Archive for January 5th, 2010
Distretto di Polizia 10 le novità
Posted by: | CommentsGUZZANTI-AGOSTI: NEL NUOVO
‘DISTRETTO’ TANTE DONNE
Distretto di Polizia più anziano del Grande Fratello: siamo arrivati infatti alla undicesima edizione e la serie si rinnova parecchio. Del resto le ultime edizioni non erano state pari a quelle iniziali (ricordate Ricky Memphis, Giorgio Tirabassi e compagnia bella?).
Il deus ex machina, Pietro Valsecchi, ha un nuovo parterre al femminile: si sapeva del ritorno di Claudia Pandolfi, un tempo commissario del X° Tuscolano e ora promossa magistrato. Accanto a lei, la famosa Giulia Corsi, ecco due new entry molto attese: Caterina Guzzanti (la terza figlia, dopo Corrado e Sabrina) e Lucilla Agosti, che non siamo abituati a vedere in una fiction televisiva, anche se ha parentesi cinematografiche.
Per alcune ragazze che arrivano, qualcuna che se ne va, a cominciare da Giulia Bevilacqua, agente del commissariato e, nella vita privata, compagna di quel Simone Corrente che continuerà a svolgere il ruolo di commissario del Distretto di polizia. Confermati anche Daniela Morozzi, Gianni Ferreri e Marco Mazzocca (che sembrava volesse abbandonare.
C’è anche una new entry al maschile, ed è di tutto rispetto: Marco Giallini, un attore già apprezzato in questo genere di fiction, da “La nuova squadra” su Rai Tre al “Romanzo criminale” che tanto successo ha ottenuto su Sky.
da LEGGO.IT
Boxe James ‘Lights Out’ Toney dal pugilato al wrestling
Posted by: | CommentsBoxe, Toney si dà al wrestling
Stanco d’aspettare avversari: “Ora cambio”
ROMA – Stanco del fatto di essere evitato da molti possibili avversari, l’ex pluricampione del mondo di pugilato James ‘Lights Out’ Toney ha deciso di dedicarsi al wrestling. L’annuncio è stato dato dallo stesso Toney al termine di un incontro con Dana White, presidente della Ultimate Fighting Championship, uno degli enti che ‘governano’ il mondo delle lotte dove è permesso ogni tipo di colpo. Toney era al seguito di White in un tour di eventi di wrestling che lo hanno portato a Boston, Memphis e Las Vegas.
Il 41enne pugile, che a fine aprile del 2005 era diventato campione del mondo dei massimi Wba, battendo John Ruiz, ma poi aveva dovuto restituire il titolo per essere risultato positivo per nandrolone all’antidoping, non ha mai smesso di battersi, e nel corso della sua carriera ha detenuto le corone iridate anche dei medi e dei supermedi.
Ma dopo aver combattuto solo tre volte negli ultimi due anni ha fatto sapere di essersi stancato di aspettare “una chance da uno dei fratelli Klitschko (detentori dei titoli mondiali dei massimi n.d.r.)” e quindi di aver deciso di accettare l’offerta di White, “che ha mostrato un interesse genuino nei miei confronti”. Ecco allora che, secondo il sito ‘insidefights.com’, presto salirà sul ring del wrestling, dove potrebbe affrontare un ‘pezzo da novanta’ come Kimbo Slice.
da ANSA.IT
Sgarbi assolto in appello da accusa di diffamazione nei confronti di Caselli
Posted by: | Comments“Caselli è vergine”
Ma Sgarbi non è colpevole
La seconda sezione penale della Corte di Appello di Caltanissetta, presieduta da Salvatore Nicastro, ha assolto, perché il fatto non sussiste, Vittorio Sgarbi dall’accusa di diffamazione nei confronti di Giancarlo Caselli, che attraverso l’avvocato Francesco Crescimanno si era costituito parte civile.
