul casco da sempre sono infatti ben diversi: parte superiore blu (con le stelline dei mondiali vinti), quella inferiore bianca e quella centrale con la bandiera tedesca. Poi, durante l’ultima sua stagione in Ferrari, per dimostrare dedizione e fedeltà cambiò i colori del suo casco con i colori Ferrari. Colori che oggi sfoggia sulla bella Mercedes argentata…

Ma non è tutto: perfino durante la famosa intervista al tabloid tedesco Bild, Schumi pur dichiarando che “una parte del mio cuore rimarrà sempre rossa”, si è poi affrettato a dire che “anche una parte del mio garage rimarrà sempre rosso perché ho la mia ultima auto da corsa della stagione 2006. E’ in perfetto ordine, anche se naturalmente non può circolare sulle strade, e di certo non la lascerò…”.

In ogni caso, Schumacher ha ammesso di avere già ricevuto una vettura dalla Mercedes, una ‘C63 station wagon’: “Ho bisogno di spazio per il mio cane”, ha spiegato… E non sono mancate neanche le frecciate a Felipe Massa, paraganato a quel ‘paracarro’ di suo fratello Ralf: “Sono un fan di Felipe – ha spiegato -. E’ come un mio fratello minore. Non è un problema che adesso sia mio avversario, in passato anch’io ho corso contro mio fratello minore…”.

E, a riprova che qualcosa deve essere per forza successo fra Schumi e la Ferrari, ci sono anche le parole di Montezemolo, che prima ha stigmatizzato il passaggio di Michael alla Mercedes ricorrendo al giochetto del fratello gemello che lui non conosce, “quello che correva con noi era l’originale, questo non so chi sia e come guidi…”, e poi proprio durante la presentazione della Ferrari F10 nei giorni scorsi ha definito “di cattivo gusto lo spot con la Mercedes rossa: il rosso è il nostro colore…”.

Eppure il rapporto fra Michael Schumacher e la Ferrari – dopo undici anni come pilota della Scuderia con cui ha conquistato cinque titoli iridati schumacher_casco1Piloti e sei Costruttori – sembrava essere destinato a durare in eterno. Solo lo scorso settembre Schumi e la Ferrari avevano annunciato in pompa magna a Monza che il loro rapporto (ormai di consulenza) con la Casa di Maranello, iniziato nel 2007 sarebbe dovuto durare un altro triennio.

“Il Presidente Montezemolo ed io – spiegò allora lo stesso Schumacher – ci siamo messi d’accordo per prolungare la nostra collaborazione per altri tre anni. Sono molto felice per questo perchè mi è sempre piaciuto essere parte della famiglia Ferrari, il cui nome per me significa passione, alta qualità e sportività ai massimi livelli. L’accordo prevede che il mio contributo sia sempre più indirizzato nell’area delle vetture stradali”.

Bell’accordo, ecco la dichiarazione di Schumacher appena tre mesi dopo: “La cosa bella è che la Mercedes crede in me e mi dà la possibilità di avere successo insieme per un periodo di tre anni. Ma la fine – spiega – non deve arrivare dopo tre anni”…

da LA REPUBBLICA

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