Ne dà notizia lo stesso Sgarbi, che era stato condannato in primo grado, il 10 marzo 2008, a sei mesi di reclusione, al risarcimento dei danni e al pagamento delle spese legali e processuali.
Il critico d’arte, attualmente sindaco di Salemi, aveva affermato, in occasione della presentazione del libro “Il Giudice Lombardini” a Cagliari, poi trasmessa dall’emittente “Sardegna Uno” il 24 settembre 2001, che “Giancarlo Caselli é come la Madonna. E’ perennemente vergine”.
Sgarbi era difeso agli avvocati Giampaolo Cicconi, del Foro di Camerino, e Giovanni Di Giovanni, del Foro di Caltanissetta.
da LIVESICILIA.IT
Terremoto L’Aquila, Casa dello studente crollata perchè mancava pilastro
Posted by: | CommentsCasa dello studente: “Mancava un pilastro”
Tutte le verità della perizia. Il crollo dell’edificio determinato dalla mancanza di un pilastro. All’’Aquila i periti della Procura scoprono gli errori e le carenze che provocarono otto morti. Secondo i periti della Procura il crollo dell’edificio è avvenuto per un errore umano e non per la scossa
di Giampiero Giancarli
L’AQUILA. La perizia sul crollo della Casa dello studente sembra dare una risposta chiara alle domande dei familiari delle otto vittime sulle cause della tragedia: «L’ala nord collassata non aveva un pilastro, presente invece in altri punti corrispondenti dell’edificio, che invece hanno retto». I periti della procura della Repubblica, comunque, hanno riassunto in sei censure le concause della disgrazia.
LA RELAZIONE. In sostanza, secondo i 2 principali consulenti della procura, Francesco Benedettini e Antonello Salvatori, sono stati gli errori umani, evitabili, a causare l’i rreparabile, e non la scossa giudicata, sulla scorta di valutazioni fatte dai sismologi e riportate della perizia di 160 pagine, «di magnitudo moderata».
Diversamente, dicono i periti, «è ragionevole ipotizzare che l’ala nord della Casa dello studente non sarebbe crollata in occasione del sisma. Queste conclusioni sono avvalorate dal fatto che le altre due ali dell’edificio non sono crollate e dal confronto con il panorama edilizio circostante e delle sue condizioni dopo il sisma».
LE SEI CENSURE. I periti, pertanto, hanno indicato in sei punti le motivazioni della sciagura nella quale morirono otto ragazzi. Una, per l’appunto, è che nel progetto del 1965 manca un pilastro. Ecco le altre. «Il progettista non ha previsto in alcuna parte dell’edificio un sistema resistente adatto a sopportare azioni orizzontali provenienti da tutte le direzioni». Inoltre «L’i mpresa esecutrice non ha disposto le staffe di armatura dei pilastri all’interno dei nodi della struttura secondo quanto previsto dal progetto»; «il calcestruzzo usato» si legge ancora nella relazione, «appare fortemente disomogeneo da potersi definire scadente e in complesso di qualità inferiore rispetto alle specifiche progettuali; «dopo la realizzazione dell’edificio» osservano ancora i periti «nessuno ha mai chiesto o fatto lavori di adeguamento funzionale che riguardassero le strutture, anche quando cambiava la destinazione di uso da civile abitazione a residenza universitaria»; infine, sempre secondo gli esperti, «ci sono danni alle strutture causati da cattiva posa in opera degli impianti termici, idrici ed elettrici».
ILTERRENO. «Pur condividendo l’affermazione generale per la quale in corrispondenza dei sedimenti alluvionali del fiume Aterno si possono attendere rilevanti fattori di amplificazione del sisma», scrivono i periti, «si ritiene di poter ragionevolmente escludere che tali fattori possano avere riguardato il sito della Casa dello studente in quanto l’area in questione non si trova su sedimenti alluvionali come dimostra l’esito del sondaggio. Inoltre si sottolinea ancora una volta come le altre due ali del palazzo e gli edifici adiacenti non sono crollati».
IL PROGETTO. Non mancano delle critiche rivolte al progetto originale del 1965. «I documenti resi disponibili» si legge nella relazione, «indicano una progettazione carente nei contenuti e caratterizzata da errori e omissioni. Tra le altre cose il progettista non prevede un sistema resistente alle azioni sismiche disposto in maniera da applicare a tutte le direzioni come prevista dalla normativa vigente all’epoca».
RESTAURI. «Durante le fasi di adeguamento funzionale», asseriscono i periti, «tutte le lacune strutturali non sono mai state oggetto di valutazione da parte dei responsabili delle varie amministrazioni dello stabile, dei vari progettisti, dei direttori dei lavori, etc. Anche le modifiche alle configurazioni di peso dell’edificio (nuovi tramezzi o pannelli solari) non sono stati oggetto di alcuna minima considerazione sul loro impatto». «Questo atteggiamento negligente» commentano i periti «ha fatto preferire costantemente dei lavori di cura estetico funzionale dell’edificio mentre non sono mai stati rivolti ad assicurare una costruzione solida e rispondente alle norme. Inoltre alcune demolizioni di travi e pilastri per consentire il passaggio e l’alloggiamento di tubazioni e canali hanno prodotto effetti negativi su alcuni elementi strutturali».
MANUTENZIONE. Ancora accuse di negligenza. «Nei passaggi di proprietà dell’edificio» dicono i periti, «non risulta essere mai stato chiesto o eseguito alcun controllo atto ad avere cognizione delle capacità di resistenza dell’edificio ai carichi. L’ edificio, che già nasceva con una concezione poco adatta alla resistenza al terremoto, tale è rimasto anche dopo il passaggio di proprietà quando è stato utilizzato come struttura per studenti». I periti fanno anche un’altra valutazione: gli edifici crollati all’A quila in occasione del terremoto sono meno dell’uno per cento del totale.
FORMA A STELLA. Censurata dai periti anche la forma del palazzo a stella. «Una forma» assicurano che è stata scelta «per il soddisfacimento di esigenze artistico-architettoniche, senza nessun riferimento alle implicazioni in tema di ingegneria strutturale che comporta e che sono notevoli». Da segnalare, poi, che i pannelli solari, pesanti 400 chili, erano posti proprio in corrispondenza dell’ala nord collassata.
SVILUPPI. Ora i legali degli indagati stanno preparando le loro memorie difensive il cui termine di presentazione scadrà tra 10 giorni. Sotto inchiesta per omicidio colposo e lesioni gravi (17 i feriti con traumi anche psichici) ci sono il costruttore Claudio Botta, gli ex titolari dell’immobile (tutti deceduti) e i tecnici che a vario titolo hanno effettuato a fine anni ’90 e nel 2003 i restauri: Giorgio Gaudiano, Walter Navarra, Bernardino Pace, Carlo Giovani, Pietro Centofanti, Tancredi Rossicone e Massimiliano Andreassi, oltre a coloro che hanno avuto responsabilità amministrative: Pietro Sebastiani, Luca Valente e Luca D’Innocenzo. Sono assistiti dagli avvocati Piergiorgio Merli, Massimo Carosi, Nicola Apa, Vincenzo Colaiacovo, Mercurio Galasso, Lino Nisii, Angelo Colagrande, Attilio Cecchini, Fabio Alessadroni, Massimo Rampini e Fausto Corti.
LE VITTIME. I morti nel crollo: Marco Alviani, Luciana Capuano, Davide Centofanti, Alessia Cruciano, Francesco Esposito, Hussein Hamade, Luca Lunari.
da ILCENTRO.GELOCAL.IT
Amici 9 continuano gli esami con Enrico, Anna, Elena, Gabriele e Grazia
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di Robi C.
Continuano gli esami e si chiede a Enrico e alla sua chitarra di entrare in studio. Il ragazzo apre con un suo brano “Tu non farlo” e conclude con il pezzo di Grignani “Mostrami il tuo amore”, in mezzo un divertente botta e risposta con Luca sulle sue aspirazioni in vista del serale. Mangiarotti commenta: – è la prima volta che mi convinci pienamente anche come cantante – Enrico ritorna in sala relax festeggiato dai compagni e da Elena che lo abbraccia dicendogli: – mi hai fatto emozionare…-
E’ il turno di Anna che dispiega la potenza delle sue corde vocali cantanto “One” degli U2 e “Got to be real” di Cheryl Lynn, alla fine commenta: – perchè al serale? perchè il mio sogno continui…-
La rassegna degli esami prosegue senza pubblico con i ballerini, quindi Luca introduce la nutrita commissione esterna di danza formata da Gheorghe Jancu, Pablo Moret, Michele Villanova, Luciano Cannito e Mauro Mosconi. Il primo a essere chiamato è Stefano che prima di iniziare dice di essere consapevole delle sue potenzialità e dei suoi limiti, quindi dà il via al suo esame con assolo e passo a due, poi ancora assolo “caraibico” di Garrison. Alla fine Cannito dice di essere rimasto colpito positivamente dalla frase sui suoi limiti e gli chiede di enunciarli, Stefano risponde che la sua fisicità non gli consente di esprimersi adeguatamente nel mondo della danza classica.
Arriva il momento di Elena ma al suo esame vorrebbe assistere anche uno suo fan…Enrico; il cantautore viene fatto entrare, Jancu gli chiede perchè vuole assistere, il ragazzo: – perchè la volevo vedè ballà! – Elena apre le sue danze ballando sulle note di “Maledetto ciao” della Nannini, mentre le telecamere inquadrano Loredana che la canticchia in lacrime…; quindi due passi a due, con Josè e poi con Amilcar. Alla fine secondo Enrico è andata bene, secondo Elena si può sempre far meglio per poi affermare che andare al serale per lei significa soprattutto ballare per gli altri, cosa che la gratifica molto, ma anche continuare a imparare nella scuola; – anche da me? – le chiede con una punta di
polemica Garofalo, – si anche da lei – risponde Elena che poi spiega a Jancu, curioso di sapere cosa fosse successo tra i due, quei momenti di
tensione scaturiti in seguito al suo scetticismo rispetto al “gattonare” in modo sensuale come Garofalo le chiedeva…; alla fine Elena lascia lo studio con Enrico che afferma ironico: – vieni gattona…-
Gabriele in pista con il suo hip-hop, due brani ballati e alla fine Steve gli dice che è un peccato che non si sia preparato anche qualcosa di moderno, il ragazzo allora fa il nome di Stefano per un passo a due provato in precedenza e il compagno, che ha udito la sua richiesta, si presta a fargli da spalla.
E’ il turno di Grazia che si produce nella variazione di “Esmeralda” ma alla fine non è soddisfattissima, sebbene dica di “essersi sentita davvero Esmeralda” in quanto a sensualità; Garofalo dice di non aver visto niente di tutto ciò, mentre per Cannito sarà stata pure seducente ma ha sbagliato i giri; Villanova parla del lavoro fatto con lei affermando che si è perduto qualcosa per strada, ma niente di troppo grave, Jancu le chiede un echapé alla seconda in punta e visto il risultato le dice: – ma non puoi spingere di più sulle punte? – a questo punto Pierdavide, che ha seguito tutto con attenzione, “irrompe” in studio affermando: – ma lei si è fatta male alla caviglia! – Luca: – e perchè lo dici tu e non lei? comunque hai ragione, me ne ero dimenticato che stava facendo fisioterapia…- Jancu e la Celentano in coro: – si ma prima ha fatto la variazione, quindi tanto male non stava per fare un echapé…-
da mariadefilippi.mediaset.it/amici
